domenica 16 luglio 2017

[Party Game] Sherlook

scritto da Bernapapà

Oggi voglio proporvi un simpatico Party Game, Sherlook, ideato da Silvano Sorrentino e uscito quest'anno per la Kaleidos Games del mitico Spartaco Albertarelli, con il quale ho avuto il piacere di giocare, durante la nostra CON, ad un prototipo astratto (Desdemona), ideato da Hjalmar Hach, che quando uscirà (speriamo) troverà il suo giusto spazio anche nel nostro blog.
Ma torniamo al gioco di oggi, che ci vede coinvolti nella ricerca degli indizi manomessi da un distratto poliziotto alle prime armi, proprio sulla scena del crimine. 
Quello che dovremo fare è confrontare due "fotografie" della scena del crimine e individuare quali sono le differenze fra una e l'altra: chi avrà indovinato esattamente il numero di differenze prenderà il maggior numero di punti, seguito da chi gli si sarà avvicinato il più possibile sia per difetto che per eccesso. Gioco indipendente dalla lingua, da 2 a 6 giocatori, ma che non disdegna anche compagnie più allargate, dedicato al grande pubblico, che premierà le persone dotate del più spiccato spirito di osservazione. 

I materiali e le regole

Nella scatola troviamo 40 schede delitto, 10 segnaposto della scena del crimine, numerati da 1 a 10, e una manciata di talloncini segnapunti.
Il fulcro del gioco sono le 40 schede delitto, che contengono sul fronte la scena del crimine, con la sua bella sagoma disegnata sul pavimento e una miriade di oggetti (dai più comuni ai più strampalati) che lo attorniano.
Sul retro della scheda sono evidenziati gli indizi che rendono la scheda diversa rispetto a tutte le altre schede presenti nel gioco.
La qualità dei materiali è adeguata allo scopo: simpatici i segnaposto che fanno molto ambient, così come le schede della scena del crimine...
Le regole sono semplicissime: come si diceva nell'introduzione, il twist del gioco è "trova le differenze". All'inizio della partita si dispongono i segnapunti da 1 e da 2 punti girati a faccia in su, mentre quelli dei 3 punti rimangono capovolti. Se ne gira uno e, in base all'illustrazione, si dispongono due schede scena del crimine come indicato, attorniate dai segnaposto gialli. Si lascia quindi tempo ai giocatori per osservarle e trovare le differenze.
La maggior parte delle differenze sta nella presenza di nuovi oggetti, ma possono esserci differenze anche minime, ossia una diversa tonalità del colore, un oggetto ruotato di un sufficiente numero di gradi da poter essere notato o magari lo stato dell'oggetto (acceso/spento), e così via.
Il primo che ritiene di aver trovato il numero esatto di differenze (che saranno sicuramente fra 1 e 10), si impossessa del segnaposto con il numero corrispondete; gli altri giocatori proseguono: l'ultimo giocatore ha solo 3 secondi per scegliere il suo segnaposto numerato. Ovviamente il numero prenotato sarà necessariamente diverso da quelli già prenotati dagli avversari.
Quando tutti hanno preso un segnaposto, si girano le schede delitto e si contano le differenze, sommando quelle delle due schede. Se un giocatore ha azzeccato il numero esatto, ottiene il talloncino dei 3 punti; chi gli si è avvicinato per difetto ottiene 2 punti, chi gli si è avvicinato per eccesso ottiene 1 solo punto. Gli altri nulla. Nel caso in cui nessuno abbia azzeccato il numero esatto, il talloncino dei 3 punti rimane non assegnato.
Come si diceva, nel talloncino dei tre punti è indicata la posizione con cui dovranno essere posizionate le schede per il turno successivo (perpendicolari, speculari, lanciate a caso sul tavolo ecc...), il che renderà i turni successivi sempre diversi e a volte più complicati dei precedenti.
Fatti 10 turni, si contano i talloncini e verrà così eletto il novello Sherlock Holmes, colui cui non sfuggono mai i particolari!

Le considerazioni

Il gioco è veramente semplice, adatto al grande pubblico.
All'inizio avevo qualche perplessità sulla longevità, ma le combinazioni di varianti delle carte sono veramente molte, per cui è molto difficile memorizzare in quale posizione potrebbe comparire il particolare che fa la differenza.
Su questo aspetto è stato fatto un notevole lavoro, sia grafico che concettuale: ogni carta può contenere da 1 a 5 varianti particolari, mai condivisi con altre carte, che la distinguono dalla carta base, che ovviamente non è nota
Anche l'idea di posizionare le schede in modo diverso, ottiene l'effetto di complicare e confondere il cervello, che se è abituato a ricercare le corrispondenze sul piano simmetrico, fa molta più fatica sullo speculare o sul capovolto.
Le persone abituate a giocare a "trova la differenze" forse saranno avvantaggiate, ma vi assicuro che avere le schede messe magari perpendicolari rende il tutto molto più ostico.
Il fulcro del gioco è decisamente lo spirito di osservazione, soprattutto dei particolari.
Per questo motivo è un gioco giocabile da tutti, indipendentemente dall'età e dalle capacità logiche: conta solo quella frazione di secondo per cui il tuo occhio comunica al tuo cervello che in quella piccolissima zona c'è qualcosa che non torna...
Un approccio sistematico, che analizza perlustrando ogni piccola zona della scheda (quello che solitamente mi viene da applicare), risulta decisamente perdente rispetto a chi ha questa capacità ricettiva di accorgersi che fra quel guanto e quell'accendino è presente una pedina che è assente sull'altra scheda.
Stiamo parlando, come immagino si sia capito, di un gioco che richiede sì concentrazione, ma rimane comunque molto leggero: un filller, in pratica, per consentire ai giocatori di competere sulla propria capacità di osservazione.

Chi volesse, può acquistarlo su Egyp.

Si ringrazia la Kaleidos Games per la copia di review concessaci.

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