lunedì 17 aprile 2017

[Recensione] Tallin

scritto da Fabio (Pinco11)

Siete alla ricerca di un buon filler sviluppato intorno a meccaniche di maggioranze?
Eccovi una possibile soluzione, ovvero Tallin, di Stefan Risthaus, edito da Ostia Spiele (per 2-4 giocatori, tempo a partita intorno ai 10-15 minuti, indipendente dalla lingua, salvo il manuale, in inglese).
Il gioco, come vedremo, si propone come rapido da spiegare e da giocare, ma con diverse scelte interessanti, per cui risulta adatto a giocatori occasionali, potendo però incuriosire e attrarre anche i più esperti, alla ricerca di un buon riempitivo tra un cinghiale e l'altro.


L'AUTORE E L'EDITORE

Stefan Risthaus è un autore che si è già conquistato una buona se non ottima fama, grazie alle sue produzioni. Tra i titoli di maggior spicco annovera il cinghialone Arkwright, ma anche diversi altri titoli (come Monuments o alcune espansioni dei Coloni di Catan), molti dei quali prodotti grazie alla sua (familiare) Ostia Spiele.
Tra l'altro il suo Visby, già edito da Ostia, sta per uscire con una più ampia distribuzione sotto le insegne della Pegasus con il nome di Santo Domingo (con illustrazioni di Franz Klemens) e tutto ciò conferma come si tratti di autore da tenere d'occhio.
Gli altri titoli della Ostia si rivelano in genere (Marchia Orientalis, Visby, Blindes Huhn, Slicks, Speicherstadt Hamburg) come fruibili in tempi rapidi (da 10-15 a 45 minuti) e compatti: diversi di essi (come attesta la riedizione di Visby in arrivo) propongono meccaniche snelle, ma intriganti.

IL GIOCO IN POCHE PAROLE

La prima cosa che troviamo nella scatola è una sessantina di carte, ovvero 50 per il gioco base e una decina per le espansioni già comprese (ce ne sono anche un altro paio acquistabili a parte). 
Ogni giocatore riceve a inizio partita le proprie 10 carte (i set sono uguali per tutti) di pesca e una delle 6 carte di partenza. Ciascuno quindi mescola il proprio mazzetto e pesca le prime tre carte.
Il gioco, a quel punto, si sviluppa su dieci turni, in ognuno dei quali ciascun giocatore sceglie una carta da giocare di fronte a sé, rivelando tutti contemporaneamente le proprie scelte. Punti vittoria sono attribuiti in corso di partita (quando qualcuno gioca una carta con il simbolo moneta) o a fine partita (contando maggioranze).
Il fulcro del gioco sta nel fatto che ogni carta è divisa in due quadratini, su ciascuno dei quali sono ritratte una o più facce delle tre fazioni presenti nel gioco, ovvero guerrieri, mercanti e monaci, a rappresentare il supporto che si gode da parte dei relativi poteri (militare, economico o religioso). Quando si gioca si deve anche scegliere quale delle due parti utilizzare, incolonnando la carta con quelle già giocate in modo da coprire la metà inutilizzata. In questo modo, turno dopo turno, si andranno ad aumentare le facce disponibili delle tre fazioni.
Quando si decide di giocare una carta con il simbolo moneta (che contiene anche una faccia di una fazione) si fa partire una fase punteggio (valida solo per chi la gioca), ottenendo due punti per ogni giocatore che ha meno facce di quel tipo e uno per ogni giocatore che ne ha nello stesso numero.
Chi ha giocato la moneta può anche scegliere, in quel momento, se girare una delle carte già giocate sul dorso (mostrando così una torre) o se giocare una delle carte che si hanno in mano (da quel momento si giocherà con una carta in meno) mostrando la torre. 
A fine partita ha luogo per ciascuno una fase punteggio, nella quale ognuno verifica, per ciascuna delle fazioni, se ha più facce di ognuno degli altri giocatori (ottenendo 4 punti per le maggioranze e 2 per i pareggi) e, per le carte con la torre, controlla quale simbolo compare di più, ottenendo (solo per esso) un bonus di 6 punti per ogni avversario su cui predomina e 3 per i pareggi.



Le espansioni consentono, rispettivamente, di aggiungere una carta al proprio mazzo iniziale (con un paio di jolly ritratti) o di introdurre un concetto di obiettivi che danno punti a metà e a fine partita.

COME SI PRESENTA

Un mazzetto di carte, completato da otto dischetti colorati, che si utilizzano per tenere traccia dei punti, tutto all'interno di una scatolina di dimensioni contenute. Le carte sono illustrate in modo gradevole da parte dell'ottimo Christian Fiore, risultando anche facili da leggere nel colpo d'occhio.
I maniaci dell'imbustamento potrebbero procedere presto a rivestire le carte, in quanto sono del tipo non plastificato.
Il gioco è stato anche finanziato, prima dell'uscita, in crowdfunding, raccogliendo sulla piattaforma tedesca Spieleschmiede la rispettabile somma di circa 6000 euro e gode di alcune espansioni addizionali, una delle quali introduce il quinto e sesto giocatore.

COME GIRA

Bene, gira proprio bene.
Il gioco, spero di averlo fatto capire nelle regole, è di quelli che si spiegano in un minuto uno , perché devi solo dire che al tuo turno scegli una delle tre carte in mano e poi tutti la giriamo e mettiamo sul tavolo. Ci aggiungi che se hai giocato la monetina puoi totalizzare punti per le maggioranze che hai di quel simbolo e sei già al 70% del gioco.
La parte meno intuitiva (ma a ben vedere è quella che permette di fare qualche scelta più intrigante sullo sviluppo del gioco) è invece quella legata alla possibilità di girare le carte sul lato delle torri e al punteggione finale, che in sostanza richiede di fare almeno una partita per poter capire bene tutto
Siccome si può giocare in 10 minuti (un minuto per scegliere una carta tra le tre che hai in mano può bastare, no?), direi che si può considerare la prima partita come di prova e poi giocare tutti al massacro :)

Girottolando su internet la prima risorsa che si consulta è, normalmente, BGG e scopro che il gioco lì per ora non gode di grandi riscontri, visto che si è stabilizzato su di un deludente 6,2 di voto medio, influenzato, a mio avviso, in buona parte dalle valutazioni espresse da chi lo ha provato, al volo, in una partita secca ad Essen, imbattendosi nella difficoltà di cogliere bene, alla prima esperienza, i meccanismi di punteggio. Ritengo quindi che il voto in questione sia decisamente troppo basso rispetto al reale valore del gioco, che secondo me merita di entrare in una fascia ben superiore.

Una carta dell'espansione The Chronicles (compresa nella scatola base)
Ritengo che il gioco abbia infatti diversi pregi, che vado ad elencare.
1. Siamo in periodo nel quale sono particolarmente apprezzati i microgiochi (tipo Love Letter), che in alcuni casi spopolano letteralmente e questo può rientrare, a ben vedere, a pieno titolo in quella categoria, visto che ognuno ha un mazzetto di sole 10 carte da usare durante l'intera partita. 
2. Si gioca in 10 minuti (15, se siete con dei pensatori) e consente di fare delle scelte consapevoli. C'è un poco di fortuna, perché si hanno in mano tre carte alla volta, ma a ben vedere la cosa serve più che altro per rendere le partite variabili (ci si deve adattare sulla base di ciò che si ha in mano).
3. È un gioco facile da spiegare, che declina in un modo intrigante una meccanica base, che è quella di maggioranze. Lineare, facile e veloce, ma nel contempo con scelte da compiere. Ha tutto per rientrare tra i migliori filler.
4. L'autore lo sta seguendo bene e ha proposto anche diverse espansioni, un paio delle quali già comprese nella scatola, per donargli ulteriore varietà.

Per ora, messo sul tavolo, ha ottenuto nel nostro gruppetto solo consensi e attendo di provarlo anche con qualche esterno per capire se abbia i requisiti per il salto di qualità nella fascia dei filler che proviamo più frequentemente.



CONCLUSIONI

Sottopongo Tallin alla vostra attenzione come gioco di carte a base di maggioranze semplice e veloce. Richiede una prima partitella di adattamento per entrare nella logica delle meccaniche di punteggio, ma dopo di essa si svolge in poco più di dieci minuti e richiede capacità di adattamento e di scelta. Per certi aspetti una sorta di un microgame intelligente e sinora ingiustamente sottovalutato (a mio modesto parere).

Ringrazio l'editore per la copia di review concessa.

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