venerdì 10 febbraio 2017

[nonsolograndi] Macroscope

scritto da Fabio (Pinco11)

"Guardando il mondo da un oblò", recitava una vecchia canzone, che mi è tornata in mente proprio scrivendo questo articolo.
Il collegamento mentale deriva dal fatto che il gioco del quale vi parlo oggi è incentrato su di un'idea, molto simpatica, che consiste nello scoprire progressivamente un'immagine, da indovinare da parte dei giocatori, rimuovendo di volta in volta dei piccoli oblò, in modo tale da vederne sempre maggiori dettagli.
Il gioco è Macroscope, ideato da Martin Nedegaard Andersen ed edito da Gameworks (per l'Italia distribuito da dV Giochi), per 2-6 giocatori, età consigliata 6+, tempo a partita contenuto nella mezz'ora, indirizzato, come da tag  del titolo, a un pubblico di bambini.


FATTO PER STUPIRE ...

Un paio di anni fa, dopo il successone colto da Colt Express grazie, in larga parte, all'idea delle carrozze di treno 3D costruite con cartoncino spesso, mi attendevo di assistere a un vero e proprio diluvio di giochi che fruissero ancora della medesima tecnica, ma alla fine non sono stati in moltissimi (Potion Explosion è una bella eccezione) a seguire quella strada.
Macroscope, invece, che muove da una idea di partenza semplice, ha poi costruito intorno ad essa una componentistica, ideando il teorico macroscopio attraverso il quale i giocatori sono chiamati a guardare.
Si tratta di una sorta di scatolina di cartone che, una volta assemblata, contiene comodamente la gran pila di disegni (200 carte double face) le cui illustrazioni i giocatori saranno chiamati a indovinare in corso di partita, potendo di volta in volta scoprire, a seguito di un tiro di dadi, nuovi piccoli oblò che riveleranno sempre maggiori particolari dell'oggetto in questione (per evitare di farli scivolare, sotto ai gettoni sono da applicare delle striscioline di cartoncino con un biadesivo, fornito).

Un paio di foto possono essere d'aiuto per capire come funziona il tutto. Partiamo da una che raffigura il macroscopio tutto coperto, quindi passiamo a un'altra che vi fa intravedere cosa c'è sotto attraverso qualche finestrella ...


Suvvia, provate ad indovinare, prima che vi dica di che si tratta ...


:)



Chiarito il concetto, sono proposte alcune regolette (qui il manuale in italiano) per indirizzare il flusso del gioco, ovvero al proprio turno ogni giocatore tira i due dadi e può rimuovere due dei segnalini tondi (con i numeri usciti o quelli che desidera, se quei numeri sono stati già rimossi), quindi può provare a indovinare (oppure può passare, ottenendo semplicemente due pietre).
Il suo premio, se avrà capito la figura giusta, sarà pari a tante pietrine (punti) quanti sono gli oblò ancora coperti, mentre se sbaglierà perderà quei punti ...
Anche gli altri giocatori, prima di scoprire l'immagine, possono a loro volta provare a indovinare (dicendo però un'altra cosa ...), soggiacendo agli stessi premi e penalità, quindi si procede a verificare cosa ci sia sotto.
La partita si svolge, complessivamente, su dieci immagini, vincendo chi avrà alla fine più punti (pietre).

COME GIRA?

Si tratta di un classico gioco per bambini, per cui i componenti sono stati realizzati pensando ad essi, con il teorico macchinario 3D (la scatolina con i buchi) che la fa, ovviamente, da padrone nell'attirare le prime attenzioni.

Numerose sono le schede fornite, ovvero 200, con un disegno su ambi i lati, per cui questo garantisce un po' di longevità, visto che ad ogni partita si scoprono una decina di immagini, garantendo un minimo di rotazione (in ogni caso, se i bambini arrivano a memorizzare tutti i disegni, vuol dire che il gioco lo avete sfruttato a dovere).
Le immagini, in bianco e nero, sono sufficientemente chiare, ma anche disegnate con uno stile che, nell'osservazione dei particolari, può ingannare, per cui a volte non è affatto così semplice indovinare, nemmeno con tutti gli oblò scoperti (c'è anche una freccia, che aiuta a capire il verso dal quale si può guardare ...).

Quando l'ho messo sul tavolo il suo buon successo lo ha riscosso, visto che per i più  piccoli il cercare di indovinare gli oggetti sulla base di dettagli è risultato cosa assai divertente, tanto che nelle prime prove è stato necessario fermarli prima che scoprissero l'immagine, per consentire agli altri di provare a loro volta ad indovinare.
Quanto alle regole l'idea di base è di quelle semplici e, onestamente, una volta chiarito che l'obiettivo è quello di indovinare l'oggetto, potrete sbizzarrirvi con le vostre regole della casa preferite. Girottolando per internet, come faccio spesso prima di scrivere, ho visto che in genere il gioco ha trovato (pur non essendo troppo noto) una buona accoglienza, con qualche appunto solo sul meccanismo di punti (vedi Tom Vasel), ma la mia risposta è che spesso, con i bimbi, più che chi aveva più pietre, si andava a vedere, semplicemente, chi aveva indovinato più immagini.

Tra le varianti provate da noi, oltre a questa appena indicata, c'è quella di proporre a turno ad ogni bambino la possibilità di indovinare solo lui l'immagine, togliendo di volta in volta un oblò a sua scelta; eventualmente, in aggiunta, agli altri consentivo di scrivere su di un foglio la loro soluzione non appena identificato, a loro volta, l'oggetto da indovinare (il foglio era passato a me, annotando i punti da riconoscere in caso di tentativo andato a buon fine).
In altri casi ho proceduto, più banalmente, a rimuovere io un oblò alla volta, consentendo a tutti di provare a indovinare ad ogni giro (chiaramente queste varianti presuppongono che un adulto guardi prima l'immagine ...), attribuendo di conseguenza pietrine pari agli oblò coperti.
Insomma, il messaggio credo che sia chiaro, ovvero che l'idea di base è simpatica e i componenti sono validi, per cui alla fine, partendo dal concetto proposto, potete usare il tutto come preferite :)

Inserendosi in una fascia di prezzo non eccessiva, credo che il titolo proponga un buon rapporto qualitativo rispetto al costo. 
Riguardo alla fascia di età di riferimento direi che parte dai 6 anni (o anche qualcosina prima), come proposto dalla scatola, e che è in senso assoluto fruibile da chiunque (non sempre i grandi sono stati più bravi dei bambini nell'azzeccare gli oggetti ...), anche se, ovviamente, il gameplay è pensato per il pubblico dei piccoli.

CONCLUSIONI

Macroscope si è rivelato un buon successo ed è risultato gradito ai bambini ai quali l'ho proposto, solleticando la curiosità innata nei più piccoli e stimolando la loro capacità di indovinare un oggetto osservando solo alcuni suoi particolari.
Alla sua base ha un'idea simpatica, intorno alla quale sono poi proposti dei componenti azzeccati, per cui può meritare un'occasione.

Ringrazio l'editore per la copia di review concessaci.

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