domenica 15 gennaio 2017

[Recensione] The Oracle of Delphi

scritto da Bernapapà

I mostri sacri vanno sempre presi un po' con le pinze, mai fidarsi delle prime impressioni: eppure l'ultima fatica di Feld (come gioco sostanzioso, intendo), presenta un po' di lati chiari e ombre. Sto parlando di The Oracle of Delphi, edito dalla Pegasus, per l'Italia dalla Cranio, uscito all'ultima fiera di Essen, che ci vede proiettati nella Grecia antica, a scorrazzare per i mari, aiutati dal favore degli dei, con lo scopo di compiere 12 missioni affidateci dagli dei stessi e placare così i loro spiriti bizzosi. Il gioco, da 2 a 4 giocatori, senza alcun testo nel gioco, ci terrà al tavolo per un paio d'ore, nelle quali costruiremo templi, porteremo offerte e combatteremo contro i mostri mitologici, sotto l'egida dell'oracolo di Delphi che condizionerà le possibilità di mosse che avremo a disposizione: ma non temete, il grande Zeus è pronto a correggere la fortuna e ci permetterà di pianificare al meglio le nostre scelte. Gioco basato su meccaniche di pick & delivery, con interazione abbastanza bassa, nel quale il nostro geniaccio ha provato ad animare una meccanica rodata con un po' di sue trovate, dimenticando per una volta la solita insalata di punti finali che ha caratterizzato negli ultimi anni le sue produzioni più famose: qui chi compie per primo le 12 imprese è il vincitore: punto. Sarà riuscito il nostro a forgiare un gioco interessante uscendo dai suoi stessi stereotipi? Vediamolo insieme...

I materiali

La lista dell'abbondante materiale contenuto nella scatola parte con un tabellone componibile fatto di 18 tessere: ogni tessera contiene parti marine e isole (6 di esse contengono 6 città, che conterranno le statue e saranno posizionate ai confini del tabellone), con differenti simboli su di esse, il tutto basato su reticolato esagonale: una volta composto il "puzzle", avremo un tabellone, sempre diverso, di forma irregolare. La composizione prevede di mettere al centro la tessera con solo spazio acqueo e un buco in mezzo, che rappresenta l'origine e la fine della nostra avventura.
Ogni esagono, sia marino che terrestre, è attorniato da uno dei sei colori che dominano il gioco e che ritroveremo spesso. Gli esagoni terrestri possono rappresentare città, templi, cave o caverne dei mostri. Abbiamo anche alcune tessere esagonali singole, che dal lato scoperto riportano il simbolo del santuario da costruirvi: posizionati a faccia in giù su appositi esagoni del tabellone, consentono l'azione di esplorazione. Le missioni dei giocatori sono rappresentate da token (4 missioni diverse da compiere 3 volte, con relativa ricompensa), così come token rappresentano il favore di Zeus. Abbiamo poi un gran numero di meeple in legno, di colori e forme diverse: le statue (18 nei sei colori del gioco), i mostri (24 nei sei colori del gioco), le offerte (24 cubetti nei 6 colori del gioco), 12 santuari bianchi (3 a testa) e 6 templi (nei 6 colori del gioco).
Ogni giocatore viene dotato di una plancia che andrà ad ospitare diverso materiale: sulla sinistra abbiamo l'oracolo di Delphi che prevede una sorta di rotella (alla Gertz) su cui verranno posizionati i dadi (3 per ognuno) che permetteranno di effettuare le diverse azioni del gioco, sulla base del colore/simbolo trovato. Ogni dado ha una faccia con colore/simbolo diverso. Sulla destra abbiamo i percorsi del favore degli dei, mentre in basso abbiamo il percorso della forza. Ogni percorso prevede l'utilizzo del relativo segnaposto. Sulla destra abbiamo poi la figura di una nave che ospiterà la tessera nave che servirà a contenere le offerte e le statue da traghettare ai vari templi/città: ogni giocatore si sposterà sul tabellone tramite una navetta in legno.
Terminano la dotazione un d6 nero (dado dei titani), un d10 (da 0 a 9) per le battaglie, 8 tessere nave, 4 tessere aiuto e 4 differenti mazzi di carte: le carte ferita, le carte oracolo, le carte equipaggiamento e le carte alleato. Le carte ferita riportano ognuno un colore diverso dei 6 previsti, così come le carte oracolo, mentre le carte equipaggiamento riportano simboli che contengono vantaggi e le carte alleato riportano figure legate a una delle 6 divinità che forniranno il loro bonus quando si attiverà l'azione legata al loro colore.
Il materiale è molto ricco e ben fatto: i simboli proposti nel gioco sono molti, ma tutti molto chiari e intellegibili. Hanno addirittura inserito uno Zeus 3D cartonato assolutamente inutile, ma che fa scena: una volta apparecchiato, è un piacere per gli occhi.

Le regole

Il flusso del gioco non è particolarmente complicato: quello che lo rende un po' ostico sono le regole e regolette a contorno. A inizio partita, una volta sistemato il tabellone (con le offerte, le statue, i templi, i mostri e le isole dei santuari) e le carte equipaggiamento (6 in griglia), ognuno riceve la propria dotazione, che include una carta ferita (che ci permette il primo avanzamento sul percorso del relativo dio) e un numero di favori di Zeus che dipende dall'ordine di gioco. Si riceve anche un token nave che ci dota di un bonus di gioco e determina la capienza della nave stessa. L'ultimo di turno gestisce il dado dei titani. Ognuno lancia i propri 3 dadi e li sistema sulla propria plancia, in base al simbolo/colore ottenuto. Ogni turno prevede tre fasi: nella prima si controlla di non aver accumulato troppe carte ferita (3 uguali o 6 in totale): questa eventualità provoca il saltare il turno, liberandosi però delle carte ferita.
Dopo si compiono tutte e tre le azioni condizionate dalla posizione del dado, più una eventualmente spendendo una carta oracolo: è possibile spendere favori di Zeus per fare avanzare i dadi in senso orario. In questa fase è anche possibile effettuare le azioni rese disponibili dall'aver raggiunto la fine del percorso degli dei, che dovrà successivamente essere azzerato. La terza fase prevede di consultare l'oracolo, ossia rilanciare i tre dadi: gli avversari potranno fare avanzare il favore degli dei sulla base del risultato del lancio, se il loro segnalino ha già compiuto il primo passo. L'ultimo di turno lancia anche il dado dei titani: se si ottiene 6, ognuno pesca due carte ferita: altrimenti si confronta il valore del dado con il proprio valore di difesa: in caso di sconfitta si prende una carta ferita. Ma veniamo al cuore del gioco, ossia le azioni messe a disposizione, che sono ben 13: tre sono indipendenti dal colore del dado e permettono di pescare una carta oracolo, 2 favori di Zeus o di guardare due tessere isola ancora capovolte.
Le altre azioni dipendono strettamente dal colore del dado, e sono:
  • Navigazione. ci si sposta con la nave fino a 3 spazi acquei (incrementabili con Favori di Zeus), ma devo terminare in uno spazio acqueo del colore del dado;
  • Combattere un mostro: puoi combattere un mostro del colore indicato dal dado se adiacente alla nave. La forza di partenza del mostro è 9 e si usa il dado di battaglia cui si somma il proprio valore di difesa: se si ottiene zero, si pesca una carta ferita; se non si sconfigge il mostro è possibile tentare nuovamente, utilizzando un Favore di Zeus, con il vantaggio che la forza del mostro decresce di un punto ad ogni tentativo. Sconfiggere il mostro è una delle missioni da compiere e ha come ricompensa la scelta di una carta equipaggiamento;
  • Esplorare un'isola: è possibile esplorare l'isola posizionata sull'esagono del colore del dado. Se il simbolo coincide con una delle proprie missioni, si posiziona un santuario su di essa e si ottiene la ricompensa della missione compiuta (si avanza di uno nel favore di un dio); altrimenti si ottiene un bonus;
  • Costruire un santuario: si costruisce un santuario su un'isola già esplorata solo se il colore dell'esagono coincide con il dado e il simbolo riportato fa parte di una delle proprie missioni;
  • Caricare un'offerta: è possibile caricare sulla propria nave un'offerta del colore del dado, che si trovi adiacente alla nave;
  • Caricare una statua: è possibile caricare sulla propria nave una statua del colore del dado, che si trovi nella città adiacente alla nave;
  • Consegnare un'offerta: è possibile consegnare un'offerta dalla nave al tempio, del colore corrispondente al tempio del colore del dado: l'effettuazione della missione fa ottenere 3 favori di Zeus;
  • Consegnare una statua: è possibile consegnare una statua dalla nave all'isola delle statue, del colore corrispondente al colore del dado. L'effettuazione della missione fa ottenere una carta alleato del colore corrispondente che, fra l'altro, ci proteggerà dalle ferite di quel colore;
  • Scarta tutte le carte ferita del colore del dado;
  • Avanza nel percorso del dio corrispondente al colore del dado.
Le carte equipaggiamento e le carte alleato costituiscono delle azioni bonus o dei potenziamenti alle azioni standard, istantanee o permanenti.
Il gioco termina nel turno in cui un giocatore, dopo aver compiuto tutte le missioni, rientra al centro del tabellone dove si trova la statua di Zeus. Se il giocatore che ha decretato la fine del gioco è l'unico ad aver compiuto la missione, sarà il vincitore; altrimenti, fra i paritari, il vincitore sarà chi avrà il maggior numero di carte oracolo o, in seconda battuta, il maggior numero di Favori di Zeus. 

Le impressioni

Partiamo da quello che mi ha favorevolmente colpito del gioco: al contrario di molte opere di Feld, è stato fatto un tentativo di rendere l'ambientazione sufficientemente presente, legando le varie azioni a quello che ci si può aspettare, nell'immaginario collettivo, immedesimandosi in nuovi Ulisse dell'Antica Grecia. Da questo inizio avrete già intuito che il gioco non è propriamente considerabile come l'opera strabiliante del nostro autore. I difetti che i giocatori abituati ai suoi giochi vi hanno riscontrato sono molti. Innanzi tutto, il fattore aleatorio è un po' sparso da tutte le parti, a partire dal lancio dei dadi, ma soprattutto nella fase di combattimento con i mostri e nella pesca delle carte oracolo. Poter sconfiggere i mostri con pochi lanci permette di risparmiare favori di Zeus che servono come il pane. Il tentativo di arginare l'influsso della dea bendata è stato fatto, ma a mio avviso i risultati non sono proprio esaltanti: alla fine si ha l'impressione che sarebbe bastato un lancio diverso per vincere o perdere la partita!
Anche perdere un turno a causa delle ferite è abbastanza fastidioso ed è anche vero che le si possono controllare e arginare (somigliano un po' alle sfighe di Bruges), ma è anche vero che, anche in questo caso, siamo completamente in balia degli eventi, per cui se ad un giocatore capitano due ferite uguali in due turni consecutivi, dovrà subito correre ai ripari sprecando un'azione, mentre magari l'avversario è già alla terza ferita e gli sono capitate tutte diverse, per cui  può stare tranquillo per altri due turni! Per il resto il gioco scorre in maniera abbastanza lineare: ognuno pianifica le proprie azioni da subito, per cui, se non si hanno pensatori accaniti, il gioco dovrebbe scorrere in maniera abbastanza fluida. In pratica si ha tutto il tempo fra la fine del proprio turno e l'inizio del successivo per pianificare cosa fare: certo, lo scenario può cambiare (mannaggia a te che mi hai portato via l'offerta che tenevo d'occhio oppure che hai sconfitto il mostro che mi serviva per la mia missione) ed è in questo aspetto che si manifesta l'interazione nel gioco, ma il tabellone è comunque molto vasto, per cui è anche possibile quasi ignorarsi completamente!
A livello di target, il gioco potrebbe quasi essere proposto a tutti, ma forse per chi non mastica giochi da tavolo, l'insieme delle regolette potrebbe diventare un mostro insormontabile, per cui lo ritengo più adatto per un pubblico scafato.
Voglio chiudere con una considerazione che a mio avviso può rappresentare la sintesi della valutazione di un gioco: quanto ci si diverte? Be', per essere del tutto sincero, non c'è paragone, a mio avviso, fra questo gioco e le altre opere del nostro autore, che considero di un'altra categoria (sto pensando a Burgundy, Trajan, Aquasphere, Bora Bora, ma anche a opere meno prestigiose ma comunque divertenti come The Name of the Rose o lo stesso Bruges). In definitiva il gioco non è male, ma quando ci si siede al tavolo con certe aspettative date dal blasone dell'autore, be', può capitare che si rimanga un pochino delusi...

Chi lo desidera può trovare il gioco su Egyp.

5 commenti:

  1. Vi prego, correggete la traduzione maccheronica di injury (che vuol dire ferita) come ingiuria (che in italiano ha come accezione corrente offesa). Anche perché doversi riposare per le troppe parolacce ricevute dai titani proprio non si può leggere!

    un affezionato lettore

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  2. la recensione mi sembra un po' cattivella ma, in definitiva condivisibile...
    Mi associo alla richiesta dell'amico anonimo sulla correzione di ingiuria e, poiché sono un amante della lingua italiana, suggerisco che anche "scarrozzare" non sarebbe appropriato, in quanto l'amico Bernapapà credo avesse voluto intendere "scorrazzare".
    Un vostro assiduo lettore detto "l'anziano" che vi ringrazia per il pregevole lavoro.

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  3. Da Feldista convinto devo ammettere che Aquasphere non mi ha proprio convinto e con questo non sto dicendo che sia brutto, ma neanche bello!

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