domenica 22 gennaio 2017

[Recensione] Coal Baron: The Great Card Game

scritto da Bernapapà

Come si dice spesso, talvolta gli assassini tornano sul luogo del delitto: ecco quindi che la premiata coppia di autori Kramer-Kiesling, dopo essere usciti nel 2014 con Coal Baron, alias Glück Auf (qui la recensione), l'anno scorso hanno presentato ad Essen il suo concentrato, ossia Coal Baron: The Great Card Game. L'aggettivo Great è probabilmente suggerito dal fatto che, pur essendo un gioco di carte, necessita comunque di uno spazio di gioco piuttosto importante. L'editore è sempre il solito (la Eggert), così come il numero di giocatori, sempre da 2 a 4, ma nell'intento di semplificare è stato ridotto (di poco) il tempo di gioco, che si attesta sull'oretta; nessun testo nel gioco. Per il resto ritroviamo le solite meccaniche (piazzamento lavoratori) che utilizzano, come il capostipite, l'idea, allora originale, di permettere di replicare le azioni degli avversari semplicemente aumentando il numero di lavoratori necessari per compierle. Anche l'ambientazione non è cambiata: lo scopo è quello di estrarre carbone dalle miniere per soddisfare le varie commesse che verranno messe a disposizione. Risulta quindi un doppione, o peggio, una mera operazione commerciale, oppure questo gioco ha qualcosa di suo da dire? Scopriamolo insieme...

I materiali e le regole

I materiali sono presto detti: un bel mazzo di carte, suddivise in diversi mazzetti o carte singole, 4 plance dei giocatori e i talloncini ascensore (semicirconferenze cartonate che fungono anche da segnaturno), oltre al blocchetto segnapunti. Le plance prevedono a sinistra lo spazio per il carbone estratto e il magazzino, mente sulla destra abbiamo i binari per i 3 convogli che porteranno il carbone a destinazione: su ognuno di questi binari sono definiti due stemmi per la compatibilità. Fra le carte abbiamo le carte carrello di carbone, che contengono uno a due carrelli di carbone sui quali è definito uno dei 4 stemmi; nelle carte da un carrello sono indicati anche dei punti. Ci sono poi le carte vagone, ognuna con un vagone e, anche qui, uno o più stemmi per la compatibilità con i binari. Le locomotive, invece, anch'esse rappresentate da carte, sono di 4 colori diversi, ma non hanno compatibilità. Abbiamo poi le carte commessa, in cui sono rappresentati il numero minimo di carrelli di carbone richiesti per una delle 4 destinazioni possibili (industrie, navi, magazzini e città) e il numero di punti vittoria se si soddisfa la commessa, che aumenta con il numero di carrelli di carbone richiesti dalla commessa stessa. Le carte innovazione sono carte bonus che permettono azioni aggiuntive, mentre le carte titolo azionario contengono una delle 4 destinazioni e i punti vittoria che si guadagnano se si soddisfano commesse con quella destinazione.
Fra i mazzetti di carte l'ultimo è rappresentato dalle carte obiettivo, che danno punti sulla base del raggiungimenti di determinati obiettivi descritti su di esse, che possono essere dei più vari (es: numero minimo di carrelli portati a una data destinazione, punti per tipo di locomotiva utilizzato ecc...). Abbiamo poi 5 carte che rappresentano 5 azioni: 3 carte per lo spostamento dei carrelli (quella che consente lo spostamento di un solo carrello fa guadagnare la posizione di primo giocatore nonché il talloncino ascensore che fornisce 1 punto a fine partita), l'altra carta azione fondamentale è la partenza dei convogli, mentre l'ultima carta azione, molto potente, consente di guardare le prime 4 carte di un mazzo, scelto dal giocatore,  e sceglierne una (e infatti necessita di almeno 2 lavoratori per poter essere eseguita).
L'ultimo mazzo di carte è quello che hanno in mano i giocatori (ognuno con il proprio colore) che rappresenta i lavoratori: cinque carte da 1, due da 2, una da 3, una da 4 ed una da 5.
La qualità dei materiali è normale, quindi abbastanza elevata per gli standard cui siamo oramai giunti. Unica nota di demerito è che quei geni che hanno ideato la scatola, hanno giustamente inserito i separatori per i mazzetti di carte, ma poi, con le plance e soprattutto il blocchetto segnapunti, la scatola rimane un pochino bombata al centro del coperchio quando è chiusa.  Dal punto di vista grafico, è stato utilizzato lo stile caratteristico di Coal Baron, che contribuisce, per quanto può, a richiamare, e quindi ambientare, l'atmosfera che si percepisce nel gioco da tavolo.
Ma veniamo alle regole, che sono abbastanza semplici, soprattutto se si è già giocato a Coal Baron. Per prima cosa si deve costruire il "tabellone", ossia si mettono i mazzetti, scoperti, su due file: in alto troveremo 2 mazzetti con le carte carrello di carbone, 2 mazzetti con le carte vagone, un mazzetto con le carte locomotiva e un mazzetto con le carte commessa; sulla riga in basso troviamo il mazzetto delle carte innovazione, il mazzetto delle carte obiettivo, il mazzetto delle carte titolo azionario e le 5 carte azione disponibili. Ognuno riceve il  suo mazzetto di carte lavoratore e si piazzano i talloncini ascensore sulla carta indicata (il numero di turni, così come le carte lavoratore, dipendono dal numero di giocatori).
A questo punto ognuno gioca, a turno, una (o più) carte lavoratore accanto all'azione che vuole effettuare, con la regola che se è già presente un lavoratore dovrà utilizzarne due, se ne sono presenti 2, ne dovrà utilizzare 3 e così via. L'azione si svolge immediatamente, per cui se ho posizionato i miei lavoratori nei pressi di un mazzetto, otterrò la carta più in alto: se è una carta carrello di carbone la sistemerò in coda alle carte carrello della miniera; se è una carta vagone la sistemerò in uno dei binari, eventualmente accanto ai vagoni già presenti, purché venga rispettata la compatibilità degli stemmi; se è una locomotiva la sistemerò su un qualunque binario privo di locomotiva; se è una carta commessa o una carta innovazione la prenderò in mano; mentre se è una carta titolo azionario o una carta obiettivo, le piazzerò nella mia area di gioco.
L'azione di spostamento, come già detto, prevede di spostare il numero di carrelli definiti dalla miniera ai vagoni (partendo obbligatoriamente dalla prima carta), rispettando la compatibilità degli stemmi; come mossa penalizzante è prevista anche la possibilità di parcheggiare i carrelli nel magazzino, sprecando di fatto una mossa. L'azione di partenza dei convogli prevede di poter associare un convoglio (locomotiva+vagoni+carrelli) a una commessa, raggruppando il tutto in un mazzetto separato che si utilizzerà a fine partita per il conteggio dei punti. Terminati i lavoratori, termina il turno: chi ha effettuato l'ultima azione sulla carta dell'ascensore riceve il talloncino ascensore e sarà il primo giocatore del prossimo turno. Ognuno si riprende i propri lavoratori e si effettua un altro turno fino ad arrivare al numero di turni prestabilito sulla base del numero di giocatori.
Terminato il gioco si effettua il conteggio dei punti sommando i punti dei talloncini ascensore posseduti, quelli sui i carrelli consegnati, quelli legati alle commesse soddisfatte, i punti bonus delle carte titoli azionari legate alle località di destinazione delle commesse e i punti ottenuti con le carte obiettivo. In caso di pareggio vince chi ha ricevuto l'ultimo talloncino ascensore.

Le impressioni

Quando si gioca a un gioco di carte derivato da un gioco "vero" si ha sempre il timore che  la sintesi tenda a snaturare o banalizzare il gioco o, peggio, a farne un concentrato ingiocabile. Devo dire, invece, che i due navigati autori hanno fatto un'ottimo lavoro, prendendo spunto da alcune peculiarità del gioco base, ma modificandone le dinamiche tanto da arrivare a fare un gioco nuovo, con la sua dignità di gioco a sé stante. Premetto che l'opera precedente mi era piaciuta molto, tanto da renderla ai miei occhi uno dei migliori piazzamento lavoratori con quel tempo di gioco (gioco aperitivo, lo definirei: se si è un po' sgamati si scende sotto l'ora di gioco senza problemi). Nella versione con le carte il tempo diminuisce di non molto, ma l'esperienza ludica rimane completa.
La meccanica vincente del poter effettuare le azioni aggiungendo lavoratori anche qui coglie nel segno, rendendo il gioco molto interattivo, seppur in maniera indiretta: riuscire a effettuare le azioni con il minor numero di lavoratori significa poter fare più azioni e quindi avvantaggiarsi. Certo, dovendo prendere la prima carta dei vari mazzi, il fattore aleatorio è molto presente, eppure l'azione speciale che consente di scegliere fra le prime 4 carte (e che viene presa d'assalto dai giocatori) ha proprio lo scopo di ridurre il fattore fortuna, riportando nelle mani dei giocatori la propria sorte.
Non ci sono le monete, che erano uno dei motori del precedente gioco, ma diventa anche più strategico rispetto a prima, poter effettuare molte spedizioni: avere lo stesso tipo di locomotiva diventa quindi determinante per questo scopo. Le carte titolo azionario con anche le carte obiettivo, che sono pubbliche, rendono il gioco molto vario e longevo e ogni partita risulta differente dalla precedente. La meccanica della compatibilità del carbone con i vagoni e con i binari, così come le destinazioni con le carte titolo azionario e le carte obiettivo, rappresentano l'ingranaggio ben oliato che fa girare tutto a meraviglia.
Molto tattico, soprattutto in più giocatori, dove oltre a perseguire i propri obiettivi è necessario verificare gli obiettivi degli altri, soprattutto per poter effettuare le azioni con il minor numero di lavoratori. Se proprio devo trovargli un difetto, be', non è decisamente un "gioco di carte", nel senso che si è voluto costruire un gioco di piazzamento lavoratori utilizzando come unico materiale le carte, ma non pensate di portarvelo nello zaino per la scampagnata: c'è bisogno di un bel tavolo capiente, che permetta di posizionare le carte in maniera adeguata, sia sul "tabellone" virtuale, che sulla propria plancia. Non è stato possibile riprodurre una delle chicche del gioco precedente: l'ascensore, che me lo fa apprezzare particolarmente, ma per il resto risulta un gioco sufficientemente profondo per il tempo che richiede. Inoltre, a mio avviso, il target del gioco, data la semplicità delle regole e la durata limitata, è riferito a un pubblico sufficientemente ampio, anche famigliare, se già iniziato ai giochi da tavolo moderni.
Ottima prova dei due navigati autori!


Chi lo desidera può trovare il gioco su Egyp.

1 commento:

  1. Oibò. Mi ero perso sia lui sia il genitore.
    M'attizzano entrambi.
    Grazie della recensione!

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