venerdì 6 gennaio 2017

[nonsolograndi] Papà oggi il gioco lo scelgo io


scritto da
Simarillon (Davide)

Mi sono ripromesso di iniziare l’anno con un articolo che, ogni anno, racconti un po’ il rapporto a tre papà, figlio e gioco (in scatola), così dopo Papà lasciami giocare con i tuoi giochi [qui] e Papà comperami dei giochi per bambini [qui], oggi è il turno di Papà oggi il gioco lo scelgo io

Fare il genitore non è semplice, anzi è piuttosto difficile, credo soprattutto al giorno d’oggi dove i nostri figli hanno tutto e più di tutto e, bene o male, nel tempo riescono a ottenere qualsiasi cosa richiedano. Come genitori, ovviamente, vogliamo il meglio per i nostri figli e talvolta (spesso) esageriamo, cercando di accontentarli in tutte le richieste, anche in quelle quasi impossibili.

È proprio in questa prospettiva che, sempre come genitori, può capitare di proiettarci sui nostri figli e costruire quasi dei piccoli cloni di noi stessi, sia adulti sia bambini, dimenticandoci quasi che ognuno ha una propria e forte individualità. Altrettanto spesso cerchiamo di far avere a loro tutto quello che noi abbiamo sempre desiderato, ma per vari motivi non siamo mai riusciti ad avere.
Critico a mente lucida, ma poi nella vita di tutti i giorni non faccio eccezione, adoro il GIOCO DA TAVOLO  non sarei altrimenti qua a scrivere sul blog di GSNT – e spero che il mio Lorenzo lo ami quanto se non più di me; non esito ogni volta che posso a tirar fuori dalla nostra ludoteca un gioco e sedermi affianco a lui per giocare insieme, tra gli sguardi fulminanti di mia moglie lo faccio partecipare alla serata gioco del venerdì sera ogni volta che posso e vedo che con piacere gioca con papà e con i suoi amici che poi sono anche un po’ amici di Lorenzo, facendo anche abbastanza tardi; non esito a comperargli quel gioco che mi sembra possa essere perfetto per farlo divertire, tra gli sguardi sempre più fulminanti di mia moglie, anche se la ludoteca di casa supera oramai (tra giochi ed espansioni di papà e di Lorenzo) i duecento titoli.

PAPÀ OGGI IL GIOCO LO SCELGO IO
Ecco proprio questa passione mi spinge talvolta a esagerare, a dimenticare che Lorenzo è ‘Lorenzo’ e non un piccolo Davide e così quando sento dire Papà oggi il gioco lo scelgo io, e magari quel gioco non è Dino Race o Rush & Bash!, ma Otto il Maialotto che fa il Botto o Il Gioco dell’Oca di Peppa Pig, mi ricordo che Lorenzo è un nongrande ed è ‘Lorenzo’, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti e sicuramente domani (o dopodomani) (o il giorno dopo di dopodomani) arriverà chiedendomi di giocare a Karuba o Abbandona la Nave, oppure verrà a vedere i giochi di papà e mi chiederà di prendere la scatola di HeroQuest o di Splendor o di Kingsburg e di giocarci… e magari di giocarci con le regole dei grandi e allora il papà giocatore si illuminerà e saprà che sta facendo un ottimo lavoro con il proprio figlio in cui il germe del giocatore è stato installato e facilmente continuerà a crescere. Perché davvero non c’è niente di più bello che sedersi e giocare tra amici a un gioco in scatola, chiacchierando di come procede la quotidianità con una bella bibita in mano, sfidandosi a colpi di dadi o accumulando risorse e sapendo che quella partita rimarrà impressa nella mente e magari si ripenserà per giorni a quale sarebbe stata la mossa vincente o a cosa sarebbe successo se su quel dado fosse uscito un 5 e non un 2 o si fosse aspettato ancora un turno prima di prendere il lavoratore dalla ruota di Tikal e far svolgere l’azione.

La decisione di giocare deve sempre arrivare dal proprio figlio e non essere imposta (anche se magari un po’ lo si può plagiare), così che il piccolo saprà apprezzare sempre di più il gioco e se un gioco che io pensavo perfetto per lui non gli piacerà (è già successo e ancora succederà) vorrà dire che ancora una volta mi ricorderà che Lorenzo è Lorenzo (e non un piccolo Davie) e anche papà qualche volta sbaglia nel scegliere il meglio per il proprio figlio. 

Chiudo ricordandovi di:
  • far giocare i vostri figli con i vostri giochi, il gioco deve avvicinare e non allontanare; e di giocare con i vostri piccoli e non solo di farli giocare;
  • comperare ai vostri figli dei giochi adatti alla loro età (ce ne sono di assolutamente fantastici per ogni età);
  • far scegliere il gioco da giocare, perché anche i nostri bimbi sono persone e non piccoli cloni dei loro genitori.
E per finire un augurio per un 2017 ricco di soddisfazioni, ludiche e non, a tutti i giocatori e ai lettori del Blog in special modo.


3 commenti:

  1. Non ho figli ma capita di intrattenere non grandi con i giochi. All'inizio sbuffo perché non vorrei più sostituire una serata puerto rico con una divulgativa a base di dubble e party game ma poi penso che in qualche modo ho contribuito a piazzare un mattoncino per un fondamento di sana ludicità e i sorrisi che ti regalano i bimbi felici sono qualcosa di inestimabile.

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  2. Blogger andrea medicina ha detto...
    Davvero bello. Ho iniziato a giocare ai boardgames con mia figlia quando lei aveva tre anni. Da vivatopo passo siamo passati attraverso mille avventure, esplorando i mondi di 7 wonders, gli animali di zooleretto, le profondità di abyss, l Europa di ticket to ride, le antiche vie di " marco Polo" è molto altro ancora. Ultimamente ci stiamo " perdendo" nei quadri di Kanagawa e nello spazio avveniristico di star Wars destiny. La passione per i giochi le ha permesso di diventare a 10 anni una delle più giovani dimostratrici del play di Modena. La ricchezza che si incontra aprendo una delle nostre tanto amate scatole non ha prezzo. Per cui che dire.... non pensate solo a far crescere i vostri figli ma soprattutto....crescete con loro. Grazie ancora all' autore dell' articolo. Buon gioco a tutti.

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  3. B Seguo sempre Davide . Fantastico genitore e mio mentore x la scelta dei giochi che accompagnano la crescita dei miei figli. Grazie ancora Davide x i tuoi preziosi consigli che mi aiutano nella scelta dei giochi da proporre anche nei miei laboratori. Buon gioco a tutti. Oscar

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