martedì 6 dicembre 2016

[Vetust Games] La Ruota della Fortuna

scritto da MagoCharlie

Gira la ruota...gi...ra...la.......la!
Torno a voi con un classico... ma che dico classico, un pezzo della storia della televisione e dei giochi in scatola TV.
Edito per la prima volta in Italia nel 1987 da MB (la cara vecchia Milton Bradley), La ruota della fortuna è stata per diversi anni simbolo delle trasposizioni in scatola più riuscite degli anni 90.
Vi saranno diverse edizioni della scatola, fino al 1995 con la MB e nel 2008 con Clementoni.

Il gioco a premi televisivo è ben noto a tutti, ma alcune cose forse forse non le sapete... ed eccomi qua con un po' di curiosità prima di parlarvi della scatola gioco

Una nuova frontiera per i quiz tv

Siamo a metà degli anni 80, la tv commerciale incomincia a sfornare i suoi primi programmi che diventeranno "cult" e sovente cercava nuovi format dall'oltreoceano.
Molti di questi format americani risultavano assai costosi da importare e sovente si sperimentavano in maniera rimaneggiata in alcuni programmi di successo.

Prendiamo il format di Wheel of Fortune: si tratta un gioco a premi ideato da Merv Griffin (conduttore di quiz negli anni '50 e ideatore del fortunato JEOPARDY! e della "ruota") in onda negli Stati Uniti dal 1975 ininterrottamente fino ad oggi. Il format è veloce e semplice da assimilare per gli spettatori: una frase è nascosta su un tabellone sul quale si vedono solo dove sono ubicate le lettere, quindi si ha la lunghezza delle parole che la contengono, i concorrenti girano una grande ruota divisa in 24 spicchi e a seconda del risultato possono chiedere una lettera da aggiungere al tabellone (si guadagna per il premio uscito sulla ruota moltiplicato il numero di volte in cui la lettera compare sul tabellone). Al termine della quinta manche, il concorrente con il maggior montepremi totale era proclamato campione e tornava nella puntata successiva. Questo è tutto.

Nel caso di Wheel of Fortune, l’idea della frase da scoprire è stata adottata dall’indimenticabile Corrado nelle sue trasmissioni Ciao Gente (sottoforma di “frase misteriosa” nel gioco finale) nel 1983 e Buona Domenica (sempre come gioco finale) dal 1984 al 1985.
Nello stesso anno, 1985, Mike Bongiorno cercò di portare in Italia il format a sé, però le richieste per l’acquisto dei diritti furono molto alte, ma apparve lo stesso con il nome italiano “La ruota della fortuna” inserito nei giochi della sua trasmissione televisiva “Pentatlon”: nella trasmissione si giocava una manche, ma le regole erano le stesse del format. 

Terminato Pentatlon, la nascente Odeon Tv nel 1987 acquisì finalmente per il mercato italiano i diritti de “La ruota della fortuna” che sbarcò quindi ufficialmente in Italia con la conduzione di Casti (al secolo Augusto Mondelli, un simpatico presentatore/mattatore che diede un impronta anche di varietà al quiz).
Mike non la prese benissimo, credendo molto nel progetto e nella bontà del format inserì una “modifica” del gioco nel contenitore domenicale La giostra: il gioco si chiamava “Parole d’oro” il cui scopo era di indovinare la frase nascosta e di girare una ruota con le lettere dell’alfabeto da chiamare sul tabellone al posto dei premi in denaro.

Nel mentre su Odeon Tv la ruota ufficiale faceva ottimi ascolti, andò quindi in onda per 99 puntate fino al 1988: dovette chiudere dato che finalmente Mike riuscì a convincere i vertici di Canale 5 ad acquistare i diritti. Nasce così nel 1989 il programma con il grande Mike, in onda nel preserale di Canale 5.
Il programma durò fino al 2003 e riuscì a sopravvivere dopo i cambi di rete, di orario e di piccole modifiche al regolamento: fu uno dei pochi programmi che sopportò anche l’avvento dell’euro!
Alla chiusura nel 2003 si conta che Mike condusse un totale di 3125 puntate dando vincite per un totale di 30 miliardi di lire.

Nel 2007 venne la geniale idea di riproporlo in maniera più “fresca”: si prese l’adattamento della riedizione francese e venne affidata a Enrico Papi fino al 2009. Questa edizione tv fece sì che il gioco tornasse sugli scaffali dei negozi di giocattoli grazie a Clementoni, ma vedremo più avanti le sostanziali pecche in questa trasposizione.

Un merchandising infinito

Da un programma tv di lungo corso ci si aspetta che sia ben conosciuto e ormai entrato nella cultura popolare, normale quindi immaginare una serie di gadget legati al brand “Wheel of fortune”.
È stato fatto di tutto davvero: si passa dai videogame (si contano almeno 25 edizioni su praticamente tutte le console casalinghe), ai giochini elettronici, fino alle slot machine e giochi arcade, dalle tazze con il logo, ai gemelli per le camicie… e poi ovviamente i giochi in scatola! 

La scatola "Classica" del gioco

Parliamo adesso della trasposizione in scatola di questo mitico quiz.
Il caso della scatola della "ruota della fortuna" è probabilmente il più interessante in quanto per quasi 30 anni ogni edizione della scatola in tutto il mondo ha la medesima componentistica e nella copertina: cambia solo la lingua delle frasi e il titolo della scatola.
Apriamo questa edizione classica del 1985 e vediamo cosa troviamo al suo interno:

Materiali

1 ruota della fortuna con supporto e freccia
1 griglia di gioco completa di due piedistalli
33 finestrelle
1 decorazione di cartone per il tabellone 
30 cartoncini con stampate su due lati le frasi da scoprire 
banconote in tre tagli diversi 
1 cartoncino patinato bianco con crocette 
1 pastello e panno per cancellare
1 libretto di istruzioni 

Dopo aver incastrato per la prima volta tutte le 33 finestrelle sul tabellone (ricordo ancora adesso la fatica di farlo!), venivano inseriti i due piedistalli triangolari e l'inutile, ma coreografica, cornice in cartone si era pronti a cominciare il gioco.
Il gameplay ripercorre fedelmente quello della trasmissione tv: ovvero gira la ruota, chiama una consonante, vedi se hai la soluzione oppure continui il turno.

Quello che è interessante da approfondire è la meccanica che è stata introdotta per evitare che un giocatore facesse il presentatore di turno: del resto solo il presentatore conosce già la frase nascosta...
Quel geniaccio di Merv Griffin ci ha messo lo zampino nel 1975 ideando il tabellone con le schede prestampate da cambiare dietro la plancia. 
Ogni casella è coperta da una finestrella numerata (da 1 a 33), tutte le finestrelle sono chiuse a inizio round, l’unica cosa che si intravede sotto la finestrella è una linea nera: questa linea indica che lì sotto c’è una lettera utile per la frase da scoprire (ogni scheda infatti aveva TUTTI gli spazi occupati da lettere, così da confondere nel cambio tra una manche e l’altra l’occhio dei giocatori che altrimenti potevano vedere la frase composta!). 
Quindi i giocatori vedono subito le caselle che sono “utili” per la frase nascosta, inoltre in alto è indicato il titolo e il numero di riferimento della frase.

Ma allora se nessun giocatore sapeva la frase, come si faceva a scoprire solo le lettere che venivano chiamate via via nella manche? 
Semplice... ogni tabellone aveva un numero che veniva usato assieme al libretto delle risposte. Il libretto era diviso per lettere e sotto ogni lettera vi era l’indicazione del numero della frase alla quale si giocava e il numero delle caselle che contenevano quella lettera chiamata.
Per esempio se si giocava all’enigma 24, quando un concorrente chiamava la F di Firenze un altro giocatore guardava nel libretto sotto la F il numero 24 e se vi erano a fianco i numeri delle caselle da aprire.

Il pastello serviva per creare le proprie frasi e in questo modo vi era d’obbligo un conduttore di gara.

Le varie versioni italiane e internazionali fino al 2007
Con l’elenco dei materiali sopra si sono create tutte le varie edizioni in giro per il mondo (40 in tutto): e tutte con lo stesso stampo per il tabellone!
La cosa che cambiò con il tempo è la ruota: da banale cartone con freccia girevole a modellino 3D in plastica con una ruota in miniatura da girare. L’edizione inglese per la ruota è degna di nota: la ruota era racchiusa in una scatola trasparente con una biglia, facendo girare la scatola la biglia “cadeva” nei settori della ruota (diventava così una roulette).

Il tabellone rimase invariato per anni, fino ad oggi… tranne che in Italia!

La versione “meh” della Clementoni

Con il rilancio dello storico programma nel 2007, con grafica e studio che ricalcava la nuova edizione francese, la ruota tornò in scatola.
Peccato che però risultò abbastanza ingiocabile a causa della mancanza del tabellone “automatico”, che velocizzava il gioco e lo rendeva giocabile anche in 2 giocatori.
L’idea per il risparmio suggerì a Clementoni di dotare la scatola di un tabellone di cartone con tre righe a modo di leggio su cui appoggiare delle cartine con le lettere stampate
Le frasi erano riportate su un corposo mazzo di carte, il conduttore del gioco ne pescava una e ricopiava lettera per lettera la frase sul tabellone: immaginate di attendere un giocatore che con pazienza cerca nella scatola lettera per lettera le cartine da mettere sul tabellone! In molti casi il tempo di setup per una manche era di gran lunga superiore alla durata della manche stessa!
L’unica nota positiva di questa edizione è la grande ruota di cartone che appoggiata sul vassoio in plastica interno alla scatola, dava la sensazione di girare veramente la ruota del quiz (e non solo la freccia delle precedenti edizioni)


Conclusioni

“La ruota della fortuna” non è solo un gioco tv in scatola… ma se slegato dal contesto televisivo è un buon/ottimo gioco di parole da giocare tutt’ora.
Si trovano copie a pochissimo prezzo sia online che nei mercatini (non spendete più di 15 euro…) in quanto è uno dei giochi tv più presenti nelle case in Italia e nel mondo.
Un piccolo suggerimento: se siete maniaci del quiz tv come me, fate la fusione tra la scatola classica e quella Clementoni: userete così il tabellone automatico e la grande ruota! (ok… sono irrecuperabile in quanto a nostalgia…)

Ricordo a tutti che per le richieste o suggerimenti sui giochi vetust potete scrivere sul mio ASK: http://ask.fm/magocharlie

Tutte le immagini sono tratte da BGG (postate da boardgameshowman1, gameongamer, APABLD, wheelgenius) e da eBay (hereyoufindit) e appartengono ai rispettivi proprietari. Saranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.

4 commenti:

  1. Quante frasi ci sono nelle due versioni?
    60 o 120 in MB e 132 in Clementoni?
    Thanks :)

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  2. All'epoca non ho mai avuto l'occasione di giocarci. Beh, non ti nego che mi hai incuriosito :)

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