domenica 18 dicembre 2016

[Recensione] Mu und Mehr

scritto da Fabio (Pinco11)

Quando parlo dei giochi di carte che tanto sembrano essere popolari tra i cugini teutonici mi scontro spesso con il preconcetto di casa nostra che "visto che con un mazzo di carte normale ci fai un sacco di bei giochi, che bisogno c'è di comprarne uno per fare un solo gioco?", che tende ad ammazzare la discussione, perché di fronte a quella posizione da integralista del tressette non c'è molto da discutere.
Stavolta, però, nel parlare di Mu und Mehr (per 2-6 giocatori), ideato dalla coppia Doris Matthaus e Frank Nestel ed edito nel lontano 1995 (ristampato poi nel 1998 e nel 2003) dalla Doris and Frank, ho un argomento in più per convincerli, perché ciò che è contenuto nella scatolina del gioco (da me scoperto da pochissimo) è un mazzo di carte alternativo a quello tradizionale, con diverse peculiarità interessanti e con diversi giochi che possono essere imbastiti con lo stesso mazzo ... ;)
Considerando che si tratta di uno dei titoli considerati capostipiti e pietre miliari del genere e che il prezzo sta entro i dieci euri, sei mica interessati a saperne di più?
STORIA DI UN CLASSICO

L'uscita originale del titolo risale, come accennavo, ad oltre venti anni fa ed è subito notato, entrando nella lista dei consigliati dello Spiel des Jahres  1996 e vincendo il premio Fairplay a la carte.
Ottiene un paio di anni dopo così una nuova edizione, da parte delle più grandi Amigo e Rio Grande e una ristampa successiva nel 2003. Nel gioco originario erano compresi anche dei segnalini in legno, utili (ma per niente indispensabili) per uno dei giochi proposti, che scompaiono nelle edizioni successive.
In seguito ne esce una reimplementazione, Mu and lot more, che propone un mazzo di carte arricchito, che consente di giocare ad ulteriori giochi, tra i quali quel Njet di Stefan Dorra che sarà destinato ad essere riedito, da solo, proprio in questo periodo (qui l'articolo ad esso dedicato).
Per quanto il tempo trascorso dalla sua uscita originaria abbia contribuito a farlo uscire parzialmente dalla  memoria, tra gli esperti è considerato, e a buona ragione, come vedremo, una delle pietre miliari della categoria.

IN COSA CONSISTE?

Dentro alla scatola si trova un bel mazzo di carte da 60, composto da cinque serie di 12 carte, ripetute in cinque colori, con numerazione che va dallo zero al nove e con, in ogni colore, due uno e due sette.
Ogni carta, oltre alla classica indicazione numero / colore sui quattro lati, contiene nel mezzo una illustrazione del numero di animali indicati dalla carta (es. 1 blu presenta un unicorno). La grafica è delicata ed ammetto, dopo averla disdegnata a prima vista come poco significativa, di essere ora giunto, dopo diverse partite, ad apprezzarla.
La particolarità che lo distingue dalle carte tradizionali (oltre al fatto di avere 60 carte ed un quinto colore, cosa che già di per se giustificherebbe il fatto di avere un mazzo personalizzato) e che è utilizzata in diversi dei giochi proposti, consiste nel fatto che ogni carta reca anche stampati da zero a due triangolini neri, i quali servono per attribuire ad esse un valore, utile spesso ai fini del punteggio.

A COSA CI SI PUO' GIOCARE?

Nella scatola è contenuto un manuale (che è in tedesco, per cui vi lascio il link a quello inglese: per il resto non ci sono componenti in lingua) che contiene le istruzioni per giocare, con quel mazzo, a 5 giochi, che risultano essere molto diversi tra loro per difficoltà e per numero di giocatori (solo uno è proponibile, ma proficuamente, per 2 giocatori, mentre gli altri consentono la fruizione, a seconda del titolo, da 3-4, fino a 5-6 giocatori).
Il più complesso e profondo dei titoli è MU, ovvero quello che dà il nome al gioco, ma oltre ad esso ci sono anche Rummu, Safaru, Wimmuln e Der Letze Panthere.

MU

La prima cosa che mi chiedono quando parlo di un gioco di carte è, purtroppo, "a cosa assomiglia?", per cui parto dicendovi che Mu presenta dei profili di somiglianza con il Bridge, ma lo faccio giusto per darvi un'idea di massima del livello di difficoltà e darvi nozione della presenza di una fase di asta precedente al gioco delle carte, perché per il resto, come vedremo, è un titolo del tutto autonomo e diverso dall'indicato riferimento.



L'idea del gioco (che vi spiego ora nella versione a 4) è quella che i partecipanti si distribuiscano tutte le carte del mazzo e da quel momento di apra una prima fase di asta, nel corso della quale, come accade nel Bridge, ciascuno formula offerte, utili non solo ad acquisire il 'comando' del gioco, ma anche a far capire, più o meno apertamente, agli altri giocatori cosa si possiede e/o in cosa si è forti.
La prima particolarità sta qui nel meccanismo di asta, perché l'offerta non consiste solo nella pretesa di fare un tot di mani, bensì nel fatto di scoprire, mettendole di fronte a se, un tot di carte. Ad ogni giro ciascun giocatore può scoprire una carta (o al massimo un numero di carte che gli consenta di diventare il maggior offerente), oppure passare. 
Quando tutti hanno passato di fila, il maggior offerente diventa il Capo, mentre il secondo diventa il Vice e ciascuno di essi ha la facoltà (partendo dal vice) di scegliere una briscola (trump) per quella partita. Il capo, infine, selezionerà un proprio compagno di gioco per quella singola partita.

Le prime osservazioni sono legate al fatto che le coppie (se giochiamo in 4, mentre in 5 di andrà in tre contro due ...) non sono fisse e che ci saranno in gioco ben due briscole, con quella dichiarata dal capo (la chiamo briscolona) che sovrasterà quella (che chiamo briscolina) dichiarata dal vice (es. il vice dichiara il giallo, che sovrasta tutti i colori, tranne il blu, dichiarato dal capo).
Altra cosa carina è che quale briscola (termine che uso per indicare il seme dominante) può essere indicato anche un valore, invece che un colore: considerando che nel gioco ci sono due zero e due sette per ciascun numero, scoprirete che questa scelta è tutt'altro che banale.
Per fare un esempio, così, è possibile avere come briscolona i 7 e come briscolina  i gialli. Questo vuol dire che un 7 di qualsiasi colore vale più dei gialli, che valgono a loro volta più di tutte le restanti carte (non 7) degli altri colori.
Se siete disorientati è solo perché il gioco presenta una buona profondità, ma questi dubbi si sciolgono come neve al sole alla prima partita.
Ultima cosetta: la carta risultante dall'accoppiata delle due briscole diventa la super briscola. Nell'esempio di cui sopra il 7 giallo diventa la carta più forte del gioco.

Una volta definite briscole ed impegno (es. l'offerta del capo è stata di 4 carte), tutti riprendono in mano le carte che avevamo mostrato nella fase di offerte e si parte a giocare e si procede, come in tutti i titoli del genere, giocando ognuno, al proprio turno, una carta (trick taking) e confrontando a fine giocata le carte sul tavolo per determinare chi si aggiudica la mano.

Parte al primo giro il capo, che gioca la carta che desidera: gli altri hanno obbligo di risposta con carte dello stesso colore, se possedute, altrimenti hanno libertà di giocare o meno briscole. La carta più alta (o la briscola più alta, se ne sono state giocate) vince e chi la ha giocata prende le carte giocate in quel giro e parte con il giro seguente, proseguendo in questo modo sino a completamento delle carte.
A quel punto ciascuno conta i triangoli presenti sulle proprie carte ed assomma quei punti
Poi si fa la somma dei punti del capo e del suo compare di gioco e si va a verificare su di un'apposita tabella se sono riusciti a raggiungere il punteggio corrispondente all'offerta fatta (es. 36 punti se si sono offerte 4 mani). Una seconda tabella mostra il bonus di punti che i due compagni ottengono in caso di successo ed una terza l'eventuale malus che il solo capo subisce se non riesce nel compito (variabile a seconda di quanto è mancato).

IMPRESSIONI SU MU

Mu è effettivamente un giocone, che da solo giustifica, a mio modesto parere, da solo l'acquisto del mazzo, perché ha tutti i requisiti richiesti per essere un grande classico, anche al pari (ma qui parlo solo in linea di principio, perché non ho passato, come invece fanno diversi appassionati, una vita a giocarlo, scoprendone così le pecualiarità) del bridge, che non a caso ho richiamato per fare un paragone.


Le differenze che lo separano dall'ispiratore sono però molte ed assai significative, rendendo Mu un titolo del tutto autonomo e differente, per quanto, credo, non troppo dissimile quanto a profondità.
Le informazioni trasmesse nella fase di asta, per esempio, sono interessanti, perché mentre nel bridge le coppie sono fisse e si cerca più che altro di comunicare con il compagno per fargli capire, tramite le offerte, cosa si ha in mano, in Mu le coppie variabili impongono ad ognuno di cercare o di assumere uno dei due ruoli, o, quantomeno, di farsi scegliere dal capo (che dovrebbe essere - se gioca bene - il giocatore con le carte migliori), per profittare della possibilità di guadagnare i cospicui bonus disponibili per il successo dell'offerta.
Il bello è che con l'aumentare delle carte offerte si scopre anche, progressivamente, il proprio gioco, facendo vedere fisicamente parte della propria mano e questa è un'idea assai interessante, che raramente ho visto in giro, anche nel recente.

Altrettanto interessante è l'idea delle due briscole, che genera dubbi nelle primissime partite (es. se la briscolone è lo zero e la briscolina il blu, uno zero giallo, per esempio, varrà più di un 7 giallo ...)., ma che risulta vincente appena si acchiappa il tutto.
Tra l'altro i premi attribuiti in caso di raggiungimento da parte della coppia capo - compagno dell'offerta sono variabili a seconda di cosa si è prescelto come briscola ed anche questo è uno strato di profondità del gioco (che si può apprezzare, però, solo nel tempo).
Nel contempo i punti base, come accennavo, sono ottenuti da ognuno (personalmente) nell'aggiudicarsi le mani, per cui il gioco procede in una forma semicooperativa, con alleanze variabili di partita in partita ed a volte anche con motivi di dissidio pure tra i partner.
L'ho proposto sinora a diverse persone, che ne sono rimaste tutte affascinate, vedendone le potenzialità, anche nel lungo periodo.
la modalità di gioco cambia con il variare del numero dei giocatori, perché il capo avrà sempre con se uno ed un solo compagno, per cui in 5 si giocherà in 3 contro due ed in 6 in quattro contro due.
Non a caso le versioni a 4 e 5 sono considerate, in giro per internet, le più fruibili.

Nel complesso, dunque, Mu  è in gioco che coniuga tante idee interessanti a meccaniche tipiche di titoli classici, producendo un risultato finale più che interessante.

SAFARU

Qui abbiamo una sorta di rimeditazione del gioco della scopa, sempre che si voglia proseguire nei paralleli, anche in questo caso, però con solo vaghe somiglianze tra il predecessore e Safaru.
Ad ogni turno, infatti, sono distribuite 4 carte a ciascun giocatore e 4 messe sul tavolo e si può prendere (sempre lasciando la carta giocata sul tavolo) in tre modi, ovvero più carte la cui somma sia pari alla carta giocata (es. gioco un 7 e prendo il 4 ed il 3 che sono sul tavolo), una carta uguale a quella giocata (es. gioco un due, di qualsiasi colore, per prendere il due in tavola), oppure si prendono le carte la cui somma, addizionata alla carta giocata, dà 17 (es. gioco un 4, che con un 7 ed un 6 sul tavolo - che prendo - dà 17).
Ogni carta a fine partita vale i punti pari ai soliti triangolini presenti su di essa, ma forti sono i bonue e malus aggiuntivi, perché chi possiede la maggioranza dei blu ottiene 24 punti di bonus, mentre chi ha la magggioranza dei gialli prende 12 di malus, così come ogni zero dà 5 punti di malus.
E' possibile giocare anche in due e nel gioco a 4 farlo a squadre.

L'ho già giocato più volte e devo dire che Safaru è a mio avviso un ottimo secondo titolo nella scala delle preferenze tra quelli proposti dalle regole. Leggero nelle regole di base, fruibilissimo anche in due, risulta di gran lunga superiore alla classica scopa per la presenza delle diverse regole e finezze.
Nel corso della partita si verifica ben presto come sia importante non solo prendere, ma anche fare attenzione ad evitare di accumulare malus e la regola del 17 porta spesso a prese obbligate quando il tavolo è troppo pieno di carte.
8+7+1+0, aggiungendo il mio uno nero, prendo le altre 4 carte .. :)

CALCOLRY

Qui il gioco, fruibile da due giocatori in su (anche se le regole partono da 3), ha componenti di memoria e risulta adattissimo anche ai bambini.
Si prepara sul tavolo una griglia 6x10 con le carte, che si mettono coperte e si procede a turni. Ogni giocatore può girare tutte le carte che vuole, con l'obiettivo di ottenere la somma di 13 (es. un 7, uno 0 ed un 6). Se riesce può prendere le carte girate. Se sballa (es. giro un 7 ed un 8) girerà coperte le carte appena girate e passerà la mano.
Chiaramente gli errori altrui valgono per scoprire carte e poi è la memoria che gioca la sua parte, dopo che si è scoperta la prima carta e si deve trovare qualcosa di compatibile con essa.
A margine annoto che è anche possibile fermarsi prima di aver raggiunto il 13: in tal caso le carte resteranno girate e, se nessuno riuscirà nel proprio turno a superarmi, potrò acquisire quelle carte ... ;)

Come detto qui il mix è fortemente orientato verso i più piccoli, con la necessità di ricordare le carte uscite e la loro posizione ed infatti ci ho giocato con piacere al mare più volte ... ;)

WIMMULN, RUMMU E LAST PANTHER

Degli ultimi tre titoli vi do solo brevi cenni, non perchè siano necessariamente peggiori, ma perché ci siamo concentrati per ora sui primi tre.
Wimmuln può essere pensato come una variante dei classici wist e wizard e presenta uno schema di gioco che prevede una fase previa alla partita, nella quale ciascun giocatore sceglie due delle sue carte, il cui valore indica quante mani il giocatore prevede di poter acquisire in quel round. Una di esse è scoperta (tutti insieme), mentre la seconda rimane coperta fino alla verifica di fine partita.
A quel punto si gioca una carta ciascuno a turno, con il solito obbligo di risposta allo stesso colore e la carta più alta (o briscola) vince. La briscola è scelta casualmente girando un paio di carte prima della fase di offerta.
A fine partita si ottenono bonus se si è riusciti a conquistare il numero di mani indicato sulla somma delle due carte poste sul tavolo ad inizio partita o su almeno una di esse ...

Rummu invece prevede la distribuzione di un tot di carte ad inizio partita (da 6 a 9) e lo scopo è quello di mettere in tavola (tipo scala40) scale o tris, poker o cinque carte dello stesso numero.
I punti sono attribuiti sulla base delle combinazioni giocate.

Last Panther, infine, ricorda hearts. Qui, dopo la distribuzione delle carte, ciascuno passa al proprio vicino tre carte della sua mano.
Di seguito si gioca normalmente (una carta a testa, obbligo di risposta, niente briscole) ed a fine partita si ottengono 50 punti se ci si aggiudica l'ultima mano, 5 punti per ogni carta gialle, -10 per ogni rossa e -50 per il 7 nero.
Chi arriva a -200 fa scattare la fine partita e chi ha più punti positivi (o meno negativi) vince.

CONCLUSIONI

Mu si presenta come un ottimo titolo, proponendosi come una efficace alternativa al mazzo di carte tradizionale.
Le sua peculiarità stanno non solo nel maggior numero di carte e colori (60 invece che 40 e 5 colori in luogo dei tradizionali 4 semi), ma anche nella presenza della terza caratteristiche (i triangolini) sulle carte.
I sei giochi proposti sono tutti interessanti ed adatti per diversi tipi di pubblico, ma certamente quello che dà il nome alla scatola, ovvero Mu, è quello che spicca per la sua profondità e potenziale interesse.
Un piccolo classico, che ha il vantaggio di poter essere proposto senza difficoltà ai classici amici alieni al mondo dei giochi da tavolo, che conoscono giusto le carte tradizionali ... ;)

Qui il link al negozio online Egyp.it dove lo potete trovare.

2 commenti:

  1. Ci sono le regole in italiano all interno?

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    1. Proprio ora noto che in tana dei goblin c'è la traduzione italiana: http://www.goblins.net/files/downloads/Mu%20%26%20More%20ITA.pdf
      Nella scatola c'è invece solo il tedesco.

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