domenica 24 gennaio 2016

[Prime Impressioni] - Port of Piraeus

scritto da Fabio (Pinco11)

Cercate un gioco economico incentrato sulla speculazione sul valore di merci, che stia in mezz'oretta abbondante di partita e che sia poco ingombrante e semplice da spiegare?
Se la risposta è sì Port of Piraeus potrebbe attrarvi.
Il titolo, edito dalla russa GaGa Games ed ideato dall'esordiente Andrey Alexandrov, per 3-6 giocatori (indipendente dalla lingua, salvo il manuale, in inglese, che trovate cliccando qui), con tempo medio a partita tra i 30 ed i 60 minuti, mette i partecipanti nei panni di mercanti di diverse nazionalità che si incontrano nel porto greco del Pireo, per scambiare le reciproche merci e profittare delle fluttuazioni del mercato.
Facile nelle regole, che si spiegano in cinque minuti, risulta assai meno facile da padroneggiare ;)


MATERIALI E REGOLE?

I componenti sono presto descritti, trattandosi di un classico titolo a base di carte, delle quali ne sono presenti nella scatola 66, divise in 6 mazzetti da 8 (uno per giocatore) ed uno da 18 (le merci messe a disposizione dai teorici mercanti greci del posto).
Ogni carta raffigura un tipo di merce ed ha un proprio colore, legato alla nazionalità teorica di provenienza (ossia al colore del giocatore o quello dei greci, neutri).
A loro si aggiunge una piccola plancia, utile per tenere traccia, tramite appositi talloncini indicatori, dei valori dei sei tipi di merce in vendita e del passare degli otto turni nei quali si articola la partita.
A completamento del tutto abbiamo poi una manciata di monete di cartone e un dischetto compra/vende da consegnare a ciascun partecipante.

A livello di regole (come al solito per la versione completa vi rinvio al manuale) direi che il flusso del gioco è semplice. Ad inizio partita ognuno parte con il proprio mazzetto di otto merci (l'assortimento delle merci è diverso per ogni giocatore, ma il prezzo di partenza di ogni merce è lo stesso, ovvero cinque, su di una scala da 1 a 9) e con dieci monete.
Il gioco si svolge in turni, che prevedono prima di tutto la pesca ed esposizione di tre carte merce dal mazzo (sono carte grigie, messe a disposizione dai teorici mercanti greci locali).
Visto cosa c'è sul mercato, ognuno sceglie segretamente se in quel turno vorrà comprare o vendere e tutti rivelano insieme la scelta (esposta sull'apposito dischetto). A seconda di come si è comportato il mercato i prezzi delle merci sono modificati (ossia se ci sono più compratori, il prezzo delle merci in offerta sale, se ci sono più venditori, scende, più elaborato il caso di parità) una prima volta.
A questo punto tutti i giocatori che hanno scelto di vendere mettono sul tavolo sino a due carte merce ed il prezzo delle merci è variato ancora (calano quelle vendute, salgono quelle non vendute dai giocatori).
Segue la fase di acquisto, nella quale chi ha scelto di comprare può prelevare dal mercato sino a tre carte disponibili, pagando al banco se compra le carte dei mercanti greci o al proprietario se compra quelle dei giocatori (ci possono essere piccole aste, mentre le merci per le quali nessuno offre vengono comprate dal 'banco').
Eseguito il classico cleanup, si parte con il giro seguente. Alla fine dell'ottavo turno i giocatori vendono le carte che possiedono, fruendo di incassi crescenti a seconda dei set di carte che hanno ottenuto (più carte dello stesso colore ma di merci diverse o più carte della stessa merce, ma di colore diverso) ed operando altri aggiustamenti minori. Chi ha più denaro, ovviamente, vince.

IMPRESSIONI

Parto dall'aspetto estetico, dicendo che si tratta di un titolo portatile e minimalista, ovvero un gioco di carte arricchito solo da qualche piccolo componente aggiuntivo utile a tenere traccia in modo più comodo dei pochi dati utili ai fini del gioco. Volendo anche la plancetta giocatore e le monete potevano infatti essere sostituite da carte (usandone magari alcune, da far scorrere lasciando esposti valori, quali contasoldi o valori), ma in questo modo chiaramente il tutto si rivela un pelo più comodo e funzionale e la scelta compiuta deve essere considerata come apprezzabile.
Visivamente l'impatto d'insieme non è clamoroso, perché volutamente si è compiuta la scelta di tenere i materiali sul compatto, ma si può osservare che le carte sono di buon spessore e, considerando che non si assiste a frequenti mescolate di mazzo, si può anche evitare di imbustarle. Le illustrazioni sono gradevoli, anche se non di particolare impatto. La plancia è a sua volta funzionale, anche se i segnalini risultano forse, a voler esser pignoli, un pochetto piccolini.
Diciamo che nell'insieme la componentistica rientra nel classico 'adatto allo scopo', con piccole riserve solo sulla dimensione piccola della tabella centrale (vedi la legenda con i colori delle merci che ognuno possiede all'inizio) e sulla grafica un poco 'carica' delle carte.

Su come il gioco gira devo dire che all'inizio è necessario un piccolo adattamento per entrare nella logica di come operano le fluttuazioni del mercato. In sé esse dovrebbero essere intuitive (nel primo step il prezzo delle merci offerte sale se ci sono più compratori e scende nel caso opposto), ma ci sono un paio di regolette (tipo la risoluzione del pari nel primo step e la seconda fluttuazione nel secondo) che fanno sì che, per quanto le cose da dire si esauriscano in una spiegazione di meno di cinque minuti, ad ogni turno della prima partita si consulti di nuovo il manuale per essere sicuri.
Mentre scrivo mi sento decisamente più impedito di quanto le tacche sul mio tavolo che tengono traccia dei giochi provati suggerisca, ma la realtà è che verso questo Piraeus provo una attrazione che è legata in larga parte al fatto di non essere ancora, dopo 4-5 partite, entrato nel ritmo del gioco.
In se leggo le regole e le applico, così come faccio in un sacco di altri titoli, ma alla fine, semplicemente, non sono ancora riuscito a costruire il mio classico 'motore' e continuo a non riuscire nemmeno ad avvicinarmi alla vittoria. Forse continuerò a provarlo finché non vincerò, per poi ritirarmi da campione :)
Il tutto, comunque, verte sulla capacità di acquistare carte diverse, pagandole il meno possibile e mettendo nel contempo le proprie carte merce di partenza sul mercato cercando di venderle al maggior presso possibile. I mazzi di partenza sono diversi, per evitare ingorghi sul mercato, ma siccome tutte le merci partono dallo stesso valore, ognuno gode delle stesse possibilità, ma di ciò che c'è in giro si dovrà tenere conto nella fase di vendita, quando si scelgono le carte che si mettono sul mercato, per evitare crolli dei prezzi.
Qualche ragionamento sicuramente c'è, anche se poi, come tipico di titoli con azioni contemporanee, molto va anche ad intuito ed è premiata la capacità di prevedere come gli altri si comporteranno.

Lasciando da parte le mie personali disavventure, le regole sono immediate, per cui lo abbiamo proposto senza difficoltà anche a giocatori meno abituali (anche se nel nostro gruppo sono comunque a livello da 'smaliziato') e le meccaniche, come detto, sono poche, per cui bisogna solo compiere, ad ognuno degli otto giri, un paio di scelte e saper da esse guadagnare.
Piraeus rientra quindi appieno nel novero dei filler, anche se continuo ad attribuirgli un filo di spessore in più rispetto al classico gioco di carte tedesco che aggiungiamo alla fine della serata. L'interazione è presente, perché siamo, alla fine, di fronte ad un mercato e si possono verificare anche momenti di asta, ma è possibile anche organizzarsi per una impostazione della partita più easy, raccogliendo ciò che gli altri lasciano da parte.
Sulla scalabilità direi che le sensazioni sono che giri un filo meglio in almeno quattro, garantendo una distribuzione maggiore di acquirenti e venditori (altrimenti spesso si rischia che tutti facciano in un turno la stessa cosa), ma quando lo giocai ad Essen ricordo che il dimostratore mi riferì che molte partite di playtesting furono fatte in tre, per cui posso anche sbagliare.

CONCLUSIONI

Port of Piraeus è un simpatico gioco di carte a sfondo economico che condensa in un gameplay rapido e piuttosto facile le logiche della speculazione su valori variabili di merci.
Partendo da quel presupposto il tutto è stato limato ed è proposto in una modalità essenziale, dandogli una connotazione più da filler, che lo rende adatto ad un pubblico ampio.
Interessante, sto ancora cercando di capirlo appieno: se qualcun altro lo avesse provato apprezzerei di ragionarne insieme, per cui fatevi sentire in caso nei commenti :)

Si ringrazia l'editore per la copia di review concessaci.

6 commenti:

  1. E questo me lo devi far provare... :)

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    1. gioco molto interessante. ma in Italia non mi sembra lo venda nessuno :( ... ho troppi Km da fare sino a Spezia per poterlo provare

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  2. In effetti sembra interessante come gioco, minimal ma con tutte le cose che servono. Vendo a quel prezzo o aspetto che salga (col rischio che crolli) ? e allo stesso tempo, forse non è meglio comprare ora che quello costa così poco (col rischio che poi costi di meno/più) ? Sembra fico, anche il set collection che ci hanno messo con le merci a fine partita.

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    1. Tieni conto che le merci sono poche ed i turni pochissimi. La speculazione quindi tende ad essere immediata, visto che non c'è molto tempo da attendere. Il problema è che poi, se c'è troppa gente che vende la stessa cosa, si prendono fregature (pensi di vendere a tot e poi il prezzo ti cala all'improvviso ..).

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