domenica 17 gennaio 2016

[News] - Days of Wonder: Quadropolis e Five Tribes solo play

scritto da Fabio (Pinco11)

Concentro in un unico articolo due novità sulla Days of Wonder. 
Per prima cosa l'editore ha annunciato l'uscita del suo prossimo titolo, ovvero Quadropolis, frutto dell'estro creativo dell'esordiente François Gandon.
I primi dati diffusi ci parlano di un gioco per 2-4 persone, con tempo medio a partita di 30-60 minuti ed una età consigliata di 8+, per cui possiamo ipotizzare che l'editore delle meraviglie torni, dopo aver proposto con il suo Five Tribes un titolo un poco più complesso, a rivolgersi con Quadropolis al grande pubblico familiare che aveva conquistato con titoli come Ticket to Ride.
Il tema di fondo è quello della costruzione di una città, alla Sim City di una volta, e le immagini diffuse ci mostrano un tabellone centrale 5x5 sul quale sono presenti un gran numero di tessere edificio e delle schede giocatore 4x4, sulle quali i partecipanti collocano le tessere edificio prelevate, evidentemente cercando di rispettare determinate posizioni e combinazioni al fine di ottenere più punti possibile.


Andando più nel dettaglio lo spirito è quello che ad ogni turno ogni giocatore riceva quattro architetti, numerati da 1 a 4, che giocherà uno per giro, alternandosi con gli altri. Ogni architetto consente di prelevare dal tabellone centrale una tessera, che sarà rispettivamente la prima della fila nella quale si è piazzato l'architetto se è un numero 1, la seconda se è il 2 e via dicendo.
La tessera prelevata è quindi piazzata nella propria scheda e attribuisce le risorse abitanti od energia indicate.
Le regole prevedono quindi che il giocatore successivo non possa collocare il proprio architetto nella stessa riga o colonna nella quale è stata prelevata l'ultima tessera, nè dove siano presenti architetti altrui, per cui le opzioni, giro dopo giro, diminuiscono.
Il gioco prevede lo sviluppo di 4 turni completi (con la possibilità di prelievo di 16 tessere) ed a fine partita si valuta la città costruita da ognuno, sulla base dei criteri previsti per ognuna delle sei categorie di edifici presenti.
A prima vista il tutto sembra interessante il giusto, abbastanza immediato per essere compreso da un pubblico familiare, ma con la possibilità di pianificare le proprie mosse in qualche modo. Tutto ciò che ci si aspetta, insomma, da un family attraente e non banale.

Visto che l'uscita è annunciata per fine marzo (la Asterion ha annunciato l'edizione italiana per aprile), non dovremo attendere poi molto per saperne di più. Maggiori info sul sito della casa (parte dedicata al gioco), dal quale sono tratte le immagini riprodotte nell'articolo.

FIVE TRIBES

Pochi giorni fa ho anche scovato su internet le regole che l'editore ha messo a disposizione per il gioco in solitaria a Five Tribes, che erano uscite giusto poco prima della fine dell'anno (qui il link alle regole, in inglese).
La curiosità mi ha spinto a scaricarle al volo ed a rispolverare il gioco, che era da tempo fermo sullo scaffale di un amico al quale lo avevo prestato, giusto per provare il tutto.
L'idea di fondo è quella di sfidare un giocatore fittizio, il teorico sultano Yazid, cercando di sopravvivere sino al termine della partita, evitando che si verifichino determinate condizioni che determinano la vittoria immediata dell'avversario virtuale.
Ove si riesca nell'impresa, si dovrà cercare anche, ovviamente, di ottenere un punteggio il più elevato possibile, confrontando le proprie perfomance con l'apposita tabella fornita dal manuale.

Andando nel dettaglio l'idea è quella che ad ogni turno il giocatore virtuale tiri due dadi, determinando grazie alle coordinate da essi indicate una o due caselle (se esce il sei nel dado riferito alla fila dove ci sono solo 5 tessere) che egli andrà a svuotare.
Il sultano Yazid svuota interamente la casella (o caselle) in questione, collocandovi il proprio cammello se non già presente e trattiene per se gli omini gialli, bianchi e rossi. Gli omini bianchi li scarta in corso di partita a coppie (o con uno schiavo/fachiro) per prendere una carta Djiin.
Per gli omini blu egli sottrae al giocatore i denari che avrebbe dovuto prendere e se il giocatore non è in grado di pagare, allora la partita ha termine.
Per gli omini verdi, invece, Yazid scarta le carte mercato che avrebbe dovuto prelevare, trattenendo solo i fachiri/schiavi.
Se in corso di partita Yazid ha davanti a se sette assassini (rossi) o 6 carte Djiin vince immediatamente.
Se a fine partita (quando uno dei giocatori ha piazzato tutti i suoi 11 cammelli o non si possono più fare mosse) Yazid ha più vizir del giocatore (omini gialli) ancora, vince direttamente.
Se il giocatore arriva invece in fondo senza far scattare le condizioni di vittoria di Yazid conta i propri punti e verifica quanto è stato bravo ... ;)

Ho provato il tutto ed ho notato che è richiesta una certa attenzione, almeno all'inizio, per tenere in piedi la partita, dovendo concentrarsi, nei primi turni, sull'acquisizione di qualche vizir (per tenere la maggioranza) e/o di qualche assassino o anziano per evitare che scattino le condizioni di fine partita in caso di lanci di dadi particolarmente sfortunati.
Poi si inizia a costruire il proprio motore di gioco, come nel gioco classico, anche se i punteggi tendono a rimanere più bassi del solito, visto che qualche turno va utilizzato per tenere in piedi la partita (ovvero per evitare che si realizzino le condizioni di vittoria di Yazid), piuttosto che alla ricerca di opportunità di punteggio.
Mano a mano, poi, si inizia a pianificare ed a  costruirsi anche le mosse successive, sviluppando un tipo di ragionamento (programmazione più a lungo termine) che possiamo dire essere specifico del solo play, visto che normalmente, nel gioco con altre persone, se si predispongono buone occasioni, sicuramente il giocatore successivo le coglierà al volo (qui invece, giocando Yazid in modo casuale, non è affatto detto che ci bruci proprio l'occasione che avevamo creato il turno precedente).
Le partite sono piuttosto veloci, perché nel giro di una decina di turni o poco più tutto ha termine (Yazid piazza mediamente un cammello a turno se non di più, se siete sfortunati) ed il gioco si rivela nel complesso gradevole il giusto per soddisfare il gusto di novità, anche se io personalmente trovo questa modalità utile più per esplorare il gioco ed impratichirsi nelle meccaniche di base, che come una vera e propria sfida di quelle che possono accompagnarvi in così numerose serate. 
Sono però curioso di sapere cosa ne pensate anche voi :)


2 commenti:

  1. Quadropolis mi ha ricordato molto Between Two Cities uscito ad Essen, dove anche qui bisogna costruire città 4x4 (in questo caso insieme ai propri vicini)...

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    1. Il tema è quello, ma quadropolis mi sembra un prodotto più destinato ad un pubblico 'familiare' e quindi più immediato.

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