lunedì 3 agosto 2015

La top100 di sempre di Giochi sul Nostro Tavolo

scritto da Fabio (Pinco11) e da tutto il gruppo degli autori di Giochi sul Nostro Tavolo. - (Versione 2.0 aggiornata ad aprile 2016)

Rieccoci, con la versione 2.0 della nostra classifica top100 (più o meno) di sempre, ovvero all'aggiornamento che avevo promesso già lo scorso anno che sarebbe avvenuto nel 2016.
Il 2015, come vedremo anche dalla classifica, è stato comunque una discreta annata ed i nostri autori hanno tenuto in buona considerazione quanto giunto sui nostri tavoli, cosicché circa una quindicina di titoli dell'annata passata sono riusciti ad entrare in classifica.
Andiamo quindi, fatte le dovute solite premesse, a vedere la nostra classifica di tutti i tempi :)


--- [discorsi alert] (se non vi interessano le premesse e gli sproloqui potete saltare a piè pari tutto il passaggio compreso tra questo avviso in corsivo ed il successivo ed il prossimo avviso che segnerà la fine delle 'premesse' ed avvertimenti ;) ---

PREMESSE

Già leggendo il titolo direi che dovrebbe essere chiaro quale sia lo scopo di questo articolo, ovvero di presentarvi la NOSTRA classifica dei migliori 100 (più o meno) giochi di sempre, stilata da noi autori che collaboriamo a questo blog (illustrazione sotto di Alan d'Amico).
L'idea mi ruzzolava per la testa da un po' di tempo, ma c'è voluto dell'impegno per arrivare al risultato finale, visto che non era facile mettere d'accordo il pensiero di 13 persone (Fabio, Simarillon, Faustoxx, Simone M., Agzaroth, F/\B!O P., Sergio, Nero79, TeOoh!, Alan, MagoCharlie, Bernapapà e Chrys) e, soprattutto, elaborare un sistema interno di raffronto idoneo.
Lo spirito di questa iniziativa è quello di offrire uno strumento 'sempreverde' utile ad orientarsi nell'affollato mondo dei giochi da tavolo, nel quale ogni anno entrano in produzione centinaia e centinaia di nuovi titoli, sia per chi si avvicini solo ora a questa passione (così da poter fruire del'elenco per le prime 'scelte'), sia per chi, da appassionato, desideri avvicinarsi ad esso per capire i gusti altrui o riscoprire, magari, qualche potenziale perla che gli sia sfuggita. 
Fatto sta che ci siamo riusciti e sono quindi lietissimo di introdurre la nostra prima classifica top100, facendo, prima di passare all'elencone, alcune premesse.

Ah, quasi dimenticavo, siccome non mi piacciono gli elenconi solo di nomi, per ogni titolo che citeremo inseriremo anche una piccola scheda descrittiva di qualche riga, giusto per solleticare la curiosità di chi non lo conosca!


PERCHÉ?

Sì, qualcuno potrà chiedersi se abbia un senso che un sito come il nostro, pur conosciuto, si metta a scrivere una classifica, per giunta elaborata solo da poche persone (e non espressione dei pareri dei lettori) che potrebbe finire schiacciata sotto il peso di più noti elenchi di best of, primo fra tutti quello, universalmente consultato, di BGG.
Ci ho pensato e sono giunto alla conclusione che: "sì, ci vuole una classifica solo nostra, perché ...'

... perché ci può identificare meglio
Chi ci segue sa che siamo un gruppo di persone dai gusti non omogenei e questo ci consente di proporre titoli appartenenti a diverse categorie, ma nel contempo sappiamo di non essere ancora in grado di coprire esattamente ogni angolo del boardgaming e/o di non assicurare ad ogni genere la stessa attenzione. L'esperto di giochi che legga la nostra classifica potrà farsi un'idea, grazie ad essa, anche della identità ludica "collettiva" del gruppo di scrittori che anima questo blog.

... perché può diventare uno strumento di base per la consultazione. 
Uno dei nostri articoli più letti è la "Guida ai giochi da tavolo moderni" (qui il link), un articolo che scrissi pensandolo come una sorta di spiegazione di benvenuto per chi muova i primi passi nel mondo dei giochi da tavolo.
L'elenco dei top100 di sempre potrebbe rappresentare una sorta di finestra sul mondo dei boardgames per chi, dopo aver compiuto le prime esperienze in questo hobby, voglia dare uno sguardo ai classici o avere una traccia per esplorarlo ulteriormente, potendo trovare in questo articolo utili spunti per approfondire.
La nostra idea è, inoltre, di tenere aggiornata la classifica, proponendoci di aggiornare la classifica almeno annualmente, ma forse anche con maggiore frequenza, per consentire ai lettori di essere adeguatamente informati pure sui titoli emergenti! Per questo motivo trovate all'inizio dell'articolo anche l'indicazione della versione e data della classifica, che dovrei aggiornare in futuro.
La posta dei lettori, che stiamo ricevendo spesso, ci ha confortato in questi mesi nel ritenere che l'obiettivo in questione sia stato raggiunto, perché molti lettori ci hanno segnalato di essersi soffermati a lungo a leggere la classifica, partendo da essa per scegliere i propri titoli da tenere d'occhio e/o cosa inserire nel proprio percorso ludico.
In particolare utile l'elenco è risultato per chi stesse muovendo i primi passi in questo mondo, quale filo d'Arianna per seguire la giusta direzione e/o per andare poi a consultare le recensioni sul blog.


... perché non tutti e non sempre ci troviamo nella classifica di BGG. 
BoardGameGeek è il sito di riferimento a livello mondiale nel settore dei giochi da tavolo e ad esso vanno tributati i giusti meriti, perché rappresenta il più grande database di informazioni esistente sui giochi da tavolo ed il più frequentato punto di incontro per gli appassionati del genere (a livello italiano ricordo comunque il valore, nello stesso ambito, anche della Tana dei Goblin).
Noi stessi, nello scrivere le recensioni, sfruttiamo le schede dei vari titoli per andare sul sicuro su autori, illustratori, editori ed informazioni varie e non ci sfuggono i fatidici numerini che sono presenti in bella vista subito a fianco al nome, ovvero il punteggio medio e la posizione in classifica (generale e per generi) del titolo in questione.
Si deve però fare attenzione, perché quei numerini, che pure sono frutto di una forma di voto popolare (sono tutti i lettori di BGG ad esprimere i voti) ed hanno un indiscusso valore statistico, non vanno presi come oro colato.

Per prima cosa i voti sono frutto di una elaborazione grazie ad algoritmi che non esprimono esattamente una media aritmetica, in quanto per evitare che qualche furbetto metta in linea venti voti di amici compiacenti schizzando in testa alla classifica sono stati inseriti dei 'paletti', cosicché i titoli meno noti e diffusi faticano ad emergere e sono penalizzati. Non è quindi facile scoprire delle 'chicche' grazie alla classifica di BGG.
Inoltre sono premiati i titoli relativamente di nicchia, ovvero quelli che godono di un consenso unanime da parte di un gruppo ben specifico di appassionati, perché essi attribuiscono in massa  al loro preferito un votone, mentre quei giochi in genere non sono acquistati (né votati) dalla massa che potrebbe non gradirli. Un esempio di questo ragionamento è dato da Twilight Struggle (da tempo numero 1 nella classifica di BGG), indubbiamente un bel gioco, ma non certo il titolo che indicherei come 'migliore di sempre' ad un amico.

... perché è divertente.
In ogni hobby o passione una parte del divertimento sta nel fare quattro chiacchiere con gli amici parlando delle novità del proprio settore di interesse: così ci si trova spesso il lunedì mattina al bar a parlare con perfetti sconosciuti degli errori tattici compiuti dalla squadra del cuore o a far precedere o seguire le nostre serate di gioco da simpatiche discussioni su cosa possiamo mettere nel nostro carrello degli acquisti per i prossimi incontri.
In questa logica possiamo considerare questa classifica anche come una bella chiacchierata collettiva che apriamo con tutti i lettori, con a tema la risposta alla classica domanda che diversi lettori ci rivolgono per mail"ma quali sono i vostri giochi preferiti? ... cosa mi consigliate?"

Gli altri  perché, che per ora mi sfuggono, magari li aggiungerò nelle prossime revisioni ;)

... siamo tutti appassionati di classifiche ... ;)
Nota: le schede (subito dopo il nome di chi tra noi l'ha scritta) contengono indicazione dell'autore (noi riconosciamo il ruolo centrale dell'ideatore di queste opere d'ingegno), dell'anno di produzione (utile a comprendere come abbia resistito al passaggio del tempo o se sia un titolo che è emerso da poco e che potrebbe quindi ancora 'scivolare via'), dell'editore (per sapere se ne esiste una versione italiana e per reperirlo più facilmente se interessa comprarlo) tempo medio, età consigliata e numero giocatori (per capire se fa al nostro caso) e della dipendenza dalla lingua (utile per capire se si possa comprare anche in edizione turca o finlandese o se si debba cercare la versione italiana ...).

--- [fine discorsi alert] (se non vi interessano le premesse e gli sproloqui e li avete saltati a piè pari,  potete riprendere a leggere da qui ;)  --- 

La classifica. Partiamo dai numeri 100

Procedo in ordine inverso: lo so che in molti vorranno per prima sapere chi occupa le prima posizioni, per cui ad essi dico semplicemente di scorrere sino in fondo, dove troverete un elenco secco dei titoli con rispettiva posizione, dalla 1 alla 100.
Chi invece si vuole "godere" la classifica un poco alla volta, potrà iniziare di qui ...

Prima sorpresa: la fascia dal 91 al 100 è occupata da 25 titoli. 
Lo so che vi starete dicendo: "se il buongiorno si vede dal mattino non sono convinto del fatto che i presupposti matematici alla base di questa classifica siano del tutto corretti"ma la realtà è che le differenze di valutazione tra il 100 ed il 1010 erano talmente ridotte che ho pensato di inserire l'ultima quindicina di titoli come '100° a pari merito'. Lo so che in questo modo la top100 diventa top115, ma alla fine mi sembrava carino verso i pochi titoli che, pur avendo raccolto il favore dei nostri autori, sarebbero rimasti fuori ... ;)  Alla fine sono un sentimentalone ... ;)
Ah, tranquilli, le altre fasce sono 'regolari' da 10 ciascuna :)

I vari numeri 100

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100. [Fabio-Pinco11] Specie Dominanti, di Chad Jensen (2010). Edito da GMT e per l'Italia da Asterion. Per 2-6 giocatori, tempo a partita 120-240, contiene testo in lingua, età 14+

Gestionale cinghiale di buona taglia che si propone lo scopo di ricreare i misteri della evoluzione delle specie, partendo dalla preistoria.
Tabellone modulare, gestione azioni, forte interazione, controllo territorio da studiare con meticolosa attenzione, programmazione e riflessione da supercomputer sono alcuni degli elementi costitutivi di questo titolo complesso, ultraindicato per giocatori esperti.
Qui la sua recensione.


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100. [Federico] Android: Netrunner. Ideato da Richard Garfield e Lukas Litzsinger (2012), Editore Fantasy Flight Games (2 giocatori, età 14+, tempo 60 minuti, molto dipendente dalla lingua, edito in italiano da Giochi Uniti in italia) 

Non ho paura di dire che questo gioco ha completamente rivoluzionato il mondo dei giochi di carte dal punto di vista delle meccaniche di gioco, mentre tutti i giochi di carte costruiti, collezionabili e living, erano una più o meno una variante o miglioria di Magic, ovvero due giocatori che partono con una stessa situazione iniziale e si uccidono a vicenda giocando le carte dalla mano. 
Con Netrunner (stranamente dallo stesso autore di Magic) si dimostra che un’altro mondo è possibile, i giocatori partono da una situazione iniziale completamente asimmetrica, rispondono a regole molto diverse e non devono uccidersi a vicenda. 
Il risultato è un gioco che trasuda tema cyberpunk, tiene i giocatori al cardiopalma durante tutta la partita grazie alle molte meccaniche di bluff che si creano durante il gioco e infine, ma non per importanza, Netrunner riesce ad essere un gioco che distilla un goccio alla volta la sua profondità, non si finisce mai di imparare a giocare meglio anche dopo anni di partite (e ve lo dice l’attuale secondo classificato al nazionale italiano). 
Nella sua versione base regala comunque ore e ore di deckbuilding e divertimento, una scatola base va presa!
Eccovi la recensione.

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100. [Simarillon-Davide] Dobble. Ideato da Denis Blanchot (2004). Editore Asmodee - Asterion (2-8 giocatori, età 6+, tempo a partita 10 minuti circa, indipendente dalla lingua)

Il gioco che ha sdoganato il formato delle carte rotonde!
Su ogni carta vi sono otto simboli differenti di dimensioni variabili, la particolarità è che ognuna delle carte del mazzo ha un simbolo - e solo uno! - in comune con qualsiasi altra carta: quindi prendendo due carte a caso tra di loro avremo sempre una sola icona comune.
Dobble si basa su questa semplice idea del riconoscere i due simboli in comune per ricreare ben cinque giochi differenti (e diverse altre alternativa si trovano on-line). I giochi sono: La Torre Infernale: ad ogni giocatore viene data una carta e si fa una torre centrale il giocatore che per primo nota il simbolo in comune con la torre centrale la prende, al termine vince chi ha più carte, La Patata Bollente: ogni giocatore ha un proprio mazzo tutti i giocatori girano una carta e si cerca le corrispondenze il giocatore che la trova si libera della propria carta alla fine della manche un solo giocatore avrà accumulato un numero di carte pari a quelle dei giocatori, si fanno le manche e chi ha più carte ha perso; Il Pozzo: ogni giocatore riceve un mazzo si mette una carta al centro riconosciuto il simbolo lo si mette sulla torre centrale, vince chi per primo termina il proprio mazzo; Prendile Tutte: ogni giocatore ha un proprio mazzo e si crea anche un mazzo centrala, si  girano le carte e si cerca la corrispondenza con il mazzo centrale, alla fine dei round chi ha più carte vince; Il Regalo Avvelenato: si parte con una carta a faccia su e si mette al centro il mazzo a faccia in su bisogna trovare un oggetto in comune tra la carta in cima al mazzo centrale e quella di un qualunque avversario e se lo si trova si piazza la carta centrale sulla sua, quando finisce il mazzo centrale chi ha meno carte vince.
La scatolina in metallo, di piccole dimensioni, la facilità di gioco, la velocità delle partite, l’alta modularità del numero di giocatori e la possibilità di giocare praticamente ad ogni età lo rendono il gioco perfetto da portare sempre con sé.
Qui un articolo ad esso dedicato.

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100. [Agzaroth] Battlestar Galactica, di Corey Konieczca (2008). Per 3-6 giocatori, tempo a partita 120-240 minuti.

Uno dei collaborativi con traditore più belli che esistano. 
Ha i suoi difetti: è lungo, macchinoso, corposo nelle regole, infarcito di espansioni. Ma offre un vero viaggio stellare in senso letterale e figurato: coinvolgente, teso, bastardo, infarcito di bluff, dialettica e deduzione. Alta componente di fortuna, ambientazione perfettamente resa.
Ottima ambientazione fantascientifica, sfruttando la licenza della popolare serie Tv.


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100. [Agzaroth] Imperial, di Mac Gerdts (2006), edito da PD Verlag. Per 2-6 giocatori, tempo a partita 120-240 minuti.

Capolavoro sia l'originale che il suo spin-off futuristico. Azionario-bellico, i giocatori sfruttano il controllo delle nazioni del pianeta (tramite l'acquisto di bond) per fare i loro biechi interessi economici. Abbastanza lungo – siamo sulle tre ore – con un regolamento facilissimo, dominarlo e padroneggiarlo è tutt'altro discorso.
Qui l'articolo ad esso dedicato.

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100. [Agzaroth] Il Trono di Spade, seconda edizione, di Christian Petersen (2011), edito da FFG e per l'Italia da Giochi Uniti. Per 3-6 giocatori, tempo a partita 120-240 minuti.

Uno dei giochi american più amati, rifinito rispetto alla precedente edizione. 
Sei giocatori nei panni delle casate di Westeros, tra battaglie, alleanze, tradimenti, intrighi. Molto bello il sistema di combattimento che non lascia spazio alla fortuna, ma si gioca tutto sull'intuito e sulla scelta simultanea, il tutto su di una classica mappa divisa in territori da conquistare, con capitali ed armate. 

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100. [Fabio-Pinco11] Twilight Imperium, di Chrstian Petersen (2005). Edito da FFG. Per (2)3-6 giocatori, età 12+, tempo a partita intorno alle 4 ore, contiene massiccio testo in lingua.

Gioco di costruzione di imperi spaziali di dimensioni titaniche, sia nei componenti che nelle regole (anche se gli amanti degli wargames con manuali da centinaia di pagine sorrideranno al pensiero), è uno dei più noti cinghiali d'antan per gli amanti del gusto spesso e selvatico.
Ha conosciuto diverse riedizioni, con la più diffusa del 2005, nonchè più espansioni.
Un ottimo simulatore di universi per gli amanti di Star Wars e non solo ;)

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100. [Agzaroth] Dead of Winter (2014), di Gilmour - Vega, edito da Plaid Hat Games, in Italia da Raven. Per 2-5 giocatori, tempo a partita 45-210 minuti.

Falso collaborativo in cui l'ambientazione è protagonista. Un gruppo di sopravvissuti deve resistere agli zombi e al rigido inverno in cui è precipitato il mondo. Ciascuno ha però i sui scopi personali e tra i giocatori potrebbe annidarsi anche un traditore, il cui scopo è far fallire a missione comune. Si vince solo se la missione principale viene soddisfatta e se si consegue anche il proprio personale obiettivo segreto. Fa dell'immedesimazione e dell'ambientazione i suoi punti di forza, assieme ad alcune meccaniche innovative.

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100. [Simone] Robinson Crusoe: Viaggio verso l'Isola Maledetta (2012), ideato da Ignacy Trzewiczek. Editore Z-Man Games – Uplay.it (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita 90-180 minuti, dipendente dalla lingua)

Naufragati su una misteriosa isola deserta, i giocatori dovranno collaborare per sopravvivere alle avversità che gli si presenteranno davanti e sopravvivere allo scenario scelto all’inizio della partita. Attraverso un sistema di selezione-azione, dovranno costruire capanne robuste per resistere alle intemperie del clima tropicale, difendersi dagli animali selvaggi, migliorare i propri attrezzi e perlustrare l’isola alla ricerca di cibo e materie prime utili alla sopravvivenza. Ciascun giocatore dovrà inoltre premurarsi di tenere il proprio personaggio in buona salute ed il morale del gruppo sempre alto. Robinson Crusoe è un singolare gioco “collaborativo” con gestione risorse ed esplorazione su mappa modulare a fortissima interazione diretta e, soprattutto, con tantissime variabili da tenere sotto controllo. Difficile individuare una meccanica dominante e che lo caratterizzi appieno. Il mazzo eventi ed i dadi meteo rendono quasi palpabile l’imprevedibilità degli scenari. Il titolo del gioco celebra un certo genere (letterario e cinematografico) e non è legato al personaggio dell’omonimo romanzo. Un piccolo gioiello.
Qui la nostra recensione.

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100. [Agzaroth] Bang! di Emiliano Sciarra, edito da dVGiochi (2002) (per 4-7 giocatori, tempo a partita 20-40 minuti)

Classico party game a ruoli nascosti, in cui i fuorilegge sparano allo sceriffo, gli aiutanti ai fuorilegge e il rinnegato spera di vedere morire tutti gli altri.
Un mazzo di carte da cui pescare, poche scelte da effettuare tra colpi sparati, colpi schivati, nuove armi più efficaci da imbracciare, indiani che sparano a tutti e dinamite che passa di mano in mano fino a scoppiare.
Nonostante l'eliminazione giocatore, rimane un classico, copiato in tutto il mondo.
Qui la nostra recensione

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100. [FedericoStar Realms. Ideato da Robert Dougherty Darwin Kastle (2013), edito da White Wizard Games(2-4 giocatori, eta 14+, tempo 45 minuti, molto dipendente dalla lingua)


Un gioco di deckbuilding per 2 giocatori (in più di due perde tutta la sua bellezza) con ambientazione spaziale nato dalla testa di due campioni diMagic TG, il gioco racchiude l’essenza di tutto cio che c’è di buono in Dominion e Magic, insieme in un’esperienza di gioco veloce e comunque molto profonda e tecnica. 
Ogni turno si acquisiscono navi o basi sempre più potenti e si aggredisce l’avversario abbassandogli i suoi punti vita. In un crescendo molto spettacolare ogni giocatore cresce nella sua capacità di eseguire effetti sempre più potenti, la partita si gioca sempre sul filo di lana della vittoria per entrambi e si conclude spesso in un supermega turno in cui vengono distrutte basi e inferti mille mila danni. 
Dal punto di vista del marketing poi il gioco è un esempio da manuale, kickstarter di successo che esce nei negozi e come app con un prezzo base bassissimo e margina negli accessori: tappetini, proteggi carte a tema, porta mazzi, raccoglitori. Un gioco in grado di soddisfare anche il negoziante, in Italia è già stato opzionato da una casa editrice per la nazionalizzazione (che non ha ancora annunciato la cosa e non può essere nominata), ma la potenza di fuoco della casa editrice americana si è molto persa, speriamo sappiano riaccendere la miccia prima che il gioco finisca nel dimenticatoio. 
Un gioco che vi consiglio di giocare prima su un tablet, poi dal vivo un paio di volte, e poi sempre e solo sul tablet che è molto più veloce e di facile fruizione.


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100. [Agzaroth] Indonesia, ideato da Jeroen Doumen e Joris Wiersinga (2005). Edito dalla Splotter Spellen (2-5 giocatori, età 14+, tempo a partita 180 minuti, indipendente dalla lingua).

Gioco economico basato sul pick-up&deliver e sulla possibile acquisizione e fusione di compagnie altrui. Vede svilupparsi progressivamente l'economia della regione indonesiana, con 5 prodotti da esportare alle città della zona, in modo da guadagnare sempre più soldi. É possibile investire sia direttamente in piantagioni che in compagnie di navigazione che guadagnano trasportando le merci prodotte dalle prime.
Complesso da padroneggiare, a fronte di regole non troppo difficili, non perdona gli errori e spicca per originalità e completezza nel panorama dei giochi economici.


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Esempio di gioco: qui vediamo il giallo che con l'ausilio del blu arriva all'icona in 7 mosse
100. [Fabio-Pinco11] Ricochet Robots. Ideato da Alex Randolph (1999). Editore Hans im Gluck - Rio Grande (1-15 giocatori, età 10+, tempo a partita 30 minuti, indipendente dalla lingua)
Siamo di fronte alla quint'essenza del puzzle game: semplice da spiegare, inchioda al tavolo le persone spingendole al più religioso silenzio.
L'idea è quella che si collocano su di una plancia quadrettata, nella quale sono presenti diversi ostacoli, dei robottini colorati e che si debba identificare, in un tempo prefissato, in quale numero minimo di mosse (rimbalzi del robottino) si possa far arrivare un certo robot a toccarne un altro.
Geniale ed enigmistico al tempo stesso, è un classico che è stato ristampato un sacco di volte, a riprova del suo valore da sempreverde. Ne è autore uno dei più grandi game designer di sempre.
Ecco il link alla nostra recensione.

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100. La Guerra dell'anello, di Di Meglio - Maggi - Nepitello (2004), edito da Ares Games. Per 2-4 giocatori, tempo a partita da 180 minuti.

Un titolo che sfrutta efficacemente il tema della famosissima saga fantasy per proporre un epico scontro tra le forze del bene e del male.
Miniature, dadi azione, battaglie, carte evento, tutto mescolato insieme per una miscela che ha conquistato un pubblico ampio soprattutto oltreoceano, dove è da sempre una classico.
Non a caso la seconda edizione del 2012 del gioco risiede stabilmente nella top 20 di BGG, per cui non potevamo dimenticarlo nel nostro elenco :)



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100. [Agzaroth] The Great Zimbabwe, ideato da Jeroen Doumen e Joris Wiersinga (2012). Edito dalla Splotter Spellen(2-5 giocatori, età 14+, tempo a partita 60-120 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Gioco economico di pick-up&delivery molto particolare. Su un tabellone sostanzialmente astratto, i giocatori costruiscono artigiani che producono merci, con le quali innalzare monumenti agli dei. Si fanno punti vittoria sia costruendo nuovi artigiani, che (soprattutto) alzando i propri monumenti. Tutto verte attorno alla creazione di un proprio motore economico con cui pagare le merci e trasportarle in giro per il tabellone. Ma la particolarità maggiore risiede nel fatto che, qualsiasi potenziamento venga comprato in partita, questo aumenterà la soglia richiesta al giocatore che lo possiede per vincere. Per cui, più si diventa competitivi, più punti occorre fare, massimizzando quindi i propri investimenti e la propria strategia.
Tempo contenuto, regole tutto sommato semplici, per un gioco che è un capolavoro di profondità e timing, che non perdona gli errori e dal quale c'è sempre da imparare, anche dopo 100 partite.

91-99

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 99. [Chrys] Steam. Ideato da Martin Wallace (2009). Editore Mayfair Games (3-5 giocatori, età 12+, tempo a partita 90 minuti, indipendente dalla lingua)

Forse il non plus ultra dei giochi ferroviari per gamers (anche perchè l’altro titolo in lizza è sempre di Wallace e ha le stesse meccaniche principali, quindi…) così come Ticket to Ride lo è per le famiglie.
Costruisci tratte, migliora le locomotive, collega le città, trasferisci merci: poche cose ma da bilanciare con estrema attenzione… un gioco anche relativamente semplice da spiegare ma estremamente complesso da padroneggiare.
E se le due mappe della scatola base non vi bastassero esistono numerose espansioni tematiche che aggiungono mappe di zone diverse e relative varianti.
Qui un nostro articolo su di esso.




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98. [TeOoh!] Dominion. Ideato da Donald X. Vaccarino (2008). Editore Rio Grande Games - ITA Stupor Mundi (2-4 giocatori, età 13+, tempo a partita 30 minuti, dipendente dalla lingua).

In tavola 10 mazzetti di carte comuni a tutti i giocatori. Un mazzo iniziale identico per ogni giocatore in cui compaiono 7 carte monete e 3 carte pv. Ad ogni turno, si pescano 5 carte, si effettuano acquisti dal centro del tavolo e si mette tutto nei propri scarti. Quando il mazzo è finito, si rimescola, avendo così accesso alle nuove carte utilizzate.
La meccanica del deckbuilding è tutta qua e, questo è il capostipite del genere. Fruibile da tutti e per questo adatto a esperimenti di gioco, il mix a centro tavola sempre diverso permette anche di avere una visione molto profonda della partita stessa, riuscendo a creare un buon divario (nel caso lo si cerchi) in termini di performance del mazzo tra giocatori di abilità diverse.
Leggero, semplice, già zeppo di espansioni. Un titolo quasi obbligato per gli amanti dei card-game.



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97. [Sergio] Space Hulk di Richard Halliwell (1989). Edito da Games Workshop. Per 2-4 giocatori dai 12 anni in su. Tempo medio a partita dai 40 minuti a salire, indipendente dalla lingua.

Gioco giunto alla quarta edizione. Editore Games Workshop: 2 giocatori durata media intorno all'ora Un grande e vecchio classicoTrattasi di un gioco di miniature del settore "painting"( nel senso che le miniature si presume vengano pitturate) ed i cui  protagonisti sono gli ipercorazzati marine spaziali presi dall'universo di Warhammer 40000 .
Un giocatore impersona la squadra di marine, l'altro si occuperà dei Genestealer, gli odiosi alieni xenomorfi.Si giocano scenari compresi nel mission book, ce ne sono 16 e sono tutti organizzati in modo da fare una campagna. Le miniature si muovono su di un tabellone modulare sempre diverso da assemblare prima di ogni partita. Si combatte a suon di armi da fuoco, lanciafiamme e artigli e si va avanti finchè uno dei giocatori non ottiene le condizioni di vittoria previste per la missione.
La grafica è spettacolare, l'ambientazione che si rifà alle atmosfere tipiche di Alien è resa alla grande. Il gioco di per se non è difficile, ma regole e controregole suggeriscono una attenta lettura del manuale. Il tutto è rigorosamente e solo in inglese.
La durata di una partita è in media di un ora. Il prezzo è meglio che non ve lo dico ma preparatevi al salasso a meno che non riusciate a trovare un occasione.
Qui la recensione.



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96. [Fabio-Pinco11] I coloni di Catan, di Klaus Teuber. Prodotto da Kosmos e per l'Italia da Giochi Uniti (1995). Per 3-4 giocatori, tempo medio a partita 90 minuti, età consigliata 10+, presenti alcuni componenti in lingua.

A lungo è stato considerato IL titolo di riferimento, assieme a Carcassonne, per entrare nel mondo dei giochi da tavolo moderni, rappresentando a tutti gli effetti il successore, agli occhi almeno dei nostri più numerosi colleghi giocatori da tavolo europei, del vecchio Monopoli.
Abbiamo anche qui i due dadi a sei facce, ma sul tavolo stavolta c'è un'isola modulare, composta da esagoni (che recano su di essi anche numeri da 2 a 12) che rappresentano diversi tipi di terreno, sugli spigoli dei quali i giocatori costruiscono i propri insediamenti e le strade che li collegheranno.
Ad ogni turno si tirano i dadi e gli insediamenti che sono a contatto con gli esagoni che recano il numero uscito producono delle risorse, che poi potranno essere utilizzate per costruire nuovi insediamenti, migliorarli a città, costruire strade ed acquisire carte miglioramento. 
In mezzo c'è poi la forte interazione che genera la possibilità (anzi, la cosa è fortemente consigliata) di scambiare con gli altri giocatori le risorse, facendo mercato.
In fondo al tutto, ovviamente, c'è anche una base matematica (vedi probabilità dell'uscita dei dadi) che, se dimenticata, conduce spesso alla inesorabile sconfitta.
Facile da capire, leggermente più impegnativo da padroneggiare, è un ottimo introduttivo, anche se il passare degli anni ha forse visto affermarsi anche altri titoli fruibili come porta di ingresso a questa passione, facendolo scivolare lentamente dalle posizioni di punta che in passato avrebbe senza dubbio occupato in classifiche come questa.


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95. [Agzaroth] I Principi di Firenze, di Kramer - Ulrich - Urlich, edito da Ravensburger (2000). Per 2-5 giocatori, tempo a partita 75-150 minuti.

Gioco di asta e molto di più, con i suoi incastri tipo Tetris e le sinergie tra carte e tessere. Titolo semplice nelle regole ma dall'appagante gestione strategica, combina una parte molto feroce e interattiva (le aste) con un seguito di ottimizzazione praticamente in solitario (il resto). Di recente ha visto una riedizione rinnovata.
Qui il nostro articolo su di esso.


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94. [Fabio-Pinco11] Hyperborea, di Chiarvesio - Zizzi, edito da Asterion Press (2014). Per 2-6 giocatori, tempo a partita intorno ai 90'

Un gioco che si è proposto l'obiettivo di coniugare american e german grazie alla miscela tra l'ambientazione e tabellone, a maxi esagoni, con armate che combattono per il predominio, che richiama il primo genere, che sono utilizzate tramite la meccanica del bag building, con i giocatori che acquistano cubetti che inseriscono nella propria sacca e ad ogni turno li utilizzano per scegliere e compiere azioni.
Titolo attesissimo, che ha conquistato numerosi fan, pur incontrando anche alcune prese di posizione contrarie, come era però lecito attendersi, data la sua natura di ponte tra due generi.
In ogni caso un gioco che ha fatto parlare molto di se, riuscendo a conquistare uno spazio nel cuore ludico di molti.
Qui la nostra recensione a lui dedicata.

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93. [Nero79] Time’s up di Peter Sarrett (1999). Edito in Italia da Asterion. Per 4-18 giocatori, età 12+, dipendente dalla lingua, tempo a partita 45 minuti

Taboo 2.0. Non mancherà di affascinare gli amici nostalgici dei vetust games.
Time’s up! è un party game ottimo per rompere il ghiaccio anche tra sconosciuti.
I giocatori a squadre giocheranno tre round leggermente diversi: nel primo un giocatore cercherà nel tempo di una clessidra di far indovinare più personaggi (nella versione blu) o cose varie (nella versione verde family) alla sua squadra semplicemente dicendo a voce quello che vuole. Quando tutte le squadre hanno svolto il primo round, si mescoleranno le carte precedentemente utilizzate per i due round seguenti. Nel secondo si potrà usare una sola parola per fare indovinare concetti che ci sono familiari già dal primo round. Nel terzo round la limitazione si farà ancora più stringente dato che potremo solo mimare. Alla fine qualcuno vince ma in mezzo a tante risate ci importa poco.


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92. Mage Knight, ideato da Vlaada Chvátil (2011). Editore WizKids Games – Giochi Uniti (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita 150 minuti, dipendente dalla lingua)

La Wizkids ingaggia uno dei più talentuosi ed originali game-designer di sempre per realizzare la trasposizione su plancia del collezionabile Mage Knight Conquest (uno strategico tridimensionale basato sul sistema Heroclix). Il Risultato? Un titolo da Top100, consigliato per giocatori esperti.
Ciascun giocatore, dotato della propria miniatura e del proprio mazzo di carte (base) , avrà a disposizione un intero continente da esplorare su mappa modulare (assemblata in base ad uno scenario di riferimento). Potrà visitare villaggi in cui reclutare truppe e riprendersi dalle ferite, potrà esplorare rovine ed incontrare mostri erranti. Potrà conquistare Torri magiche o assaltare intere città e divenirne il signore. Tutte le sfide gli permetteranno di accrescere la propria forza (ottenendo nuove carte magia o artefatto) ed il proprio livello di abilità (nella migliore tradizione RPG) al fine di prevalere sugli altri a fine partita. Mage Knight mescola dungen-crawling e deckbuilding in maniera furba ed accattivante e strizza l’occhio più ai GDR che ad altri titoli similari. Un mix esplosivo che lo ha reso un punto di riferimento di  genere anche per la fastosità dei materiali utilizzati. Una curiosità: il titolo è molto apprezzato (e vivamente consigliato) nella modalità “in solitario”.
Qui la recensione.

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91. [Simarillon-Davide] Hanabi. Ideato da Antoine Bauza, Gérald Guerlais, Albertine Ralenti (2010). Editore Abacus Spiele (2-5 giocatori, età 8+, tempo a partita da 15 a 25 minuti, indipendente dalla lingua)

Veloce cooperativo dove si vince o si perde tutti insieme e dove l’effetto leader dominante è azzerato dalle modalità di gioco.
Scopo dei giocatori è quello di ricostruire le file di fuochi artificiali (sequenze numeriche colorate) il più lunghe possibile. I giocatori però, giocano a carte rovesciate, ovvero ogni giocatore non sa che carte ha nella propria mano (mentre vede quelle di tutti i compagni di gioco) ma potendole dedurre dalle generiche indicazioni che verranno fornite dai propri compagni. Ad ogni mano i giocatori possono o scartare una carta, o giocare una carta (che andrà o ad allungare una file di fuochi o l’elenco degli errori) o dare un’informazione a uno degli altri giocatori (ci sono solo otto gettoni informazione); al terzo errore gli artificieri hanno perso la partita.
Un simpatico fillerino in cui la partita scorre via molto veloce e che può far concludere simpaticamente qualche serata fra giocatori (alla ricerca del record!) o può far belle figura di sé nelle serate con gli amici non giocatori, un gioco che comunque raramente delude.
Qui la nostra recensione.



81 - 90

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90. [Fabio-Pinco11] Taboo, di Brian Hersch (1989), edito da Hasbro. Per 4-10 giocatori, tempo a partita dai 10 minuti in su, dipendente dalla lingua.

Uno dei pochi giochi 'da supermercato' che si sono fatti strada nel palato educato dei nostri redattori, ma anche uno dei party game più semplici ed immediati degli ultimi decenni.
L'idea di partenza è di quelle semplici, perché si riceve una carta e si deve far comprendere al proprio compagno di gioco la parola su di essa indicata, senza, nel cercare di farlo, nominare nessuna delle altre parole (tutte correlate a quella da indovinare) presenti su di essa.
Classicissimo, facile da spiegare a tutti, ha avuto un successo planetario.

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89. [Fabio-Pinco11] The Resistance, di Don Eskridge (2009). Edito da Indie e per l'Italia da Raven. Per 5-10 giocatori, età 10+, tempo a partita da un quarto d'ora in su, indipendente dalla lingua.

Un titolo che ha letteralmente spopolato in certi gruppi di giocatori, per la sua capacità di far interagire, partendo da una idea di base semplicissima, gruppi di persone, spingendoli alla discussione.
Il concetto è che i presenti sono divisi in due gruppi, essendo attribuita a ciascuno una identità segreta, ovvero l'adesione alla resistenza o ai 'governativi infiltrati'. A quel punto ad ogni giro si discute sulla formazione del gruppo di giocatori che dovranno tentare di compiere un'incursione (in numero variabile) ed i presenti voteranno di volta in volta sulla composizione del gruppo, sino a quando emergerà una maggioranza. A quel punto chi parte in missione vota (segretamente) per farla riuscire o fallire. Passate o perse un tot di missioni vincono rispettivamente i ribelli o gli infiltrati.
Il bello del gioco sta nella capacità (e volontà) dei presenti di discutere e riesaminare ogni scelta compiuta da ciascuno, cercando da ciò di dedurne l'identità. Conosco persone che hanno passato un intero pomeriggio a fare una sola partita ... :)
Ha conosciuto diverse espansioni e reimplementazioni (es. Avalon).
Qui la nostra recensione.

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88. [Simarillon-Davide] Niagara. Ideato da Thomas Liesching (2004). Editore Zoch Verlag (3-5 giocatori, età 8+, tempo a partita da 45-60 minuti, indipendente dalla lingua)

Gioco in 3d vincitore nel 2005 dello Spiel des Jahres e del Mensa, oltre che di diversi altri riconoscimenti in giro per il mondo.
I giocatori devono spostarsi lungo il fiume con le loro canoe, partendo dalle postazioni a monte usando i dischi pagaia (numerati da uno a sei). Lungo il fiume, sui bordi, sono presenti i giacimenti delle pietre preziose dove quelle più rare ed importanti sono collocate molto vicine alla cascata, per cui per procurarsele è necessario avvicinarsi alla stessa, rischiando di cadere. Le gemme, per essere al sicuro, devono essere riportate alla postazione iniziale: il primo che riesce a raccogliere cinque gemme di differente colore, o quattro dello stesso colore o sette di qualsiasi combinazione è il vincitore; è anche possibile rubare la gemma che si trova in una canoa avversaria, ci sono poi diverse altre piccole regole che determinano come si devono muovere le due canoe del giocatore se entrambe in acqua.
Niagara è stato precursore dei tempi un gioco simpatico che fa dei materiali uno dei suoi assoluti punti di forza. L’effetto scenico 3d crea una impatto molto bello e l’interazione fortissima tra i giocatori crea tensioni e divertimento, un buon gateway per tutti.

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87. [Fabio-Pinco11] Formula D, di Lavaur - Randall (2009) edito da Asmodee. Per 2-10 giocatori, età 8+, tempo a partita un'oretta, indipendente dalla lingua.

Probabilmente il più famoso gioco di corse in circolazione, il quale propone sfide ad alta velocità, nelle quali potete tranquillamente leggere, al posto della D, un bel numero '1' :)
In se le regole di base sono facili e le auto 'semplicemente' si muovono sui circuiti scalando o alzando  o mantenendo le marce e tirando dadi: poi, a seconda di come ci si muove sul percorso e del set di regole prescelto (ce ne sono di molto particolari), il gioco può diventare sempre più aderente all'ambientazione e ricca di eventi particolari.
Sono poi disponibili numerose espansioni, sia ufficiali che amatoriali, che rendono il titolo molto longevo per chi lo gradisca.



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86. [TeOoh!] Finca. Ideato da Wolfgang Sentker e Ralf zur Linde (2009). Editore Hans im Gluck - ITA Giochi uniti (2-4 giocatori, età 10+, tempo a partita 45 minuti, indipendente dalla lingua).

Un mulino a vento regge un mancala sul quale i giocatori dovranno fare affidamento per raccogliere la frutta. Ci si muoverà di tanti spazi quanti sono gli omini presenti nella tessera di partenza e si raccoglierà frutta del tipo rappresentato sulla tessera di arrivo pari al numero di omini presenti su di essa. L'altro tipo di mossa disponibile è consegnare il mix di frutta richiesto dalle diverse città dislocate sull'isola di Maiorca.
Alta interazione tra i giocatori, un'enfasi particolare al tempismo e materiali molto accattivanti per gli occhi permettono a Finca di esser facilmente fruibile da tutti e si presta ad essere un buon introduttivo, dando comunque buona soddisfazione anche a chi di giochi ne mastica già.



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85. [FedericoIn the Year of the Dragon. ideato da Stefan Feld (2007), edito da alea (2-5 giocatori, eta 14+, tempo di gioco 90 minuti, indipendente dalla lingua)

Nel lontano 2007, prima che Stefan Feld fosse una Metonimia, esce questo capolavoro unico nel suo genere, con meccaniche innovative e perfettamente integrate tra di loro, nel quale i giocatori sapendo in anticipo quali problemi arriveranno nei prossimi turni devono fare del loro meglio per proteggere il loro villaggio, per farlo arruolano professionisti in grado di contrastare le catastrofi in arrivo. In questo gioco essere primi di turno è fondamentale, l’unico problema è che per esserlo devi arruolare professionisti giovani e meno abili nel contrastare le “sfighe in arrivo”, alla fine dei 12 turni chi avrà salvato più professionisti dalle catastrofi ed avrà in villaggio più bello vince la partita. 
Questo gioco è un capolavoro che basa la sua forza nelle scelte difficili, ogni mossa è una disperata ricerca della situazione “meno peggio”, un orologio svizzero che ha bisogno di almeno 3 partite per essere apprezzato, la prima partita il gioco stesso vi picchierà talmente forte che forse vi sentirete frustrati, ma una volta superata la prima botta e il gioco si rivela mostrando tutta la sua eleganza e profondità, in assoluto il mio german preferito, forse a parimerito con Ground Floor (un altro grande incompreso del settore), ma questa è un’altra storia. 


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84. [TeOoh!] Flick 'em Up! di Beaujannot - Monpertuis, edito da Pretzel Games (2015) e in edizione italiana (con pezzi in plastica) della Ghenos.

Scenografia 3D in legno che ci proietta nel far west. Giocatori divisi in 2 squadre: lo sceriffo e i buoni vs i cattivi. A seconda dello scenario selezionato, bisognerà disporre personaggi ed edifici in una maniera differente e leggere lo scopo della missione per entrambe le squadre. Dopodiché ogni giocatore potrà, a turno, muovere il proprio personaggio o sparare a quello degli altri attraverso un sistema di "schicchere".
C'è un numero di turni prefissato per portare a termine con successo la missione, bisognerà quindi abbinare una pianificazione accurata con un'altrettanto buona capacità manuale. Nonostante una semplicità estrema nelle regole e l'impressione di un party game, le missioni hanno i "turni contati" ed è spesso fondamentale pianificare molto bene per "coprire" eventuali tiri sfortunati con le proprie dita. Qui la nostra recensione.

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83. [Sergio]Fields of Arle, di Uwe Rosenberg (2014), edito da ZMan e Feuerland. Per 2 giocatori, tempo a partita 60-120 (così dice ottimisticamente la scatola), dipendente dalla lingua.

Torniamo ad un autore di quelli noti, ossia Uwe Rosemberg prolifico, che ha ripreso i temi conduttori di alcuni suoi giochi (Agricola Caverna, Ora et Labora) per dar vita ad un nuovo prodotto per soli 2 giocatori.
In F.of A., essi sono chiamati ad impersonare degli abitanti della Frisia (regione della Bassa sassonia) che devono sviluppare la propria cittadina attraverso l'agricoltura, l'allevamento il commercio e la costruzione di edifici sempre piu' importanti. Chi meglio riuscirà nell'impresa che si dipanerà nel corso di 9 mezze stagioni,  farà piu' punti (trattasi come spesso nei suoi giochi della c.d. insalata di punti perchè questi si ottengono in tantissimi modi) e risulterà vincitore.
Trattasi di un classico piazzamento lavoratori: i giocatori hanno a disposizione tante opzioni da scegliere sull'importante tabellone principale e sulla propria "home board"e questo comporta nelle prime partite un lieve disorientamento che viene presto superato.
Il gioco è decisamente bello, la grafica fumettosa tipica dei giochi dell'autore tedesco, la scatola è piena di roba con componenti solidi e resistenti (non mancano gli animaletti di legno cui Rosemberg ci ha oramai abituato).
Il manuale è davvero ben fatto: spiega con esempi ma soprattutto con chiarezza come si svolge il gioco. La dipendenza dalla lingua è inesistente considerando che sul web si trova una versione del manuale tradotta benissimo in italiano.
Funziona molto bene la versione per giocare in solitario (fidatevi è veramente divertente)!


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82. [Simarillon-Davide] Between Two Cities, ideato da Ben Rosset e Mathew O’Malley. Editore Stonmaier Games (3-7 giocatori, età 8+, tempo a partita 30 minuti, indipendente dalla lingua).

Il piazzamento tessere sorpresa dall’anno 2015! Nel gioco ogni giocatore deve costruire due città, una con il compagno di gioco alla propria sinistra e una con il compagno di gioco alla propria destra. Vince chi ottiene il punteggio più alto nella sua citta con il punteggio più basso (solo in caso di parità conterà la città con il punteggio più alto). Le tessere hanno degli effetti che devono essere ottimizzati a seconda di come vengono piazzate e con quali tessere confinano. Le tessere vengono passate tra i giocatori che dovranno ottimizzare due giocate ed, eventualmente, verificare le giocare degli altri giocatori.
Gioco che nasce su Kickstarter dall’ottima Stonmaier Games (tenetela d’occhio davvero di qualità le sue produzioni e la dimostrazione di come si deve gestire un KickStarter), che definirei furbetto. Il numero di giocatori elevato (sette) per un gioco in cui si devono attivare le sinapsi, una meccanica di piazzamento tessere intuitiva, il turno simultaneo (che azzera i tempi di attesa) e l’interazione molto alta lo rendono un gioco veloce e facilmente proponibile. C’è anche la versione solo-player che non convince ma da una ulteriore possibilità di gioco. Qui trovate l'articolo - video.

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81[Fabio-Pinco11] Imperial Settlers di Ignacy Trzewiczek (2014), edito da Portal (In Italia dalla Pendragon). Tempo a partita dai 45 minuti in su. Fortemente dipendente dalla lingua per via del testo sulle carte.

Prendi un gioco ambientato in un mondo postnucleare apocalittico (51st. State), cambiagli il nome e l'ambientazione, attribuendo ad ogni fazione una ipotetica appartenenza ad una civiltà del passato e mettici in copertina un ometto pacioccone e simpatico.
Otterrai Imperial Settler, uno dei successi della fiera di Essen 2014, gestionale a base di carte, con buoni componenti (grafica curata e materiali in legno con le loro formine ...) ed una certa potenziale interazione (draft di due carte in ogni turno, qualche razzia e diverse carte 'interattive'), che si propone come 'peso medio' con ambizioni di restare sul mercato anche grazie alle varie espansioni (pacchetti di carte) già uscite ed altre in arrivo, le quali lo rendono una sorta di primo "LGC" (gioco di carte non collezionabili) gestionale.
Qui un nostro articolo su di esso.

71-80

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80. [Pinco11] Il Consiglio dei quattro, di Luciani - Tascini, edito da Cranio Creations (2015). 

Oramai la presenza dell'accoppiata dei due autori sulla scatola è sinonimo di qualità ed il Consiglio dei quattro non smentisce questa regola. Il gioco verte sulla costruzione di reti e propone un approccio a base di carte colore ed omini che a primissima vista può portare a pensarlo come appartenente alla macro categoria di un Ticket to Ride, ma giocandolo si realizza ben presto come il peso specifico del prodotto (che rimane fruibile da un pubblico, ampio, di giocatori appena smaliziati) sia assai superiore.
In particolare interessante è la crescita esponenziale dei bonus che si ottengono grazie alla costruzione delle proprie reti, che riesce a far portare a termine le partite in un tempo assai contenuto (sta nell'oretta, una volta capito come gira ed in assai meno nella versione a due).
Peccato per qualche piccola pecca grafica, che forse ha contribuito a farlo rimanere più sottotraccia di quanto avrebbe meritato. A casa mia è uno dei titoli che hanno assommato più partite nell'ultimo trimestre. Qui la nostra recensione.



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79. [Fabio-Pinco11] Nations, di Hakansson R. e N. e Rosen E ed R. (2013). Prodotto da Lautapelit e per l'Italia da Asterion. Per 1-5 giocatori, dai 13 anni in su, tempo a partita da 40 a 200 minuti, dipendente dalla lingua.


E' uno dei titoli che hanno segnato un cambio generazionale nel genere dei giochi cosiddetti di civilizzazione,ovvero nei quali i giocatori guidano altrettante nazioni attraverso l'evoluzione scientifica, economica e militare, attraverso i millenni. 
In un tempo limitato, infatti, consente di condurre partite che, sotto il profilo della profondità, non hanno poi tanto da inviare rispetto a predecessori che tenevano inchiodati al tavolo per ore ed ore, prima di decretare un vincitore.
Ci sono le scoperte tecnologiche, le grandi meraviglie e financo i grandi personaggi che troviamo nei libri di storia, c'è la possibilità di fare la guerra agli altri senza nemmeno mettere sul tavolo una armata fisica o dover andare ad occupare un territorio su di una mappa del mondo.
E' un distillato di gestionalità, applicato ad un tema classico come quello dell'evoluzione delle culture.
Bello tirato, profondo, varia da partita a partita grazie alla randomicità della distribuzione delle carte e quindi prima di 'stancare' ce ne vuole ...
Qui un articolo 'collettivo' ad esso dedicato.


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78. [TeOoh!] Trajan. Ideato da Stefan Feld (2011). Editore Ammonit Spiele - ITA Asterion Press (2-4 giocatori, età 12+, tempo a partita 90 minuti, indipendente dalla lingua).

Un gioco che implementa la dinamica del Mancala per determinare quale azione sarà intrapresa dai giocatori. Ciascuna di esse porta punti vittoria nelle proprie tasche, ma riuscire a specializzarsi in una direzione migliora la resa. Un titolo che richiede una gestione oculata delle proprie azioni, anche in relazione all'interazione con gli altri giocatori e con le richieste del gioco stesso. La gestione del mancala rende molto complessa la specializzazione, a meno di una pianificazione accurata.
Un gioco da gamer che rispecchia appieno la molteplicità di strade per far punti tipica di Feld.
Qui la nostra recensione.



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77. [Fabio-Pinco11] Die Palaste von Carrara, ideato dalla coppia Kramer - Kiesling (2012). Edito da Hans im Gluck. Per 2-4 giocatori, tempo medio a partita di un'ora, indipendente dalla lingua,età 10+

Esempio di eleganza nel design di un gioco, in quanto il tutto gira intorno ad una meccanica di base di 'simil asta' che si spiega in meno di un minuto, condita poi da qualche elemento di raccolta set e da qualche aspetto legato al punteggio. Il mix è un gioco che risulta, come molti dell'editore, adatto per un pubblico familiare, ma che nel contempo riserva enormi spazi per riflessione e per l'implementazione di strategie.
Il gioco, a livello di regole, verte tutto sulla dinamica del 'giro della ruota': ad inizio partita (ricevute ognuno 20 monete) si collocano infatti sei cubetti di 'marmo' sullo spicchio di partenza (uno per colore) ed una delle tre azioni che (a scelta, però una sola di esse a turno) si possono compiere al proprio turno (che è quella che si fa più di frequente) consiste nel girare la ruota, spostando così i sei cubetti nello spicchio successivo e riempire lo spazio ora vuoto con un numero di pezzi tale da far assommare quelli presenti sull'intera ruota a 11 (il primo turno di gioco saranno quindi da aggiungere 5 pezzi, estratti a sorta dal sacchetto).
A quel punto il giocatore di turno comprerà i pezzi di marmo che desidera al prezzo indicato (ogni colore ha un prezzo diverso, a seconda del pregio) sul bordo, che scende di uno per ogni spicchio che si procede.
Con i pezzi acquistati sarà poi possibile costruire gli edifici, pagando il numero di pezzi indicato sulla tessera che si sceglie, prelevata dal tavolo e gli stessi potranno essere collocati nella città desiderata (tenendo conto dei vincoli di colore per ogni città).
Ultima azione disponibile è quella di segnare punti  e consiste nel collocare un proprio trippolo o sulla propria tessera, in corrispondenza di un tipo di edificio (ce ne sono sei, ossia ville, castelli, palazzi, cattedrali, biblioteche e porte della città) o sul tabellone in corrispondenza di una città (qui però vi è il limite di un trippolo per città, per cui una volta che un giocatore la abbia occupata nessun altro potrà farlo) o sulla propria scheda su di un tipo di edificio. Si otterranno quindi punti vittoria e/o denaro a seconda della città nella quale si trovano gli edifici.
La scatola contiene i materiali per una versione base  del gioco, così come per la versione avanzata, così da soddisfare tutti i palati.
Qui la recensione del gioco.

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76. [Agzaroth] Codenames, di Vlaada Chvatil, edito da CGE ed in Italia da Cranio Creations. 2-8 giocatori, 10-15 minuti, adatto a tutti

Ci si divide in due squadre e si scopre una griglia di 5x5 parole. I due capisquadra visualizzano una carta che divide le parole tra quelle da far indovinare ai propri compagni, quelle avversarie, le neutrali e l'assassino. Al proprio turno il caposquadra dice una parola seguita da un numero: tale parola lega un numero di termini nella griglia pari al numero indicato e i suoi compagni devono indovinarle. Se ci si ferma o si sbaglia, la palla passa agli avversari. Se si prende l'assassino, si perde immediatamente. Vince chi indovina per primo tutte le parole della propria squadra.
Chvatil rielabora il Taboo in modo intelligente e ingegnoso, confezionando un party game per tutti sempre fresco e divertente, che sta rapidamente scalando le classifiche di gradimento dei giocatori.
Qui la sua recensione.

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75[Fabio-Pinco11] Anno Domini, di Urs Hostetler (1998), edito da Fata Morgana / Abacus /dVGiochi (per l'Italia). Da 2 a 8 giocatori, tempo medio a partita di 30-45 minuti, dipendente dalla lingua.

Si tratta di un titolo che appartiene ad un filone che sta conoscendo in questo periodo diverse declinazioni, vertendo intorno ad un concetto di base semplice, ovvero quello di dover collocare nella giusta sequenza una serie di eventi, collocandoli temporalmente gli uni rispetto agli altri.
A livello pratico ognuno riceve un tot di carte, sul fronte di ciascuna delle quali è descritto un avvenimento (mentre sul retro, nascosta, è stampata la data in cui è avvenuto) e ad ogni turno ciascuno deve piazzare una delle proprie carte nella giusta posizione in sequenza rispetto a quelle già presenti. 
Il giocatore di turno, in alternativa, può sempre 'dubitare' sulla correttezza della serie presente sul tavolo: in tal caso si girano le date e si verifica. Se la serie era corretta chi lo precede prende delle penalità, mentre se era giusta è il dubitante ad essere punito.
 Titolo semplice, che stimola il nozionismo ma senza esagerare (si deve avere solo un'idea della sequenza di eventi e non si è obbligati, mai, a dire in che data si pensa sia avvenuto l'evento), è disponibile in tantissimi set diversi, ciascuno con il proprio tema.



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74. [Fabio-Pinco11] Ponzi Scheme di Jesse Li, edito da Homosapiens Lab (2015).

.. ovvero la stangata in versione gioco da tavolo, in salsa orientale. 
Una delle sorprese made in Taiwan della fiera, ossia un gioco economico dalle regole piuttosto semplici, ma tutt'altro che facile da padroneggiare, nel quale i giocatori sono spinti a prendere prestiti con interessi sempre crescenti, cercando di acquistare azioni e prosperare, sperando che l'altrui fallimento ponga fine al gioco prima di fallire loro stessi. 
Coinvolgente e simpatico nei presupposti (richiama lo schema Ponzi, in pratica la classica truffa economica piramidale, che prevede di prendere a prestito somme offrendo interessi molto alti, che sono poi pagati grazie alle nuove sottoscrizioni, fino a quando il sistema non regge più e l'autore fugge con i soldi residui ...), ha accattivato tutti quelli ai quali l'ho proposto. 
Chiudo citando il buon Chrys mentre mi passava la busta con un'offerta per una delle mie azioni (poi fallito dopo due giri assieme a me ...): "tranquillo, il sistema funziona e diventeremo tutti ricchi, per cui questa è un'offerta che non puoi rifiutare" e vi rinvio alla recensione completa.

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73. [Chrys] Memoir ‘44. Ideato da Richard Borg (2004). Editore Days of Wonder (2 giocatori, età 8+, tempo a partita 30-40 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua)

Gioco di guerra veloce da imparare e abbastanza tattico ambientato durante la seconda guerra mondiale (americani contro tedeschi).
Al proprio turno si attivano delle unità giocando una carta e si gioca su plancia esagonale (arricchita da boschi, fattorie, ferrovie, fiumi e molto altro a seconda dello scenario) con miniature di plastica. Semplice da spiegare, elegante e veloce è a mio parere una dei migliori giochi del genere sul mercato.
Ha avuto un grande successo globale a punto da avere decine di espansioni (scenari, terreni, eserciti…). Dimenticavo: tutti gli scenari sono riproduzioni di battaglie reali con tanto di approfondimento storico.

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72. [Fabio-Pinco11] L'isola Proibita, di Matt Leacock (2010), edizione italia di Uplay.it. Per 2-4 giocatori, tempo a partita intorno alla mezz'ora.

Gioco cooperativo che presenta lo sfondo di un'isola che si inabissa, con l'obiettivo per i giocatori di recuperare reperti e volare via prima di essere inghiottiti dai flutti. Il gioco è ben realizzato, con ottimi materiali e ne è autore lo stesso designer di Pandemic.
Selezionato, l'anno di uscita, dal Mensa come titolo educativo, è stato seguito da una nuova avventura dello stesso tipo, ambientata stavolta nel deserto.

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71. [TeOoh!] Tales of the arabian nights. Ideato da Anthony J. Gallela, Erico Goldberg, Kevin Maroney, Zev Shlasinger (2009). Editore Z-Man (1-6 giocatori, età 12+, tempo a partita 120 minuti, totalmente dipendente dalla lingua).

Ad ogni giocatore viene assegnata una "Missione" ad inizio partita. Dopodichè, muovendosi lungo la plancia di gioco, essi incontreranno creature fantastiche, personaggi mitologici e costruiranno così la propria storia, piena di colpi di scena, di fortuna e ... un po' meno fortunati. Il gioco costruisce una narrazione continua del proprio personaggio a seconda delle scelte che si opereranno durante ciascun incontro, il tutto leggendo il giusto paragrafo estratto da un librone ottimamente congegnato. Il controllo sull'esito è molto basso e la fortuna nell'avere le caratteristiche migliori è spesso determinante per una buona riuscita, ma l'immedesimazione è ai livelli massimi. In breve, si inizierà a vivere le storie proprie e quelle altrui attorno ad un tavolo, come se fossero realmente accadute.
Un gioco che intrattiene una corposa serata, ma che regala aneddoti anche al di fuori di essa.


61 - 70

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70. [Agzaroth] Room 25 (2013), di Francoise Rouzé, per 1-6 giocatori, edito da Matagot e in italiano da Asterion Press. 

Prendendo spunto dal film The Cube, Room 25 piazza da 2 a 6 giocatori in un tabellone composto da 25 stanza da esplorare. Ad ogni turno il nostro personaggio potrà fare solo due azioni, tra cui sbirciare in segreto una stanza, muoversi, spingere un compagno, far scorrere una intera fila di stanza nel labirinto.
Le stanze possono essere neutre o persino favorevoli, ma più spesso pericolose se non mortali. I giocatori devono lavorare come una squadra per trovare la stanza ascensore che permetterà loro di fuggire dal complesso, questa senza che nessuno - o quasi - muoia. Ma tra di loro si cela un altro pericolo: uno o più partecipanti sono dei traditori, in combutta col sistema.
Questi cercheranno di far fallire la fuga, uccidendo gli alti concorrenti o facendo scadere il tempo prima di aver trovato la Stanza 25.
Ottimo filler pieno di sospetto e tensione, coinvolge tutti i giocatori in una disperata fuga per la libertà in cui le pugnalate alle spalle si sprecano. 



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69. [Sergio] Five Tribes, di Bruno Cathala (2014). Edito da Days of Wonder e per l'Italia da Asterion. per 2-4 giocatori, indipendente dalla lingua, età 13+, tempo a partita intorno all'oretta.

Meccaniche semplici: una volta determinato l'ordine di turno tramite una sorta di asta, ciascun giocatore può effettuare l'azione di movimento. 
Questa consiste nel prendere tutti i meeples presenti su una tessera e depositarli secondo una sequenza continua, fino a raggiungere la tessera finale che deve contenere almeno 1 meeple del colore dell'ultimo depositato. 
Si risolve quindi l'azione legata ad uno dei 5 tipi di meeple e quella legata al tipo di tessera (5 diverse). A fine partita si sommano i punti derivanti da ben 8 fonti; chi ne ha di più vince. Grafica bella e colorata, scatola strapiena di meeples. 
Apparentemente un family ma inganna: la quantità di regolette, le scelte strategiche che si rinnovano turno dopo turno, gli effetti delle prese dei meeples non ne fanno proprio un entry level (a è anche questa la sua bellezza). 


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68. [Simarillon-Davide] Wings of Glory (già Wings of War). Ideato da Andrea Angiolino e Piergiorgio Paglia (2007). Editore Ares Games (1-infnito giocatori, età 13+, tempo a partita 30 minuti, indipendente dalla lingua)

Ogni giocatore si trova a movimentare un proprio aereo (o eventualmente più di uno) con un mazzo di carte che permette virate, strette o corte a seconda del tipo di aereo, dritti, salite o discese di quota. Un righello permette di verificare se si riesce a colpire l’areo avversario e, nel caso, si prendono carte danno (una o due in relazione alla distanza) per verificare l’entità e la qualità del danno (inceppamento alle mitragliatrici, fumo che esce dal motore, colpito il co-pilota mitragliere …). Ogni aereo ha una quantità di punti al termine dei quali si considera abbattuto. Vince chi rimane a volteggiare nei cieli. Esiste la possibilità di effettuare missioni come il bombardamento della ferrovia nemica, piuttosto che missioni di ricognizione e … tutto quanto vi possa venire in mente, molto è supportato sul sito dell’editore o sullo specifico sito aereodrome.  
Se vi piacciono gli aerei e i giochi di guerra, se vi piacciono i componenti tridimensionali avete trovato il gioco perfetto. Le miniature sono delle piccole opere d’arte, in scala 1:144 troverete tutto quello che volete dal mitico Fokker DVII, il famoso triplano del barone rosso, al Caproni, il bombardiere italiano gigante dei cieli, dallo Spad XIII del mitico Francesco Baracca allo Zeppelin il dirigibile che solcava i cieli all’inizio del secolo. Un regolamento complicabile a piacere, in rete si trova davvero qualsiasi cosa per rendere le simulazioni quanto più reali possibile), e una immediatezza di gioco con pochissime regole per partite semplici e veloci; la possibilità (basta avere gli aerei) di giocare in quanti si desidera, una certa corrispondenza storica nei mazzi movimento e nelle carte danno, rendono Wings of Glory (erede del vecchio Wings of War) davvero un gran bel gioco. Esiste anche la versione con gli aerei della seconda guerra mondiale, i due giochi, chiaramente, non sono compatibili, ma anche questa versione trasmetterà belle sensazioni di gioco (pur personalmente conoscendola di meno).

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67. [Agzaroth] Star Wars X Wing Miniatures Game, di Kimball - Kniffen - Konieczka - Little - Sadler - Sadler, edito da FFG e per l'Italia da Giochi Uniti (2012). Per 2-4 giocatori, tempo a partita 30-45 minuti

Apoteosi del combattimento spaziale, si gioca con modellini prepitturati che abbracciano tutto l'universo di Star Wars. I piloti, con le proprie singole capacità, influenzano il mezzo e la battaglia spaziale ha inizio tra un tiro di dado e una manovra aerea scelta su un'apposita ghiera di cartone, specifica per ogni tipo logia di astronave, in modo da simularne il peculiare volo. A metà tra gioco da tavolo e gioco di miniature, imperdibile per gli amanti di Star Wars ma non solo.
Qui un nostro articolo sul gioco.

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66. [Fabio-Pinco11] Parade, di Naoki Homma (2007), edito da Japon Brand e Z Man Games. Per 2-6 giocatori, tempo a partita 20-30 minuti, indipendente dalla lingua.

Un classico gioco di carte che puoi proporre a chiunque, senza difficoltà, a partire dai ragazzini, per arrivare a chi di giochi da tavolo non ha mai sentito parlare, grazie alla meccanica di base facile da spiegare ed ad un'idea originale.
Ogni giocatore riceve 5 carte e in mezzo al tavolo si predispone una fila di 6 carte (la parata). Al proprio turno il giocatore gioca una carta dalla mano aggiungendola in fondo alla parata (all'estrema destra). In base al numero sulla carta conta a partire dalla carta alla sinistra di quella appena giocata quel numero di carte (se gioca un 4 conterà 4 carte a partire da quella a sinistra dell'ultima). Tutte le carte contate in questo modo rimarranno sul tavolo. Se non ci sono altre carte a sinistra di quelle contate, il giocatore non prende carte, pesca una carta dal mazzo e finisce il suo turno. Se dopo aver contato le carte "sicure", ci sono ancora carte a sinistra nella fila, egli prenderà tutte le carte residue dello stesso colore di quella giocata e/o di valore pari o superiore ad essa.
Classico titolo che si impara prima a giocarlo che a spiegarlo, deve il suo successo anche al metodo di calcolo del punteggio, che stimola molto l'interazione ed il rischio, con le carte prese che danno un solo punto negativo a carta se si ha la maggioranza di quel colore, mentre appesantiscono con i punti indicati dalla carta (es. 7 per un 7 ..) se non si ha la maggioranza.
Qui la nostra recensione.

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65. [Sergio] The Bloody Inn, di Nicolas Robert, edito da Pearl Games (2015). 1-4 giocatori, dipendente dalla lingua, tempo medio circa 60', 14+ di età.

Vestiremo i  panni di loschi locandieri, i quali (nella Francia del 1831) hanno la brutta abitudine di uccidere alcuni dei propri malcapitati ospiti, per depredarli dei loro averi ...
Ne corso della partita saremo infatti chiamati  a mettere in piedi una vera e propria associazione a delinquere, assumendo persone che vi aiuteranno ad uccidere gli ospiti (di solito ex tutori dell'ordine, già passati al lato oscuro), altre che saranno utili per costruire piccoli annessi del vostro alberghetto sotto i quali cementare i cadaveri, altre ancora che faranno da becchini e così via. Vince il locandiere con più soldi a fine partita.
Nel contempo la scelta grafica compiuta è stata quella di affidare le matite ad una coppia di talentuosi disegnatori (Santiago - Weberson) caratterizzati da un tratto molto 'forte' e d'impatto, che rende il tutto ancora più cupo e spaventoso.
Comprato quasi per caso a Essen in seguito al crescente successo che stava avendo, devo dire chè è stata un ottima scelta soprattutto perché è piaciuto a tutti quelli cui l'ho fatto provare.
Non è stato localizzato in italiano e la rece completa è qui.

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64. [Fabio-Pinco11] Vanuatu, di Alain Epron (2011), edito da Krok Nik Douil ed in Italia da Asterion. Per 3-5 giocatori, tempo a partita intorno ai 90 minuti.

Un titolo che parte dalle conosciute strade tipiche dei gestionali, per poi prendere delle derive molto interattive, con una potenziale cattiveria (leggi: riduci gli avversari a svolgere azioni che non possono compiere) che è inusuale per il settore (german) nel quale si colloca.
Gestione risorse, aste/maggioranze, scelta personaggi, tutto mescolato e shakerato in un prodotto che, presto esaurito e realizzato da un editore che poi è scomparso dal mercato, ne hanno fatto a lungo un titolo molto ricercato dai collezionisti. Ad ottobre 2016 ne uscirà una riedizione ad opera della Quined Games.
Qui la prova su strada a lui dedicata qui sul blog.

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63. [Simarillon-Davide] Saboteur. Ideato da Frederic Moyersoen (2004). Editore AMIGO – Dal Negro (3-10 giocatori, età 8+, tempo a partita da 30 minuti in su, indipendente dalla lingua)

Grande classico dei giochi a identità nascoste, in cui una squadra di nani deve costruire un tunnel per arrivare a trovare la pepita d’ora e l’altra squadra cercherà in ogni modo di far completare il suddetto tunnel. Le squadre vengono composte segretamente con l’assegnazione di una carta ruolo e i componenti delle squadre non si riconoscono, i giocatori dovranno dedurre i ruoli in base alla tipologia di carte giocate. Per costruire il tunnel, infatti, sarà necessario giocare delle carte percorso, ognuna con differenti rappresentazioni di cunicoli. Ci sono poi carte azione con le quali è possibile interagire o con gli altri giocatori (ad esempio bloccando la possibilità di giocare una carte) o con il percorso (ad esempio gradando dove è situata la pepita tra le tre carte di arrivo). Ogni giocatore al proprio turno giocherà una fra le sei carte della propria mano, applicandone eventualmente gli effetti e rifillerà la mano a sei.  Gioco veloce, simpatico, deduttivo e dove è necessario un po’ di bluff e molta fortuna. Interazione altissima e alta modularità del numero di giocatori (anche se la in tre ci si diverte in meno che in dieci) per questo classico dei party games che sicuramente verrà giocato sempre con piacere. 

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62. [Simone] Shadows over Camelot (2005), ideato da Bruno Cathala e Serge Laget. Editore Days of Wonder – Asterion (3-7 giocatori, età 10+, tempo a partita 60-80 minuti, moderata dipendenza alla lingua)

Uno dei primissimi titoli che abbia introdotto (a memoria) il ruolo del “traditore” all’interno di un collaborativo. In Shadows over Camelot i giocatori interpreteranno Re Artù ed i leggendari Cavalieri della Tavola Rotonda impegnati nell’estenuante difesa di Camelot assediata da una misteriosa minaccia. Per fare questo i Cavalieri dovranno svolgere diverse imprese eroiche ma questo solo dopo aver scelto (prima di iniziare il proprio turno) una delle tre possibili azioni del Male.  Per compiere le proprie gesta, a turno, ciascun giocatore sposterà la propria miniatura su una delle aree dedicate e giocherà un certo numero di carte (numerate da 1 a 5 in ordine crescente di potenza) nell’ordine e nel tipo richiesto dall’impresa. Alcune imprese, per essere svolte in tempi brevi, dovranno essere svolte in gruppo. Ma attenzione fra il misterioso male ha già sedotto uno dei Cavalieri o addirittura lo stesso Re. Il compito del Traditore sarà infatti quello di cercare di sabotare o rallentare il più possibile gli altri giocatori per permettere all’Oscurità di spazzare via Camelot. Un titolo che vi appassionerà sin dal setup: forte degli splendidi materiali tridimensionali e dell’ambientazione che inesorabilmente emergerà dalla plancia.
Qui la recensione.

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61. [Fabio-Pinco11] Mind Trap, di Richard Fast (1991) edito da Spear's Games ed in Italia da Mattel. Per 2-16 giocatori, tempo a partita un'oretta.

Uno dei classici party game di un trentennio fa, con uno spunto qui particolarmente creativo ed enigmistico, perché qui la sfida è quella di risolvere, divisi in squadre, i sintetici ma impegnativi quesiti logici che il titolo propone ai giocatori.
Il gioco si spiega in poche righe: i giocatori si dividono in squadre, decidono prima di iniziare se giocare al gioco breve o al gioco lungo (la differenza sta nel tracciato da seguire sul tabellone) e a turno si pesca una carta con l’enigma che la squadra di turno deve risolvere; se si risolve si può tirare il dado ed avanzare (barrando con la matita le caselle sul blocchetto). Il primo giocatore che raggiunge la fine del percorso vince. Fine.
Il successo ottenuto gli ha conquistato numerose espansioni e spin off: qui un articolo ad esso dedicato.

51 - 60

60. [Agzaroth] El Grande, ideato da Wolfgang Kramer e Richard Ulrich (1995). Edito da Hans im Gluck e Giochi Uniti in italiano nella versione Big Box, comprensiva di espansioni (2-5 giocatori, età 12+, tempo a partita 120 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Grande padre dei giochi di maggioranze, si conferma tutt'oggi uno dei migliori del suo genere. Sulla mappa della Spagna divisa in province, i giocatori si affrontano piazzando i propri caballeros per ottenere la maggioranza e i conseguenti punti vittoria. La particolarità nel meccanismo sta in un mazzo di carte individuali che vengono giocate di turno in turno dai partecipanti. Giocarne una alta consente di scegliere per primi tra le diverse azioni disponibili (anche queste date da un altro mazzo di carte e sempre diverse ad ogni round), ma non rifornisce di caballeros (cubetti) la propria corte, limitando la nostra possibile influenza sulle maggioranze.
Teso e incerto fino all'ultimo, rimane un capolavoro e un punto di riferimento per il genere.
Se volete approfondire eccovi il link al nostro articolo.


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59. [Fabio-Pinco11] Trains, di Hisashi Hayashi (2012), edito da Japona Brand. Per 2-4 giocatori. Tempo a partita sotto all'ora. Dipendente dalla lingua per via del testo sulle carte.

Uscito originariamente in edizione bilingue inglese - giapponese, si fa notare ad Essen e, sottoposto a pesante restyling grafico, esce in pompa magna in seguito nella edizione inglese della AEG e tedesca della Pegasus, conquistando gli appassionati. 
Si tratta di una evoluzione dei concetti di Dominion, quindi è un deck building classico nel quale si comprano carte, migliorando progressivamente il proprio mazzo, ma la chiave per la vittoria qui è anche quella, nel farlo, di costruire una piccola rete ferroviaria collocando, grazie alle carte, appositi cubetti / binari su di un tabellone esagonato e collegando delle città. La parte sula tabellone resta semplice il giusto per non appesantire il gioco, ma vale a donare vivacità alle meccaniche di costruzione del mazzo che oramai, passati i tempi del primo DOminion, cominciavano ad annoiare un poco.

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58. [Fabio-Pinco11] Timeline (2010-), di Frederic Henry, edito da Asmodee, per l'Italia da Asterion. Per 2-8 giocatori, tempo a partita da un quarto d'ora in su.

Un classico titolino da proporre a chiunque, anche ai potenziali più acerrimi nemici del concetto di gioco da tavolo, in casa ci vuole sempre, per rompere il ghiaccio con qualche neofita che deve riscoprire il gusto dello stare seduto al tavolo a far qualcosa di diverso dal solo mangiare, per cui questo è uno dei giochi di gruppo che possono essere adatti all'abbisogna.
L'idea di partenza è quella che si devono mettere nel corretto ordine temporale le carte evento o invenzione (o quello che è l'oggetto di uno dei numerosi pacchetti nei quali il prodotto è venduto), ma il fatto di richiedere la sola costruzione di una sequenza e non la risposta a domande complesse, smussa moltissimo la quota di nozionismo richiesta, ponendosi quindi molto più come party game che come trivia.
Il successo ottenuto gli ha conquistato numerose espansioni e ad uno dei numerosi pacchetti è dedicato il nostro articolo che vi linko qui.

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57. [Fabio-Pinco11] Pandemic Legacy di Daviau - Leacock (2015), edito da Asterion Press. 

Esordio obbligato in top 100 per un titolo che ha letteralmente spakkato, conquistando l'ambita prima posizione della classifica di BGG. Il gioco riprende le meccaniche proprie di Pandemic, uno dei giochi cooperativi (nei quali, lo ricordo, si lotta tutti insieme contro il sistema) più famosi, mettendo i partecipanti nei panni di diversi esperti, ciascuno dotato delle sue specifiche capacità, uniti in una lotta (a sfondo matematico) contro la diffusione di varie malattie nel mondo. 
La novità di questa edizione consiste soprattutto nel sistema di campagna proposto, con scenari collegati tra loro, per sviluppare i quali si deve andare ad incidere sul tabellone, apponendo adesivi, eliminando carte e così via, con partite che assumono un'andamento diverso a seconda di come il tabellone è stato modificato dalle precedenti partite. Piccolo difetto: una volta che avrete terminato avrete un tabellone 'rivoluzionato', con il quale potrete rigiocare solo al gioco-base. Qui il link alla nostra recensione.



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56. [Simone] Magic – The Gathering (1993), ideato da Richard Garfield. Editore Wizards of the Coast (2 giocatori, età 13+, tempo a partita 20 minuti, dipendente dalla lingua)

Una pagina della storia del gioco moderno, un caposaldo imprescindibile nella formazione di un gamer. Il gioco di carte collezionabile (in America si direbbe CCG) che ha fatto scuola e la cui presenza nel tempo, nel panorama ludico mondiale, è ormai un mito leggendario. Due giocatori, due maghi, 20 punti ferita, due mazzi di carte (i grimori) assemblati per l’occasione, un duello mortale a colpi di incantesimi e creature. Magic - The Gathering è un gioco completo e a tutto tondo. Prevede una gestione ottimizzata delle risorse (il mana) e della mano e una profonda predisposizione sia strategica (deckbuilding) che tattica (giocare la carta giusta nel momento giusto). Richiede inoltre, un’enciclopedica conoscenza delle meccaniche e delle combo che, ad ogni rotazione di set, si ampliano e si rinnovano ed un adeguato conto in banca.

Longevo oltre ogni modo, con un catalogo di oltre 17.000 carte, numerosi formati e modalità di gioco che prevedono l’utilizzo di specifici set di espansione (in continua uscita), una struttura torneistica solida, capillare e mondiale. Insomma un fenomeno transgenerazionale che ha ispirato ed inventato un genere e che ha imposto un glossario specifico di termini (aggro, control, screw etc.) divenuti espressione di una ben precisa popolazione ludica.

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55. [Fabio-Pinco11] Dogs of War, di Paolo Mori, edito da Coolminiornot, in Italia da Pendragon. per 3-5 giocatori, dai 75 minuti in su.

Un titolo che sfrutta le capacità creative di Paolo Mori e ad esse abbina il tocco per i componenti della Cool Mini or Not, per cui il risultato non può che essere un gioco a base gestionale con materiali molto attraenti.
Le logiche sono quelle dei giochi di maggioranze, qui proposte con alleanze che si spostano al primo soffiar di vento, tra calcoli che concedono qualche spunto di riflessione agli amanti dei gestionali e cattiverie che possono rendere felici i fan dell'interazione.



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54. [Agzaroth] Concept (2013), di Gaetan Beaujannot e Alain Rivollet, per 4-12 giocatori, edito da Asmodee e in italiano da Asterion.

A turno, una coppia di giocatori deve fare indovinare una parola/espressione/frase agli altri. Per farlo sorteggia una carta dal mazzo e decide quale parola utilizzare: ce ne sono 9, divisi a triplette in facili, medie, difficili.
Il tramite tra chi deve far indovinare e gli altri è un tabellone con una serie si simboli e immagini universali, ciascuno affiancato da una serie di parole che ne definiscono meglio i possibili significati, Piazzando cubetti colorati su tali simboli e senza parlare, la coppia deve riuscire nell'impresa di far indovinare agli altri la parola scelta.
Il gioco è molto divertente, stimolante intellettualmente e ha una sua originalità, pur riprendendo un meccanismo utilizzato in tanti altri titoli. Il regolamento è in parte strutturato male e concepito probabilmente per una compagnia non molto competitiva, ma in rete sono numerose le varianti proposte per perfezionarlo. In ogni caso la forza e la bellezza del gioco risiedono proprio nella sfida intellettuale che si consuma da entrambe le parti, nel codificare, da in lato, in simboli una informazione al meglio e riuscire infine a decodificarla dall'altro. 


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53. Sherlock Holmes di Edwards - Goldberg - Grady (1981), edito in Italia da Asterion (per 1-8 giocatori, tempo medio 60-120 minuti, fortemente dipendente dalla lingua)

Collaborativo a tema investigativo, ricostruisce dei casi tramite la lettura di una storia. Come in un librogame, i giocatori dovranno scegliere le strade da percorrere e gli indizi da seguire, aiutati da una mappa di Londra, dal quotidiano del giorno e soprattutto dal loro intuito e collaborazione. Una decina di casi nella scatola base, non ripetibili quando alla fine viene svelato il colpevole, ma più che sufficienti per molte serate di divertimento. Qui la nostra recensione.

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52. [MagoCharlie] Transamerica. Ideato da Franz-Benno Delonge (2001). Edito da Winning Moves. (2-6 giocatori, 13 anni+, indipendente dalla lingua)

Transamerica è uno di quei tipici esempi di gioco astratto ma vestito assai con cura con una buona tematizzazione.
Il tabellone rappresenta la mappa del nord america suddivisa da una griglia triangolare con alcune città da dover collegare (le città sono riunite in 5 colori); ogni giocatore riceve 5 carte, una per ogni colore, che raffigurano le 5 città che dovranno essere collegate dalla rete ferroviaria.
Nel primo turno il giocatore pone la sua pedina sulla plancia (su una intersezione della griglia), quello sarà il suo punto di partenza.
Durante il proprio turno il giocatore ha la possibilità di mettere sulla griglia 2 pezzi di ferrovia (2 bastoncini neri) partendo dal suo punto di partenza: appena la propria ferrovia si "aggancia" ad una di un'altro giocatore potrà sfruttarla per espandersi (man mano si verrà a creare una tratta unica ferroviaria con tante diramazioni).
Il gioco termina appena un giocatore verifica che tutte le città raffigurate nelle 5 carte che ha in mano sono collegate dallo stesso tratto ferroviario ininterrotto. Gli altri giocatori riceveranno tanti punti negativi quanti sono i tratti di ferrovia che mancano per completare i collegamenti delle proprie città.
Gioco veloce, semplice e geniale che coinvolge fino a 6 giocatori.
Sono state fatte altre edizioni: TransEuropa, una edizione per una nota compagnia aerea ed una riedizione chiamata "Spaghetti Junction: Lay it again Sam!" ambientata nel mondo degli oleodotti.
Degna di nota l'espansione uscita dopo pochi anni composta solo da 18 legnetti colorati! ogni giocatore ha 3 tratti di ferrovia del proprio colore che potrà mettere sul tabellone durante il proprio turno: solo il proprietario di quel colore può utilizzare quel tratto, gli altri dovranno fare una deviazione sprecando quindi uno o più turni.



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51. [Agzaroth] Sulle Tracce di Marco Polo, di Tascini e Luciani, edito da Hans im Glück ed in Italia da Giochi Uniti (2015). 2-4 giocatori, 60-120 minuti, per giocatori abituali.

Gioco di gestione dadi, ci mette nei panni del celebre viaggiatore e di altri personaggi storici del periodo. Si raccolgono risorse al mercato e dal Khan, con le quali completare contratti o viaggiare sulla mappa, guadagnando così altre risorse ma soprattutto punti vittoria.
Una gestione dadi intelligente, un'ottima rigiocabilità e dei personaggi speciali che cambiano drasticamente il modo di approcciare la partita da parte di ogni giocatore, hanno consacrato Marco Polo come uno dei migliori titoli del 2015, facendogli anche vincere il prestigioso International Gamers Award (link alla recensione).


 41-50

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50. [TeOoh!] Russian Railroads. Ideato da Helmut Ohley e Leonhard Orgler (2013). Editore Hans im Gluck (2-4 giocatori, età 12+, tempo a partita 90-120 minuti, indipendente dalla lingua).

I giocatori dovranno tentare ad ogni turno di spingere il più avanti possibile i propri segnalini ferrovia sulle diverse tratte scegliendo accuratamente le azioni disponibili sul tabellone. Al termine di ogni round infatti, essi totalizzeranno un punteggio sempre maggiore a seconda del punto raggiunto dai segnalini. Pochissimi spazi azione disponibili e una grossa lotta per ottenerli sotto gli occhi degli avversari. Una carrettata di bonus sbloccabili durante la partita tra "personali" e "comuni a tutti" permettono un elevatissimo numero di strategie e una buona rigiocabilità.
Un gioco sicuramente da esperti, che dovranno fare molta attenzione nel scegliere le proprie mosse: punteggi spesso oltre i 300 punti forniscono distacchi davvero epocali.

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49. [Bernapapà] Isle of Skye - From Chieftain to King. Ideato da Andreas Pelikan e Alexander Pfister, editore Myfair Games (2-5 giocatori, età 10+, 60 minuti, nessun testo nel gioco).

Qualcuno ha parlato di questo gioco come di Carcassonne 2.0, e non ci è andato molto lontano. Qui saremo capiclan della Scozia medievale, e dovremo espandere il nostro torritorio aggiungendo tessere in stile Carcassonne. Ma le novità che lo rendono totalmente differente sono due: la meccanica di ottenimento tessere e la dinamica di calcolo dei punteggi.
Infatti ognuno, contemporaneamente, pescherà 3 tessere e, dopo averle esposte, deciderà segretamente quale scartare e quale valore darà alle altre due: si procederà quindi ad una sorta di asta, dove sarà possibile acquistare le tessere degli altri al valore definito: terminati gli acquisti ognuno pagherà il valore definito sulle tessere che non sono state acquistate dagli altri.
Con le tessere ottenute sarà possibile espandere il proprio regno, stando attenti alle componenti di calcolo dei punti che, pescate casualmente a inizio gioco, varieranno di turno in turno secondo combinazioni predefinite. Gioco molto interessante, con componentistica di livello sufficiente, dedicato ad un vasto pubblico, dove la componente aleatoria è importante, ma viene calmierata dalla meccanica delle aste. Qui la recensione.

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48. [Simarillon] Kingsburg. Ideato da Andrea Chiaravesio e Luca Iennaco (2007). Stratelibri (2-5 giocatori, età 13+, tempo a partita 90 minuti, indipendente dalla lingua).

I giocatori rappresentano feudatari impegnati, nell'arco di cinque anni, a migliorare il proprio territorio (una plancetta personale) tramite la costruzione di edifici (bellici, religiosi, commerciali, …), cercando a tale scopo di ingraziarsi i vari funzionari reali presenti sul tabellone. Ogni anno è diviso in quattro stagioni: Primavera, Estate e Autunno costituite da una fase speciale ed una fase di produzione e l'Inverno costruito da una fase di preparazione dell'esercito e una di lotta. Al proprio turno il giocatore tira i dadi e sceglie uno dei diciotto personaggi presenti sul tabellone e ne attiva le proprietà posizionando uno o più dadi per ottenere il numero presente sul personaggio. Durante la partita, poi, si possono guadagnare dadi extra o gettoni “+2” da utilizzare sempre in combo con i dadi del proprio colore, per influenzare il risultato e di conseguenza la scelta dei consiglieri. Terminata la fase di attivazione si passa a quella di produzione, ovvero con le risorse in proprio possesso si costruiscono gli edifici da posizionare sulla propria plancia. D’inverno si lotta con il nemico, la cui forza viene stabilita di volta in volta casualmente da un mazzo di carte e ogni giocatore deve preparare un esercito abbastanza forte da superare il nemico. Vince chi al termine del gioco ha il maggior numero di punti.
Non vi piacciono i giochi con i dadi? Siete sfortunati con le rollate? Kingsburg potrebbe essere il vostro gioco dal momento che è necessaria una certa programmazione e l’uso dei dadi è comunque mediato dalle azioni che si possono fare sul tabellone, anche se un triplo 6 rimarrà comunque un gran bel tiro e un triplo 1 un tiro di m.... Il gioco permette strategia anche piuttosto differenti per giungere alla vittoria. Il gioco è un ‘tedesco’ con i dadi, soffre quindi di una scarsa interazione (se non indiretta) tra i giocatori, ma ha i pregi dei gestionali tedeschi, di programmazione e, nella partita, vincerà sicuramente il migliore. Forse il difetto maggiore è un po’ di ripetitività nel trascorrere degli anni, comunque un gioco che a tutti gli effetti può considerarsi un ottimo classico.

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47. [Fabio-Pinco11] Descent, di Kevin Wilson (2005), edito da FFG e per l'Italia da Giochi Uniti. Per 2-5 giocatori dai 12 anni in su, tempo a partita da 2 a 4 ore, pesantemente dipendente dalla lingua.

Il gioco, uscito giusto una decina di anni fa, rappresenta una pietra miliare del genere degliesplorazione labirinti con miniature.
I giocatori si dividono in due fazioni, con da una parte il Signore Oscuro, il quale gestisce le orde di mostri che abitano i vari dungeon, e dall'altra i giocatori che impersonano gli eroi, pochi ma cattivissimi e destinati, nel corso dell'avventura, a procurarsi attrezzature, armi e ammenicoli, risultano spesso imprendibili da parte dei vari uomini bestia, ragni, troll e via dicendo.
Tante belle rollate di dadi per risolvere i combattimenti, ma non lasciamoci ingannare, perché quando si tirano manate e manate dei nostri prismi numerati, alla fine il risultato al quale si arriva è quello della legge dei grandi numeri, ovvero che chi gioca meglio vince ;)
Impareggiabile, naturalmente, il gioco lo diventa anche dal punto di vista fisico se si ha la voglia e la pazienza di applicarsi nella pitturazione delle numerose e dettagliate miniature che sono fornite nella scatola ed a quel punto staccarsi diventa davvero difficile.
Al gioco base sono seguite poi diverse espansioni, una delle quali, in particolare, ha introdotto la possibilità di generare campagne (Road to Legend), rendendo il titolo una sorta di ponte tra ilboardgaming ed il gioco di ruolo. Attualmente ne è disponibile un seconda edizione, che ha reimplementato le regole per renderlo più fruibile al grande pubblico.



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46. Concordia, di Mac Gerdts, edito da PD Verlag (2013) ed in Italia da Cranio. Per 2-5 giocatori, tempo a partita intorno all'ora e mezzo abbondante.

Gioco di Mac Gerdts, stavolta senza rotella, ma con un'altra trovata geniale: le carte sono azioni ma contemporaneamente forniscono moltiplicatori per i differenti tipi di punti vittoria.
Durante la partita, al proprio turno, si gioca una singola carta dalla propria mano e se ne esegue l'azione. Una di queste carte consente di raccogliere quelle già giocate e ricominciare: più si ritarda questa azione, più si incassa.
Inoltre si potranno acquisire nuove carte per rimpolpare la propria mano e rendere più efficaci alcune azioni, nonché aumentare i propri moltiplicatori per il punteggio finale. Semplice e geniale, come ci ha abituati Gerdts.
Qui un articolo ad esso dedicato.


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45[Nero79] Jamaica, ideato da Pauchon, Cathala, Braff (2007). Edito da Gameworks e per l'Italia da Asterion. Per 2-6 giocatori, età 8+, indipendente dalla lingua, tempo a partita 30-60 minuti.

I giochi di corse sono tornati di moda e i pirati sono sempre stati tra le ambientazioni preferite dei giochi da tavolo. In questo rally piratesco cercheremo di bilanciare un buon numero di scelte nonostante ci siano dei dadi di mezzo.
Grafica e materiali spettacolari mi fanno sempre tornare volentieri a questo gioco che di sicuro fa sempre bella figura sul tavolo e nelle nostre serate al pub fa avvicinare più di un curioso.
Due dadi da tirare eppure così tante possibilità di impostare una strategia. Questo secondo me è un gioco che non può mancare nella vostra collezione.

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44. [Agzaroth] Brass, ideato da Martin Wallace (2007). Edito da Warfrog Games (3-4 giocatori, età 13+, tempo a partita 120-180 minuti, indipendente dalla lingua).

Martin Wallace trova in Brass il suo capolavoro. Costruzione rete e pick-up&deliver in questo titolo economico che attraversa la rivoluzione industriale inglese. Il regolamento non proprio abbordabile e scritto male costituisce un deterrente che non dovrebbe però fermare chi sa di trovarsi di fronte a un capolavoro del genere. Edificando porti, fabbriche, miniere di ferro e carbone, tramite una meccanica card-driven che impone una non semplice gestione della mano, i giocatori proveranno a programmare il proprio sviluppo economico attraverso due ere di gioco abbastanza differente tra loro: quella dei canali e quella delle ferrovie. Chi saprà meglio intuire l'andamento della partita e prepararsi di conseguenza, porterà a casa la vittoria.
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43. [MagoCharlie] Rock and Balls. Ideato da Gabriel Ecoutin (2008). Edito da Cocktail Games, importato da Oliphante (4-12 giocatori, età 8+)

E' diventato sinonimo di party game tascabile; assieme ad altri giochi della Cocktail Games (Tokyo Train su tutti) è diventato subito un "must have" per giochi da spiaggia.
Ogni giocatore è abbinato ad un gesto delle mani e delle braccia (l'"ok", gesto dell'egiziano, gesto della vittoria, etc...); all'inizio del turno tutti i giocatori danno il tempo sulle note di "we will rock you" battendo assieme mani sul tavolo (o ginocchia) e battito di mano.
Lo scopo è semplicissimo, il primo giocatore senza perdere il tempo mima il proprio gesto e poi quello di un'altro giocatore: l'altro giocatore deve capirlo e rispondere alla chiamata, facendo il proprio gesto e poi quello di un'altro giocatore...tutto questo senza perdere il tempo!
Se si perde il tempo il giocatore prende una nuova carta "Gesto" (che si aggiunge a quelle già in proprio possesso) ed una carta "Balls" come penalità e ne applica subito gli effetti.
Dopo 10 carte penalità date ai giocatori il gioco termina, chi ha meno carte "Balls" è il vincitore.
La scatoletta di metallo contenente le carte quadrate è un marchio di fabbrica della Cocktail: dentro è racchiudo un ottimo party game che promette di far divertire fino a 12 giocatori. Da comprare assolutamente.
Qui un articolo su di esso.

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42. [Simarillon-Davide] Subbuteo. Ideato da Peter Adolph (1947). Editore Hasbro(2 giocatori, età 6+, tempo a partita 20 minuti … o quanto si vuole, indipendente dalla lingua)

Un tappetto verde, dieci giocatori, un portiere, tutti gli accessori che volete dalle tribune, alla troupe televisiva, dal tabellone segna punti, allo staff medico, a … Scopo del gioco è naturalmente, segnare un goal in più dell’avversario, ogni miniatura verrà mossa posizionando il dito indice o medio di qualsiasi mano in prossimità della miniatura, colpendo con l'unghia la base della stessa, in caso si stia attaccando si deve colpire il pallone, per mantenerne il possesso, in caso si stia difendendo, invece, ci si posiziona per difendere la propria porta; superata la linea di tiro, l’attaccante potrà provare ad effettuare la marcatura. 
Calcio d’angolo, rimesse da fondo, punizioni, rigori, fuorigioco, falli: i componenti per una partita di calcio ci sono proprio tutti.
Calcio che passione! Subbuteo che passione! Il Subbuteo è la simulazione sportiva per eccellenza. Il ‘calcio in punta di dita’ ha affascinato intere generazioni diventando anche fenomeno di costume e, se siete in grado di rispolverarlo dalla soffitta ancora oggi sarà in grado di donarvi grandi soddisfazioni, provare per credere! Se dovete scegliere il vero regolamento, almeno per i nostalgici e per chi abbia superato i quarant’anni come me, è quello dell’Old Subbuteo.





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41. [Fabio-Pinco11] Through the Ages, di Vlaada Chvatil (2006), edito da CGE.Per 2-4 giocatori, tempo a partita 240 minuti, età 14+, contiene molto testo in lingua.

Il paradigma del gioco di civilizzazione cinghialoso.
Potrei anche fermarmi nella descrizione con la frase di cui sopra, perché già essa, assieme alla durata media a partita (anche ottimista), descrive la realtà di un titolo che alberga stabilmente nella top 10 di BGG da anni.
Complesso, soggetto ad analysis paralysis, titolo di culto per intere comunità di giocatori di nicchia, in Italia in realtà non ha mai sfondato (aldilà del ristretto circolo) anche per via di una edizione nella nostra lingua promessa da anni, ma arrivata solo pochi mesi fa, grazie alla Cranio Creations. Grazie ad essa il titolo si sta diffondendo con maggiore rapidità anche qui da noi e la cosa è rispecchiata anche dalla nostra classifica, che lo vede balzare nella top 50. Qui la nostra recensione della nuova edizione.

31-40


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40. [Simarillon-Davide] Heroquest. Ideato da Stephen Baker (1989). Milton Bradley(2-5 giocatori, età 10+, tempo a partita 90 minuti, dipendente dalla lingua).

Un Master combatte i soliti quattro, guerriero, elfo, nano e mago. In Heroquest un giocatore coordinerà i vari mostri che si presenteranno sulla mappa e determinerà trappole e tutto quanto programmato dall’avventura in corso. Gli altri giocatori muoveranno gli eroi all’esplorazione del Dungeon e nel tentativo di risolvere le quest (durante il turno proprio turno gli eroi possono fare azioni, come aprire porte, scrigni o cercare trappole e tesori) ed eliminare i vari mostri che infestano il tabellone. I giocatori muovono con un dado 6 e combattono con dadi custom con teschi e scudi. I personaggi possono crescere, almeno nell’equipaggiamento, tra un’avventura e l’altra. 
Il papà dei Dungeon di esplorazione, con miniature 3d, eccolo Heroquest! La componentistica era, ed è ancora, da urlo, belle le miniature (con una preferenza personale per I Guerrieri del Caos) e soprattutto gli accessori in un pregevole mix cartonato spesso e plastica. La possibilità di creare i proprio dungeon dona al gioco (all’epoca parliamo oramai di tantissimi anni fa) un importante plus di valore e poi le regole semplice permettono a tutti di immedesimarsi immediatamente e di giocare. Oggi, forse, ci sono dungeon-crawling migliori, ma Heroquest rimane un must-have, regalando esperienze di gioco divertenti (e per certi versi nostalgiche) … aspettando l’edizione 25th Anniversario, che dovrebbe arricchire l’esperienza ludica e avvicinarla ai giochi moderni, senza sconvolgere gli aspetti fondamentali del progenitore.


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39. [Fabio-Pinco11] Blood Bowl, ideato da Jervis Johnson (1986). Edito da Games Workshop. Per 2 giocatori, dai 14 anni in su, tempo medio a partita tra le 2 e le 4 ore, indipendente dalla lingua.

Il gioco di base, in se, altro non è se nonun adattamento in chiave fantasy delle meccaniche proprie del football americano, quindi si tratta di dover portare la palla da un lato all'altro del campo, passandola tra i vari giocatori o lanciando. Ognuna delle 22 miniature in campo ha le sue statistiche e capacità speciali, per cui per entrare nel gioco ci vuole un po' di tempo e possiamo dire che questo è davvero uno dei titoli che già in passato erano considerati 'di nicchia': le stesse regole che sovraintendono alla risoluzione di ogni attività sono indubbiamente 'legnose', visto che sono previsti diversi modificatori da applicare ai semplici risultati del dado, con tabelle che illustrano gli esiti di ogni rollata.
La complessità di base è quindi consistente ed il fatto che una partita possa durare, con solo una ventina di miniature che si muovono, dalle due ore in su, dà l'idea di quanto il gioco richieda applicazione.
Il successo di questo titolo, però, è dovuto in parte alla forte vena ironica - teniamo conto che nel corso delle partite si possono ferire ed uccidere i giocatori avversari, così come fare falli volontari, pestare i giocatori a terra, succhiare il sangue altrui e financo tirare piccole bombe - ed in parte al fatto che i fan hanno nel corso dei decenni lavorato duramente per creare il living rulebook delle regole ufficiali da torneo, grazie al quale è possibili costruire delle leghe, gestendo ognuno la propria formazione da partita a partita, con campagna acquisti, statistiche, punti e livelli di esperienza, nonchè bonus crescenti che i giocatori (quando non muiono o sono troncati dagli avversari) sviluppano nel corso dei tornei o campionati. Ad oggi ci sono, inoltre, molte razze tra le quali scegliere la propria squadra, tutte con caratteristiche speciali (necromanti, elfi scuri, nani, halfling, goblin, orchi, ....).
Anche qui è preferibile avere la passione del modellismo, ma alla fine farsi pitturare una quindicina di miniature non costa un capitale, per cui se si vuole il requisito non è indispensabile.
Un titolo di altri tempi, che richiede passione, ma restituisce soddisfazioni :)
Qui un lungo articolo ad esso dedicato.

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38. [Agzaroth] Antike, di Mac Gerdts, edito da PD Verlag (2005). Per 2-6 giocatori, tempo a partire da un paio d'ore.

L'esordio della rotella di Mac Gerdts si ha con questo gioco di conquista e controllo territorio.
È una corsa di civiltà tra guerra e gestione risorse, scienza ed espansione, terra e mari. La rotella  (che restringe la libertà nella scelta delle azioni da compiere, richiedendo di acquisire il giusto ritmo nella loro alternanza) risplende nella sua ergonomia ed efficacia, i giocatori si tengono costantemente sott'occhio per trovare il varco giusto di un attacco, sempre risolto con matematica certezza. Una gemma troppo spesso sottovalutata.
Qui la nostra recensione.

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37. [Fabio-Pinco11Loony Quest, di Escoffier - Franck (2015), edito da Libellud (per l'Italia da Asterion). Per 2-5 giocatori. Tempo a partita intorno alla mezz'oretta, indipendente dalla lingua.

Divertente gioco che strizza l'occhio ai più piccoli, nel quale la sfida è di disegnare su dei lucidi trasparenti delle linee utili a colpire dei mostri disegnati su coloratissime tavole di riferimento poste al centro del tavolo.
Tra i materiali ci sono, oltre ai fogli trasparenti in materiale plastico, anche le penne cancellabili ed una sfilza di schede, che propongono una ambientazione da gioco elettronico per bambini: proposto ai più piccoli fa sempre effetto, ma anche i più grandi, messi a letto i figli, spesso ci fanno volentieri qualche giro, essendo tranquillamente un party game di successo.
Qui la nostra recensione.

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36. [Fabio-Pinco11] Aquasphere, di Stefan Feld, edito da Hall Games (in Italia Asterion). 2-4 giocatori, tempo a partita 100 minuti, indipendente dalla lingua.

Il buon vecchio Stefan non delude con un titolo che rappresenta una piccola novità nella pur ampia ludografia dell'autore tedesco. Il gioco infatti è ambientato (più o meno..)  all'interno di una teorica stazione sottomarina, all'interno della quale i giocatori si affannano nel correre con il proprio scienziato da un modulo all'altro cercando, nel farlo, di collezionare robe e/o scacciare polipetti infestanti. 
Forte l'interazione, data la presenza di meccaniche di maggioranze, compaiono anche diverse restrizioni nella scelta delle azioni da compiere ed il gioco, nel complesso, rappresenta una ventata di novità nella produzione dell'autore. 
Le sensazioni di claustrofobia sono ben trasmesse e l'effetto brucia cervello è assicurato, financo senza la solita pletora di token e segnalini, per cui possiamo dire che è un Feld decisamente evoluto, ma impegnativo come e più dei predecessori.
Per maggiori info eccovi il link alla nostra recensione.

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35. [Simarillon-Davide] Otto Minuti per un Impero. Ideato da Ryan Laukat (2012). Editore Red Raven Games - Italia dV Giochi (2-5 giocatori, età 13+, tempo a partita 20 minuti, indipendente dalla lingua)

Per oggi ho un sogno … conquistare il mondo! E posso farlo in otto minuti.
Una manciata di monete, dipendente dal numero di giocatori, una manciata di armate da distribuire sulla mappa del globo, due città da cui far, eventualmente, partire le proprie armate, una plancia mini (anche troppo) e un mazzo di carte con rappresentata un’azione, nella parte alta e un simbolo nella parte bassa. Il gioco è molto semplice un rullo con cinque carte viene posto sopra il tabellone di gioco la prima a carta ha costo zero e il costo è crescente sino alle tre monete dell’ultima carta.
Al proprio turno il giocatore sceglie una carta, ne esegue l’azione (piazzare una truppa, muovere una o più truppe per terra o per mare, eliminare una truppa avversaria, creare una città, …) e conserva la carta con il simbolo ben visibile. Al temine della partita si risolvono le maggioranze nei singoli stati, nei continenti e si verificano i punti ottenuti grazie alle collezioni set presenti nelle carte. Chi ha più punti, vince, tie-break per eventuali pareggi le monete avanzate.
Otto Minuti per un Impero è un bel gioco, che mischia sapientemente la maggioranza alla collezione set. Il gioco prevede, come è facilmente intuibile, una forte interazione tra tutti i giocatori. In due diventa quasi scacchistico, in tre soffre se tutti i giocatori non sono allo stesso livello da quattro in su diventa una vera lotta per ogni lembo ti terra. La mappa double-face permette una piccola variazione sul tema e poi la velocità di una singola partita (non stiamo negli otto minuti ma comunque una partita a cinque giocatori non supera la mezz’ora e si può chiudere in una ventina di minuti) avvantaggiano eventuali rivincite: la quintessenza del microgame!
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34.  [Simarillon-Davide] Snow Tails. Ideato da Gordon e Fraser Lamont (2008). Editore Fragor Games - Asmodee (2-5 giocatori, età 10+, tempo a partita da 45 minuti in su, indipendente dalla lingua)

Siete in cerca del gioco di corsa quasi perfetto? Snow Tails potrebbe risolvere la vostra ricerca.
Una corsa di slitte tra i ghiacci polari, i giocatori dovranno portare la propria slitta, trainata da due cani, per primi verso il traguardo. Ogni giocatore ha un mazzo di carte movimento, con i numeri compresi tra uno e cinque, al proprio turno gioca una carta, o più carte se hanno lo stesso valore, che andranno ad influenzare la velocità di uno dei due cani o la forza del freno; la velocità è determinata dalla somma della forza di tiro dei due cani meno la potenza del freno (ad esempio 5+2-3=4), quindi ci si muoverà in avanti di quattro caselle, mentre la direzione è data dalla differenza di tiro dei due cani (5-2=3) quindi ci si muoverà in diagonale di tante caselle di differenza verso il cane che tira di più. Carte danno verranno attribuite qualora si colpisca un’altra slitta o non si riesca a stare correttamente nel percorso o si colpiscano gli ostacoli o non si rispetti la velocità di entrata o di uscita in curva. Piccoli accorgimenti permettono a chi è indietro di tentare di recuperare terreno rendendo la corsa sempre interessante.
Gioco più facile da giocare piuttosto che da spiegare. Percorsi modulabili, sia per lunghezza, sia per difficoltà, ambientazione ben resa, possibilità di effettuare campionati e di aggiungere con il tempo regole speciali (se ne trova in rete una bella collezione); insomma ha tutto per essere giocato e ri-giocato e per entrare a far parte della collezione di ogni giocatore, buono in qualsiasi numero di giocatori, perfetto se si gioca in quattro.


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33. [TeOoh!] 7 Wonders Duel di Bauza - Cathala (2015), edito da Repos. 

Stesso tema di 7W base, ma modalità di gioco ottimizzata per i due giocatori. 3 ere in cui raccogliere carte sbloccabili da una piramide centrale (diversa per ogni era) e possibilità di interazione indiretta e diretta tra i due contendenti. Leggero da giocare, ma con tensione crescente grazie anche a due modalità di vittoria istantanea (militare e scientifica) collezionando il giusto numero di carte per quella categoria. Nel caso nessuna delle due sia avvenuta, si procede ad un calcolo di PV che coinvolge tutte le tipologie di carte raccolte. La diversa distribuzione delle meraviglie tra i giocatori, la disposizione delle carte in tavola ad ogni era e la selezione dei token bonus a inizio partita assicurano una diversa giocabilità ad ogni partita. Qui la recensione.

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32. [Fabio-Pinco11] Star Wars Imperial Assault (2015), di Konieczka, Ying, Kemmpainen, edito da FFG Games
Prendi un titolo che ha già avuto un enorme successo, come Descent (esplorazione labirinti arricchita da numerose miniature) e trasportane integralmente le meccaniche nel mondo di Guerre Stellari. 
Ottieni così questo Star Wars Imperial Assault, vendi un gazillione di copie e rendi felici tutti i fan della fantascienza. 
Missioni, modalità campagna, miniature personalizzate degli eroi della saga rendono il titolo un vero must sia per chi vuole rivivere le esperienze del dungeon crawling in salsa sci fi, ma anche per chi vuole semplicemente avere in mano le miniature dei propri eroi di una volta. Ecco anche il link alla recensione.



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31. [Fabio-Pinco11] Stone Age, di Bernd Brunnhofer. Edito da Hans im Gluck e per l'Italia da Giochi Uniti (2008). Per 2-5 giocatori, dai dieci anni in su, tempo medio a partita 60-90 minuti, indipendente dalla lingua.

E' un classico titolo introduttivo per il genere dei gestionali, dotato di materiali attraenti, meccaniche semplici e con la presenza di numerosi dadi da tirare, ma nel contempo rigoroso ed assolutamente premiante per chi lo gioca con piglio strategico.
La presenza di dadi, alla fine, sembra pensata per far capire che il dado può non essere sinonimo di alea, quanto piuttosto essere imbrigliato alla stregua dirandomizzatore.
Qui le meccaniche di gioco sono quelle classiche e tipiche dei gestionali moderni, con la necessità di scegliere accuratamente quali azioni compiere, al fine di ottenere prima delle risorse e poi utilizzarle per acquisire edifici, ma anche per sfamare i propri lavoratori, evitando di subirne l'ira in caso di carestia.
Insuperato nella sua linearità, ma anche per la cura con la quale sono stati realizzati i suoi componenti (rigorosamente in legno).



21-30


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30. [Simone] I Pilastri della Terra (2006), ideato da Michael Rieneck e Stefan Stadler. Editore Kosmos – StuporMundi/Giochi Uniti (2−4 giocatori, età 12+, tempo a partita 90-120 minuti, moderata dipendenza alla lingua)

Elegantissimo piazzamento lavoratori, con gestione risorse, basato sull’omonimo romanzo di Ken Follet. I giocatori dovranno realizzare il maggior numero di punti vittoria (PV) convertendo proprio in PV le risorse accumulate. Per fare questo dovranno reclutare artigiani sempre più performanti in grado di ottenere i migliori risultati dalle materie prime, utilizzare il favore di personaggi influenti e cercare di superare indenni gli eventi avversi che si abbatteranno nell’immaginaria cittadina di Kingsbridge. Ciascun giocatore avrà a disposizione due tipi di “Lavoratori”. I Capimastri che verranno utilizzati nelle locazioni principali ed i Manovali impiegati nel reperimento delle risorse base (legno, pietra e sabbia). Molto particolare il sistema per determinare l’ordine di gioco: il primo giocatore di turno è incaricato di pescare, da un sacchetto, ad uno ad uno i Capimastri. Una volta per turno può decidere di rimettere nel sacchetto la prima pedina pescata. Una volta pescato il Capomastro (proprio o di un avversario) il proprietario della pedina deciderà se giocare per primo. Questa scelta è determinata dall’ammontare di monete oro che vanno spese per garantirsi il turno. Ovviamente giocare per primo consterà più denaro. Unico nel suo genere con soluzioni ancora inimitate.

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29. [Simone] Eclipse (2011), ideato da Touko Tahkokallio. Editore Lautapelit.fi – Asterion (2−6 giocatori, età 14+, tempo a partita 60 – 200 minuti, indipendente dalla lingua)

La pace nella galassia è appesa ad un filo. Il Consiglio Federale si è disgregato e lo spazio ed i suoi quadranti inesplorati sono oggetto di sfrenate mire espansionistiche. Alla guida di una delle razze, a disposizione del set-base, i giocatori dovranno esplorare lo spazio profondo, stabilire colonie e sfruttarne le risorse per accrescere le proprie conoscenze tecnologiche, migliorare le flotte per colpire i nemici in maniera inesorabile. Spesso bisognerà utilizzare la diplomazia per stipulare alleanze commerciali e di non belligeranza utili comunque alla propria sopravvivenza. Però si sa, le alleanze sono fatte per essere infrante.
Mentre le razze più evolute lotteranno per la supremazia gli Antichi, ormai giunti al tramonto della propria esistenza, non abbandoneranno così facilmente i settori in cui si sono nascosti e si difenderanno al meglio delle proprie, residue, capacità
Eclipse è un gioco di civilizzazione spaziale, esplorazione su mappa modulare e controllo del territorio di straordinario impatto visivo. Dalla propria plancia-civiltà ciascun giocatore avrà ogni elemento di gioco sotto controllo: le risorse (denaro, scienza e materie prime) prodotte dai cubi popolazione insediati sulle coloni, il proprio livello di tecnologia e le caratteristiche tecniche di ogni singola nave della propria flotta. Con un sistema di selezione azione, molto intuitivo, i giocatori potranno perseguire molteplici strategie per conseguire (ai punti) la vittoria finale anche se ricorrere alla guerra sarà inevitabile. Titolo che ha lanciato il guanto di sfida a mostri sacri come Twilight Imperium e si propone come alternativa più “leggera” ma non banale, entrerà subito nella vostra top-list per la semplicità del sistema di gioco e per la curva di apprendimento molto “potabile”.

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28. [TeOoh!] Blood Rage di Eric Lang (2015), edito da CoolMiniOrNot ed in italiano da Asterion. 

Un gioco con miniature davvero dettagliate che dovranno sfidarsi in una battaglia a suon di maggioranze. Si svolge su 3 epoche, prima dell'arrivo del Ragnarok, e all'inizio di ognuna, ciascun giocatore ha la possibilità di draftare alcune carte che lo aiuteranno nello sviluppo della propria strategia. Potrà quindi scegliere tra creature uniche, abilità addizionali per le truppe disponibili, missioni da completare per ottenere PV e bonus per i combattimenti. Il cuore poi di ogni epoca si svolge sulla ampia plancia di gioco in cui piazzare le proprie miniature esercito al prezzo di punti "Rage" dalla propria riserva e dichiarare saccheggi. Ad essi parteciperanno tutti i giocatori presenti nella regione, assegnando bonus caratteristici e PV a chi possiede la maggioranza sul criterio della forza degli eserciti coinvolti. Interazione alta e materiali ben curati. Alcune carte draftate talmente forti da far risultare, almeno nelle prime partite, la sfida sbilanciata per chi ne colleziona di più: bisogna investirci almeno 2/3 partite prima di padroneggiarlo. Qui il link alla recensione.


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27. [Faustoxx] Le Havre di Uwe Rosenberg, edito da Lookout Games (2008) e per l'Italia da Uplay.it. Per 1-5 giocatori, età 12+, contiene testo in lingua, tempo a partita 100-200 minuti.

Ricordo ancora distintamente il mal di testa dopo la prima partita a Le Havre.
Ecco il classico esempio di brain burner; la sensazione di non essere quasi mai in grado di eseguire le mosse che avevi programmato sono il tratto peculiare di questo gioco.
Ed è anche la sua caratteristica migliore, l'esigenza di avere anche un piano B (talvolta anche un piano C) impongono un'attenta pianificazione delle mosse visto che abbiamo solo un lavoratore in azione. L'elevato numero di edifici conferisce al gioco una buona rigiocabilità.
Per contro la paralisi da analisi non è dietro l'angolo è proprio bene in vista per cui scegliete con attenzione i vostri compagni di gioco.
Qui una recensione.



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26. [Agzaroth] King of Siam, ideato da Peer Sylvester (2007). Edito da Histogame (2-4 giocatori, età 12+, tempo a partita circa 45 minuti, indipendente dalla lingua).

Gioco di maggioranze in cui tutti controllano tre fazioni indipendenti che lottano per la supremazia sulla mappa dell'antico Siam.
Occorre scommettere su una i più fazioni e cercare di far vincere quella in cui si ha la maggioranza. Solo otto azioni disponibili in tutta la partita, uguali per tutti i giocatori e date da una piccola mano di carte individuali. Semplicissimo nelle regole eppure profondissimo, dà il meglio si sé nella versione a squadre (due contro due), in cui i compagni non possono comunicare e devono cercare di intuire il gioco dell'altro e sostenerlo. Quest'anno il gioco è stato rieditato ed è uscito sotto il nome di The King is Dead.

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25. [Village] Village. Ideato da Inka e Markus Brand (2011), editore eggertspiele – versione italiana uplay.it (2-4 giocatori, età 12+, 60-90 minuti, nessun testo nel gioco)

Questo gioco, multipremiato, ha rappresentato la fortuna sei suoi autori con le numerose localizzazioni e ristampe effettuate. Si tratta di un gestionale a sfondo medievale, basato su meccaniche di piazzamento lavoratori, la cui vita, scandita dai tempi agresti, compie il proprio ciclo dalla nascita alla morte, dove i più fortunati saranno ricordati nelle cronache del villaggio; caratteristica di questo piazzamento, è che il lavoratore piazzato non torna mai al proprietario, ma continua nel suo "mestiere" fino a quando non sopraggiunga la sua ora. All'inizio sconcerta un po' vedere che il tempo che passa fa morire i propri lavoratori, ma è proprio questa innovativa idea che rende il gioco estremamente interessante.
Abbiamo poi due tipi di risorse: quelle materiali (grano, animali, soldi che andranno prodotte) e le risorse “morali” (esperienza, conoscenza ecc.) che verranno raccolte negli spazi azione e saranno utilizzate per produrre beni materiali, ma anche per viaggiare in una parte dedicata del tabellone, oppure commerciare al mercato, o infine intraprendere la carriera politica o quella ecclesiastica.
Nota folcloristica è proprio la carriera ecclesiastica, per la quale i propri lavoratori vengono posizionati in un sacchetto, e poi pescati nella fase della messa, dove, se si è fortunati/abili, è possibile fare carriera nella gerarchia ecclesiastica: ma attenzione, i primi nati sono comunque condannati a morire durante il gioco, per cui è necessario pianificare attentamente come utilizzare i propri lavoratori per scongiurare che sorella morte si porti via proprio quelli piazzati nelle posizioni più strategiche. Gioco estremamente divertente dedicato ad un pubblico avvezzo alle meccaniche descritte.
Qui la recensione.

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24. [TeOoh!] Agricola. Ideato da Uwe Rosenberg (2007). Editore Lookout games - ITA Stratelibri (1-5 giocatori, età 12+, tempo a partita 30-150 minuti, poco dipendente dalla lingua).

Il titolo a cui si pensa per primo quando si parla di "piazzamento lavoratori". La propria famiglia di contadini ha pochissimi turni per poter: creare steccati, inserirci animali (di 3 tipologie), allargare la propria casa, rimodernarla, accrescere la famiglia, costruire miglioramenti, arare campi e coltivarli. Nel frattempo il gioco chiederà con diverse cadenze di sfamare tutti i membri attivi della famiglia. I giocatori dovranno piazzare a turno sulle azioni i propri membri della famiglia per raccogliere risorse o trasformarle in uno sviluppo per la propria fattoria.
La sensazione è sempre quella di non avere sufficienti turni per fare tutto e, specie per le prime partite, si guarderà sconsolati il proprio appezzamento di terreno semi deserto. Quando però si ingrana, lo sviluppo e l'intersezione delle diverse carte in mano permette di staccarsi da quel punteggio di poco positivo (a volte negativo!) per sforare la soglia dei 40 punti.

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23. [Fabio-Pinco11] Splendor di Marc André (2014), edito da Space Cowboys (per l'Italia Asterion). Per 2-4 giocatori dagli 8 anni in su, tempo a partita contenuto intorno alla mezz'oretta, indipendente dalla lingua 

Sorpresa dell'anno nella categoria dei leggeri, è un titolino semplice basato sull'uso di carte (senza testo) e disimpatiche e pesanti fiches di plasticona pesante, che è riuscito a sfondare nel grande pubblico grazie al mix tra semplicità (al tuo turno prendi fiches o le spendi per comprare carte - comprando le carte abbassi il costo per le nuove carte che compri) e bellezza dei componenti.
Al tuo turno devi solo scegliere tra prendere delle fiches colorate (tre diverse o due uguali, o al limite una jolly con una carta da prenotare) o restituirne per prelevare una carta dal tavolo e metterla davanti a te. Capito questo hai inteso già l'80% delle regole: essere semplice però non significa essere banale, per cui le partite sono sempre tirate e chi ci pensa vince.
Astratto quanto i giochi di carte tradizionale, ma gradevolissimo ed adattissimo per il pubblico family  e non solo (qui trovate la sua recensione e qui un articolo corale su di esso).

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22. [Faustoxx-Pinco11] Grand Austria Hotel, di Luciani - Gigli (2015), edito da Lookout Games. È il titolo che più mi è piaciuto tra quelli provati nel 2015. Non è possibile fare tutto con sole 14 azioni a partita. 
Occorre quindi pianificare sin dal primo turno quale strategia adottare ed ottimizzare le azioni principali con l'aiuto delle proprie carte personale, che hanno in genere dei vantaggi importanti.
 Le sinergie che si creano tra le varie tipologie di carte (ospiti, personale, carte politiche e tessere imperatore) ed i bonus relativi al completamento di un gruppo di stanze rendono Grand Austria Hotel estremamente interessante sia sotto il profilo strategico, sia sotto quello tattico e lo rendono ideale ad una utenza che apprezza titoli di un certo impegno e al tempo stesso non vogliono un regolamento ricco di pagine ed eccezioni.
E' un gioco a base di carte, che devono essere combinate tra loro, per ottimizzarne gli effetti, il tutto dopo aver completato i contratti indicati a margine: un titolo che è partito in sordina, senza alcuna pubblicità, per issarsi ora alla vetta dei titoli del 2015 e non è poco, avendo potuto contare solo sul tamtam degli appassionati! 


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21. [Nero79] Small World di Philippe Keyaerts (2009). Edito da Days of Wonder e per l'Italia da Asterion. Per 2-5 giocatori, 8+, tempo a partita intorno all'oretta, indipendente dalla lingua


Siete stufi di giocare a Risiko che sembra essere l’unico gioco che i vostri amici sembrano gradire?
Forse avete qualche chance se gli proponete Small World (in origine Vinci). La mappa è troppo piccola per tutte le popolazioni che si avvicinderanno a controllare i vari territori di questo mondo fantasy. Ogni popolazione è una combinazione tra un aggettivo e una razza che dà origine ad una combinazione di poteri sempre diversa a ogni partita. I giocatori sceglieranno quali razze sono più adatte alla loro strategia, si lanceranno alla conquista degli indigeni o combatteranno contro popolazioni rivali per controllare i territori in un sistema molto meno aleatorio di quello di Risiko. Nel corso di una partita controlleremo diverse popolazioni mandando in declino quelle che non servono più alla nostra strategia… Mentre in Risiko spesso sappiamo già parecchio tempo prima della fine chi ha vinto, qui i punti vittoria mantenuti segreti aggiungono quel pizzico di incertezza che rende le partite avvincenti fino alla fine.


11-20

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20. [Nero79] Istanbul di Rudiger Dorn (2014). Edito da Pegasus e per l'Italia da Asterion. Per 2-5 giocatori, età 10+, tempo a partita 40-60 minuti.


In questo gioco siamo mercanti che se ne vanno in giro per i quartieri di Istanbul con i loro aiutanti (che fanno tutto il lavoro per noi) ottenendo risorse più o meno rare come frutta, tessuti, spezie e gioielli da usare per fare soldi, ingrandire il proprio carretto o compiacere il sultano e ottenere così i preziosi rubini che ci faranno vincere. Anche in questo caso si tratta di una sorta di corsa a chi riesce per primo a seguire la sua strategia dato che i rubini si faranno via via più costosi. 
Come in un vero German, il sistema di movimento di 1 o 2 caselle è molto astratto e l’ambientazione non è che si senta proprio tantissimo ma ciò che lo rende un gioco diversamente German è il fatto che c’è una bella spruzzata di aleatorietà qua e là con caselle che ti invitano a tirare dei dadi e a sperare nella dea bendata per ottenere un risultato ottimale e non solo mediocre. 
Ho giocato anche l’espansione che introduce il caffè, nuovi luoghi e tessere gilda dagli effetti fortissimi. Probabilmente hanno aumentato il fattore c*** ma in questo modo le possibili strategie per la vittoria non sono più limitate e prevedibili. 
So che Istanbul non piace proprio a tutti… io lo adoro e resta uno dei miei giochi preferiti.







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19. [TeOoh!] Hive. Ideato da John Yianni (2001). Editore Gen42 Games - ITA Uplay.it edizioni (2 giocatori, età 9+, tempo a partita 20 minuti, indipendente dalla lingua).

Un astratto per due giocatori in cui, a partire dal medesimo pool di pezzi esagonali bisogna tentare di intrappolare la regina avversaria. Ogni pezzo si muove in maniera diversa e non c'è bisogno di un tavoliere: l'importante è che siano tutti collegati tra loro in ogni momento. Il titolo che più si avvicina agli scacchi in termini di profondità e studio delle diverse strategie di attacco e difesa.
L'autore ci ha messo 10 anni per svilupparlo, ma ne sono già passati quasi altrettanti da quando si è arrivati ad avere anche i campionati del mondo. Giocato "alla leggera" risulta un gioco molto veloce in termini di chiusura, ma, tra esperti, si può superare la mezz'ora in una vera e propria sfida strategica.





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18. [Faustoxx] Die Burgen von Burgund, di Stefan Feld (2011). Edito da Alea. Per 2-4 giocatori, da 12 anni in su, indipendente dalla lingua, tempo medio 30-90 minuti.

Appartengo alla corrente di pensiero che ritiene CoB il capolavoro di Stefan Feld a dispetto di chi pensa che In the year of the dragon sia il suo masterpiece.
Di questo gioco amo la sua capacità di creare una catena di combo ed azioni con solo due dadi.
Dove ci sono i dadi c'è 'alea presente, effetto che può e deve essere mitigato lasciandosi aperte varie opzioni, rendendo il gioco prettamente tattico anzichè strategico.
Alta rigiocabilità del gioco dovuta alle plance giocatore alternative e la variabilità di tessere e lancio dei dadi.
Qui una recensione del gioco.

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17. [Faustoxx] Glen More, di Matias Cramer (2010), edito da Alea. Per 2-5 giocatori, età 10+, tempo a partita intorno all'oretta, contiene testo solo su alcune carte.

Glen More forse il mio gioco da tavolo preferito. Scelte impegnative ad ogni turno, una accentuata interazione tra giocatori, tensione fino alla fine della partita ed il tutto in poco spazio, poco tempo e pochi soldi. 
Al costo di un filler Mattias Cramer con la sua opera prima ci regala un piccolo capolavoro ricco di scelte impegnative e con una durata di un'ora soltanto. 
Glen More che è fondamentalmente un gioco di maggioranze ti porta sempre a controllare e controbattere ciò che fanno gli avversari e la meccanica di pesca delle tessere ti porta a dover sempre considerare il costo/beneficio di dover saltare alcuni turni di gioco per quella tessera che tanto ti servirebbe. Il gioco ha anche il vantaggio che si spiega facilmente (giocarlo bene poi è un'altra cosa).
Un gioco che dovrebbe essere presente nella ludoteca di tutti i "cinghialofili".

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16. [Berna] 7 Wonders. Ideato da Antoine Bauza (2010), editore Repos Production – versione italiana Asterion (2-7 giocatori, età 10+, 30 minuti, nessun testo nel gioco, ad eccezione dei nomi degli edifici)

Con questo gioco l'autore ha travato la gallina dalle uova d'oro, grazie al successo, meritato, ottenuto per aver portato alla ribalta una meccanica già usata, ma mai così ben oliata, inserita in un'ambientazione niente male. Il gioco ci proietta nel tentativo di costruire una delle 7 meraviglie (che poi diverranno molte di più con le espansioni) utilizzando un semplice meccanismo di draft delle carte. Il gioco è diviso in 3 ere, e ad ogni era si parte con 7 carte in mano: ad ogni turno si sceglie una delle carte possedute per giocarla, pagandola con le risorse prodotte dalle carte precedentemente giocate, e si passano le altre al giocatore di fianco. Le carte sono di differenti tipi: produzione risorse, mercato (facilities di produzione o commercio), milizie (per gli scontri con i vicini), elementi architettonici (che danno punti vittoria) e studi scientifici (punti vittoria sulla base delle combinazioni ottenute). Oltre a giocare la carta, è possibile utilizzarla per incrementare la costruzione della propria meraviglia o scartarla per ottenere soldi. 
Alla fine di ogni era si effettuano le guerre con i confinanti (i giocatori a fianco) e alla fine della terza era si contano i punti accumulati. Il grande successo del gioco è dovuto ad una sufficiente semplicità delle regole (si maneggiano dalla seconda partita) che corrisponde comunque ad una discreta profondità di gioco, in cui ognuno segue la propria strada (si vince anche con percorsi diversi), anche sulla base delle strade che stanno seguendo gli avversari, ed in questo senso si può parlare di gioco interattivo. Adatto a tutti i giocatori (anche neofiti se volenterosi),  il gioco che premia le capacità sia tattiche che strategiche.
Qui una recensione e qui le guide strategiche (parte 1 e parte 2).

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15. [Simone] Twilight Struggle (2005), ideato da Ananda Gupta e Jason Matthews. Editore GMT – Asterion (2 giocatori, età 14+, tempo a partita 180 minuti, dipendente dalla lingua)

Wargame asimmetrico, bidimensionale, per due giocatori ambientato durante la guerra fredda. In Twilight Struggle, i giocatori guideranno una superpotenza a scelta fra USA ed URSS verso la supremazia. Per fare questo avranno dieci turni in cui dovranno giocare “letteralmente” le proprie carte. 
Ogni turno i giocatori avranno a disposizione un certo numero di carte prese da un mazzo comune (esiste un mazzo specifico per ogni momento del conflitto) che potranno usare per influenzare gli equilibri politici, ideologici e militari sulla plancia di gioco (il mondo). Le carte potranno essere usate come eventi a cui seguiranno determinati effetti oppure come azioni militari per eseguire riallineamenti e colpi di stato sfruttandone il valore numerico (Punti Operazione Militare). Le carte vanno giocate in maniera strategica ed ottimale poiché, a prescindere dalla fazione del giocatore, alcune di esse potranno agevolare l’avversario. Tre le condizioni di vittoria possibile: Il controllo totale dell’Europa, il raggiungimento di 20 punti vittoria oppure essere il giocatore che, nel turno, “non” ha innescato un conflitto nucleare.
Twilight Struggle simula in maniera ineccepibile i  45 anni in cui si è svolto questo titanico braccio di ferro fra le due nazioni che hanno più influenzato il dopoguerra.


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14. [Faustoxx] Navegador, di Mac Gerdts (2010). Edito daPD Verlag. Per 2-5 giocatori, tempo a partita 60-90 minuti, indipendente dalla lingua, età 12+

Navegador è la consacrazione della meccanica della rondella tanto cara a Mac Gerdts.
In una specie di corsa dal Portogallo alle coste del Giappone e costruendo un motore economico fatto di piantagioni per le materie prime ed industrie per la loro lavorazione finanzieremo l'acquisto dei cantieri ed i galeoni che costruiremo per arrivare a raggiungere le coste del Giappone.
Un ottimo gioco con un finale a volte imprevedibile che contribuisce a creare una buona tensione. Il miglior Gerdts in circolazione ad oggi (IMHO)
Qui la nostra recensione.


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13. [Faustoxx] Caylus di William Attia (2005). Edito daYstari e per l'Italia da Uplay.it. Per 2-5 giocatori, età 12+, tempo a partita 60-150, indipendente dalla lingua.

Caylus un gioco che ho imparato ad apprezzare poco alla volta. 
Le prime partite le ho sinceramente detestate perchè ho sempre giocato con giocatori più esperti che si son sempre fatto grasse risate vedendo i miei goffi tentativi di provare a far qualcosa con Caylus figuriamoci una pianificazione strategica. 
Tuttavia con perseveranza e pazienza la lampadina si è accesa e sebbene Caylus compia 10 anni è sempre un titolo fresco che si mette sempre sul nostro tavolo di cultori dei cinghiali. 
 Molte strategie da seguire ed una interazione che oso definire cattiva per uno dei migliori giochi in circolazione.




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12. [Simone] Caos nel Vecchio Mondo (2009), ideato da Eric M. Lang. Editore Fantasy Flight Games – Nexus / Giochi Uniti (3-4 giocatori, età 13+, tempo a partita 60 – 120 minuti, dipendente dalla lingua)

Dalle pagine dei manuali d’ambientazione di Warhammer alla plancia di gioco. Le quattro divinità del Caos si sfidano per la conquista del Vecchio Mondo. A fronteggiarsi saranno Khorne (il Dio Sanguinario), Nurgle (il Padre della Corruzione), Tzeentch (il Grande Cospiratore)ed infine Slaanesh (il Signore della Tentazione).
A ciascun giocatore il compito di controllare una di esse grazie alla plancia personale, il proprio mazzo di carte potere e schiere di cultisti e guerrieri da poter evocare. I giocatori avranno 7 turni, scanditi da pari carte Evento (dette Carte Vecchio Mondo) e relativi effetti, per ottenere la vittoria. In ordine di influenza e spendendo il necessario ammontare di punti potere i giocatori potranno giocare sulla plancia carte e creature per generare “segnalini corruzione” per tentare di far collassare le regioni in cui è divisa la plancia (dotate di un certo valore di resistenza). Crollata una regione le divinità che hanno partecipato alla sua rovina si divideranno le spoglie (ovvero i Punti Vittoria) in base alla maggioranza di segnalini corruzione presenti. Ciascuna “divinità” ha però una strada alternativa per vincere la partita. In un angolo della bellissima plancia campeggiano le Ruote, una per ciascuna divinità del Caos. Ad ogni giro di Ruota il giocatore potrà potenziare i propri poteri, ottenere PV aggiuntivi oppure la vittoria finale. Capolavoro ameritrash mai eguagliato. Unico difetto? Si gioca solo in 4.

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11. [Fabio-Pinco11] Ticket to Ride, di Alan Moon (2004). Edito da Days of Wonder e per l'Italia da Asterion. Per 2-5 giocatori, età 8+, tempo a partita da mezz'ora all'oretta.

Ad oltre dieci anni dall'uscita resta un titolo validissimo ed uno dei più indicati per introdurre i neofiti ai giochi da tavolo moderni, coniugando una meccanica di gioco facile, con componenti lussureggianti.
Il tabellone di gioco raffigura una mappa che raffigura, a seconda dell'edizione prescelta, un paese (come gli USA) o un continente (es. l'Europa), con evidenziate alcune città e dei percorsi che le uniscono, rappresentati da caselline colorate.
Nel corso della partita i giocatori pescheranno carte (dal mazzo o a scelta tra alcune disponibili visibili sul tavolo) che raffigurano dei vagoni colorati e le scarteranno poi per poter piazzare i propri vagoni di plastica sui tratti di percorso indicati sulla mappa (nota bene: per poter occupare una tratta blu di 5 caselle si devono scartare 5 carte che raffigurano un vagone blu, tutte insieme).
Lo scopo del gioco è quello di creare percorsi che uniscano due località, indicate sulle carte obiettivo che si pescano nel corso della partita: nel farlo ci si darà indubbiamente noia, occupando determinate tratte ed obbligando gli avversari a fare giri tortuosi, ma per il resto il gioco non prevede altre forme di interazione diretta.
Titolo per famiglie, che però premia chi riflette e pianifica. Può essere considerato l'alternativa pacifista al Risiko, visto che invece dei carrarmatini ognuno ha dei bei vagoncini di treno. Universalmente noto, tra gli amici, come il gioco dei trenini.
Qui un articolo dedicato ad una delle sue versioni.


Ed eccoci ai primi della classe (1-10):


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10. [Berna] Orleans. Ideato da Reiner Stockhausen (2014), editore dpl games(2-4 giocatori, età 12+, 90 minuti, nessun testo nel gioco)

Orleans è una cittadina francese, dedita al commercio, che ha vissuto il suo picco di notorietà durante il medioevo, anche grazie alla presenza della sinuosa Loira che l'attraversa. Da questo spunto è tratto il gioco che unisce, alle solite meccaniche di piazzamento lavoratori e gestione risorse, una innovativa meccanica, battezzata bag building, che impone di riporre i lavoratori appena utilizzati nel sacchetto, per poi estrarli nel turno successivo: considerando che i lavoratori sono di differenti tipi (6) e che è la combinazione dei lavoratori, solitamente 3 diversi, che permette di effettuare le azioni; si tratta quindi di "costruire un sacchetto" sufficientemente produttivo e poco dispersivo in modo da ottimizzare i turni messi a disposizione.
 Nel corso del gioco si acquisiranno ulteriori lavoratori, li si manderà definitivamente nelle camere del consiglio o li si utilizzerà per esplorare la regione, accumulando merci, che forniranno punti, e spargendo le proprie camere di commercio sulla mappa. Compaiono infine meccaniche di maggioranze e percorsi di evoluzione nelle gilde cittadine, intervallati da eventi casuali, talvolta redditizi, talvolta nefasti, che rendono le partite sempre diverse.
Il tutto arricchito da un percorso di notorietà che funzionerà da moltiplicatore dei nobili guadagnati al consiglio o nelle varie gilde. Insomma un bel guazzabuglio che scorre liscio come l'olio, che dosa sapientemente un pizzico di fortuna nella pesca, ma che un attento stratega sarà sempre in grado di volgere a proprio favore. Un gran bel gioco, pensato per tutti i giocatori con un minimo di dimestichezza con la gestione risorse.
Qui la recensione.

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9. [Simone] Race for the Galaxy, ideato da Thomas Lehmann (2007). Editore Rio Grande - Giochix.it  (2-4 giocatori, età 12+, tempo a partita 30-60 minuti, moderata dipendenza alla lingua)

Gioco di civilizzazione spaziale forse fra i più immersivi in circolazione. Fornisce un’incredibile profondità strategica ed un livello di simulazione difficilmente eguagliato pur non possedendo elementi tridimensionali. Tutto ruota intorno alle carte che possono assumere, nel corso della partita, diversi ruoli e funzioni. Ciascun giocatore sceglie in segreto una carta azione (due nelle partite a 2 giocatori) e la rivela simultaneamente. Le azioni scelte vengono svolte da tutti i giocatori ma colui che l’ha giocata ne esegue un effetto più potente (bonus). Le carte che possono essere giocate sul fronte in base alla loro tipologia (pianeti, sviluppi tecnologici, bonus di sviluppo) o sul dorso. Nell’ultimo caso esse possono rappresentare sia le “risorse” da pagare (scartare) per piazzare le carte nella nostra area di gioco che, se poste sotto le carte pianeti, i beni di consumo prodotti dalle nostre colonie spaziali. Beni che possono essere restituiti alla riserva generale del gioco (commercio) in cambio di nuove carte o punti. La partita termina quando viene piazzato il 12° pianeta o viene esaurita la riserva di segnalini punti vittoria: vince ovviamente chi ne ha realizzati di più. Quattro le espansioni all’attivo ed una quinta in arrivo per il 2015.
Qui la recensione.

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8.  [Agzaroth] Alta Tensione (Power Grid), ideato da Friedemann Friese (2004). Edito da Rio Grande Games e Stratelibri in italiano (2-6 giocatori, età 12+, tempo a partita 120-150 minuti, indipendente dalla lingua).

Gioco di costruzione rete, in cui occorre fornire energia elettrica alle diverse città del tabellone (ci sono ormai in circolazione moltissime mappe con differenti nazioni, ciascuna con regole particolari). I giocatori dovranno comprare centrali elettriche di diverso tipo, acquistarne il combustibile, sviluppare una propria rete elettrica ed infine alimentarla col suddetto combustibile per ottenere in cambio soldi con cui potenziare ulteriormente la proprie rete e centrali. Il bello del gioco è che mette in atto meccanismi per ostacolare un eventuale leader in fuga, riuscendo a mantenere un po' tutti in gara fino alla fine, questo a fronte di un regolamento molto semplice ma un gameplay decisamente profondo. Un classico che non è invecchiato di un giorno. 



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7. [Faustoxx-Pinco11] Saint Petersburg, di Bernd Brunnhofer (2004) edito da Hans im Gluck. Per 2-4 giocatori, da 45 minuti in su, età 10+, indipendente dalla lingua.

Sicuramente il gioco con il quale ho giocato di più in tutte le salse: sul tavolo, online e con il computer. Geniale nella sua semplicità, la costruzione del motore economico con le carte lavoratore e poi sviluppare il motore del punteggio con edifici e nobili. 

L'uscita delle carte condiziona l'esito della partita ma per me questo non rappresenta un problema considerato la rapidità del gioco che lascia sempre la voglia di fare ancora una partita.

La nuova edizione del gioco, con una grafica rinnovata e con all'interno già inserite le espansioni ha contribuito a far rivalutare ai nostri recensori questo titolo, facendogli compiere, tra la prima e la seconda edizione della classifica, un significativo balzo, con il suo ingresso in top 10, rendendolo un titolo assai consigliato anche per il gioco a due.


La seconda edizione (2015)

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6. [Chrys] Terra Mystica. Ideato da Jens Drögemüller e Helge Ostertag (2012). Editore Feuerland Spiele – Ediz. Italiana Cranio Creations (2-5 giocatori, età 12+, tempo a partita 60-150 minuti, indipendente dalla lingua)

Un grandissimo gioco di controllo territorio e sviluppo, un fuoriclasse che ha dimostrato “che nessuna classifica è già stata scritta e che si possono ancora creare capolavori” (cit. Dado).
Prendi una civiltà tra le 14 disponibili (!!) ed espandila costruendo case, templi, fortezze, empori, ponti e cattedrali, migliorane l’ingegneria e la navigazione, aumenta la tua influenza nei culti e fonda imponenti città. Il tutto con meccaniche tedesche al 100% senza spazio alla fortuna, ma facendo i conti con gli avversari e qui l’interazione si sente molto pur non essendo di tipo aggressivo, ma legata al territorio limitato e ad alcune azioni usabili da un solo giocatore a turno.
Nonostante la profondità a delle regole non troppo complesse e facilmente apprendibili, forti che ogni cosa ha un senso a livello di ambientazione (gli empori danno soldi, le case lavoratori, i temli miracoli e preti, ecc.) e molto meno astratto di quanto possa sembrare a prima vista. Senza contare che le 14 razze e il setup sempre diverso gli garantiscono una longevità praticamente infinita!
Se Dio avesse un solo gioco nella sua collezione… lo venderebbe per comprarsi Terra Mystica (cit. me stesso). ;)
Qui la nostra recensione.

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5. [Fabio-Pinco11] Tzolk'in: the Mayan Calendar (2012), di Simone Luciani e Daniele Tascini, edito da CGE e per l'Italia da Cranio (per 2-3 giocatori, età 13+, partite da 90', indipendente dalla lingua)


Ottima posizione per il primo titolo ideato da italiani che incrociamo in una onorevolissima quinta posizione, spalla a spalla con i migliori di sempre.
Alla sorpresa che suscitò il fatto di vedere le famose ruote dentate di plastica (che introducono un geniale sistema che tiene conto del 'passaggio del tempo) che lo contraddistinguono (il gioco delle ruote dentate) ha poi fatto seguito la constatazione di essere un titolo davvero solido, ben pensato, di quelli che (complici qui nella metafora anche i componenti) si può dire che 'girano come un orologio'.
Bel gestionale, dove devi in teoria, al tuo turno solo scegliere se 'piazzare omini' o 'recuperarli, svolgendo l'azione corrispondente', ma alla fine si rivela uno di quei giochi che se non lo capisci, se non entri dentro al ritmo che richiede, ti ritrovi schiacciato, da quelle ruote, con i maledetti omini che vogliono anche mangiare e tu che fai fatica a procurarti il grano, perché qualcuno ha già fatto il raccolto prima di te.
Ci infili dentro delle meccaniche pure di maggioranze, ci sono gli edifici, gli obiettivi, c'è pure una espansione che ti fa giocare in 5 e che ti permette di partire 'asimmetrico': davvero uno dei meglio titoli di sempre e l'orgoglio del tricolore :)
Qui trovate un articolo a lui dedicato e qui uno con alcune tattiche utili per iniziare, senza far arrabbiare le divinità precolombiane.


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4. [Simarillon-DavideCarcassonne. Ideato da Klaus-Jürgen Wrede (2000). Editore Hans im Glück - Italia Giochi Uniti (2-5 giocatori, età 8+, tempo a partita 45 minuti, indipendente dalla lingua)

Carcassonne è l’indiscutibile re del piazzamento tessere. Il gioco ha regole, nel complesso, semplici, si devono collegare le tessere rispettando i vincoli di tipologia, ad un lato con una città posso affiancare solo un lato con un’altra città e il discorso è analogo per strade e campi; le tessere monastero donano ulteriore varietà alla tipologia di tessere in gioco e permettono un notevole (eccessivo?) accumulo di punti. Al proprio turno i giocatori pescano una tessera e la posizionano (rispettando i vincoli) sul piano di gioco, ponendo, eventualmente, sopra la tessera appena giocata, uno dei propri omini … i mitici meeples. I punti si fanno, immediatamente, alla chiusura di una città o di una strada, e contestualmente si ritira l’omino che ritorna tra quelli disponibili, e a fine partita considerando dove sono presenti i propri omini; da ultimo si verificano i contadini e si calcolano i punti sui prati disponibili. Tra le espansioni assolutamente da avere ‘Locande e Cattedrali’ e ‘Commercianti e Costruttori’, che completano il gioco rendendolo davvero bello. 
Se ne devo suggerire altre dico ‘La Torre’ pur donando una profondità completamente diversa al gioco e le mini-espansioni ‘Il Fiume’ e ‘La Miniera’; le espansioni arricchiscono e completano la disponibilità di tessere rendendo più difficile il crearsi di ‘bucho’.  
Da molti considerati un gateway per me è qualcosa di più, il gioco piace ai neofiti, ma, soprattutto in due/tre giocatori e con la piccola variante di poter scegliere tra due tessere diventa molto. Carcassonne è un bel gioco, che permette interazione indiretta e diretta (anche di tipo negativo, anche molto cattiva, del tipo ti blocco gli omini e non ti faccio giocare) che diverte sempre e che si può provare a giocare già con i piccoli di casa, un classico che non può mancare nella collezione di qualunque giocatore ami la meccanica del piazzamento tessere o di chi voglia provare a coinvolgere/convincere gli amici a giocare a qualcosa di diverso!

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3. [Berna] Caverna. Il popolo delle montagne. Ideato da Uwe Rosenberg (2013), editore Lookout Games– versione italiana uplay.it (1-7 giocatori, età 12+, 30 minuti a giocatore, moderato testo nelle carte)

Ci troviamo di fronte all'acclamato capolavoro del mitico Uwe Rosemberg, che troneggia al terzo posto della classifica BGG. L'autore ci proietta in una fantomatica civiltà montana composta da nani dediti all'agricoltura, all' allevamento e agli scavi minerari, con la necessità di espandere la propria famiglia aumentando così il numero di lavoratori a disposizione, ma dovendo adeguare la dimora e la quantità di cibo necessaria a sfamare la famiglia ad ogni turno. E' inoltre presente la possibilità di compiere missioni di esplorazione con un meccanismo di crescita dell'esperienza e quindi della complessità delle future esplorazioni da compiere.
Ognuno espande la propria plancia, ma le azioni a disposizione (che si incrementano durante la partita) sono comunque poche, e si compete con gli avversari per accaparrarsi le più produttive, che saranno via via differenti a seconda dello stato di avanzamento del gioco e della progressione personale.
Alla fine dei turni previsti, tutto quanto ognuno è riuscito a produrre (animali, pietre, soldi e stanze) viene trasformato in punti vittoria.
Questo gioco è l'essenza della gestione risorse incastonato nella meccanica di piazzamento lavoratori, con un breve accenno a espansione della plancia, con quasi totale assenza di fattore aleatorio. Siamo di fronte ad una coperta sempre molto corta, per cui riuscire a padroneggiare il gioco non è affatto banale. Si potrebbe pensare che sia dedicato ai soli hard gamers, ma non è così: infatti anche i giocatori alle prime armi possono trarre soddisfazione dalle partite, in quanto le regole non sono così complesse, ed è possibile addirittura utilizzarlo come scuola di crescita per i giocatori con poca esperienza ma motivati.
Qui la nostra recensione.
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2. [Fabio-Pinco11Dixit, di Jean Louis Roubira (2008). Edito da Libellud e per l'Italia da Asterion. Per 3-6 giocatori, età 6+, indipendente dalla lingua.

Si tratta di un titolo che spicca in mezzo alla massa e che rappresenta probabilmente un unicum, perchè propone una meccanica di gioco decisamente diversa e non convenzionale, che spinge i giocatori  più a scambiarsi sensazioni che a competere tra loro.
L'idea è infatti quella che i giocatori ricevano in mano alcune carte, ciascuna delle quali contiene una illustrazione astratta, e che il giocatore di turno ne scelga una, ponendola coperta sul tavolo, accompagnando la cosa con una frase che dovrebbe aiutare gli altri giocatori a scoprire quale immagine sia raffigurata.
A quel punto ciascuno dei presenti aggiunge una propria carta, coperta, sul tavolo e le carte presenti sono mescolate e girate: a questo punto ognuno (salvo il giocatore di turno) deve indicare quale tra le carte scoperte sia quella giocata dal giocatore di turno (ovvero quella alla quale si riferisce la frase proferita). Il meccanismo di punti punisce il giocatore di turno se TUTTI indovinano la carta da lui scelta, mentre avvantaggia lui e chi la indovina se solo alcuni dei presenti la azzeccano.
Il meccanismo così spinge ad inventare frasi che contengano abbastanza indizi, ma che non siano troppo chiare, per evitare che tutti azzecchino la scelta.
Tra i punti di forza del gioco, che ha vinto innumerevoli premi e conosciuto l'uscita di tantissimi pacchetti di carte di espansione, vi sono le illustrazioni, magistralmente realizzate dalla disegnatrice Marie Cardouat.
Qui la nostra recensione. 


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1.  [Agzaroth] Puerto Rico, ideato da Andreas Seyfarth (2002). Edito da Alea e Giochi Uniti in italiano (2-5 giocatori, età 12+, tempo a partita 60-120 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Pietra miliare dei gestionali e dei giochi da tavolo in generale. In Puerto Rico i giocatori scelgono una delle azioni disponibili e la fanno con un bonus, poi anche gli altri al tavolo, in senso orario, potranno eseguirla ma senza beneficiare del bonus.
Si tratta di produrre merci e spedirle al vecchio mondo, per guadagnare soldi e punti vittoria.
Ma non è così facile perché lo spazio sulle navi è limitato e la concorrenza potrebbe riempirle prima di voi, costringendovi a buttare a mare i prodotti tanto faticosamente accumulati.
Poco da dire su questo capolavoro che già non sia stato detto: un gioco immancabile nella collezione di qualsiasi gamer.



Due parole per chiudere

Vi assicuro che passare dall'idea di scrivere 'un simpatico articoletto' di riepilogo dei 100 titoli che ci piacciono di più a completarlo è stata decisamente più dura di quanto preventivassi.
Questo non c'è ...
La solita brillantezza che ti anima quando hai una idea che ti ruzzola per la testa e la vuoi comunicare agli altri prima possibile ti sorregge infatti sino ad un certo punto (ovvero tempo richiesto), mentre i lavori più tosti, come questo, richiedono costanza.
Ho pensato che fosse una bella idea accompagnare il semplice titolo e posizione con una breve presentazione, ma la cosa si rivela, ripetuta per oltre 100 volte, un attimo impegnativa, per cui qualche imprecisione può essere scappata ...
Cercherò magari, con il tempo, di ritoccare il ritoccabile, anche grazie all'aiuto dei lettori :)

Questo per dire che nella logica di una classifica come questa ci sta di commettere qualche errorino e/o lasciare qualche refuso in giro, per cui il primo invito per chi ci abbia letto è quello di segnalarci le imprecisioni e noi cercheremo di correggere al volo, nella consapevolezza di voler far rimanere questo articolo un 'sempreverde'.

... e neanche lui ... ma noi non facciamo parte della giuria dello Spiel ...
Il secondo invito è invece a (continuare a) dialogare ancora amabilmente (così come è accaduto per la prima versione dell'articolo) con noi sui risultati. Sono sicuro che la posizione di alcuni titoli sembrerà in certi casi, per alcuni lettori, una simpatica sorpresa o sarà accolta alla stregua di invito ad andare a scoprire un certo gioco del quale si era sentito parlare ma che non si aveva mai avuto voglia di approfondire. 
Per altri, invece, so già che la mancanza di un certo titolo piuttosto che un altro sarà considerata incomprensibile (così come lo è per l'amico Agz la mancanza di alcuni suoi favoriti sui quali continua a martellarmi): per loro vi è la possibilità di perorare la causa dei loro beniamini, visto che annualmente la classifica ci proponiamo di rivederla e tendiamo a tenere in considerazione i pareri dei lettori.
Riconosco qui che quelli che esprimiamo sono solo i nostri pareri collettivi come gruppo e che, come tali (ovvero come opinioni) sono da accogliere, ovvero senza alcuna pretesa di essere noi detentori della vera ed unica saggezza :)

Anche sui giochi di guerra non siamo stati troppo generosi ...
La terza avvertenza è quella che l'articolo lo penso come un laboratorio in evoluzione per cui, così come il proposito è di aggiornarlo, nel contempo ci riproponiamo anche di completare con il tempo le recensioni dei titoli in top100 per i quali il blog  non abbiamo ancora un articolo dedicato.
Teniamo conto che in certi casi ha inciso la data di pubblicazione (diversi anni fa, quando eravamo in meno) ed in altri, semplicemente, ci è sfuggito. L'idea, però, è di recuperare.

Marco Polo
Per il resto so già che quest'autunno ci riserverà le usuali centinaia di titoli in uscita, per cui le occasioni per rivedere la classifica ci saranno, eccome: per ora lascio a voi la parola per i vostri commenti e valutazioni, che poi rappresentano una parte importante del divertimento che c'è nello scrivere un articolo come questo ... ;)

Sorprese??? :) :) 

(Sì, lo ammetto, qualche assenza ha stupito pure me, anche se ho votato io stesso lasciando fuori l'assente di turno: mi sono detto che forse pensavo lo votassero altri ma alla fine, se non l'ho votato, vuol dire che per me non era un top100 e me ne sono fatto una ragione ... :P )

Riepilogone sintetico

Per chi ha piacere di avere un colpo d'occhio migliore sui titoli, senza voler perdere troppo tempo a scorrere, eccovi di seguito anche la classifica pura e semplice, con l'elencone dei titoli, stavolta nell'ordine di merito e non inverso ... :)
Non dite che non vi penso ...

1 Puerto Rico 
2 Dixit 
3 Caverna 
4 Carcassonne 
5 Tzolk'in 
6 Terra Mystica 
7 Saint Petersburg 
8 Alta Tensione 
9 Race for the Galaxy 
10 Orleans 

11 Ticket to Ride 
12 Caos nel Vecchio Mondo 
13 Caylus 
14 Navegador 
15 Twilight Struggle 
16 7 Wonders 
17 Glenmore 
18 Castles of Burgundy 
19 Hive 
20 Istanbul 
21 Small World 
22 Grand Austria Hotel 
23 Splendor 
24 Agricola 
25 Village 

26 King of Siam 
27 Le Havre 
28 Blood Rage
29 Eclipse 
30 Pilastri della Terra 
31 Stone Age 
32 Assalto Imperiale 
33 7 Wonders Duel 
34 Snow Tails 
35 Otto minuti per un impero 
36 Aquasphere 
37 Loony Quest 
38 Antike 
39 Blood Bowl 
40 Heroquest 
41 Through the Ages 
42 Subbuteo 
43 Rock and Balls 
44 Brass 
45 Jamaica 
46 Concordia 
47 Descent 
48 Kingsburg 
49 Isle of Skye 
50 Russian Railroads 

51 Marco Polo (Auf den Spuren von) 
52 Transamerica 
53 Sherlock Holmes 
54 Concept 
55 Dogs of War 
56 Magic 
57 Pandemic Legacy
58 Timeline 
59 Trains 
60 El Grande 
61 Mind Trap 
62 Shadow over Camelot 
63 Saboteur 
64 Vanuatu 
65 Bloody Inn 
66 Parade 
67 Xwing 
68 Wings of Glory 
69 Five Tribes 
70 Room 25 
71 Tales of the Arabian Nights 
72 Isola proibita 
73 Memoir '44 
74 Ponzi Scheme 
75 Anno Domini 
76 Codenames 
77 Palaste von Carrara 
78 Trajan 
79 Nations 
80 Consiglio dei quattro 
81 Imperial Settlers 
82 Between Two Cities 
83 Fields of Arle 
84 Flick'em up 
85 Anno del dragone 
86 Finca 
87 Formula D 
88 Niagara 
89 Resistance 
90 Taboo 
91 Hanabi 
92 MaGe Knight 
93 Time's Up 
94 Hyperborea
95 Princes of Florence 
96 Catan 
97 Space Hulk 
98 Dominion 
99 Steam 

100 Imperial  
100 Android Netrunner 
100 Robinson Crusoe 
100 Guerra dell'Anello 
100 Twilight Imperium 
100 Galactica 
100 Trono di Spade 
100 Ricochet Robot 
100 Indonesia 
100 Dead of Winter 
100 Specie Dominanti 
100 Bang! 
100 The Great Zimbabwe 
100 Star Realms 
100 Dobble
100 Ricochet Robot

--- Le immagini riprodotte si riferiscono ai titoli in genere citati, i diritti sui quali appartengono alle rispettive case editrici. La presenza di informazioni ed immagini è ritenuta lecita e gradita forma di diffusione dei loro prodotti, ma in caso contrario siamo disponibili a rimuovere informazioni o immagini su semplice richiesta. ---

145 commenti:

  1. Complimenti vivissimi, non fosse altro che per la mole immensa di lavoro che vi siete addossati. Personalmente non sono troppo a favore delle classifiche, che spesso trovo un po' fuorvianti, ma devo anche dire che ho già adocchiato qualche titolo interessante che non conoscevo, quindi l'obbiettivo di base di fare dell'articolo un veicolo d'informazione ludica direi che è pienamente raggiunto.

    Quanto ad assenze e piazzamenti avrei naturalmente molto da dire, ma non mi pare particolarmente utile, almeno al momento.

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  2. Complimentoni per il lavorone!! Devo ammettere che mi avete seriamente incuriosito su alcuni titoli dei quali ignoravo perfino l'esistenza, tipo Glen More.
    Mmm.. immagino che il gioco che Agzaroth voleva in lista inizi per "A" e finisca per "ntike"??? :)

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    1. No, inizia per "I" e finisce per "mperial" o anche per "2030". :(

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  3. Immenso.
    Non ho altri termini per questo post. Siete mitici.
    Donato

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  4. Post lunghissimo e utile per trovare qualche titolo che magari non conosco.

    Come classifica.... Urribile per un American. :P Continuo a preferire quella di bgg che nasce da una media utenti decisamente maggiore ed è più varia. Comunque è da tempo che non tengo conto di classifiche in genere.

    Mik

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    1. Riconosco che sul lato american siamo più 'deboli'.
      Personalmente sto però cercando di coltivare un piccolo 'ritorno alle radici', tanto che fra i miei ultimi acquisti ci sono anche X Wing e Diskwars :)
      .. sto anche pensando a Imperial Assault e Forbidden Stars ...

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  5. Mamma mia che pezzone!
    Complimenti.
    A voi la vampa di agosto non vi piega.

    Per quanto mi riguarda ho trovato molti dei miei titoli preferiti, ad altezze diverse.
    Fra gli esclusi mi spiace un po' per Vudù, che secondo me meriterebbe il suo centimetro, forse più di Rock&Balls, Principi di Firenze (dentro lui fuori Castle Mad Ludwic), Spyrium (dentro lui fuori Smallworlds) Pandemia (nella mia top cooperativi), il recente The Golden Ages (che ha scalato velocemente la mia classifica personale e sicuramente troverebbe un posto nella mia top 10, altro che top100) e forse Summoner Wars.
    Bello vedere Aquasphere così in alto, anche per me è stata una rivelazione.
    Complimenti per il pezzo.

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    1. Ciao Dado, ovviamente se fai il conto, essendo noi 13 abbiamo contributo con meno di dieci giochi a testa, con un sistema incrociato che non posso rivelare.
      Siamo 13 giocatori molto diversi ed è venuta fuori una cosa molto eclettica con diverse sorprese per tutti.
      Con me per Pandemia, Spyrium e Summoner Wars sfondi una porta aperta. Così come per me pesa l'assenza di Battlestar Galactica e la presenza del "fratellino" Shadows over Camelot.
      Ma penso che ciascuno di noi potrebbe fare considerazioni simili.

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    2. Ottima lista, essendo comunque soggettiva è condivisibile o meno, ed aperta al flame più spietato.
      Mi stupisce non aver trovato Antiquity e rimango perplesso sul tandem Caverna-Agricola nella top ten.
      Il Subbuteo proprio non me l'aspettavo, che ricordi, ho ancora la VHS con Antonio Cabrini che spiega regole e colpi da biliardo (con un giocatore esperto eh!).

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    3. Se ti può consolare, Antiquity e Bus qualcuno li aveva messi come candidati (guess who? :D )

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    4. noto ben pochi cooperativi puri in lista, e infatti non vedere Pandemia mi fa molto male.
      Poi io suggerirei anche le leggende di Andor ;)

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    5. Il nostro buon Agza è uno di quelli che si sta preoccupando maggiormente del valore statistico in senso assoluto della nostra classifica e so che sarà interessato in prima persona da diverse 'campagne promozionali' con 'voti di scambio' per far si che determinati titoli entrino ... :)

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  6. a me le classifiche piacciono, proprio perché sono frutto di riflessione condivisa. Poi ognuno ci può mettere del suo ... sicuramente, per tutti, ci sono giochi che sono rimasti fuori e altri che non sarebbe entrati nella classifica di ogni lettore :D
    E poi come ha detto Fabio è il frutto di lavoro condiviso di tredici persone, non tante, ma nemmeno poi così poche

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  7. E' bello vedere, a poche ore dall'alba, già diversi commenti e spunti di riflessione!
    Ho accennato ai diversi obiettivi della classifica ed al fatto che l'ingresso di certi titoli abbia stupito inizialmente anche me, ma nello scrivere e/o assemblare il maxi articolo ho metabolizzato il tutto e sono arrivato ad accogliere le candidature di ognuno come un invito ad avvicinarmi a qualcosa di diverso dal mio 'solito' ambito. So già, quindi, che nel prossimo aggiornamento della classifica qualcuna delle mie candidature cambierà e lo stesso sarà per i miei compari di giocate.
    So anche che terremo in considerazione quanto ci suggerirete, in vista delle future integrazioni e modifiche della classificona, per cui fateci sapere (come state già facendo) anche quali sono i vostri beniamini esclusi :)

    p.s. per Agz: devo pensare ad introdurre il concetto di voto 'negativo', casomai riuscissi a convincere qualcuno per Battlestar ... :)

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  8. Intanto complimenti per il mega lavoro che avete fatto, una guida utilissima sia per i neofiti che per gli appassionati (pur seguendo regolarmente questo blog di alcuni titoli ignoravo l'esistenza).

    Classifica da gustare piano piano dopo averla ingurgitata di primo acchitto. Oltretutto pubblicata poco prima delle vacanze estive (almeno le mie), quindi un ottimo punto di partenza per (ri)leggere alcune recensioni.

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  9. Cosa dire articolo stupefacente complimenti, a parte i gusti e voti che avete dato ma quello è personale, un ottimo lavoro.

    Puerto Rico rimane sempre il Signore dei giochi ahahahah

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  10. Complimenti per il gran lavoro svolto (non deve essere stato affatto facile). La assenza che mi ha stupito di più è stata quella di Imperial che a detta di tutti sul forum della Tdg è considerato il capolavoro di Gerdts.

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    1. Imperial, lo accennavo altrove, è proprio lì lì, se ne è parlato in vista di un suo inserimento nella top 100 - 110, poi è rimasto fuori all'ultimo, ma ho idea che il nostro Agza ce lo proporrà più volte sino a che non saremo convinti del suo valore :)

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  11. Se posso integrare un'osservazione.
    Ma giochi come Catan o Subbuteo sono stati inseriti honoris causa oppure li considerate ancora validi e attuali per essere inseriti in una top100 ?
    Indubbiamente Catan ha dato molto (anche a me) ma personalmente non conosco più nessuno che ci gioca (un po' come Carcassonne... a parte a livello agonistico).

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    1. su Subbuteo potrei essere d'accordo, anche se è ancora attuale e ci gioco sia con amici sia con mio figlio. Cosa c'è di paragonabile oggi?
      Per Carcassonne mi spiace ma proprio non posso essere d'accordo. Conosco moltissima gente che ci gioca ancora (me compreso) e mi è capitato di vederlo giocare anche nelle serate di GiocaTorino.

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    2. Anche io credo che l'osservazione di Andrea Dado sia giusta per il Subbuteo, ma Carcassonne per chi come me ha partner di gioco prevalentemente familiari (soprattutto uxorii) è un titolo imprescindibile....d'altronde è il titolo più giocato fino ad oggi a casa mia.

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    3. Non sempre si hanno a disposizione amanti del cinghiale e periodicamente mi ritrovo a rimettere Carcassonne e Catan sulla mensola dei titoli (una quindicina) più a portata di mano proprio per i casi di visite 'improvvise' di neofiti o quasi.
      Il Subbuteo ... beh, se avessi tempo e voglia di farmi male (nel senso di vedere quanto sono diventato scarso, a distanza di vent'anni), probabilmente lo rigiocherei anche oggi ... Vediamo se mio figlio mi richiederà di prenderlo (lo ha fatto una volta lo scorso Natale, facendomi venire la lacrimuccia, ma poi, quando gli ho chiesto 'sei sicuro?' ci ha ripensato e non ho voluto influenzarlo ...).

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  12. Bellissimo articolo, molto utile.
    Dovrebbero inserirlo sulla Tana dei goblin!

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  13. Grande articolo, ma il trono di Spade seconda edizione?

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    1. Eh...altro per me immancabile.

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    2. Infatti ...nella mia classifica personale il trono sarebbe filato sul podio se non addirittura in prima posizione.
      Poche partite fatte ma tutte meravigliose.

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  14. A parte i complimenti di rito, vorrei dare 2 spunti di riflessione.
    La classifica può dipendere molto da sistema di votazione, e vorrei chiedervi: come avete votato?
    1) votazione secca: ognuno ha dato 50 titoli in ordine di preferenza. Poi avete sommato i punti (tipo 50 al primo e 1 al cinquantesimo).
    2) votazione a doppio turno: ognuno ha proposto 30 titoli e poi tra tutti i nominati ognuno ha stilato la propria classifica (da 1 a 100 oppure media voto).
    3) i migliori per categoria: avete selezionato 10 titoli per categoria e poi avete votato i selezionati.
    Dal commento di Agzaroth immagino sia stata una cosa simile alla seconda ipotesi, ma si può intuire come i risultati sarebbero stati diversi.
    Ad esempio so che Hive piace molto a TeOoh: si trova al posto 14 perché lui gli ha dato un voto altissimo o perché in media piace a molti di voi?

    Seconda considerazione: le categorie dei giochi.
    Ad esempio risulta che Rock and balls è il miglior party game. Quindi se voi 13 vi riuniste attorno ad un tavolo giochereste a quel gioco?
    Hive è il miglior gioco per 2 giocatori: se ognuno di voi votasse il miglior gioco per 2 vincerebbe Hive?
    Come giochi di carte (max 110) tra i migliori vedo The great dalmuti. Coloretto, Meuterer, Abluxxen sono out. Confermate?
    Giochi per bambini: considero tali i giochi con target al max 6+. Vedo Dixit, Quarto, Pitch car, Subbuteo. Se doveste votare tra loro e anche Eiertanz, Gino pilotino, La torre degli animali, quale sarebbe la classifica?

    Giusto per dire: possono esserci sorprese, ma molto può dipendere dal sistema di votazione, non solo dai gusti dei 13 votanti.

    È dura ma potreste valutare qualche alternativa e vedere che succede, giusto per curiosità.

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    1. Sì il sistema di votazione è sicuramente stato determinante e perfettibile per il prossimo anno.
      Quest'anno è venuto fuori questo con qualcosa di vagamente assimilabile al punto 2 ma un po' più complicato. Potremmo anche rivelartelo ma poi dovremmo ucciderti :)

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    2. Grazie per la risposta.
      Se avete tempo e voglia, potreste fare una sorta di prova del 9 in questo modo:
      - ognuno nomina 2 titoli non presenti nella lista. Ci saranno al massimo 26 titoli. Ognuno fa la classifica: con 26 titoli dà 26 punti al primo e 1 all'ultimo. I primi 10 vanno avanti.
      - ai primi 10 di cui sopra si aggiungono i 10 titoli in posizione 101-110. Nuova votazione con i primi 10 che vanno avanti.
      - si continua così a gruppi di 10, fino all'ultima votazione che determinerà la top 20.
      Certo, bisognerebbe fare 12 votazioni e non ci sarebbero molti in-out dalla top 100, ma potrebbe essere interessante per voi, per vedere se la classifica viene stravolta, in particolare nella top 10.
      Ciao

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    3. Il buon Agza mi ha preceduto, ma il tuo attento commento merita una risposta articolata.

      1. Volutamente ci siamo detti di tenere il metodo nascosto, perché lo spirito della classifica è principalmente di essere "la NOSTRA", non quello di avere un valore scientifico o statistico assoluto. Una specie di concentrato di opinioni, quindi, con molto 'a pelle' e poco 'matematica'. Per toglierti una curiosità, comunque, il sistema ha previsto un triplo turno.

      2. Per le categorie è un discorso tutto diverso e non a caso anche su BGG hanno pensato a delle classifiche apposite. E' solo che nel momento in cui ti chiedono 'elencami i tuoi x titoli preferiti' è normale concentrarsi sui generi preferiti e lasciare da parte il resto. Diciamo che, per fare un paragone culinario, una cosa è chiederti i tuoi dieci piatti preferiti e una molto diversa è chiederti di indicare i tuoi cinque pasti completi preferiti ...

      In ogni caso ci hai dato degli spunti interessanti ed il fiume di risposte e di commenti che stanno arrivando sono di ottimo auspicio in vista di una futura (e già preventivata) revisione della classifica.

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    4. Provo a dare anch'io una risposta (sebbene parziale, perchè come diceva Agz, il segreto scenderà nella tomba con noi).
      Per dire, Hive è sicuramente uno dei miei giochi preferiti da 2, ma, allo stesso tempo non saprei se valutarlo meglio o peggio di (faccio per dire) Patchwork. Nel senso che: uno è super testato, strategico, profondo, mi soddisfa, ma... se dovessi pensare alle partite con persone X giocate in totale fra i due titoli.... Hive è una nicchia nella nicchia! Varrebbe davvero il mio best of the best? Hive lo metto in tavola con chi lo sa giocare, ad una fiera nemmeno me lo porterei, con mia moglie gioco sempre volentieri, ma tra gli amici della ludoteca, forse solo con Commi trovo soddisfazione in una partita...

      In tal modo va letta la classifica secondo me. Il fatto che Dixit sia così in alto, non deve rappresentare che è il gioco che DI SICURO metteremmo in tavola se ci trovassimo tutti. Significa che è quello che con più probabilità ficchiamo in una busta se sappiamo che ci sono tante persone. Si rientra altrimenti in quei discorsi un po' fini a se stessi in cui la summa è: "Se valuti un pesce per la capacità di arrampicarsi sugli alberi, passerà tutta la sua vita a credersi stupido".

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    5. In realtà la risposta di TeOoh mi ha fatto venire un dubbio sul criterio adottato per stilare la classifica. Io pensavo fosse: i giochi che personalmente preferite giocare, indipendentemente dalle persone con cui vi trovate e dal tipo di serata o luogo in cui vi trovate (un po' come chiesto da Sergio nel suo sondaggio sui 7 giochi sull'isola deserta).
      Nel commento a Dixit sembra che sia: il gioco che pensiamo possa andare bene o piacere alla maggior parte delle persone.
      Un terzo criterio potrebbe essere: un gioco che nel suo genere è il migliore, anche se personalmente non lo giocherei molto spesso o non rientra nel mio genere.
      Se fossi Mike, chiederei, qual è la risposta esatta, la 1 la 2 o la 3?
      In ogni caso consiglio di esplicitarlo nell'articolo.
      Ciao

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    6. Come si ragionava in precedenza è stata compiuta la scelta di non parlare del metodo, proprio per far rimanere l'elenco 'la nostra' lista dei top 100, per la quale non abbiamo alcuna pretesa statistica. Per altro anche la classifica di BGG, che pretese statistiche le ha eccome, non rivela con precisione quali siano gli algoritmi alla base (dicendo che tengono il segreto per evitare che qualcuno ne approfitti).

      In realtà poi anche la tua domanda sui presupposti trova facile risposta, perché la natura di 'top' di un gioco richiede (consapevolmente o meno) anche una sua suscettibilità di essere proposto in tavola con altre persone e questo aspetto deve essere valutato.
      Poi è chiaro, per esempio, che anche se me lo chiedono in 10 di giocare a Battlestar Galactica, piuttosto guardo il soffitto, per cui quello non è l'unico fattore che conta nel capire chi siano i titoli 'top' :)

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    7. Ciao,
      sono un po' in ritardo, ma provo a riepilogare il mio pensiero, sperando sia cosa utile.
      Secondo me, la classifica può dipendere da 3 cose:
      1) i vostri gusti. Sono i vostri e non li metto in discussione chiedendo perché quel titolo manca o quell'altro si trova in una certa posizione.
      2) il metodo di votazione. Preferite non renderlo pubblico e non c'è problema. Non conoscendolo, ho fatto alcune proposte, nel caso voleste trovare alternative per migliorarlo e rendere i risultati più in linea con i vostri gusti (mi sembra che nell'articolo lo stesso Fabio fosse sorpreso di alcuni risultati). Non avete elencato 100 titoli e basta o non li avete raggruppati, ma avete stilato una classifica dal 1° al 100° posto. Idealmente, prendendo 2 titoli a caso, ad esempio il 49 e il 50, e ognuno di voi dicesse qual è il suo preferito, almeno 7 su 13 dovrebbero nominare il gioco in posizione 49. E questo dovrebbe valere per qualsiasi coppia di titoli. Ma questo è infattibile, sia per i tempi, sia perché qualcuno di voi potrebbe non aver giocato a nessuno di quei 2 titoli. Forse è meglio non prendere troppo sul serio l'ordine, almeno nelle parti basse della classifica.
      3) il criterio per la votazione. Cosa avete inteso con "gioco migliore"? Se mi chiedeste "il gioco che preferisco giocare indipendentemente dal contesto" o "il gioco che ho visto che è piaciuto di più a tutti quelli a cui l'ho proposto" o "il gioco meglio fatto, anche se non è il mio genere", darei risposte diverse. Se venisse esplicitato il significato di "gioco migliore", come ad esempio viene fatto per lo SdJ o il gioco dell'anno, si eviterebbero alcuni "inutili" commenti. Anche dire "non è stato dato un criterio e ognuno ha votato secondo il suo significato di gioco migliore" è un criterio.
      Ciao

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    8. Lo spirito della classifica, che ho cercato di trasmettere nella premessa, non è di scientificità e non ha pretese statistiche.
      E' chiaro quindi che il nostro numero cento può essere il tuo numero uno e viceversa.
      Acquisisco che l'iniziativa è stata nel complesso ben accolta per quello che è, ovvero un elenco di titoli 'meritevoli' che abbiamo sottoposto ai lettori.
      Andare troppo a fondo sulle questioni metodologiche fa perdere, imho, quella freschezza ed immediatezza che invece desideravo che la classifica avesse, quando la abbiamo compilata per cui è per questo che continuo a sentirmi libero di non risponderti nel merito delle tue domande ;)
      Tanto so che me lo richiederai quando ci vedremo ad Essen e non potrò sfuggire ... :)

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  15. Puerto Rico: più di 100 partite giocate, il gioco da tavolo più casuale a cui abbia mai giocato. Strategia ZERO assoluto.

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    1. Eh, ci sbaglieremo tutti e l'avrai capito solo tu. :p

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    2. certi commenti non sarebbero nemmeno da ricommentare

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    3. Andrea Dell'Orco3 agosto 2015 14:46

      eppoi ti svegli tutto sudato......

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    4. E c'hai perso pure più di cento partite per (NON) capire...
      .... Bravo a PierPeppino!

      Paky

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    5. Ma arrivati alla 90esima non vi eravate accorti che era tutto casuale? Perchè ne avete fatte altre 10?

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    6. al di là del vero/falso.
      ma... in quale frase è stato scritto che si votava il "Gioco più strategico in assoluto"?

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    7. torna a giocare a risiko allora se per te puerto rico e un gioco casuale ehehe

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    8. Mentre tu, tornando a studiare la grammatica spicciola, imparerai a mettere l'accento al verbo essere e le maiuscole ai nomi propri...ehehe

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    9. Un uomo corre in autostrada e sente la radio: "interrompiamo le trasmissioni per dire che un automobilista folle sta viaggiando in contromano !!!! Prestate la massima attenzione !" L'uomo, un tale Piero Peppino, alza lo sguardo ed esclama "Unooooo? Ma sono milleeeeeeeee !!!!!!"

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  16. Io volevo fare i complimenti ad Alan per il logo.

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    1. @ Agzaroth. grazie mille per i complimenti, l'ho letto solo ora il tuo intervento in mezzo agli altri! :D

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  17. Mi e' bastato vedere le prime posizioni e la quasi assenza di ameritrash per confermare la tendenza german assolutamente non imparziale (nonostante le parole su parole di quanto possa essere omogeneo il gruppo di opinionisti....) , mi rifiuto di pensare che la sola tipologia di giochi divertenti sia a maggioranza german, mi sarei aspettato quanto meno una parita' se il gruppo fosse stato effettivamente scelto in questo senso, ma leggendo i nomi ovviamente non e' stato cosi' quindi e' stata una bella fatica, ma poco rappresentativa

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    1. ... ho accennato già in risposta ad un altro commento l'ammissione sul fatto di essere più orientati verso gli eurogames che verso gli american. La cosa per me però vale da sprone ad ampliare i miei orizzonti nell'immediato futuro, o meglio a tornare un poco verso le radici :)

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    2. Non credo che i giocatori german/american in genere siano più o meno al 50%. Anche la ben nota classifica BGG che raccoglie migliaia di voti ha una certa propensione al german, direbbe Zerocalcare: "Stacce!" :D

      Lorenzo.

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  18. Andrea Dell'Orco3 agosto 2015 14:45

    La valenza di queste liste e listoni sarà anche bassa, e questa in particolar modo in quanto somma di più teste pensanti, gusti diversi e forse anche importanze diverse nella scelta dei titoli (sarebbe interessante sapere il metodo scelto per stilare una lista con 13 persone coinvolte)

    ma

    le trovo sempre una lettura interessante e anche stimolante,

    quindi ho fatto un po di statistiche:

    Disclaimer: ho avuto poco tempo per farla e ancora meno per rivederla quindi potrebbero esserci inesattezze, perdonatemi ma avevo voglia di commentare :D

    1) Best designer: abbiamo un ex-aequo in cima alla lista, Stefen Feld - Uwe Rosemberg con 5 titoli a testa, terzo classificato Richard Garfield (O_o) con 4 titoli
    da notare come 3 dei 5 di Uwe sono nella top 10 e i restanti 2 alla pos.100


    2) notabili assenti: Reiner Knizia (!!), Matt Leacock, Vital Lacerda e Dirk Henn (a mio avviso i più rappresentativi dei mancanti sicuramente ce ne sono altri importanti che non mi sono venuti in mente)
    Strano poi che non ci sia un Knizia visto che ha all'attivo un gozziliardo di titoli.

    3) Ere di boardgaming:
    93 dei 110 titoli in lista sono usciti dal 2000 in poi,
    50 negli ultimi 5 anni (contando che non c'è nemmeno un titolo del 2015)

    Il gioco più anziano è Subbuteo (1947)
    Da notare inoltre che non c'è nemmeno un gioco "antico" (no dama, scacchi, GO, Mancala, giochi di carte classici, ecc....)

    4) Anno Migliore: Altro ex-aequo 2012 e 2013 con 12 titoli ciascuno

    Il 2014 appena passato ci lascia "solo" 9 titoli in lista, flessione nella qualità dei giochi proposti dopo 2 anni eccezionali?

    e quest'anno come lo vedete?
    io personalmente sono un pò scettico fino ad oggi anche post GenCon, vedremo ad Essen.

    5) Anno Orribile: il 2003 con 0 titoli in lista (forse Amun-Re o Alhambra una menzione la meritavano)

    Seguono altre considerazioni personali e statistiche :D

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    1. Grazie.
      Sono commosso dalla prima analisi statistica della nostra umile classifica.
      Sto sorridendo compiaciuto di fronte allo schermo.

      Hai espresso alcuni dati interessanti e colgo l'occasione per accennare ad una cosa, ovvero che nessuno dei votanti sapeva, almeno nella prima votazione alla quale sono stati chiamati, cosa avevano scelto gli altri ed anche in seguito sono state poste restrizioni nell'inserire nuovi titoli. Questo perché lo spirito che perseguivamo era quello di voler dare il maggior valore alla spontaneità di ciascuno e questa prima classifica credo che rispecchi la cosa.
      Sono invece sicuro che già alla prossima rielaborazione ognuno terrà in maggiore considerazione anche il valore assoluto della classifica e voterà non solo avendo presenti i propri personali gusti, ma anche la rappresentatività della classifica, cosicchè diversi titoli, a mio parere, usciranno al volo, facendo spazio ad altri che magari singolarmente non avremmo prescelto, ma dei quali si riconoscerà il valore assoluto.
      La classifica 2.0 quindi, ne sono sicuro, sarà un pelo più equilibrata, ma meno 'spontanea' della 1.0 :)

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  19. Complimenti per l'immenso lavoro che offre un sacco di spunti di riflessione.
    Come ogni classifica ovviamente lascia sempre qualcosa fuori e qualcuno scontento.
    A caldo le mie riflessioni sui "grandi" assenti sono le seguenti:

    1) mi stupisce l'assenza totale di giochi di Knizia. Tigris & Euphrate a mio avviso meritava a pieno titolo di essere nella top100 (è stato anche al n1 su bgg per anni e anni).
    Poteva starci anche RA che nel filone dei giochi di aste mi sembra uno dei rappresentati più autorevoli.

    2) Io sono un grande fan di Rudiger Dorn e ho apprezzato l'inserimento di 3 suoi titoli nella classifica "Istanbul", "Il Vecchio" e "Vegas", sono rimasto piacevolmente sopreso dall'inserimento de Il Vecchio nella classifica, che nonostante sia uno dei miei titoli di Dorn preferiti è stato per lo più snobbatto dal pubblico e dalla critica.
    Detto questo mi stupisce però l'assenza di Goa titolo unico nel suo genere.

    Detto questo vi faccio ancora i complimenti per l'ottimo lavoro come sempre.

    Danilo

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    1. Tigri, se ti può confortare, è in pratica il 111° ed è stato in ballottaggio per essere in classifica, così come lo è stato Imperial, che, diciamo, è a sua volta il 111° pari merito ...

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  20. Bell'articolo che aspettavo onestamente da un po'.
    Personalmente avrei inserito Vanuatu

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    1. ... e Concordia...

      Cmq bravi davvero, già trovato 2 titoli intriganti...

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    2. ... ecco, per esempio a me, che pure sono un buon fan dell'uomo della rondella, Concordia non ha fatto scattare l'amore e ci ho giocato, ma senza trasporto ... Vanuatu invece mi ha solleticato, ma non al punto di farlo entrare in top ... Magari, se qualcuno insisterà per farmelo provare altre volte ... ;)

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    3. Guarda Fabio, per me Vanuatu è stata una rivelazione e per te e gli altri ragazzi che siete amanti dei cinghialoni, un titolo così meriterebbe una seconda possibilità. Non dico che è un gioco tostissimo, ma c'è sempre quella dannata (e bellissima) sensazione di non poter fare tutto e in più devi pure stare attento a quanto combinano gli altri.
      L'articolo mi è piaciuto molto. Per ora, lo ammetto, ho letto con attenzione la top 10 e mi sono soffermato sugli altri giochi in classifica solo quando mi incuriosivano particolarmente ... per esempio su Le Porte di Loyang, di cui avevo sentito dire peste e corna e che, invece, nella classifica occupa una discreta posizione.
      Dico la mia personalissima opinione, inserendo alcuni titoli che a me continuano a piacere un sacco e che non hanno trovato posto in questa prima stesura: Antike Duellum di Gerdts, per esempio, Patchwork di Rosenberg e Zombicide che ha rivoluzionato i giochi a tema "zombi".
      Sempre lato "american" avrei inserito anche Mice & Mystics, altro giocone bello da vedere e da giocare.
      Un altro (ultimo) titolo che non è mai stato sufficientemente apprezzato è Winds of Plunder, piratesco della GMT tra i migliori sul tema (sempre per me, ovvio)

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  21. Gran lavoro, complimenti!
    Penso che quando scrivevate il commento su Through the Ages dicendo "idolizzati" intendeste "idolatrati".
    Anche io sono curioso di sapere il criterio con cui avete scelto i titoli. Sono rimasto parecchio stupito della presenza di qualche titolo nella top 10 e dell'esclusione completa di autori di spicco nella comunità ludica. D'altronde, si tratta della top 100 (110) della redazione di questo blog e il range, benché costituito da esperti, rimane pur sempre ristretto.
    Leggendo il titolo, mi sembrava una classifica in cui noi lettori fossimo chiamati ad esprimerci e la cosa mi aveva emozionato. Poi, ho scoperto che avrei potuto leggere una classifica di altri: un po' deluso da ciò, ma l'articolo riportava con onestà quali fossero le finalità con cui era stato redatto.
    Anch'io ho scoperto un titolo di cui ignoravo la corposità (Blood Bowl) e, come tutte le cose ostiche, mi ha incuriosito e "sfidato".
    Terrò d'occhio questa classifica: non so perché, ma classificare, stilare liste è una tendenza generalizzata, che ritrovi un po' ovunque. Ciò non significa l'esattezza delle classifiche, dove ci si può ritrovare d'accordo oppure no, ma è interessante darvi un'occhiata.

    Chissà che questo blog non offra ai suoi lettori la possibilità di esprimersi in una votazione che faccia scaturire una top 100 non solo della redazione, ma della community che legge questo blog.
    Saluti

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    1. Ti dirò che una delle idee originarie che avevo avuto era proprio quella di cercare un meccanismo che prevedesse una sorta di voto della giuria da abbinare poi ad un voto 'popolare'. Una idea era stata di uscire con post apposito, incitando i lettori ad esprimere nei commenti le proprie classifiche, mentre l'ipotesi di sondaggi era più difficile da implementare.
      Poi abbiamo sterzato per una cosa più 'nostra', dei soli autori.

      Non è da escludere però che si possa pensare, come suggerivi, ad una classifica anche dei lettori, ripercorrendo quanto abbiamo già fatto con il nostro premio del 'Miglior Gioco sul Nostro Tavolo', che originariamente non era altro che l'espressione di una mia scelta personale e che ora è diventato il frutto di un sondaggio online ;:)

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  22. Porto Ricco* al 1° posto, Twilight Struggle al 18°, Mage Knight all'88° e Twilight Imperium 3rd in fondo assieme a Dominant Species.

    Descent 10 posti dietro Heroquest.

    Totale assenza di Mark Herman, Joseph Balkowski, Ted "Paths of Glory" Raicer, Dean Essig (figurati!), Volko Ruhnke, Don "Advanced Squad Leader" Greenwood, Ed Beach... Richard Berg...

    Quasi quasi mi aspettavo di trovare anche Gira La Moda e Risk:Transformers...

    Posso dirvi solo una cosa: https://www.youtube.com/watch?v=obnw3SlIu_E

    Saluti, Claudio

    * qualsiasi altra cosa in Italia, in Europa, nel mondo, nel sistema solare nella galassia nell'Universo toto negli altri spazi quantici confinanti nel Warp in tutto ciò che esiste e non esiste ancora tutto-tutto-tutto-tutto è meglio che fare una partita a Puerto Rico. Perfino Hugh Jackman.

    ps.chiaramente scherzo; un po'; non del tutto, ma quasi; insomma, apprezzo la lista ed ogni parere è soggettivo e va rispettato, specie se parliamo di gusti, e la intendo più come "guardate 100 giochi da provare" piuttosto che una vera graduatoria, ma, come dire, ecco ragazzi... si. Ci siamo capiti.

    pps. Ah! Avete visto che la FFG sta rifacendo il mitico RUNEBOUND?! e pure WARHAMMER QUEST, anche se come gioco di carte co-op!
    https://www.fantasyflightgames.com/en/news/2015/7/31/runebound/
    https://www.fantasyflightgames.com/en/news/2015/7/31/warhammer-quest-the-adventure-card-game/

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    1. Io a farti scrivere per noi ci ho provato ;)
      Con la 'tessera' di redattore c'è allegata anche in omaggio quella di votante ...
      Pensa cosa avresti avuto la possibilità di proporre per l'ingresso in classifica ... :) :)

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    2. eh ma vedi che sono la pecora nera... :( sigh sob, finire con un Case Blue al 100° posto?! ne morirei... :(
      forse con Agz avremmo potuto spingere Napoleon's Triumph, ma solo forse...
      C.

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    3. Napoleon's Triumph lo avremmo spinti di sicuro...ma devo avvertirti che Puerto Rico era al primo posto anche nella mia lista ;)

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    4. Andrea Dell'Orco3 agosto 2015 17:29

      La realtà è che siete una specie in via di estinzione, ancora un paio di anni e attueranno il WWF (World Wargamers Fund) per preservarvi dall'estinzione totale,

      In un futuro non molto lontano porterò i miei bambini a vedervi in delle ludoteche-museo in cui sarete conservati e protetti dal maledetto morbo del germanesimo che vi intacca uno dopo l'altro. sopratutto i più giovani di voi.

      Già mi vedo la scena di me che spiego al giovane Andrea Jr.
      "sai giovane Padawan, loro sono quelli che giocavano per notti intere, giorni e giorni a consultare tabelle, decifrare minuscoli tassellini stampati male, 1 mese di preparazione per una partita di 8 ore, araldi della Storia e ormai sepolti dalle sabbie del tempo.
      Poi per fortuna il Nostro Grande Euro Imperator S.F. ha deciso di conservarli a futura memoria delle nuove generazioni riguardo l' importanza dell'evoluzione e della gestione risorse"

      P.s. a scherzo risponde scherzo eh! poi il futuro distopico mi ha sempre affascinato :D

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    5. ...e dopo aver letto quanto sopra, con la mestizia nel cuore, mi appresto a completare la preparazione delle mie 3 mappe esagonate, opportunamente protette dal Sacro Plexiglass, unico vero Amico del Wargamer in quanto permette di mostrare gioiosamente alla squittente prole i giochi adulti del Papà senza rischiare orride chiazze di pappina lanciate - senza dubbio - ai quattro venti in preda all'euforia nel rimirare cotanta beltà.
      (Si, serve anche ad appiattire le mappe di carta, certo, non rovinatemi l'effetto!)

      Già perchè stasera si rifà Trafalgar (1805), con "Flying Colors" della GMT, la costa spagnola visibile laggiù oltre i magnifici vascelli della linea franco-spagnola di Villeneuve (e Gravina), che arranca di bolina sottovento incalzata dalle colonne di Nelson e Collingwood con il vento in fil di ruota.

      Sessanta vascelli di linea, altrettante pedine più quelle per i danni a scafo, vele ed equipaggio, status dei cannoni, comandanti e pezzi per effetti vari. Penso che, si, uno dei comandanti si chiami proprio Stefan Feld... e penso che gli taglierò la prua sfondandogli il cranio con una tripla bordata da 18 libbre da una decina di yards di distanza, se mi riesce.

      Oh ma... per gioco eh. E vinca il migliore :D
      C.

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  23. Wow. Che articolone. One. Oneoneone. One.

    Ed il bello è che tra tutti qesti, qesti, questi (devo pulire il tastierino "u") vorrei mettercene almeno altri 3/4... Come dire, non esiste il gioco più bello, ma quello a cui si ha voglia di giocare (tra quelli fatti bene, "creati" in maniera professionale).

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  24. visto che l'intero panorama ludico italiano vi ha fatto i complimenti non posso stare fuori....... Braviiiiiii bella lista !!

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  25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  26. Bell'articolo! Molto impegnativo!
    Sicuramente anche molto utile per scoprire giochi non ancora noti o meno chiaccherati.

    Una curiosità: Hyperborea non è stato neanche lontanamente preso in considerazione per entrare in classifica?
    Non ci ho mai giocato ma mi ispira tantissimissimo! :)

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    1. Hyperborea è piaciuto ad alcuni, ma sembra non aver sfondato. Intendiamoci: è un titolo potenzialmente assai meritevole e dotato di una certa profondità, ma forse ha alcuni tratti troppo american per i germanisti e troppo german per gli americans ... ;)

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  27. Salve e complimenti anche da un amatore che vi segue da un paio di anni senza dare giudizi (vista la mancanza di esperienza e di giochi provati), avrei però una curiosità da soddisfare se possibile: perché non Citadels? A me pareva riuscito come giochino. Ed Hyperborea?
    Grazie ancora per quanto ci avete messo a disposizione in questo articolo

    Matteo da firenze

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    1. PS. Concordo con la salsa germania della classifica :-))

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  28. Spezzone incredibile, che ovviamente non può soddisfare tutti ma che sfido chiunque a dire "questo in classifica non ci sta":

    Peccato solo non ci sia "Greed, inc": secondo me era almeno da 21-30, ma va bene lo stesso ^_^

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    1. Mi piace molto il tuo approccio di cui alla prima frase perché, più che soffermarsi su chi manca, propone di riflettere sul perché un titolo o l'altro sia presente, cosa che era proprio tra le finalità principali dell'articolo !!!

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  29. Complimenti per l'articolo e grazie della doppia citazione!
    Se invitate alle correzioni, ecco qualche piccola minuzia. Wings of Glory 1a Guerra Mondiale ha miniature 1/144, le 1/200 sono solo quelle della 2a. La linea Wings of War in generale nasce nel 2004 e diventa Wings of Glory nel 2012 (2007 è la nascita della linea 2a guerra mondiale). Il diriogibile Zeppelin non è ufficiale ma un'aggiunta dei fan del gioco (stiamo comunque facendo uscire il gigantesco quadrimotore Zeppelin Staaken). Grazie ancora!

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    1. Ciao. Il riferimento al 2007 è per la versione Deluxe Edition con miniature che è l'unica che consiglio. Per lo Zeppelin non c'è nella linea Wings of Glory, ma c'era nella linea Wings of War (ce l'ho a casa e l'ho pure pagato qualche eurino), tra l'altro consiglierei di farlo anche per la linea Wings of Glory, sicuro valore aggiunto. Per la scala erroraccio mio, a casa ho più di trenta aerei ed ho preso l'unica scatola con scritta la scala sbagliata.
      Per il quadrimotore Zeppelin Stakken in attesa di averlo a casa, anche il caproni sembrerà piccolo al suo confronto

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    2. Complimenti a tutti per il lavori ciclopico.
      Detto questo trovo che vadano migliorati alcuni parametri nella classifica oppure ampliare la lista dei votanti.
      Credo che sia un peccato che non ci siano collaborativi quali pandemia e winter of dead ( il preferito dal mio gruppo) comunque sono solo limature di un lavoro ottimo di per se

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    3. Hai ragione per i cooperativi. Non è un genere che prediligo, per cui non troverai in me un sostenitore, ma sono convinto che qualcuno rifletterà sulle tue proposte. Peccato per te che il 'qualcuno' a cui penso avrebbe bisogno di una top 200 per farci entrare tutto ciò che 'non può mancare' .. ;)

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  30. Per cercare di soddisfare maggiormente i gusti degli utenti, forse si avrebbe potuto offrire un the best of 20 di varie macrocategorie (eurogames, american, party games, family games, astratti, wargames). Anche se poi i problemi sarebbero stati altri (ibridi, numero di categorie, ecc.).

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  31. Mi unisco al coro dei complimenti: articolo bellissimo! Qualche lacrimuccia nel vedere inserito il mio compagno di adolescenza Subbuteo, o titoli come Heroquest, Space Hulk e Blood Bowl letteralmente consumati in tempi successivi, fino ad arrivare a riscontrare la presenza di numerosi titoli che il mio piccolo gruppo di gioco adora e gioca attualmente, e qui la lista sarebbe lunga (Puerto Rico, Ticket to Ride, Caylus, Agricola, 7Wonders ecc..) MA!: ragazzi manca Concordia! che sicuramente non sarà il titolo più "rappresentativo" di Gerdts in quanto sprovvisto di rotella, ma secondo me avrebbe meritato il suo posticino nei cento. Per questo mi aggiungo alla richiesta letta sopra, fate votare anche noi lettori e chissà che cosa uscirà! Comunque bravi e complimenti, vi seguo sempre. Fulvio65

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    1. E' stato un bel lavorone anche solo raccogliere tutti i voti di sole 13 persone ed è quello che mi fa riflettere a se e come proporre un voto popolare.
      Devo ragionare su di una soluzione tecnicamente percorribile senza perderci sopra un monte di tempo a raccogliere i dati ... :)

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  32. Avete mai provato Rise of Empires? Comunque davvero un bell'articolo.

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    1. Io si. Molto meno interessante di Struggle (of Empires) - semplificato, annacquato.
      Prova il meraviglioso VIRGIN QUEEN, oppure HERE I STAND in alternativa.
      Se vuoi un gioco adulto, EUROPA UNIVERSALIS.
      Saluti,
      Claudio

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  33. SUPERFANTASTICI!
    questa pagina è ora sulla mia barra dei preferiti e non andrà mai più via come una macchia di fragola su maglia bianca!

    INSUPERABILI!

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  34. Mi unisco ai complimenti per il grandissimo lavoro fatto. Sicuramente questa sarà la mia classifica di riferimento ma Hive superiore a Twilight Struggle nooooo , dai ragazzi questo no.
    Poi Dixit l'avrei visto meglio alla posizione 222 anziché al 2.
    Comunque grande merito per gli articoli che scrivete.
    Giovanni

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    1. Twilight è un gran bel gioco, ma risente del fatto di essere molto di nicchia e di richiedere di trovare il giocatore giusto per essere messo sul tavolo. Hive l'ho giocato invece con un sacco di gente, a partire dagli amichetti di mio figlio di 7 anni, passando per i tavoli dimostrativi di una fiera, per arrivare all'occasionale amico con il quale si esce per una mangiata.
      Per Dixit anche a me non ha mai fatto impazzire, ma sono cosciente del fatto che nei gruppi giusti può spopolare ... ;)

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  35. Le classifiche sono sempre relative ai gusti di chi le realizza, però mi piace sempre leggerle.

    Due note

    1) The resistance: Avalon è mille volte meglio di The Resistance. Avrei inserito Avalon nella classifica al posto del predecessore.

    2) Su Heroquest, nessun dungeon crawler moderno è riuscito finora a divertirmi quanto HQ. E io non sono un nostalgico, in quanto ho conosciuto il gioco solo un paio di anni fa. Ahimè, nessun editore, nemmeno la stessa MB, è riuscito finora a riproporre la stessa esperienza, figuriamoci a migliorarla.

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    1. In effetti diverse volte abbiamo semplicemente giocato a Resistance utilizzando la variante 'Merlino', che probabilmente è parte del set di regole di Avalon ... Diciamo che la presenza vale a ricordare il titolo nel suo complesso, aldilà della reimplementazione che si prescelga ...

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  36. Chi è che come me ha sbirciato subito le prime posizioni? XP
    Comunque grande articolo

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  37. anche io devo riprendermi un attimo dal secondo posto per Dixit (che secondo me non è affatto un gioco per tutti, anzi), l'alta posizione di Hive, le basse posizioni di Descent e Zimbabwe, la presenza di Subbuteo (ai miei occhi è come mettere il poker dicendo che una partita ce l'hanno fatta tutti). in generale prenderei i numeri 100 e li sposterei nei primi 10... ma capisco lo spirito e ci sta assolutamente l'idea di fare una super classifica che caratterizzi il sito. bravissimi.

    le prenderei come 110 segnalazioni non per forza in ordine di qualità e mi permetto di aggiungere, sempre come segnalazione, alcuni giochi che amo molto e sono rimasti fuori:

    Wallenstein
    Friedrich
    Maria
    Byzantium
    De Vulgari Eloquentia
    Tigri e Eufrate
    1960 making of the president
    Die Maker

    e, più leggeri: Lost Valley, Galaxy Trucker

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    1. Un commento che è una efficace sintesi di molti altri e mi fa piacere di cogliere l'apprezzamento per l'idea in se e per lo spirito che la ha contraddistinta. Nel contempo ci sta che ognuno abbia i suoi favoriti che vorrebbe vedere in classifica ... ;)

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  38. Ciao, volevo allacciarmi all'anonimo che chiedeva di Citadels: cerca bene perché Citadels è citato. Anche a me Citadels piace ma, non ci crederai, soprattutto in due. (Solo che mia moglie non me lo concede mai.) Tuttavia ti consiglio di cercare la parola bluff in questa pagina. Troverai tre titoli. Io ho già fatto un pensiero su Netrunner. :)

    Detto questo tutti capiranno come è preziosa questa pagina per me che sono principiante. Ottimo lavoro. Grandi! Grazie mille!

    A quando le classifiche personali? :P

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    1. Pure io sono un fan di Citadels in due :)
      Classifiche personali? Ci stavo pensando, effettivamente...

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    2. mah non saprei, se è la classifica di Giochi Sul Nostro Tavolo, quelle personali non devono essere svelate :D

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    3. Sì in realtà io pensavo più a una cosa mia...non avevo specificato :)

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  39. Fantastico post... complimenti
    A fronte del classico "de gustibus" (felice di possedere comunque 5 dei primi 10 titoli), e' uno spunto notevole per approfondire le dinamiche di gioco dei vari titoli.
    Bravissimi !!!!!!
    VOGLIO DIXIT :-)

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  40. Complimenti, una classifica che in linea di massima, rispecchia i miei gusti.
    Mi piacerebbe vedere in classifica (magari nei primi 10)

    Alchimisti (non pervenuto)
    Age of Emipres III (non pervenuto)
    Princes of the Renaissance (non pervenuto)
    Tigris & Euphrates (111 posto)
    Imperial (111 posto)
    Hyperborea (non pervenuto)

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  41. Anche a me piace il listone proposto,
    non conoscendo il criterio di selezione
    che c'è sotto mi fido di chi ha più esperienza di me proponendolo così com'è...
    anche se... catan, e el grande per esempio non li avrei posizionati lì dove sono
    perchè secondo me troppo in basso, per non parlare di hyperborea che non c'è
    (ma questo è stato già spiegato)
    Non capisco sopratutto perchè trovo i due titoli che in sostanza
    vanno a braccetto insieme tra i primi dieci: agricola e caverna...
    forse si poteva toglierne uno dei due per fare spazio ad un altro titolo...
    che so... 7 wonders?
    m@

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  42. @ Agzaroth. grazie mille per i complimenti, l'ho letto solo ora io tuo intervento in mezzo agli altri! :D

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  43. I miei sentiti complimenti per la dedizione, lo schermo traboccava del vostro sudore.
    Sul fatto che io possa essere concorde o meno con il listone è poco influente ma qualche perplessità ve la getto lì, poi fatene quel che volete.

    1)Magic e Subbuteo. Se di per sé inserire giochi datati non è un grosso cruccio, più utenti si trovano concordi nel valutare l'esperienza di un Heroquest ancora irripetuta, io ritengo quei due titoli davvero poco "da tavolo". Il primo per la sua natura. Mi spiego: dal punto di vista meccaniche MTG ha fatto scuola e ha avuto un grosso impatto anche sui non collezionabili. Ma dal punto di vista dell'approccio al gioco in sé è un vero e proprio buco nel tessuto del listone: si tratta dell'unico gioco che non puoi acquistare in forma completa in un negozio. Non si può comprare una scatolona che contiene tutto come per Netrunner o Mage Knight e coi mazzi base l'esperienza sarebbe poco appagante perché i soli mazzi tematici lasciano intravedere potenzialità di gameplay che finché non rimpolpi con nuove carte il mazzetto beduino non si materializzano. Per lo stesso criterio non capisco perché non vi sia Warhammer Fantasy (non che per me sia grave, anzi).
    Subbuteo invece per me ha lo stesso valore che avrebbe avuto un Villa Paletti. Lo so Pinco, è una frase dura per te, ma per chi non ha mai seguito il calcio come me quel gioco ha tutto un background che lo lascia praticamente indifferente. Sono sicuro che siano tanti gli appassionati che abbiano utilizzato il loro tempo con le statistiche e la messa in campo dei propri beneamini, ma è una cosa laterale al gioco, come lo è ad esempio la pittura in warhammer.

    2) L'assenza di Bang la trovo quasi inspiegabile. Di certo non per un discorso attinente alla notorietà, ma mi risulta difficile credere che tra tredici esperti, nessuno di voi lo tiri fuori di tanto in tanto, anche fosse una volta all'anno, in ludoteca o in casa, soprattutto con neofiti. È duttile: il concetto di gioco asimmetrico, di deduzione nei ruoli, l'azzardo, il controllo dell'alea, i tornei e le sbevazzate tra amici alla grande dalmuti. Io nascondo la scatola quando vengono persone a casa ormai, ma se mi avessero chiesto i fatidici cinquanta titoli non avrei avuto dubbi nel prenderlo in considerazione. D'altraparte...

    3)...D'altraparte capisco che questa è la vostra classifica. Quel gioco non è meritevole per i recensori, e il listone non è un dossier sulla storia dei giochi, altrimenti avreste incluso Monopoli, Cluedo e Risiko. O anche Poker, Scala 40 e scopone scientifico. Così però diventa meno una cosa dedicata ai lettori. Non mi sto esprimendo bene, e non vi riprovero nulla ma spero che abbiate capito cosa intendo. Forse il criterio di selezione porta a incongruenze (che magari vedo solo io eh)

    4) Questa lista oltre a mostrare le vostre qualità, mostra anche i vostri talloni d'achille. Gli american, come già avete ammesso, e da qui capisco il non prendere in considerazione Zombicide (anche se parliamo di un american di grosso impatto, ed averlo escluso da una lista di addirittura 110 titoli è quasi sconsiderato) ma anche altri generi o tematiche. Deduzione (Sherlock Holmes, Alchemisti), Cooperativi (Pandemia, Zombicide), Party Game (Bang, Jungle Speed). Insomma mi sembra che i vostri gusti personali abbiano pesato troppo su una classifica i cui titoli sono assolutamente interessanti ma con delle mancanze davvero pesantissime come Quarriors, che può piacere o non piacere, ma le cui meccaniche hanno avuto una certa influenza nel settore.

    5) Non è una perplessità ma una pacca amichevole: complimenti per aver scelto giochi come Transamerica e Glen More. Sarebbe interessante una lista (non una top 110, non vi vogliamo con l'esaurimento nervoso) dei giochi più convenienti nel rapporto qualità/prezzo.

    Avrei aggiunto anche Tobago e Zooloretto. Magari farete un pezzo con i grandi eslusi nominati dagli utenti :P

    Grazie del listone e della lettura (forse :D)

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  44. Grande lavoro! Confesso che molti giochi non li conosco e di alcuni mi son segnata il nome perché mi incuriosiscono molto. Mi ha spiacevolmente colpito l'assenza del mio gioco preferito, il mio numero uno in assoluto: Pandemia. Con gli amici lo gioco spesso a fine serata per riappacificarci con un gioco veramente collaborativo dopo partite agguerrite... Lo consiglio vivamente!

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  45. forse ve ne siete dimenticati alcuni risiko e Axis and allies. qualche altro ferroviario, wizwar, advanced civilization, e un vecchio gioco di formula 1 (speed circuit)ciao

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  46. Ciao ! Seasons !!! Manca anche Seasons... Mica malaccio dai, su BGA impazza..

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  47. complimentoni vivissimi, davvero un bel lavoro, peccato per i grandi assenti come bang, hyperborea, mage knight, lord of xidit, arcadia quest, blood rage, season, civilization e alhambra attendiamo con ansia la nuova classifica

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    1. Stiamo pianificando la prima revisione della classifica. Chissà che qualcosa di ciò che i nostri lettori ha segnalato non possa entrare?

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  48. Complimenti per il lavoro svolto ma la mancanza di Tigre&Euphrate è a dir poco imbarazzante...
    Dovrebbe starci anche Principi di Firenze ma capisco che rimanga fuori visto che il gioco funziona SOLO con cinque giocatori.

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  49. Un gioco per famiglie deve innanzitutto divertire i bambini (in media a partire dagli 8 anni) e gli adulti che devono essere di numero superiore a due.
    Il regolamento deve essere semplice e chiaro in modo che anche i bambini possano avere l'opportunità di poter giocare da soli, ma allo stesso tempo il gioco deve essere coinvolgente ed avvincente tanto da appassionare anche i più grandi.
    Altre info qui: http://chefacile.com/news/show/come-scegliere-i-10-migliori-giochi-da-tavolo-per-famiglie

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  50. Imperial, Maria, Dungeon Twister, Napoleon's Triumph...tutti battuti da Orleans e Glass Road? WTF!?!?!

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  51. E anche Earth Reborn, Container...

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  52. Grande lavorone in cui mi ritrovo abbastanza anche se, a mio parere mancano titoli veramente belli:
    - Principi di Firenze
    - Notre Dame
    - Hawaii
    - Tigri ed Eufrate
    - I viaggi di Marco Polo
    - Geniale (Knizia)
    - Drum Roll
    - I cercatori di Tebe
    - Egizia

    che considero superiori ad alcuni dei giochi citati.

    Comunque complimenti !

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  53. Nella lista di ognuno, compreso nella mia, ci sono titoli che poi non compaiono nella top 100. Per me è un piccolo bagno di umiltà vedere che alcuni dei miei preferiti non sono entrati e la logica è quella di proporre una lista più che altro come spunto di riflessione.
    Senza nessuna pretesa di essere noi i veri giudici del bello, perché ognuno al suo tavolo è re :)

    p.s. a breve arriverà l'aggiornamento della lista!!!!

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    Risposte
    1. Giustissima riflessione...solo...che alcuni titoli sono piuttosto recenti. Siamo sicuri che non siano lì più per hype, magari a discapito di titoli magari più validi ma meno recenti?
      Ho notato che in questo ambiente la novità spesso fa dimenticare le perle passate.

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    2. A quando l'aggiornamento della classifica? Stiamo in attesa! :) Francesco

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    3. La classifica è pronta. Sto aggiornando l'articolo ... penso sarà online entro un paio di settimane :)
      Chi pensi entrerà del 2015?

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    4. Immagino sicuramente "Sulle Tracce di Marco Polo"... sugli altri, aspetto proprio di vedere la nuova classifica per avere nuovi spunti di acquisto! Francesco

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    5. Ti preavviso che ci sarà in top 100, anche se non così in alto come avrei voluto io :)

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    6. Dai! Dai! Le due settimane sono passate! :) :) :) Aspettiamo! Francesco

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  54. Bella lista, ma apprezzo molto di più la tenacia nel dare sempre le stesse risposte (eleganti e cordiali) a sempre le stesse domande/obiezioni/disappunti.

    L'unica cosa che vi rimprovero è che ora spenderò soldi per titoli che non consideravo! ;)

    Complimenti.

    Umberto.

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  55. Seasons dovrebbe entrare assolutamente in classifica, e tra le nuove uscite non dovrebbe mancare Ashes ;)

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    Risposte
    1. Ashes non entrerà ... troppo nuovo ... ;)
      Seasons sta lottando ai limiti della top 100 ...

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  56. Bella Lista ma, secondo me, manca Un titolo come Yunnan

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  57. Brwvi lavoro ne encomiabile..
    Sono contento x hiperborea e imperial
    A mio avviso Mancano dei titoloni quali:
    Alchimisti (non pervenuto)
    Age of Emipres III (non pervenuto)
    Princes of the Renaissance (non pervenuto)
    Tigris & Euphrates (111 posto)

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  58. Finalmente la nuova classifica! Sono contento per aver migliorato la posizione di Kingsburg! Sono in attesa della ristampa con due espansioni... sapete quando uscirà?

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  59. Ciao,

    innanzitutto complimenti per la lista.

    Come tutti (o quasi) però vi chiedo come mai un gioco non sia entrato.

    A mio avviso non dovrebbe mancare nella lista un gioco tra questi due: Arkham Horror o il suo successore Eldritch Horror (spettacolare).


    Grazie

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  60. Chiedo consiglio, mi sapreste dire i migliorigiochi per due giocatori? Tenete presente che secondo me il gioco più bello è Agriola perchè è molto equilibrato, ha una buona interazione, si può gocare centinaia di volte e non è mai ripetitivo. Non trovo invece bello Calyus perchè è rmolto ripetitivo (poche variabili). Non tovo bello T'zolkin perchè è squilibrato e anche qui le variabli son poche. Ho trovato simpatico anche se decisamente più semplice Carcassonne.

    Grazie
    Matteo

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    1. Hai provato "Sulle tracce di Marco Polo" (due-quattro giocatori)? Se invece cerchi giochi rigorosamente per due, beh, sono un'infinità: servirebbe qualche paletto in più, perché rientrano sia molossi ("Twilight struggle") che ottimi riempitivi ("Patchwork").

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  61. Grazie Darcy,
    non ho mai provato Marco Polo, ora mi documento, (perarti capire i miei guti stavo leggendo tra le altre le recensioni di Glen More, The Great Zimbabwe,e per l'appunto Patchwork e Twilight-struggle) Da quello che leggo e che ho capito Patchwork sembra un giochino leggero e godevole ma ovvimente lontano da dare le soddisfazioni di Agricola, Twilight-struggle semra invece più profondo ma la durata di 3 ore lo rende poco appetibile.

    Per darti qualche paletto in più direi che cerco un gestionale strategico (stile agricola) più che tattico (stile Carcassone), con interazione con l'altro giocatore (in agriola in due c'è una lotta spietata per le mosse migliori)(in Caylus in due non ci sono mosse così importanti da sottrarre all'avversario) ed elevata ripetibilità.
    Il gioco non deve essere necessariamente solo per due ma deve dare il su meglio o comunque essere molto bello in due.
    Durata massima 1.5 / 2 ore.
    Alea un pochino da gestire con strategie
    se poi avesse l'eleganza di regole semplici ma complessità strategica sarebbe il top

    Matteo

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  62. Uhm... di quelli che hai citato, "Glen more" ci rientra abbastanza bene (per l'alea controllabile, regole e giocabilità in due; è forse più tattico che non strategico), ancora di più "The great Zimbabwe" (che di alea ne ha zero proprio) - quest'ultimo lo potrai provare online su boardgamecore.net.

    Ti consiglio di dare un'occhiata a "Russian railroads", tedescone solido come una roccia.

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  63. Per il momento mi sono preso due bellissimi riempitivi (Patchwork e Seven Wonders Duel) in attesa di scegliere il nuovo giocone.
    Sulle tracce di Marco Polo da quello che dici e da recensioni e pareri letti qua e là sembra interessante e probabilmente sarà lui il prossimo acquisto.
    Molto interessante anche Glen More di cui mi confermi le impressioni positive.
    Sul podio dei desiderati aggiungo anche il meno noto Russian Railroad.
    Grazie per i consigli.

    Matteo

    Matteo

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  64. Anche se In the Year of the Dragon stà risalendo prepotentemente la mia personale classifica dei desideri. Lo conosci?

    Matteo

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  65. A quando l'aggiornamento 2017?

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  66. Mi accodo alla richiesta. A quando l'aggiornamento?

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  67. cercasi gioco strategico di guerra, giocabile anche in due, della durata massima di un paio d'ore e buona rigiocabilità. Vanno bene anche ibridi tipo Imperial (che più che guerra è economico) ma fondamentale che sia bello da giocare in due.

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  68. Attendiamo con trepidazione l'aggiornamento della classifica!

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  69. meglio correggere quel "indipendente dalla lingua" per Agricola...

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