venerdì 3 luglio 2015

[nonsolograndi] A Lebre e A Tartaruga

scritto da Simarillon
(Davide)

Qualcuno pensa davvero che una lepre possa perdere una corsa con una tartaruga? Io no ed evidentemente neanche l’amico Francesco Berardi. Oggi a nonsolograndi si parla A Lebre e a Tartaruga gioco pubblicato da Clementoni, nella sola edizione portoghese (insieme a O Jogo dos Gansos di cui ho scritto la scorsa settimana), proprio quest’anno. Il creatore è, come già scritto, Francesco Berardi.
Il gioco, racing game, si può giocare in due giocatori, a partire dai sei anni; nella scatola non sono presenti le regole in italiano (e d’altronde essendo l’edizione portoghese perché dovrebbero esserci le istruzioni in italiano!?!). Comunque il gioco è totalmente indipendente dalla lingua, come la maggior parte dei giochi per i più piccoli. Tempo medio a partita quindici minuti circa. Vediamo se tiferete per la lepre o per la tartaruga.

“La lepre un giorno si vantava con gli altri animali: - Nessuno può battermi in velocità - diceva. - Sfido chiunque a correre come me. La tartaruga, con la sua solita calma, disse: - Accetto la sfida.
- Questa è buona! - esclamò la lepre; e scoppiò a ridere.
- Non vantarti prima di aver vinto replicò la tartaruga. - Vuoi fare questa gara?
Così fu stabilito un percorso e dato il via. La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò, e per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga si sdraiò a fare un sonnellino.
La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro, e quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo. Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara.
La tartaruga sorridendo disse: "Non serve correre, bisogna partire in tempo."


I MATERIALI
Come è consuetudine per Clementoni presenza notevole di cartonato spesso.

Si parte dal tabellone double-face (se volete sapere cose c’è sul lato A leggete qui) c’è un bel dado rosso a sei facce, poi la dotazione ‘minimal’ vede la presenza di due sagome della lepre e della tartaruga, entrambe con la figura cartonata e le basette in plastica; completano la dotazione dodici tessere double-face con un lato rosso e i numeri negativi -1,-2, -3 e con un lato verde e i numeri positivi uno due e tre, ognuno dei numeri presenti in quattro tessere Carine le illustrazioni del tabellone, per il giudizio sui materiali confermo quanto scritto in precedenza.

IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Lo scopo del gioco è quello di tagliare per primi il traguardo dopo aver completato un tot di giri del
dettagli
tabellone a piacimento (il regolamento suggerisce due). Prima di iniziare ogni giocatore sceglie una pedina (o la lepre o la tartaruga) e la pone sulla casella di partenza. Ognuno prende sei tessere in modo che entrambi abbiano due tessere +1/-1, due tessere +2/-2 e due tessere +3/-3: il giocatore più giovane ne posiziona due a sua scelta sul percorso, sulle caselle dove non è raffigurato nessun animale, mostrando il lato che preferisce (o il più o il meno), il secondo giocatore fa altrettanto.
Terminato il set-up il giocatore di turno lancia il dado e muove la sua pedina in base al valore indicato. Se la tartaruga termina su una casella dove è raffigurata una tartaruga, avanza di una casella (come ricordato anche dall’illustrazione del tabellone), se la lepre termina su una casella dove è raffigurata una lepre, avanza di tre caselle (come ricordato, anche in questo caso, dall’illustrazione sul tabellone).

Se una pedina termina su una casella con una tessera, il giocatore la fa avanzare o arretrare in base a quanto indicato, e riprende la tessera in mano. Gli effetti delle caselle e delle tessere sono cumulabili: una pedina può quindi avanzare o arretrare più volte nello stesso turno.
Se il giocatore con la tartaruga ottiene un 1 con il proprio tiro di dado, può piazzare una tessera a sua disposizione su una casella dove non è raffigurato nessun animale (sono escluse anche la casella di partenza e quelle occupate dalle due pedine). Al contrario, il giocatore con la lepre può piazzare una tessera quando ottiene un 6. Le tessere si piazzano sempre a fine turno, quindi il giocatore dovrà comunque muovere il proprio segnalino animale sul tabellone. Se il giocatore non possiede tessere, può spostarne una già presente sul tabellone, ed eventualmente rigirarla (interessante).

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Parto scrivendo che avrei potuto fare due recensioni ed unirle in un’unica uscita, ma i giochi sono molto diversi e poche sono le riflessioni che li avrebbero accumunati . Questo è sicuramente un aspetto positivo se si pensa di avere due giochi, anche abbastanza differenti, in una sola scatola.
Lorenzo ama molto questo gioco e mi sono interrogato sul motivo che lo porta a preferirlo a giochi, a mio giudizio, migliori; penso che uno dei motivi è che il gioco si presenti come una gara ‘io contro di te’, una sfida uno contro uno, una sfida lepre contro tartaruga: probabilmente questo forte senso di competizione affascina il maschietto di casa.

Il gioco permette delle combo interessanti, soprattutto se si sta giocando con la lepre: esiste, infatti, la possibilità di muovere il proprio segnalino per X caselle, posizionando opportunamente le proprie tessere sul tabellone. Mi fa molto piacere che Lorenzo abbia subito notato questa possibilità e cerchi sempre di sfruttarla nelle nostre partite (eh sì non sono mai riuscito a fargli prendere la Tartaruga). La possibilità di queste combo di movimento è sicuramente interessante, ma il fatto che siano monodirezionali (solo con la lepre si può arrivare a tanto) porta il gioco ad essere abbastanza sbilanciato, rendendo il gioco meno interessante per il fatto che la percentuale di incidenza delle vittorie è nettamente a favore della lepre piuttosto che della tartaruga (… e poi nella favola non vinceva la tartaruga?).
cosa scelgo?
La cosa che più mi piace del gioco è la modularità della lunghezza della partita: a seconda di quanto si vuole giocare potrà essere stabilito un numero diverso di giri da effettuare lungo il circuito (il regolamento ne consiglia due). Interessante anche come è stato gestito il fatto di non avere più tessere da posizionare sul tabellone, di fatto rendendo mai troppo penalizzante (o vantaggioso) il tiro del dado: soluzione elegante, quella di spostare le tessere già presenti sul tabellone.

Da ultimo il gioco pone di fronte alla scelta avvantaggio me (come di solito sono tentati di fare i piccoli giocatori, considerando il mio tester casalingo una eccezione) o svantaggio l’avversario. Questo è possibile con le tessere che si posseggono e si giocano durante il gioco (con la doppia gestione con + e con -). Un altro aspetto interessante è sulla scelta della tessera da posizionare sul tabellone, nella possibilità di scegliere quelle con un effetto maggiore o conservarle per i momenti topici della partita.

Il regolamento indica il gioco come 6+ e direi che questa volta il target individuato è quello corretto.
Per la reperibilità confermo quanto già scritto (la versione recensita è quella del gioco portoghese che mi risulta essere l’unica sul mercato, ma la cui reperibilità è praticamente nulla anche sul web. Una nota che può far riflettere è il fatto che l’italiana Clementoni abbia pubblicato un suo gioco solo in Portogallo; e aggiungo che un po’ mi dispiace non esista un’edizione italiana di un gioco che i suoi pregi ce li ha.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del Le tartarughe, in fatto di strade ne sanno più delle lepri”, come scrive Khalil Gibran.
la lepre stacca la tartaruga di due lunhezze e ora la ....
gioco e che “

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando al gioco A Lebre e a Tartaruga:
  • l’ottimizzazione della gestione delle proprie tessere: si possono creare delle interessanti combo, soprattutto con la lepre, che avrà la possibilità di correre davvero veloce;
  • esiste sempre la possibilità di recuperare in una gara;
  • non bisogna mai sottovalutare il proprio avversario: potrebbe essere, infatti, che la pur veloce lepre venga sconfitta dalla tartaruga. 

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
il tabellone
Il gioco è un testa a testa, simpatico, che ha un grande fascino per i più piccoli, per i motivi di cui sopra: direi che il fascino si perde con il passare del tempo, ma, con il giusto approccio, potrebbe essere anche giocato da ragazzi o adulti.


PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Chi non ama le favole di Esopo? Sono insegnamenti interessanti che riportano ad una saggezza antica e mai dimenticata. Giocando a La Lepre e La Tartaruga, mamma avrà un’ottima scusa per concludere la serata con un gioco, la lettura di una favola e il bacio della buona notte.

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