venerdì 24 aprile 2015

[nonsolograndi] Pingi Pongo

scritto da 
Simarillon (Davide)

A nonsolograndi ritornano i pinguini (dopo Flosssen Hoch, qui) si parla di un gioco un po’ particolare, quasi un’autoproduzione di un paio di anni fa ad Essen: Pingi Pongo un bel gioco di Peter Neugebauer, illustrato da Johann Rüttinger e pubblicato da Noris Spiele nel 2013.

Il gioco, un simpatico ed originale race games, si può giocare da due a quattro giocatori, a partire dai cinque anni; nella scatola sono presenti le regole in italiano, e, come la maggior parte dei giochi tedeschi, è totalmente indipendente dalla lingua. Tempo medio a partita quindici minuti circa. Prepariamoci, quindi, a conoscere Pingi Pongo e far arrivare una famiglia di pinguini da un iceberg isolato dell’Oceano al Polo Sud!

I MATERIALI
Gioco, come già detto, ‘Made in Germany’, quindi, al solito, materiali di ottima qualità (e
Materiali in gioco
personalmente ho avuto anche la fortuna di trovarlo a prezzo super conveniente), si parte dal tabellone quadrato con delle illustrazioni simpatiche che rendono bene l’atmosfera del gioco. Ci sono poi quatto famiglie di pinguini (papà, mamma e figlio) nei colori blu, bianco, rosa e azzurro di buone dimensioni, un’orca anch’essa di buone dimensioni, tutti quanti in legno, per ultimo completa la dotazione un dado sei facce.

Ultima nota per il tabellone, un plus nell'ottimo disegno anche nell'illustrazione posteriore!

Direi che i materiali sono promossi e con merito!

IL GIOCO ... OVVERO ECCOVI LE REGOLE

Lo scopo del gioco è quello di far arrivare la propria famiglia di pinguini al completo per prima al Polo Sud. I preparativi sono molto rapidi, si apre il tabellone e si piazza la famiglia sull’iceberg di partenza, mentre l’Orca va posizionata accanto al Polo Sud.

Cucciolo al Polo
Al proprio turno ogni giocatore tira il dado e farà avanzare uno dei proprio pinguini (il numero uscito non si può ripartire) sulle lastre di ghiaccio, qualora il dado presenti il bollino blu, il pinguino potrà (eventualmente) nuotare dall’iceberg dovesi trova sino a quello successivo seguendo la linea sul tabellone. Se però l’orca si trova su questa linea bloccandola, il giocatore dovrà far avanzare il pinguino di una lastra, similmente se il giocatore non avesse nessun pinguino sull’iceberg.

Su ogni lastra di ghiaccio può sostare un solo pinguino mentre sui tre iceberg posti lungo il percorso possono stazionare più pinguini contemporaneamente. Durante il movimento se un pinguino dovesse arrivare su una lastra di ghiaccio già occupata, allora andrà sino al primo spazio libero disponibile, sia esso una lastra di ghiaccio o un iceberg. Se un pinguino termina il proprio movimento su una lastra con il simbolo dell’orca questa avanzerà di una freccia lungo il proprio percorso. Da ultimo alcune lastre sono solide, mentre altre sono fragili, se un qualsiasi pinguino viene superato mentre staziona su una lastra fragile dovrà retrocedere sino all’iceberg più vicino, la regola si applica per tutti i pinguini (grandi e piccoli) di qualsiasi giocatore e per tutti i pinguini che vengono superati durante il turno di gioco. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Pinguini in Marcia
La cosa che mi ha colpito maggiormente del gioco è il fatto che lo stesso sia davvero molto ambientato, ci sono dei momenti in cui guardando il tabellone sembra davvero di stare assistendo alla Marcia dei Pinguini, il colpo d’occhio del gioco è complessivamente bello e il fatto che sia anche ambientato lo rende più interessante agli occhi dei piccoli giocatori. Anche agli occhi del critico papà recensore questo è un valore aggiunto del gioco.

La meccanica del pack più fragile che riporta indietro i giocatori può ricordare quelle di ‘non t’arrabbiare’ ma qui c’è una componente di interesse in più, ovvero, in alcuni pezzi si è al sicuro, mentre in altri pezzi c’è il concreto rischio di tornare indietro, questo unito al fatto di avere tre pedine (quasi sempre) su cui effettuare la scelta porta a dover valutare, con attenzione, la mossa da eseguire, inoltre, c’è una esasperazione della meccanica penalizzante dal momento che si retrocede non solo quando un avversario termina il proprio movimento sulla casella in cui si sta stazionando, ma ogni qualvolta un avversario superi il nostro pinguino

Una cosa che mi ha colpito molto è che tutti i bambini (compreso Lorenzo alle prime partite) tendono a portare per primo verso il traguardo il pinguino cucciolo, non ottimizzando la mossa, diciamo un primordiale istinto di sopravvivenza.

L’Orca sul dado è l’interessante (e indispensabile) elemento di rottura, e soprattutto, è molto
Terrificcante Orca
originale il modo in cui essa è penalizzante, infatti, la presenza dell’animale sbarra la strada ai pinguini e gli impedisce di ottimizzare, eventualmente, il risultato del tiro del dado. La gestione della partita da parte degli adulti, che possono, anche se non sempre, veicolare il gioco verso la sconfitta o verso la vittoria, è un altro elemento che lo rende, dal mio punto di vista, interessante e consigliabile.

Nel 2013 il gioco è stato raccomandato allo Kinder Spiel des Jahres, direi con merito … e si vede che i pinguini piacciono ai giurati del premio, visto che analoga sorte era capitata a Flossen Hoch! nel 2012, magari può essere un’idea per il gioco del 2015 ;).

Il regolamento indica il gioco come 5+ anche se personalmente credo che questo possa essere in realtà accessibile a partire dai quattro anni.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che, “vivere nel rischio significa saltare da uno strapiombo e costruirsi le ali mentre si precipita” come scrive Ray Bradbury.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando al gioco Pingi Pongo:
  • si parte dall’imparare a gestire il rischio e soprattutto valutare se e quando rischiare: bisogna
    Polo Rosa
    sempre valutare l’opportunità di affrontare un’incognita per arrivare alla vittoria;
  • c’è poi un concetto interessante che è quello dell’opportunità di sfruttare gli altri giocatori (eventualmente) per l’ottimizzazione del proprio movimento;
  • non ci si deve focalizzare su un solo obiettivo, ma avendo tre pinguini da portare in salvo (ovvero al traguardo) si deve sempre porre una particolare attenzione al movimento di tutti i membri della famiglia cercando di ottimizzare il tiro del dado rispetto ad uno dei pinguini da muovere;ù
  • per finire c’è anche un insegnamento sui ghiacci del polo e sulla fragilità del pack che si stacca e rimane nell’Oceano.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE

In questo capitolo, come ho già scritto, azzardo delle ipotesi sulla base delle mie limitate conoscenze su età future che sono tutte da esplorare e su delle sensazioni che mi ha trasmesso il gioco, che nel caso di Pingi Pongo sono state immediatamente positive (ci sarà un feeling particolare con i pinguini?). Il gioco è, chiaramente, per bambini, ma si può tranquillamente giocare sino a quando si è adolescenti e anzi, una partita tra adulti non giocatori potrebbe essere anche molto interessante. Insomma un gioco che può avere diversi pregi con il passare del tempo. 

PERCHE' GIOCARE CON PAPA' MA, SOPRATTUTTO, CON MAMMA
Attenti all'Orca
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Salvare la famiglia non può che essere apprezzato sia dalle mamme sia dai papà (lo so l’ho già detto più volte, ma i genitori che leggono potranno capire il mio punto di vista). Il fatto di essere, alla fine, un ‘racing game’ lo fa essere dal mio punto di vista un po’ più interessante. La mamma poi non potrà rifiutarsi di giocare quando vedrà i pinguini bordati di rosa, con quel tocco femminile che non guasta.

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