domenica 14 dicembre 2014

Rivisitazioni: Primiera

scritta da Bernapapà


Uno dei giochi di carte popolari più antichi e più conosciuti nell'italica terrà è il gioco della Scopa. E' di quest'anno la rivisitazione, ad opera del noto Spartaco Albertarelli, che esce con questo gioco, Primiera, edito dalla Kaleidos Game, distribuito da Oliphante, con le belle illustrazioni di Chiara Vercesi. Trattasi appunto di rivisitazione, più che della scopa, dello scopone, con lo stesso motore di gioco, ma con alcune piccole varianti per renderlo più frizzante, magari con l'obiettivo di fare conoscere anche fuori dall'Italia questo gioco che si insegna già dalla tenera età, ma che i giocatori incalliti e bravi sanno padroneggiare anche a discapito di poca fortuna nella pesca delle carte. Un gioco semplice ma denso, che è possibile giocare con spensieratezza, ma che non lascia scampo se al tavolo c'è un giocatore "serio", che conta le carte uscite e sa già come andranno le ultime mani...
Perché riproporlo? Beh, sicuramente per innovarlo con piccole varianti che non ne snaturano l'essenza, e magari impreziosirlo con carte di formato importante e bellissime illustrazioni.


I materiali e le regole

Nella scatola di dimensioni adeguate troviamo un mazzo di 40 carte di dimensioni importanti (formato tipo Lupus in Tabula), e una manciata di talloncini segnapunti di valore 1 e 5, oltre alle regole in 4 lingue. Le carte, come dicevo, sono riccamente decorate, e sono suddivise nei consueti 4 semi: spade, denari, bastoni e coppe. Ogni carta di ogni seme riporta la figura di un personaggio differente, a solo scopo illustrativo, che condivide con gli altri personaggi dello stesso seme, il tema della rappresentazione ed il colore della cornice (rosso per le coppe, verde per i bastoni, nero per le spade e giallo per i denari). Ma le informazioni più importanti sono ben in evidenza: ogni carta riporta quindi il suo valore (come consuetudine da 1 a 10), ma anche un'altra informazione importante, ossia il valore della carta ai fini del calcolo della Primiera... ma a questo faremo accenno fra breve.
Un'altra novità importante è che le carte di valore 1, qui chiamate Araldi, invece di riportare il loro seme, riconoscibile comunque dal colore, riportano una freccia, orientata in maniere differente a seconda del seme: il bastone guarda a sinistra, la coppa guarda davanti, l'oro punta a destra, mentre la spada è diretta all'indietro. Queste carte serviranno a stabilire la formazione delle coppie, o il gioco singolo, che è la vera innovazione apportata al gioco. Infatti, all'inizio del gioco, prima si distribuiscono, casualmente, i 4 Araldi, uno per giocatore. In seguito si distribuiscono tutte le restanti carte: ognuno poi sceglierà una carta da mettere nel tavolo scoperta. 
All'inizio del gioco le coppie non sono ancora formate, e sarà il primo giocatore a giocare un Araldo a stabilire come saranno le coppie: infatti, la direzione della freccia sul primo Araldo giocato stabilisce la coppia per quel turno; nel caso in cui il primo Araldo giocato sia quello di spade, in quel turno ognuno gioca per se. Non starò qui a spiegare le regole del gioco dello scopone, in quanto, ad eccezione di quanto descritto, per il resto del gioco si seguono le regole standard. In definitiva ogni mano si gioca a coppie variabili, per cui, come riporta la scatola, si gioca in coppie (quasi sempre), ma si vince da soli. I punti che si fanno in coppia, infatti, vengono dati ad entrambi i giocatori, mentre nella mano singola ognuno, ovviamente, si prende i propri.

Ricordo che il punteggio è dato dai 4 punti standard: carte, denari, settebello (ossia il sette di denari) e primiera (più le eventuali scope): nel calcolo della primiera ci aiutano le informazioni riportate sulle carte: infatti ogni carta riporta il valore ai fini del calcolo della Primiera (il 7 21, il 6 18, l'asso 16, il 5 15, il 4 14, il 3 13, il 2 12, mentre l'8, il 9 ed il 10 valgono 10), dove si devono sommare i punti della carta migliore per ogni seme.
Il numero di mani non è prestabilito, ma il gioco termina quando il primo giocatore raggiunge i 21 punti.

 

 

Le considerazioni

Non starò qui a fare considerazioni sul gioco dello scopone, che può piacere come no, ma che non ha certo bisogno di alcun commento. L'unico aspetto di rilievo è verificare quanto la variante introdotta possa rendere il gioco "migliore". Come potete ben immaginare, è possibile giocare a Scopa o Scopone (ma anche tutti gli altri giochi con 40 carte) con le carte di Primiera senza alcun problema, e così dovrà fare chi gioca con un compagno fisso. Ma spesso capita che, quando ci si trova a giocare, le coppie vengano sorteggiate all'inizio della partita "agli assi" (ossia i due che pescano la prima coppia di assi).
Ebbene, la variante proposta da Albertelli, a mio giudizio, è migliorativa rispetto alla staticità della pesca "agli assi". Infatti, mantenendo comunque una sorta di casualità, introduce comunque l'elemento decisionale: ricordo che le coppie si formeranno durante la partita, e per esplicita decisione di uno dei giocatori che potrà scegliere se sfruttare la sua possibilità di decidere la coppia (o il singolo), da combinare con l'opportunità di giocare l'"asso" per esigenze di gioco. Può capitare infatti che, guardando le proprie carte, il detentore dell'Araldo di spade decida di giocare da solo, o viceversa, considerando la proprie carte poco promettenti, eviti di giocare l'Araldo confidando nelle carte di un compagno.
E così pure se si ha la carta che forma la coppia, da giocare magari appena dopo che il compagno desiderato ha portato a casa il sette bello! Insomma, devo dire che come variante mi ha decisamente convinto. Senza contare che le carte sono molto belle, e che la scelta di riportare i numeri molto grandi, sempre su sfondo bianco, non distrae dalla concentrazione che il gioco richiede.
Il gioco è quindi consigliato sia per chi gioca a scopone, anche solo in maniera saltuaria, sia per chi vuole iniziare qualcun altro, magari le nuove generazioni, ad un gioco tanto antico quanto avvincente.
E' inoltre un tentativo di rendere noto anche all'estero uno dei nostri giochi classici.

Si ringrazia la Oliphante per la gentile copia di review concessaci.

Tutti i diritti appartengono agli autori ed alla casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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