sabato 20 dicembre 2014

Recensioni Minute - Race for the galaxy

scritto da TeOoh!

Narra la leggenda, che la Rio Grande, entusiasta del super successo di Puerto Rico, chiese al buon Seyfarth (autore di PR appunto) di idearne la versione "card game". Andreas si mise al lavoro con l'ausilio di Thomas Lehmann. Dalla mente e dal playtest del secondo, nacque quindi Race for The Galaxy, per 2-4 giocatori, della durata di 40 minuti circa, in Italia grazie alla Giochix.it. Il gioco, però, risultò molto più complesso di quanto auspicasse l'editore, pertanto, anzichè sacrificarlo, ne fecero un gioco a sè stante, lasciando al seguente "San Juan" lo scettro di effettivo card game di PR.

Va che introduzione romantico-cavalleresca che vi ho tirato fuori.
Per un gioco che è decisamente nella mia TopX di sempre. Da sempre.

La minutissima è: Ad ogni turno, ciascun giocatore seleziona una tra le 5 possibili fasi da giocare. Dopodichè ogni giocatore avrà la chance di giocare tutte e sole le fasi selezionate, con un piccolo bonus per chi ha scelto quella in corso. Le fasi permetteranno di mettere in tavola carte Progresso o Pianeta, far produrre Risorse e infine consumarle per ottenere PV o nuove carte. Quando un giocatore mette in tavola 12 carte o tutti i PV al centro del tavolo finiscono, la partita termina e chi ha più PV è il vincitore.


La meccanica di base del gioco è molto semplice: pagare le carte che si vogliono giocare scartandone dalla mano (in numero pari a quanto indicato come costo), ma le interazioni tra le carte sono moltissime. Ciascuna carta fornisce dei "poteri" che si attivano in una determinata fase, che potranno quindi essere sfruttate nel corso della partita per rendere sempre più potente il proprio tableau.

La difficoltà del gioco è però nel trovarsi di fronte a questo elevato numero di poteri da capire, sia come simbolo in sè, sia per applicarli a massimizzarne l'effetto nei turni successivi. La curva di apprendimento è ripida: ci vogliono almeno un paio di partite per comprendere come scorrano i turni uno dietro l'altro (possiamo parlare di una specie di macro-turno per tutta la partita), e da quel momento si inizierà timidamente a selezionare le carte anzichè "farsi trascinare" dalla scelta azione degli avversari.

C'è uno step in più da fare, per chi decide di gettarsi nel turbine galattico: riuscire a giocare più fasi ad ogni turno, deducendo quali saranno selezionate dagli avversari e preparandosi di conseguenza.

I materiali sono comodissimi per la trasportabilità. Non appena non avrete più bisogno dei riepilogoni, il gioco è un mazzone di carte con qualche token. In una custodia, verrà con voi facilmente.

Chiudiamo con il solito "ci troviamo qualcosa di negativo": il gioco purtroppo non risulta fruibile a tutti, al di là della difficoltà nelle scelte, proprio per questa sua peculiarità di necessitare di almeno un paio di prove, prima di poterlo giocare davvero con obiettivo competitivo. Non si possono applicare schemi standard presi da altri giochi, pertanto per chi è abituato ad "assaggiare un po' tutto" si troverà ad arrivare in fondo alla partita con poca soddisfazione e convinzione. Non parliamo poi se affrontate da n00b un esperto: è uno di quei giochi in cui c'è runaway leader, dove l'avversario macina 10 PV a turno mentre voi a malapena ne fate 1, e l'altro ha 8 carte in mano mentre voi guardate le misere 2 che vi restano. Ed è giusto che sia così.

Vi lascio al link Egyp nel caso vogliate gettarvi nel tunnel e vi auguro buona visione! 

2 commenti:

  1. Secondo me RftG è un ottimo gioco perché è piuttosto veloce, fa usare la testa ed allo stesso tempo c'è quel pizzico di fattore fortuna che lo rende movimentato. Consigliatissimo!

    P.S: Praticamente in tutte le recensioni si sottolinea la complessità delle "icone"... in realtà noi fin dalla prima partita non abbiamo trovato difficoltà, ma non credo proprio che la nostra intelligenza sia sopra la media :-)

    Ciao!

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    1. Guarda, anch'io non ho trovato grosse difficoltà, già dalla prima partita, una volta capita la "filosofia" con cui sono rappresentati i poteri, riesci a dedurre anche quelle nuove.
      Però per l'esperienza delle numerose presentazioni del gioco ad amici (anche gamer appassionati) mi son reso conto che è un tipo di astrazione non così comune.

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