venerdì 26 dicembre 2014

[nonsolograndi] Kaleidos Junior

scritto da
simarillon (Davide)

Oggi si parla di Kaleidos Junior, un gioco Ystari, distribuito in Italia da Oliphante,  pensato da uno dei super-big del game-design italiano, ovvero Spartaco Albertarelli e ottimamente illustrato da Elena Prette e Valentina Mendicino. Il gioco è incentrato su colpo d’occhio ed osservazione.
Si può giocare da due a  dodici giocatori (almeno secondo il regolamento), a partire dai quattro anni in partite che difficilmente supereranno i quindici minuti e che quindi concederanno facilmente la rivincita agli sconfitti, il gioco è completamente indipendente dalla lingua e nella scatola si trova il regolamento in tantissime lingue tra cui in italiano. Se vi ho incuriosito almeno un po’ … continuate a leggere!

 Il gioco … ovvero eccovi le regole
Scopo del gioco è quello di trovare, all’interno di una tavola illustrata, il maggior numero di oggetti appartenenti ad una certa categoria.
Il regolamento prevede tre differenti modalità di gioco, che presentano difficoltà via via crescenti; per ogni modalità di gioco viene suggerita un‘età minima da avere per fruire del gioco. Ecco quindi le tre modalità in ordine di difficoltà crescente.

CATEGORIE
Ai giocatori viene assegnata un’illustrazione (per tutti la stessa) e vengono assegnati dei gettoni colorati in base all’età (ovvero dieci gettoni per i giocatori dai quattro ai cinque anni, quindici gettoni per i giocatori dai sei agli otto anni, e venti gettoni per i giocatori a partire dai nove anni in su).
ruota della fortuna ...
Ognuno dei giocatori, a turno, fa girare una ruota cartonata in dotazione al gioco e questa determinerà la categoria con cui giocare. Le categorie sono: 
  • Cose quadrate
  • Cose a punta
  • Cose morbide
  • Cose che fanno rumore
  • Cose rotonde
  • Cose in carta
  • Cose che si muovono
  • Cose che emanano odore
  • Cose fragili
  • Cose in legno
  • Cose liquide
  • Cose da mangiare
  • Cose dure
Individuata la categoria si fa partire la clessidra e ogni giocatore dovrà cercare nella propria scheda illustrata il maggior numero di oggetti che corrisponda alla categoria scelta ponendovi sopra uno dei propri gettoni. Finito il tempo a disposizione ogni giocatore dichiarerà l’oggetto associato alla categoria scelta e l’eventuale motivazione per cui  è stato scelto nell’immagine quell’oggetto. Naturalmente se ci sono oggetti uguali non possono essere conteggiati più di una volta (anche se qui il limite in alcuni casi è davvero molto sottile).

Tutti i gettoni correttamente utilizzati vengono messi via. Verificate le schede di ogni giocatore si procede con il secondo turno in modo assolutamente analogo al primo con l’accortezza che ad ogni turno l’immagine deve essere cambiata.
Vince chi per primo riesce a terminare i propri gettoni.

LETTERE
E’ tutto identico a quanto scritto prima con la sola differenza che la ruota indicherà la lettera con cui giocare (e non le categorie) e dalle schede dovranno essere individuate il maggior numero di cose che inizino con la lettera selezionata. Ogni nome può essere ripetuto una sola volta anche se ci possono essere diverse declinazioni come maschile e femminile e/o plurale e singolare.
Anche in questo caso vince chi per primo riesce a terminare i proprio gettoni.

CARTA E PENNA
In questo caso i giocatori si devono munire di carta e penna e scrivere segretamente su un foglio di carta tutte le cose che hanno una determinata iniziale stabilita sempre dalla ruota (noi ci siamo inventati pure che afferiscano ad una certa categoria).
Al termine del tempo si verificano le parole scritte. Ogni nome vale un punto se trovato da più di uno dei giocatori, mentre vale tre punti se trovato in maniera univoca.
La partita dura cinque turni di gioco e vince chi, alla fine, ha collezionato il miglior punteggio accumulando il maggior numero di punti.
Variazioni sul tema
Una piccola variazione è quella di assegnare una scheda differente ad ogni giocatore, questo può creare svantaggi (o vantaggi) per alcuni giocatori, ma anche evitare … gli sbirciamenti.

I materiali
La scatola (un po’ sovradimensionata rispetto al contenuto) contiene venti gettoni colorati in plastica
nei colori giallo, verde, rosso, viola; una clessidra della durata di un minuto circa, una ruota delle fortuna con l’illustrazione delle categorie o la segnalazione della lettere di riferimento per il gioco e, soprattutto, quattro tavole illustrate fronte e retro (per un totale di otto illustrazioni) bordate in quattro colori differenti per un totale di sedici tavole su cui giocare.
Materiali nel complesso promossi, soprattutto per merito delle bellissime illustrazioni. Mi permetto comunque due piccolissime critiche, i cartoncini delle schede sono, forse, un po’ troppo leggeri e, personalmente, non avrei lasciato trasparenti i gettoni con cui si individuano gli oggetti sulla scheda (e poi rosso e viola non si distinguono troppo facilmente, specie in alcune condizioni particolari di luce).

Peccato veniale il fatto che nella scatola non siano presenti delle piccole matite e dei block-notes, sarebbero costati poco e avrebbero rappresentato il classico valore aggiunto.

Considerazioni Personali / Impressioni
Mi è piaciuto Kaleidos Junior? La risposta è sì, anche se sono sempre piuttosto diffidente per i giochi che hanno Junior affianco al titolo; in questo caso si tratta di un gioco che si basa su poche regole davvero molto semplici, ma che regala un buon divertimento e soprattutto spunti davvero interessanti. Devo aggiungere che non conosco Kaleidos e quindi tutto quanto scritto non ha raffronti con il suo fratello maggiore.

Code che si muovono ... gettoni che sin vedono pochissimo!
La cosa che mi ha colpito in maniera positiva è stata l’idea di poter modulare la difficoltà del gioco con l’età, rendendo, di fatto, la partita parimenti difficile per tutti i partecipanti al gioco; pur avendo gli adulti, chiaramente, un accesso alle informazioni più ampio e un bagaglio di conoscenze ugualmente più ampio. Inoltre il regolamento suggerisce la quantità di gettoni da dare, ma ognuno è libero di scegliere quanti gettoni assegnare ad ogni giocatore in ragione oltre che dell’età di tutte quelle caratteristiche che possono avvantaggiarlo o svantaggiarlo nel gioco.
Molto positivo anche il creare un gioco che cresce con il crescere del giocatore, d’altronde spesso noto che con i giochi per bambini questa ricerca di un regolamento che si sviluppa con il passare del tempo è particolarmente presente e devo dire nel mio caso anche particolarmente apprezzata (visto che Lorenzo ha quasi più giochi di suo papà è bene dare longevità a questi giochi, senza che finiscano troppo in fretta nel dimenticatoio).

Il regolamento indica che il gioco può essere giocato sino a dodici giocatori, una possibilità che mi è sembrata subito interessante, ma che non si è dimostrata essere praticabile. Il gioco, dal mio punto di vista, è un 2-4 giocatori, dal momento che è praticamente necessario che ogni giocatore abbia una sua scheda personale e forse qui avrei inserito almeno ancora un colore per ogni scheda, i costi di produzioni sarebbero stati di poco superiori (se non identici) ed il gioco avrebbe goduto di una fruibilità maggiore, essendo giocabile sino a cinque giocatori (e perché non farlo diventare un gioco per sei giocatori aggiungendo un ulteriore colore). La possibilità di giocare in squadre/gruppi è una chance in più, che gli autori hanno voluto regolamentare, ma, in questa prospettiva, tutti i giochi potenzialmente possono incrementare il numero dei giocatori.
Il regolamento indica il gioco come 4+, nella sua versione base, per diventare un 6+ e un 8+ in base al tipo di gioco a cui si vuole giocare. Mi trovo sostanzialmente d’accordo con tutte questa età, con il piccolo vincolo, che, forse, se si gioca già a partire dai quattro anni si può provare ad anticipare un po’ i tempi, con le difficoltà comunque legate alle lettere ed allo scrivere.
Una piccolissima nota finale, astenersi daltonici (per l’esplosione di colore delle schede) e nonni senza occhiali (per la pletora di piccole immagini difficile da vedere e senza le quali il gioco perde molto del suo sapore originale), per tutto gli altri Kaleidos Junior è un gioco da provare almeno una volta!

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, e che come scrive la Ferrero (sì proprio quella dell’Ovetto Kinder e della Nutella!) ‘quando giocano i bambini mettono le ali. Al corpo, alla mente e all’immaginario’.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al gioco Kaleidos Junior:
  • le associazioni logiche, chiaramente, aiutano a pensare e quindi stimolano l’attenzione e la
    tempo inesorabile
    concentrazione (lo so l’ho già scritto molte volte come i giochi in scatola possano essere d’aiuto in questa direzione, ma questo commento davvero non può mancare in un gioco come Kaleidos Junior che base tutto praticamente sul colpo d’occhio e sullo spirito di osservazione);
  • la percezione visiva per la corretta associazione in base alla categorizzazione, aiuta i bambini, soprattutto i più piccoli, ad attribuire (oppure ad imparare) caratteristiche, anche inusuali, rispetto ad alcuni oggetti (così si può pensare alla vernice come liquida);
  • la presenza di molti oggetti aiuta ad osservare con attenzione e soprattutto a destrutturare tutti gli oggetti per individuarne i componenti alla ricerca di qualcosa che soddisfi la richiesta della ruota della fortuna (ad esempio si può pensare al pedale della bicicletta, o alla manopola della radio, o …);
  • la presenza di molte immagini stimola  molto la fantasia dei piccoli (e gran merito è dato dalle bellissime illustrazioni del gioco) e di questa per i nostri bambini ce n’ è un gran bisogno;
  • Lorenzo ha anche imparato a copiare (eh sì i bambini non smetteranno mai di stupirmi) infatti più di una volta ho visto Lorenzo sbirciare dove hanno posizionato i gettoni mamma e papà o i suoi amichetti e poi posizionarli allo stesso modo. Ho anche provato a ‘fregarlo’, ma il bimbo è saggio ed ha sempre saputo comunque giustificare la propria scelta!

Fino a quando ci posso giocare
In questo capitolo, come ho già scritto, azzardo delle ipotesi sulla base delle mie limitate conoscenze su età future che sono tutte da esplorare con Lorenzo e su delle sensazioni che mi ha trasmesso il gioco ed, eventualmente, sulle partite che ho potuto fare al gioco con bimbi di varie età un po’ più grandi di Lorenzo. 

Kaleidos Junior è sicuramente un gioco interessante ed ha dalla sua il fatto che le meccaniche crescono con il crescere dell’età dei giocatori. Inoltre quella parola Junior lascia facilmente immaginare la presenza di un Kaleidos, che potrà accompagnare le serate di gioco anche di chi è un po’ più grande, con meccaniche acquisite saldamente nel tempo. Il gioco, comunque, si fa giocare anche tra soli adulti, pur essendo forse un po’ facile e può diventare una semplice gara di velocità per soddisfare le condizioni di vittoria del gioco.

Perché giocare con papà ma soprattutto con mamma
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

scheda numero 8 ...
Il bello di Kaleidos Junior è che davvero si può giocare alla ‘pari’ adulti e bambini. Non si dovrà fare in modo di perdere, dal momento che il dover posizionare più o meno gettoni rende il gioco più o meno difficile. L’idea del numero di gettoni modulato sul giocatore, infatti, è una regola davvero molto interessante … e se per una volta vogliamo far vincere mamma con sicurezza, sarà lei ad avere pochi gettoni da posizionare sulle immagini per finire prima e quindi vincere (per la mamma di Lorenzo, competitiva a Kaleidos Junior, gioco che le è piaciuto molto, sono in arrivo tantissimi gettoni, altrimenti vince con troppa facilità!).

Si ringrazia Oliphante per la copia di review concessa e si questa recensione vi ha incuriosito potete trovare il gioco sul sito di Egyp al seguente link.

4 commenti:

  1. buone feste anche a te e famiglia :)

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  2. Grazie per la recensione, penso proprio che lo acquisterò per mia figlia di 6 anni per giocarci tutti insieme!

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    1. gioco che mi sorprende molto e che ottiene sempre un buon successo con i nonsolograndi a cui lo faccio giocare.
      E il mio bimbo lo gioca ancora sempre volentieri, anche con la mole di giochi che ha.

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