venerdì 12 settembre 2014

[nonsolograndi] La Torre dei Cavalieri


scritto da
Simarillon (Davide)

Oh no! Oh no! Oh no! Haba ancora lei la protagonista della rubrica nonsolograndi oggi infatti si parla di La Torre dei Cavalieri un gioco creato da Benjamin e Gunter Burkhard, illustrato da Thies Schwarz, la particolarità di questo gioco, almeno a detta dei seri tedeschi della Haba, che il primo dei suoi creatori abbia solo setta anni! Precoci i giovani tedeschi! L’abitudine al gioco aiuta!

Il giocosi può giocare da due a quattro giocatori, a partire dai quattro anni e nella scatola sono presenti le regole in italiano, anche se, come la maggior parte dei giochi della Haba, è totalmente indipendente dalla lingua. Tempo medio a partita dieci minuti circa.
Ecco qui la solita tematizzazione Haba: “corre voce ovunque nel regno: i cavalieri più coraggiosi e valorosi partecipano al più grande torneo di tutti i tempi al castello di re Benjamin. Oggi dovranno trovare la porta segreta della torre labirintica: già si ode un fracasso turbolento perché i cavalieri corrono lì dentro gridando e accalcandosi e ognuno vuole essere il primo a precipitarsi nel cortile del castello.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Dopo aver assemblato la torre, operazione veloce da svolgere all’inizio di ogni partita, ogni giocatore sceglie un colore e prende tutti i cavalieri di quel colore.
Ora può avere inizio il gioco vero e proprio. Il giocatore tira il dado e metterà nella torre tanti cavalieri (del proprio colore o di altri colori in sui possesso) quanti indicati dalla faccia del dado. Questa operazione si ripete per ogni giocatore sino a quando uno di questi due eventi non interromperà il flusso di gioco:

  • sul dado appare il simbolo della porta segreta, in questo caso si estrae la porta dalla torre e tutti i cavalieri rotoleranno verso la base della torre. Alcuni cavalieri potranno cadere nelle fosse che sono alla base di essa e verranno eliminati dal gioco; i restanti cavalieri verranno così ridistribuiti ai giocatori, il giocatore che ha aperto la porta recupera tutti i cavalieri del proprio colore e un cavaliere per ognuno degli altri colori, gli ultimi cavalieri rimasti dopo questa operazione torneranno ai giocatori che ne erano i proprietari.
  • sul dado appare un numero superiore rispetto al numero di cavalieri che si possiedono; in questo caso si mettono i tutti i rimanenti cavalieri nella torre, si ripetono le operazioni qui sopra elencate e soprattutto si considera il turno di gioco terminato.
Questo meccanismo può prevedere l’eccezione che esca il simbolo della porta quando dentro la torre non siano presenti cavalieri, nel caso si dovrà gridare: “un due tre il cavalieri liberato è” e qualora effettivamente non ci siano cavalieri si potrà liberare uno dei propri cavalieri facendoselo restituire da uno degli altri giocatori. 

Ogni giocatore, al termine del turno di gioco, conta i cavalieri, di qualsiasi colore, in suo possesso e vince la manche chi possiede il maggior numero di cavalieri, in caso di parità si considera come vincitore il giocatore con il maggior numero di cavalieri del proprio colore e in caso di ulteriore parità ci saranno più vincitori.  Al vincitore (o ai vincitori) verrà assegnato il tallero fracassone.
Il gioco termina quando uno dei giocatori ha un numero prestabilito di talleri, le regole suggeriscono due. Il numero può variare in modo da modulare opportunamente e a piacimento la lunghezza della partita.

I materiali
Si parla di Haba quindi legno e cartone spesso la fanno da padroni. Il gioco si compone di 32 pedine cavaliere in quattro diversi colori (rosso, giallo, blu, verde), un tabellone di gioco componibile, con torre e porta segreta in tre dimensioni tutto cartonato di cui la scatola è parte integrante, otto talleri fracassoni in cartone, un dado a sei facce con presenti per due volte i numeri uno e due e per una volta il numero tre ed una porta.
La qualità dei materiali è, come spesso accade con Haba, davvero elevata. Simpatiche le illustrazioni, ma anche questo è sullo standard di qualità di Haba, davvero attenta ad ogni particolare nella creazione dei propri giochi.

Considerazioni Personali / Impressioni
Ogni gioco ha una sua storia in relazione al vissuto personale e per noi questo gioco ha davvero una storia molto particolare. L’abbiamo provato e giocato ad uno dei tanti eventi ludici organizzati nella città di Torino, spiegato da uno dei cortesi e volenterosi volontari che si pongono l’obiettivo di diffondere il gioco in scatola anche tra i più piccoli; il gioco, nel complesso, ci è sembrato carino e l’abbiamo acquistato, salvo scoprire, alla prima lettura del regolamento, che avevamo giocato ad un altro gioco; chi ci ha spiegato la prima volta la Torre dei Cavalieri, infatti, si era creato un proprio regolamento, che nulla (o molto poco) aveva a che fare con il regolamento originale. Questo mi ha insegnato ad apprezzare e molto le spiegazioni dei giochi da parte di chi li conosce, ma a non disdegnare di dare una lettura, anche veloce, al regolamento per vedere quanto corretta sia la spiegazione ricevuta.

Personalmente non mi convince molto il fatto di far diventare la scatola di gioco parte integrante del gioco stesso, anche se questa soluzione, invece, sembra particolarmente apprezzata dagli editori, specialmente nei giochi per i più piccoli, tanto che è quasi pre-requisito per l’assegnazione del Kinderppiel des Jahres. Trovo questa soluzione poco funzionale e nel caso specifico ci sono anche concreti problemi di assemblamento con le sponde che non riescono a reggere il peso del tabellone con le fosse, si creano, quindi, dei dislivelli non così semplici da gestore, a meno di non intervenire con materiale esterno per rinforzare le sponde stesse.

Similmente, a livello di regolamento, non mi convince troppo la possibilità di liberare i proprio prigionieri qualora esca la porta segreta sul dado e non ci siano cavalieri nella torre, mi sembra una regola completamente estranea rispetto al contesto in cui si sta giocando (e, infatti, noi l’abbiamo abolita) e inserita solo per gestire un evento eccezionale durante il flusso di gioco. Personalmente l’avrei gestito molto più semplicemente con un nuovo tiro di dado, piuttosto che con un altro tipo di vantaggio per il giocatore che si viene a trovare in questa situazione (ad esempio scegliere se e quanti cavalieri inserire nella torre, eventualmente anche nessuno).
Un’ultima piccola pecca nel numero dei cavalieri, otto per ogni giocatore sono davvero pochi! Si doveva pensare ad almeno dieci, se non dodici cavalieri.

Il regolamento indica il gioco come 4+ e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età, il gioco è davvero molto lineare e semplice nel suo svolgimento (e forse per questo potrebbe essere giocato anche da bambini davvero molto piccoli), la sola particolarità del concetto di prigioniero introduce quella specificità in più che fa preferire indicare un’età leggermente superiore.

Voglio qui, infine, fare un ragionamento sull’età indicata sulle scatole dei giochi. Esiste un piccolo spunto in più proprio sul prigioniero che, a seconda delle situazioni di gioco, può far preferire inserire nella torre o i propri cavalieri o i cavalieri prigionieri. Lorenzo, ad oggi, non riesce ad effettuare questo tipo di ragionamento speculativo, ma non per questo, almeno secondo il mio punto di vista, non può giocare a La Torre dei Cavalieri, ci gioca in una prospettiva che si modificherà nel tempo e nel corso delle partite. Brava quindi Haba che ha individuato, con precisione, il target minimo rispetto a cui il gioco è proponibile.


Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che, “il calcolo delle probabilità dimostra l'improbabilità di ogni calcolo” come scrive Alessandro Morandotti, in Minime.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando al gioco La  Torre dei Cavalieri:
  • la possibilità di poter gestire risorse non proprie, ma, almeno inizialmente, degli avversari ha incuriosito, e di molto Lorenzo, il prigioniero, infatti, è diventato spesso per Lorenzo, il cavaliere su cui puntare la maggior attenzione durante il flusso di gioco;
  • un primissimo approccio al concetto di probabilità, con l’evidenza reale che non sempre il calcolo probabilistico viene realizzato. E’, infatti, probabile, che maggiore sia il numero di cavalieri di un certo colore e maggiore sia la presenza dei cavalieri di quel colore dopo aver fatto rotolare i cavalieri giù dalla torre, ma può succedere che tutti i cavalieri di un colore rotolino nelle fosse e l’unico cavaliere di un altro colore rimanga correttamente in gioco. Questa cosa, almeno inizialmente, disturbava, e non poco, Lorenzo.

Perché giocare con papà ma soprattutto con mamma
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Vedere rotolare giù le pedine e sperare che non caschino proprio nella fossa è divertente per grandi e per piccini, indistintamente, il gioco poi non richiede davvero nessuno sforzo e  da sempre tutte le donne hanno sempre sognato di avere un vero cavaliere al proprio fianco (qui ce ne è più di uno!) quindi pronti a coinvolgere anche mamma!


Se vi ha incuriosito questa recensione potete trovare il gioco su Egyp.

7 commenti:

  1. a me non sembra un gran che, di giochi anche per piccoli ne ho tanti e a naso ai miei figli (5 e 6 anni) non piacerebbe..... a questa età i giochi dipendenti dal dado stancano subito.
    es camper tour, cambiate le regole e abolito il dado, mentre dobble ha fatto un grandissimo successo
    GG

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    1. mah, ce ne sono sicuramente di migliori (ma anche di peggiori), non concordo con il discorso del dado, ai bimbi piace il lancio del dado, verificato sul vissuto personale, poi chiaramente ogni bimbo ha le sue specificità

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Mi incuriosce il fatto che abbiate comprato il gioco nonostante vi sia stato spiegato in modo completamente diverso. Sicuramente la versione originale sarà migliore, ma magari anche le regole rivisitate non erano male :) Cosa cambiava?
    Ciao

    PS: attento che alcune parole o segni di punteggiatura sono saltati o spostati, rendendo poco leggibili alcune frasi.
    In particolare queste due:
    ... oggi infatti si La Torre dei Cavalieri un gioco creato da Benjamin e Gunter Burkhard
    [..e poi alla fine compare...]
    parla di

    ... in questo caso si mettono i tutti i rimanenti cavalieri si ripetono le operazioni di cui sopra...

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    1. Abbiamo scoperto che le regole erano completamente diverse solo dopo averlo acquistato ... quindi un po' troppo tardi!
      La rivisitazione rendeva il gioco molto più semplice: metti i cavalieri nella torre, estrai quando richiesto il ponte elevatoio e vincitore sarà chi ha il maggior numero di cavalieri rimasti in gioco (direi che così il gioco diventa giocabile anche da bimbi molto piccoli.

      PS1 grazie per le segnalazioni, ogni tanto blogspot mi fa impazzire.
      PS2 mi piacerebbe una volta fare due parole di persona, chissà se si riuscirà, vista l'attenzione con cui leggi i miei articoli.

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  4. Risposte
    1. mah, ce ne sono sicuramente di peggiori (ma anche di migliori), ribalto il discorso rispetto al primo commento ... qualche spunto interessante comunque c'è

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