mercoledì 2 aprile 2014

Reportage: PisaCON con famiglia

scritto da Bernapapà


Ciao a tutti. Oggi vi voglio parlare della recente esperienza fatta a PisaCON, manifestazione ludica a ingresso libero, che si tiene a cadenza annuale a Pisa, organizzata dalla locale Tana Dei Goblin, in collaborazione con altre realtà ad indirizzo ludico, e qualche negozio a fare da sponsor. Siamo andati nella giornata di sabato, insieme con parte della mia famigliola, ossia moglie e 4 figli dai 7 ai 16 anni. L'idea era quella di passare la giornata a provare solo giochi cui potessero giocare anche loro, quindi massimo dei 10+ (ma non troppo complicati). Certo, i miei bimbi sono abbastanza avvezzi, per cui anche il più piccolo si destreggia abbastanza bene anche con giochi tipo Yspahan, quindi sul 10+ dovremmo essere tranquilli.... L'obiettivo era quello di verificare se ci si poteva divertire anche senza giocare a cose complicate. La pretesa non era così semplice da soddisfare, perché siamo sostanzialmente andati in cerca di giochi dal target descritto, ma con la complicazione di essere in 6 giocatori.
Se vi va di proseguire, vi racconto come è andata....



La cronistoria

Siamo arrivati in auto verso le 10:30, e dopo aver pagato il dannato parcheggio a pagamento, apriamo il bagagliaio e... acc! Lasciato a casa lo zaino con i panini... cominciamo bene! Entriamo: sala con molti tavoli liberi. Bene. I bambini sono subito attratti dalle versioni giganti dei giochi come Dungeon Fighter e Takenoko, e dai bellissimi paesaggi Lego predisposti su alcuni tavoli... Entrati nell'ala dei tavoli da gioco, subito ci sentiamo accolti dai ragazzi della Tana di Pisa che ci coccolano (eravamo ancora in pochi), e con i quali individuiamo qualche titolo da provare, definite le specifiche: titolo per 6 giocatori con target 8+ o 10+. Richiesta particolare e difficile da soddisfare, anche perché molti dei titoli che ci venivano proposti o li abbiamo in casa oppure li avevamo già provati. Ma alla fine loro sono stati bravi e abbiamo trovato un po' di cose, anche carine, da provare.
Abbiamo iniziato con Augustus, del conterraneo Paolo Mori (qui la recensione delirante del Pollo), che avevo appunto già intenzione di provare: spiegate le poche regole dal bravissimo Diper, ci siamo subito gettati nel gioco: l'aspetto grafico è molto carino, le regole che lo discostano dalla Tombola sono comunque semplici da imparare ma intriganti e lo rendono decisamente più bello del suo vetusto "ispiratore"; i bambini sono riusciti a giocarci senza alcun aiuto, tanto che il più piccolo è arrivato secondo (dopo mia moglie).
Siamo quindi passati ad un vecchio gioco della Queen Games, che ci hanno consigliato (e spiegato) i Goblins: Metro, di Dirk Henn, edito dalla Queen Games, uscito nel lontano '97, gioco a tema ferroviario con la meccanica dello Tsuro (posizionamento tessere che definiscono il percorso): ci siamo molto divertiti, tanto che a breve ne tesserò le lodi in una breve recensione: vi basti sapere che ha vinto il più piccolo!
Successivamente i tre piccoli sono stati attratti dall'edizione gigante di Dungeon Fighter: noi abbiamo l'edizione "standard", ma vuoi mettere fare rollare i dadoni giganti sul pavimento? Per cui, nell'attesa, abbiamo fatto una partita in tre a L'isola Proibita, ideato da Matt Leacock, e curato nella versione italiana da UPlay Edizioni: gioco cooperativo a sfondo isola che si inabissa, con l'obiettivo di recuperare reperti e volare via prima di essere inghiottiti dai flutti. Il gioco è ben realizzato, con ottimi materiali, ma non ci ha entusiasmato più di tanto.
Eravamo così arrivati all'ora di pranzo, e, causa la dimenticanza dello zaino, siamo dovuti uscire a recuperare qualche panino.
Rientrati ci siamo presentati al bancone (ora molto più affollato), ma i gentilissimi Goblins ci hanno comunque consigliato bene, ed abbiamo provato quello che è stato, praticamente, il gioco rivelazione della giornata: Formula D, ideato dalla coppia Lavaur Randall, uscito nel 2008 per conto della Idea Giochi. L'ambientazione, richiamata dal nome, è  presto detta: le corse di formula 1 (GP di Montecarlo). Il gioco è basato su meccaniche di lancio di dadi (differenti a seconda della marcia della macchina), e ci ha veramente entusiasmato tutti, tanto che, dopo aver fatto una partita e averlo riportato (anzi, lo abbiamo lasciato sul tavolo perché un gruppo di ragazzi se ne era entusiasmato al solo guardarci giocare), lo abbiamo ripreso in serata per fare la "partita della staffa". Sarà stata la legge del contrappasso, ma le tre partite fatte le ha vinte tutte mia moglie (donna al volante...).
Successivamente, sono andato a prendere il gioco Ambra (qui la recensione), che avevo provato a Essen dell'anno scorso: volevo farlo provare ai miei per verificarne il possibile acquisto: lo abbiamo giocato, ho vinto io, e forse per questo non ha riscosso il successo sperato... All'esame delle preferenze dei piccoli non è passato!
Ci siamo poi divertiti a giocare a Cash'n Guns, party game della Asmodee del 2005, basato su meccaniche di bluff, ambientato nella malavita dove i giocatori sono dei gangster che litigano per dividersi il bottino di una rapina: gioco molto molto vivace e caciarone, dove a ogni turno si decide, puntando una bellissima pistola di spugna, chi minacciare, e giocando contemporaneamente una carta che riporta un bang o un click (ossia se il colpo va a segno oppure no); i giocatori sotto tiro devono quindi decidere se accettare la sfida o scappare: se scappano rinunciano al bottino del turno in corso, se invece rimangono, rischiano una ferita se la carta del loro minaccioso compagno riporta un bang (alla terza ferita si muore), la fanno franca se invece la carta riporta un click. I ragazzi si sono divertiti molto, anche se in questi giochi, a volte, tornano fuori comportamenti dovuti a dinamiche famigliari interne... Ci siamo comunque fatti un sacco di risate!
Dato che mia moglie era stata eliminata dal gioco, è andata a vedere l'esito della lotteria (eravamo stati i primi a comprare qualche biglietto) e, poco dopo me la vedo tornare con il primo premio: Mage Knight in versione italiana...non ci posso credere!!!!
Smaltita la sbornia per l'incredibile fortuna, siamo tornati al bancone della Tana per farci consigliare un ulteriore gioco, ed abbiamo così provato Transeuropa, un vecchio gioco della Ravensburger (2005), a tema ferroviario, in cui ogni giocatore riceve 5 carte con 5 città da collegare sparse far Europa e Asia occidentale, e lo deve fare posizionando i binari presi dalla riserva comune: il primo che collega le proprie 5 città, utilizzando anche i collegamenti costruiti dagli avversari, è il vincitore della manche: ognuno paga pegno sulla base di quanti collegamenti gli mancano per collegare le sue città: si gioca su più turni e quando il peggiore raggiunge le 12 penalità, la classifica inversa delle penalità determina il vincitore del gioco. Il gioco è abbastanza carino, ci siamo divertiti, però risente un po' dell'età: la meccanica è stata riutilizzata in altri giochi, e forse con maggior profitto.
Dato che si stava facendo tardi, abbiamo optato per proseguire con un gioco che avevo già provato ad Essen: Cappuccino, ideato da Charles Chevallier. Il gioco, astratto, è molto carino e consiste di un dato numero di "bicchierini" a base esagonale, in 4 differenti colori, uno per ogni giocatore. Tali bicchierini vengono posizionati sul tavolo a formare un gruppo, e lo scopo del gioco è fare la pila più alta: l'unica mossa possibile è saltare sopra, con una propria pila (inizialmente fatta di un solo bicchierino) ad una pila limitrofa, purché la sua dimensione sia inferiore o uguale alla mia. I materiali sono molto belli ed il gioco non è affatto male: l'unico motivo per non possederlo è che, con un poco di buona volontà, è completamente riproducibile in casa, ma i materiali messi a disposizione sono veramente eccelsi.
Come vi accennavo, abbiamo voluto terminare la serata con un altro paio di giri a Formula D, ma prima di uscire, attendendo i piccoli che avevano iniziato un'altra partita a Dungeon Fighter, ci siamo dilettati con il rompicapo di Ricochet Robot, anche in questo caso nel formato gigante da torneo.
Pensate che pensavamo di rientrare per le 18:30, ma alla fine siamo usciti poco prima delle 21:30!

Le impressioni

Permettetemi innanzi tutto di ringraziare i "ragazzi" della Tana di Pisa, che non solo rendono possibili questi eventi, ma vi si dedicano con grande entusiasmo e competenza. Detto questo, la giornata è stata veramente esaltante, soprattutto perché, e questa è stata un po' la sorpresa, è piaciuta veramente a tutti i componenti della mia famigliola che vi hanno partecipato. Temevo un po' di non riuscire a trovare giochi che coniugassero gli interessi di un così disomogeneo pubblico, soprattutto per il grande (16 anni) che avrebbe potuto un po' "annoiarsi" a giocare a giochi "per bambini". Invece anche lui si è divertito, forse anche complice la dea bendata che lo ha ripagato con la vincita di Magic Knight! Sicuramente il successo della giornata è dovuto al gran numero di titoli che la Tana metteva a disposizione, per cui ce ne era veramente per tutti i gusti, perfino i titoli più cool del momento (ho visto apparecchiati Caverna, Bruxelles, Coal Baron ecc..., ma non erano nel target della giornata!). Ottima esperienza, quindi: assolutamente da ripetere!
Sulla strada del ritorno, abbiamo stilato la classifica dei giochi provati, ed ecco il responso:
1. Formula D
2. Augustus
3. Cash'n Guns

... ma sono stati menzionati (ossia i ragazzi ne caldeggiano l'acquisto) anche Metro e Ricochet Robots!

Anche l'effetto collaterale non è stato male in quanto, in famiglia, c'era stato un po' di intiepidimento nei confronti dei GdT: questa giornata ha portato decisamente ad una rinascita dell'entusiasmo, che ci siamo poi portati a casa, tanto che nei giorni successivi abbiamo giocato più spesso del solito...

Ecco i link per i vostri acquisti su Egyp:
Augustus, Metro, L'Isola Proibita, Formula D, Ambra, Cash'n Guns, Transeuropa, Cappuccino, Ricochet Robots
  






1 commento:

  1. Bellissimo reportage, complimenti a te e famiglia:)

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