lunedì 28 aprile 2014

Asterion in rampa di lancio

scritto da Fabio (Pinco11)


Ho detto più volte che la stagione ludica nel periodo primaverile comincia ad andare in letargo, per fermarsi definitivamente nell'estate, quando si lavora dietro le quinte per arrivare ad Essen con le ultime novità ed accordi commerciali.

Scorro però la pagina del sito della Asterion dedicata ai titoli in arrivo e ne trovo circa una dozzina in uscita prevista per i prossimi mesi e rimango stranito dalla cosa, per cui il mio primo pensiero è stato quello di chiamare gli amici Massimo Bianchini (socio) e Mario Brunelli (grafico e ufficio stampa) della casa della stella e parlare un pochetto con loro di come stanno andando le cose e dei loro progetti a medio termine, andando, nel farlo, a vedere cosa ci aspetta.


Bene, prima di tutto un benvenuto e i nostri complimenti, perché la prevista grande espansione del vostro catalogo e la nutrita linea di uscite significa che le cose stanno andando bene, o almeno così immagino. Che bilancio ci fate dell'ultimo vostro biennio di attività? Quali titoli hanno garantito le migliori performance? Quali le migliori prospettive? C'è qualcosa invece che ha incontrato il favore del pubblico meno di quanto era atteso?
[Mario] Assolutamente sì, Asterion viaggia a vele spiegate e non ha nessuna intenzione di concedersi alcun riposo! Negli ultimi due anni siamo cresciuti in maniera esponenziale (basti pensare che siamo partiti nel 2010 con un solo titolo a catalogo, Dixit!), sia a livello societario che come parco titoli, arrivando a stringere nell’ultimo anno partnership importanti come quelle con Days of Wonder, Kosmos e Fantasy Flight Games, tanto per citarne alcune.
Siamo molto orgogliosi dei nostri giochi, alcuni dei quali autentici best-sellers: aldilà di Dixit, Dobble e 7 Wonders, che sono sempre ai primissimi posti dei nostri titoli venduti, ce ne sono molti altri che si danno battaglia per raggiungerli, Takenoko, Cyclades, Seasons, I Tre Piccoli Porcellini, Pandemia, Ticket to Ride…
Guardando solo i titoli dell’ultimo anno, quelli partiti in quarta sono certamente I Tre Piccoli Porcellini, Zombicide, l’immortale Ticket to Ride, Pandemia, ma anche i nostri ultimissimi giochi quali Sherlock Holmes Consulente Investigativo, Il Piccolo Principe, Lewis & Clark ecc si sono messi subito in bella mostra.
[Massimo] “Delusioni” vere e proprie fortunatamente non ne abbiamo. 
Ci sono titoli che hanno venduto al di sotto delle aspettative, ma fortunatamente si tratta perlopiù di titoli che hanno già qualche anno sulle spalle, quando ancora dovevamo misurarci con la realtà del mercato italiano e le sue potenzialità numeriche collegate alla tipologia di titoli. In sintesi, i giochi che hanno venduto meno rispetto alle aspettative e che comunque hanno raggiunto il famigerato punto di pareggio tra costi/ricavi sono Goa, Trajan, Pochi Acri di Neve, titoli da gamer, che nonostante la loro qualità non hanno raggiunto numeri eccelsi. Su tutto il resto del catalogo non possiamo lamentarci.

Nel nostro sondaggio dedicato ai lettori la palma per il miglior gioco 'per quasi tutti' del 2013 è andata al vostro La Boca, un titolo che è partito in sordina ma sembra aver attratto, qui da noi, parecchi appassionati. Complimenti per la scelta, che sembra essere stata azzeccatissima per il nostro mercato: io stesso sono rimasto stupito, perché non mi sembrava che all'estero avesse poi sfondato. E' forse che qui da noi i cubettoni colorati di legno che ne rappresentano i materiali sono meno presenti nelle case rispetto all'estero (dove li regalano ai bimbi sin da piccoli) o la cosa è legata ad una maggiore propensione di casa nostra per i Party Games?
[Mario] Avevamo avuto modo di provare La Boca a Norimberga dello scorso anno e ci ha fatto subito impazzire. Perché a noi, questi party games “sociali”, piacciono un sacco! Non ci abbiamo pensato un attimo e alla fine i numeri ci hanno dato ragione, visto che il gioco si è rivelato uno dei più gettonati del nostro catalogo spingendoci in un battibaleno a organizzarci per andare in ristampa. Strano a dirsi, il gioco ha avuto più successo in Italia che non nella sua patria Germania, tant’è che la Kosmos stessa è rimasta di stucco davanti ai nostri numeri!
[Massimo] Aggiungo con una punta di orgoglio che La Boca sarebbe uscito dal catalogo Kosmos e che la ristampa tedesca è stata possibile solamente sommando i numeri dell’edizione italiana alla tiratura. Insomma, raggiungere quantità di vendita che stanno nello stesso grafico del colosso tedesco è motivo di grande soddisfazione!

Dalla esperienza maturata in questi anni, di continua crescita ed evoluzione del vostro catalogo, che idea vi siete fatti del mercato di casa nostra? Che tipo di titoli tira? Da osservatore esterno ho la sensazione che in Italia vadano molto bene i 'cinghiali', o meglio si vendano molto di più di quanto ci si potrebbe attendere in proporzione al numero totale dei giocatori attivi e questo lo collego al fatto che da noi ci sia un forte zoccolo di giocatori appassionati, alla quale non fa ancora da corredo una base (tipo piramide) molto più numerosa di giocatori più occasionali. Me lo confermate? Ciò incide nella scelta dei titoli da localizzare, immagino anche in modo pesante...
[Mario] In realtà è esattamente l’opposto! Malgrado in Italia la cultura del gioco si stia ancora formando, sono proprio i titoli rivolti (anche se non esclusivamente) ai giocatori “occasionali” a farla da padrone, mentre i giochi per “esperti” rappresentano solo una piccola percentuale delle nostre vendite (se si esclude forse il solo Twilight Struggle, che tira invece di più). Basti considerare che, mentre per i nostri giochi “per tutti/tanti” siamo ormai a X ristampe, nonostante le notevoli tirature, per i “cinghiali” è difficile invece arrivare alla necessità di una ristampa. Probabilmente i numeri ideali li ricaviamo dalla categoria di giochi che abbiamo “battezzato” light games, ovvero giochi strutturati e di una certa complessità, ma senza arrivare al livello dei cinghialoni. 7 Wonders e Seasons sono due notevoli esempi, ma anche altri titoli come Takenoko e Tokaido (che non sono esattamente party games) si muovono molto bene.

Va bene, parlato del passato andiamo ora al presente ed al futuro, iniziando da ciò che è appena arrivato. Prima uscita presentata alla Play è Lewis & Clark, titolo di provenienza francese, un gestionalino con la presenza di elementi di deck building che aveva ottenuto ad Essen un bel inatteso sold out. Cosa ci dite su di esso? Quando avete deciso di prenderlo?
[Mario] Ci siamo interessati a Lewis & Clark fin dal suo stato prototipale, e poi via via rapiti dal grande lavoro grafico di Vincent Dutrait. Da parecchio tempo era nell’aria una collaborazione con Ludonaute, poi sempre sfumata, ma con questo titolo e con il Piccolo Principe siamo finalmente riusciti a concretizzare la cosa. Appena avuta la possibilità di provarlo, e superato il primo “strano” impatto dato dall’atipicità di questo gioco, abbiamo capito subito che era un titolo molto valido e dalle grandi potenzialità. Riesce a mescolare benissimo varie meccaniche dando vita a qualcosa di unico e ben bilanciato, sempre diverso ad ogni partita. Il tutto, unito appunto al grande impatto estetico, ci ha convinti che era un titolo “da Asterion”.

Ho notato, per altro, che quest'anno sono calate in numero totale le localizzazioni di titoli stranieri: era stata un'anomalia quella dello scorso anno, quando c'erano già stati una serie di accordi presi da diverse case prima della fiera ed un po' tutti avevano preso qualche titolo o è solo perchè Essen 2013 non aveva riservato poi così tante gemme da contendersi?
[Mario] Non sono sicuro che si possa ancora parlare di cali o anomalie. Secondo me il numero di localizzazioni rispetto agli scorsi anni resta alto o in crescita, poi è ovvio che ogni anno farà storia a sé in base anche alla qualità dei titoli usciti. Per quanto ci riguarda basta guardare la lista delle nostre prossime uscite per capire che anche quest’anno siamo un passo avanti rispetto al precedente, ma anche molti altri editori si stanno dando da fare. Restano “non tradotti”, è vero, parecchi giochi per “gamers” dell’ultima Essen, ma come dicevo questi sono quelli che spingono a farsi più i conti in tasca visto che il pubblico è ristretto e anche scafato nel reperire il gioco in lingua originale o all’estero.

Ok, procedo nell'elenco e trovo un mix di titoli di diversa natura e provenienza. Prima di tutto noto Istanbul, di Rudiger Dorn, edito da Pegasus proprio in questo periodo, che si propone come un classico gestionale dal peso medio - leggero, poi trovo Quantum, a tema fantascienza con i bei grossi dadoni che lo contraddistinguono e, finalmente, l'atteso Sherlock Holmes Consulente investigativo, che era da un bel pochetto di tempo sulla vostra ideale rampa di lancio. Qualcosa era già a Modena (Istanbul e Sherlock). Qui la parola d'ordine sembra 'diversificare' (vedi Sherlock, che è una via di mezzo tra un gioco da tavolo ed un elaborato librogame) o no?
[Mario] “Parola d’ordine” forse no, ma indubbiamente è una cosa della quale teniamo conto. In generale, aldilà del genere, ci piacciono molto i giochi che in qualche modo riescono a differenziarsi per qualche elemento: Istanbul per il rapporto tra semplicità/durata/strategia, Quantum per l’originale utilizzo dei dadi, Sherlock Holmes perché… beh, è un gioco unico! Ma anche Lewis & Clark, o i futuri Splendor, I Costruttori del Medioevo, Mage Wars… sono tutti giochi con una loro precisa identità. Guardiamo molto anche al target, cercando sempre di bilanciare bene l’uscita di nuovi party games, giochi “medi” e giochi per gamers.
[Massimo] In generale non esistono grandissime regole per entrare nel catalogo Asterion, basta che i giochi siano “belli” (o almeno speriamo che lo siano anche per il pubblico). Per il momento non amiamo particolarmente gli astratti, i giochi sportivi e alcune tipologie di giochi di destrezza.

Espansioni, espansioni, espansioni: vedo che anche da voi esercitano il loro fascino, per cui noto quelle di Tokaido (Crossroads), di Zombicide (Toxic City Mall) e di Jungle Speed. In particolare ricordo che a Lucca eravate stupiti dal successone del gioco a tema zombie: quante copie ne avete già bruciate? E poi, anche noi italiani siamo così vittima del fascino dell'add-on?
[Mario] Ci aspettavamo il successo di Zombicide, ma non così tanto! Eravamo certi della forza del gioco, ma anche consci che il prezzo importante – anche se giustificato dalla quantità dei materiali – avrebbe potuto frenare qualche acquirente. Così invece non è stato e la prima tiratura del gioco base è esaurita nel giro di un mese. Siamo stati un po’ sfortunati con la ristampa, che è stata posticipata non per causa nostra (ricordo che le stampe vengono lanciate in contemporanea con tutte le altre lingue, non solo per noi), altrimenti già da febbraio avremmo potuto avere il restock. 
Per l’espansione Tocix City Mall ancora non possiamo parlare, visto che per ora ne avevamo in vendita solo una quarantina di copie a Play Modena (vendute in una mattinata), ma l’interesse dei giocatori è comunque alto.
In generale l’espansione piace sempre “abbastanza”, diciamo che più o meno siamo in un rapporto 1/5 rispetto al gioco base. Ma per noi è anche una questione di principio, a costo di guadagnarci poco /nulla ci teniamo che i nostri clienti possano, se lo desiderano, avere il gioco “completo”. Poi ovvio, siamo anche una realtà commerciale e se mai dovesse capitare che un’espansione si rivela una grave perdita, in quel caso dovremmo rinunciare… ma stiamo parlando per estremi e siamo ottimisti che non capiterà! 

Proseguo ancora e noto due titoli destinato ad un pubblico più 'piccolo', ossia Il Piccolo Principe e Baba Yaga, che ci dici di loro?
[Mario] Il Piccolo Principe ha davvero grandissime potenzialità, e infatti è partito con numeri davvero importanti. È un gioco semplice ma davvero intelligente, e per questo adatto sì ai bambini… ma non solo! Uno di quei casi in cui una licenza importante non è stata semplicemente sfruttata per appiccicarci un gioco che lascia il tempo che trova, ma usata davvero con intelligenza. Gli autori (Bauza e Cathala), d’altro canto, hanno un “curriculum” che parla da solo.
Baba Yaga è il secondo volume della (per noi geniale!) serie Fiabe e Giochi. Siamo molto fieri di questa linea che è davvero curata in ogni minimo dettaglio dalla Purple Brain, e che ha un format assolutamente vincente (materiali, scatola a forma di libro, il tema delle fiabe con il libricino del racconto all’interno, ecc). I Tre Piccoli Porcellini, primo volume della serie, ci ha sorpresi balzando tra i 10 titoli più venduti del nostro catologo. Baba Yaga è un gioco diverso, che si avvicina più a un party games “puro”, e vedremo se saprà calcare le orme del predecessore. Possiamo anche anticipare che abbiamo già concluso i lavori del terzo volume, “La Lepre e la Tartaruga”, un racing game che secondo noi è addirittura il migliore della serie.

Abbiamo visto anche il vostro ingresso ufficiale nel mondo dei trenini plastici di Ticket to Ride, che rappresenta un bel titolo per il vostro catalogo. Noto che proporrete sia il titolo originale che la sua versione decennale, con materiali speciali. Fasce di prezzo e tempi di uscita?
[Mario] L’edizione speciale è davvero una gioia per gli occhi, e sono certo che ci sarà la fila per accaparrarsela. Stando a quanto dichiarato da Days of Wonder dovremmo averla per metà giugno, al prezzo di 79,90 euro.

Proseguono poi i vostri contatti con la FFG e, dopo I Mercanti di Venere (a proposito: come sta andando? .. è un titolo 'non facile' ...) ecco un altro fantascientifico, ossia Cosmic Encounters. So che la sua uscita e localizzazione vi ha impegnato a lungo, che ci raccontate di essa? Cosa altro avete in cantiere, a questo punto, nella vostra collaborazione con l'editore a stelle e strisce?
[Mario] Cosmic Encounters è stato un bel “macigno” di traduzione, ma abbiamo avuto di peggio (Mage Wars e Sherlock Holmes!). Il “lungo tempo” è stato dovuto soprattutto ad alcuni problemi tecnici che hanno colpito non noi ma tutte le edizioni del gioco, che noi siamo solo potuti stare ad aspettare che FFG risolvesse. Nulla di grave comunque, tutto si è risolto senza problemi.
Dici bene, Mercanti non è un titolo facile e infatti non è quello che macina grandi numeri, ma che piano piano vende sempre le sue copie con costanza. Cosa della quale avevamo tenuto conto già al momento di ottenerlo in licenza. Naturalmente si tratta pur sempre di un titolo dall’alto prezzo, e c’è da tenere in considerazione anche quello… non tutti i giochi sono come Zombicide!
Per il prossimo futuro non abbiamo nient’altro in ballo con FFG (se si escludono eventuali espansioni di Cosmic Encounters, ovviamente), ma le occasioni di incontro tra staff non mancano mai e… chissà…

Chiudo, o quasi, con le localizzazioni, chiedendovi notizie su Mage Wars, titolo al quale leggo che dedicherete una uscita prevista per giugno, ma che potrebbe essere l'inizio di una serie di uscite future, visto che il titolo ha riservato già diverse espansioni, ma anche su di un paio di titoli che mi stuzzicano, di provenienza francese, ossia Splendor e Le Batisseurs. Quando li vedremo? Che ci raccontate di essi?
[Mario] Li aspettiamo entrambi a giugno e sono due giochi decisamente interessanti, che anche se diversi hanno una caratteristica in comune: la ricerca di unire un regolamento semplice a un impegno strategico di buon livello, che secondo noi li renderà perfetti come “gateway” per giocatori occasionali verso titoli più “tosti”. Splendor punta anche su materiali sfarzosi, con ad esempio dei pesanti gettoni per le gemme, mentre I Costruttori del Medioevo si presenterà in un economico formato “da party games”, lo stesso con scatola in metallo de Lo Squalo per capirci, il che lo rende un esperimento davvero interessante.

Last but not least, eccoci alla vostra produzione propria (o meglio congiunta), ossia Hyperborea. Già abbiamo dedicato diversi articoli al titolo che è da un pezzetto in sviluppo e che speravamo di vedere sui tavoli già ad Essen 2013. Pollo lo avete già rapito e non so se sia rientrato a casa sua o se sia rimasto da voi a provare il prototipo (a proposito, avete controllato di averlo riportata davvero in sede e che non sia andato misteriosamente perduto? In caso cercherei da lui...): dicci un pochetto come stanno venendo le cose e quali sono le sfide produttive che avete incontrato e che hanno provocato l'attuale tempistica di uscita (lo vedremo ad Essen 2014, vero?).
[Massimo] Il viaggio per Hyperborea è stato (ed è!) particolarmente lungo, visto che il primo prototipo lo visionai esattamente 3 anni fa. Fortunatamente siamo quasi arrivati in fondo al progetto, e il gioco uscirà in anteprima durante la GenCon negli USA ad agosto 2014, dopodiché sarà la volta dell’Europa. Essen (e Lucca per l’Italia) è una data plausibile, ma potrebbe già essere in commercio da prima. 
Come stia venendo… direi molto bene, ma è altrettanto ovvio che dopo 3 anni di gestazione e di modifiche/cambiamenti diventa difficile essere obiettivi, però notiamo che i feedback dei playtester sono sempre molto positivi… insomma speriamo! Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi di Yemaia (ricordo che Hyperborea è una co-produzione con la loro casa produttrice) e con gli autori Andrea Chiarvesio e Pierluca Zizzi per la lunghissima lavorata che si sono (ci siamo!) sorbiti per portare in fondo il progetto.

Ok, chiudo solo pensando che è proprio di questi tempi che si iniziano a prendere accordi anche per le prossime localizzazioni. Vedo che sul fuoco c'è già così un sacco di carne... c'è però anche qualcosa di clamoroso che devo tenere d'occhio sin d'ora per la prossima fiera??
[Mario] Posso assicurare che assi nella manica ne abbiamo ancora molti, con parecchi titoli in procinto di essere annunciati… anzi, quando leggerete queste righe avremo già annunciato Arcadia Quest per esempio, un altro bel giocone a tema fantasy! E poi… no no basta, non dico altro. Seguiteci e lo scoprirete! ;-)

Un grazie ed un saluto ai nostri prolifici amici della Asterion ... ;)

15 commenti:

  1. Inutile dire che per me Mage Wars sarà il vero pezzo da 90 di quest'anno. È veramente un grande gioco, in tutto e per tutto.

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    1. vero concordo, ma quando uscira' in italiano???

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  2. Complimenti ad Asterion per professionalità, correttezza, e passione.
    La differenza in positivo con quasi tutti i suoi concorrenti italiani è imbarazzante.

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    1. Ciao Anonimo,
      permettimi di fare giusto una precisazione.
      Sebbene sia innegabile come Asterion ci sappia fare, sia per le iniziative organizzate, sia per la qualità medio alta dei titoli che localizza, che per l'attenzione che ripone nel rapporto azienda-cliente, non bisogna tralasciare questo punto che ritengo fondamentale.
      Asterion, per quanto riguarda i BoardGames, attualmente, è al 90% un distributore di giochi.
      Che è una cosa ben diversa dall'essere editori come RedGlove, DaVinci, Cranio, etc..
      insomma, anche parlando da un punto di vista economico, l'azienda Asterion vale meno di aziende che hanno un valore aggiunto in cassaforte, che è quello delle licenze dei giochi che hanno fatto.
      I giochi distribuiti su licenza hanno un margine di guadagno minore rispetto a quelli sviluppati ed editi dalla casa che li ha pubblicati, ed è secondo me opportuno fare i complimenti ad Asterion per l'ottimo lavoro che sta facendo, azzeccando con grande capacità molte buone uscite da localizzare, MA allo stesso tempo non si può tralasciare che dal punto di vista editoriale hanno fatto ben poco, mai in maniera autonoma, e che dunque il successo dei loro titoli non è tutto da imputare a loro.

      ergo, continuate così Asterion, diventate anche editori. (Libertalia, Hyperborea...)
      Saluti =)

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    2. Buona considerazione, sebbene nessuno degli editori citati sia un "puro" editore (come lo definisci tu), dal momento che tutti quelli menzionati importano e localizzano titoli. Vero è che Asterion lo fa in prevalenza (... che le marginalità siano minori se ne può discutere!). Tengo comunque a sottolineare che Sine Requie è un prodotto nostro e del quale abbiamo venduto abbondantemente 10.000 pezzi, così come lo sono stati Nephandum, Empyrea (quando D&D era in auge), oltre ai summenzionati Libertalia e Hyperborea. Insomma, dire che "Asterion abbia fatto ben poco come editore" mi sembra un tantino forzato. :)

      Saluti,

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    3. Ciao Massimo,
      ho tenuto conto della vostra esperienza passata e presente dei GDR, ed infatti ho subito specificato "per quanto riguarda i BoardGames" ;-)

      La mia non voleva essere una critica nei vostri confronti, ma una precisazione che mi sono sentito di dover fare al commento dell' Anonimo che mi sembrava stesse
      paragonando aziende principalmente Editrici con un'azienda principalmente Distributore.
      Questa differenza tra giochi editi e giochi localizzati spesso a noi gamers ci sfugge e invece licenze come quella di BANG, INKOGNITO, DUNGEON FIGHTER, hanno un certo valore... Sbaglio?
      Localizzare un Dixit o un Ticket to Ride ha sicuramente una buona marginalità, ma è ben diverso da essere la Libellud o la Days of Wonders che li ha sviluppati. ed infatti io parlavo di valore economico dell'azienda, non tanto del profitto conseguibile e/o conseguito da essa.
      Nota: per fortuna che ci sono ANCHE i distributori, così possiamo giocare anche titoli stranieri!

      stando anche a quello che c'è scritto sul vostro sito, alla voce: "ho inventato un gioco, posso proporvelo?"
      http://site.asterionpress.com/faq.php
      Il mio voleva anche essere un invito per voi a diventare ancora piu' grandi ed ancora piu' importanti ed affermati, perché è questo il trend (incredibilmente crescente e positivo) a cui ci avete abituati ormai! ;)

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    4. Sono d'accordo... a metà.
      Discorso che meriterebbe altre sedi, ma Asterion è un Editore che pubblica in esclusiva per il territorio italiano giochi da tavolo e giochi di ruolo, a prescindere che siano localizzati o che siano nuove produzioni. Mi sembra abbastanza assurdo dire che Asterion sia un editore per quanto riguarda i giochi di ruolo e un distributore* per quanto riguarda i giochi da tavolo.
      *E' assunto comune che un distributore sia tale perché offre ai suoi clienti una varietà di titoli di tutti gli editori presenti sul mercato. Asterion vende solamente i suoi titoli, altri editori invece distribuiscono i nostri titoli (per dire: Giochi Uniti compra e distribuisce Asterion, mentre Asterion NON compra e non vende i titoli di Giochi Uniti, ragion per cui la definizione di "Distributore" la vedo applicarsi a fatica ad Asterion.)
      Saluti,

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    5. E' il discorso a partire da un presupposto non corretto, perché è 'distributore' solo chi si limita a fungere da 'intermediario' nella vendita tra produttore e cliente finale ed il termine è normalmente applicato ai grossisti, che acquistano i prodotti originali per distribuirli, appunto, ai rivenditori più piccoli.

      Nel caso di Asterion l'attività svolta per molti titoli (ovvero quelli non prodotti per la prima volta direttamente da Lei) è invece spesso di localizzazione in italiano del prodotto (in diversi casi, per quanto ho inteso, siamo a livello di coproduzione ab origine), con interventi più o meno importanti a seconda dei casi (per Sherlock Holmes, per esempio, è stato tradotto un vero e proprio libro con annessi e connessi, che rappresentano il 100% del contenuto della scatola, mentre in titoli indipendenti dalla lingua le traduzioni coprono manualistiche ed involucri), ma sempre fornendo all'utente finale un prodotto diverso da quello originariamente edito dal licenziante e stampato (o ristampato) appositamente.

      E' per questo motivo che si parla, anche per chi 'localizza', di Editore e non mi sembra calzante l'uso del termine 'Distributore'.
      Poi, se ci si vuole mettere ad impostare classificazioni di vario tipo, ognuno è libero di fare i 'distinguo' che vuole, ma non so che utilità effettiva abbia la cosa .. (comprendo comunque che Martino non aveva l'intento di sminuire il lavoro di Asterion ...)

      Questi i miei 2 cent .. ;)

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  3. Io spero che giugno di quest'anno sia la volta buona per "Labyrinth guerra al terrore" in italiano

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    1. Anch'io lo sto aspettando!!! Continuiamo a sperare...

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    2. A chi lo dite...

      Ma a proposito dei titoli FFG, spero che possiate localizzare Discwars!

      Lorenzo

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    3. Anch'io aspetto questo titolo in italiano!

      Complimenti all'Asterion per tutto e anche perché è tra le poche aziende che mette a disposizione il regolamento online, consapevole che alcuni ne potrebbero approfittare prendendo il gioco all'estero, servendosi poi del regolamento tradotto. Questa loro scelta mi porta sempre a preferire la loro edizione, anche se a volte può costare un poco in più in termini economici.
      I titoli, infine, sono scelti con un buon criterio

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  4. Grazie ad Asterion per aver portato Mage Wars in Italia, la barriera linguistica avrebbe precluso questo meraviglioso gioco ai nostri giocatori cosi' sensibili all'idioma....

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  5. Asterion sceglie sempre benissimo i titoli da produrre, bravi!

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  6. Spero che prima o poi l'Asterion traduca quel capolavoro di Tales of Arabian Nights. E' l'unica casa editrice a mio avviso che potrebbe farlo.

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