domenica 9 marzo 2014

[nonsolograndi] Loch Ness


scritto da Simarillon (Davide)

Loch Ness è un gioco ideato dal torinese Walter Obert e illustrato da Piotr Socha in cui si può giocare da 2 a 5 persone; il gioco è completamente indipendente dalla lingua ed è disponibile la versione con il manuale in italiano a cura di Red Glove. Tutto il mondo conosce la leggenda del mostro di Loch Ness, il famoso Nessie, ma nessuno è mai stato in grado di riuscire a scattare una buona foto che lo ritragga. I giocatori, nei panni di curiosi fotografi turisti, si posizioneranno vicino alle rive del lago, cercando di far avvicinare il mostro per riuscire a scattare una buona fotografia.



Il gioco … ovvero eccovi le regole
Lo scopo è quello di essere il miglior fotografo a caccia di immagini del mostro Nessie.
materiali in gioco
Ogni giocatore piazza tutti i suoi fotografi (tre in caso di partita a due giocatori, due in tutti gli altri casi) sugli spazi adibiti al posizionamento, gli spazi sono di diverse tipologie (pipistrelli, navi, castelli, pecore, fari, fantasmi, rappresentati ognuno in un diverso colore). Finito questo set-up iniziale ogni giocatore al proprio turno può: o tirare il dado e muovere il mostro oppure spostare uno dei propri fotografi. In caso si decida di tirare il dado si sposterà il mostro di tante caselle quanto il numero uscito sul dado tenendo sempre presente che il mostro deve completare il movimento e non può fare dietro-front. Nel caso sulla faccia del dado esca il disegno dell’acqua il mostro si inabissa e il giocatore potrà farlo riemergere in una qualsiasi posizione del tabellone a lui congeniale. Terminato il movimento del mostro ogni giocatore scatterà le proprie foto, pescando le tessere dal sacchetto di tela, la regola per determinare quante tessere prendere è molto semplice si scatterà una foto per ogni casella coperta dal mostro che riporti il simbolo dell’appostamento del turista fotografo. Il primo giocatore a scegliere le fotografie sarà, naturalmente, il giocatore che ha mosso il mostro, tra tutte le  tessere pescate ogni giocatore terrà solamente quella che riterrà migliore (solitamente quella con il punteggio più alto) per rimettere le altre nel sacchetto, se un giocatore ha più di un fotografo in questa condizione ripeterà le operazioni per ognuno dei propri fotografi.
La seconda opzione di gioco è quella di non muovere Nessi, dal momento che non si trarrebbe beneficio dal suo movimento, ma, in alternativa, si può spostare uno (ed uno solo) dei propri fotografi in un qualsiasi appostamento libero sul tabellone.
La partita finisce quando non ci sono più foto da pescare nel sacchetto. Ogni giocatore somma il valore delle proprie foto e chi ottiene il maggior punteggio sarà il vincitore della partita. In caso di parità vincerà chi ha scattato il maggior numero di foto, in un’ottica in cui chi ha scattato di più ha fatto meglio il suo dovere di fotografo (privilegiando la quantità più della qualità). 


Quante belle fotografie ...
Variazioni sul tema.
Noi, per velocizzare la partita, non rimettiamo mai le tessere nel sacchetto, ma ogni fotografo conserva tutte le tessere pescate, anche perché c’è il rischio concreto di ritrovarsi a metà partita con tutte le tessere più significative già in possesso dei giocatori e con la possibilità di pescare solamente tessere di scarso valore, rendendo di fatto poco interessante il gioco, inoltre così si velocizza la partita con tempi più consoni ai giocatori molto piccoli, come nel caso di mio figlio.
Altre variazioni sul tema sono proposte dall’autore stesso (con Lorenzo non le ho ancora provate perché non mi sembra ancora in grado di padroneggiarle sino in fondo) e sono queste:
  • In caso si inabissi il mostro il giocatore può farlo ricomparire dove vuole ma per quel turno non si scatteranno fotografie (questa ho provato ad introdurla, ma Lorenzo non riesce proprio a capirla);
  • I  giocatori possono spingere o rallentare Nessie nel suo cammino. Con un’opportuna tessera fotografia si potrà influenzare il risultato ottenuto con il dado (aumentando o diminuendo il movimento di quante stelle sono rappresentate sulla tessera) e la tessera fotografia usata verrà riposta nel sacchetto;
  • Al momento della pesca delle fotografie i giocatori pescano una tessera per volta e possono decidere se tenerla o pescare le altre tessere che si ha diritto a pescare, sapendo che verrà sempre tenuta solo l’ultima tessera pescato, un primissimo meccanismo di push-your-luck.
Le regole aggiuntive non sono state testate con Lorenzo e quindi non influenzano quanto scritto di seguito, magari vi aggiornerò quando queste varianti entreranno in gioco anche con il mio bimbo.

I materiali
Nessie
Un tabellone lungo e stretto che simboleggia il lago di Loch Ness, con rappresentati degli appostamenti in cui si possono piazzare i turisti per scattare le loro fotografie e con delle caselle più grandi circolari che rappresentano le possibilità di movimento del mostro, accanto a queste caselle di movimento ci possono essere gli appostamenti dei fotografi rappresentati con piccoli circoletti, uno o più di uno, un dado, di grosse dimensioni, a dodici facce, dodici fotografi di plastica, in cinque colore (3 rossi, 3 gialli, 2 neri, 2 blu, 2 verdi), una miniatura di Nessie (divisa in tre parti: testa, corpo e coda); 32 fotografie dello stesso Nessie (di dimensioni simil Carcassonne, non fatevi ingannare dal regolamento che segnala 36 tessere) che sul retro hanno un numero variabile di stelle, da 1 a 5, e sul davanti hanno un'immagine del mostro: a fuoco, sfocata, sovraesposta, tagliata, il numero di stelle sul retro corrisponde anche ad un numero riportato sul fronte della tessera e corrisponde al suo valore in termini di punteggio; completano la dotazione un sacchetto nero di buone dimensioni per contenere le tessere fotografia ed un dado dodici facce di grosse dimensioni (con due facce 6, tre facce 5, tre facce 4, 2 facce 3 e due facce inabissamento). 
Nel complesso direi più che buona la componentistica del gioco, forse il mostro poteva essere di dimensioni leggermente superiori, ma materiali alla fine promossi come le illustrazioni che rendono bene e in maniera simpatica il tema del gioco, piccolissimo appunto alle fotografie per cui avrei usato sempre figure differenti e non ripetute come invece avviene.

Considerazioni Personali / Impressioni
Questo gioco mi restituisce sempre delle impressioni differenti, non riesco mai a capire se mi piaccia o no, non riesco mai a capire se Lorenzo si diverta sino in fondo oppure no, raramente, diversamente da altri giochi, una seconda partita segue alla prima e questo potrebbe essere un primo indice di gradimento. Mi sembra complessivamente un buon gioco a cui manchi quel ‘quid’ che lo faccia diventare un ottimo gioco, ma non saprei proprio trovare cosa sia questo ‘quid’. L’editore suggerisce come età minima per giocare quattro anni; penso che, se con un minimo di esperienza di altri giochi in scatola, si possa giocare anche un po’ prima, almeno per la mia esperienza è stato così, ma solo con le regole di base; sicuramente non è il gioco con cui inizializzare i bimbi alla nostra passione, a meno che non siano già un po’ più grandi direi almeno sei anni. E’ un gioco che si può continuare a giocare tranquillamente sino all’adolescenza, ma anche qui mi sembra gli manchi quel ‘quid’ per farlo piacere ai più grandi e per far divertire anche i genitori.
Una pecca, soprattutto nell’ottica di Loch Ness come gioco per bambini, è nel computo del conteggio dei punti per determinare il vincitore del gioco, sicuramente di difficile interpretazione per i più piccoli, che non sono in grado di capire, facilmente, la situazione durante l’evoluzione del gioco e che devono essere aiutati da qualcuno con un minimo di abilità matematica per il conteggio delle diverse stelline sulle tessere anche alla fine del gioco per decretare il vincitore finale.
Mi piace molto il piccolo aggiustamento fatto per le partite a due giocatori, ovvero l’aggiunta del terzo fotografo che impedisce un tabellone eccessivamente dispersivo, intuizione sicuramente positiva dell’autore. Similmente mi piace l’idea di un gioco con regole espandibili, che permette di rendere il gioco ancora interessante man mano che i bambini crescono e imparano il gioco, idea presente in molti giochi per bambini che gli dà quel pizzico di longevità in più.
Ottimo sicuramente il prezzo, è un gioco che, facilmente, si può trovare in offerta rendendo il rapporto tra qualità e prezzo più che buono.
Mi rimane un piccolissimo rammarico nel pensare a questo gioco, che, ribadisco, è un bel gioco nel complesso, ma che sarebbe potuto essere davvero un piccolo capolavoro tra i giochi per bambini.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che, giocare significa fare esperimenti col caso, come scrive Novalis, in Frammenti, e qui il caso aiuta lo sviluppo del gioco.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Loch Ness
  • Possibilità di decidere, in base alla posizione sul tabellone, se tirare il dado per far spostare Nessie oppure spostare uno dei propri fotografi in una posizione dai cui trarre vantaggi in un successivo movimento del mostro, quindi lo stesso turno di gioco si può svolgere in maniera molto differente. Questa scelta si può rivelare inizialmente difficile per i bimbi in quanto rompe uno schema prefissato di gioco, ma aiuta a dare dinamicità al flusso di gioco e aiuta a confrontarsi in modo sempre differente con il gioco stesso;
  • Importanza di piazzare strategicamente i propri fotografi (e muovere Nessie) per trarre dei vantaggi dal turno di gioco e possibilmente evitare che lo stesso movimento avvantaggi anche altri giocatori;
  • I dadi non sono solo dadi a 6 facce, sembra una constatazione banale ma non lo è!

Perché giocare con papà ma soprattutto con mamma
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Sicuramente il primo motivo è se c’è in famiglia qualcuno appassionato di fotografia, giocare a fare i fotografi e prendersi in giro per le foto non riuscite bene è divertente e qui sono coinvolto in prima persona.
L’altro motivo è perché né mamma né papà saranno i più brutti al tavolo certamente battuti dal simpatico Nessi. Non posso dire i motivi per giocare con mamma perché a mamma nel nostro caso Loch Ness piace proprio poco, ma mamma è allergica anche a Carcassonne, avrà qualche idiosincrasia per le tessere!

-- Tutti i diritti del gioco appartengono alla casa editrice (Red Glove). Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

4 commenti:

  1. Grazie, buona recensione, ero interessato a questo gioco per i miei figli da un po' ma anche io leggendo le regole non riuscivo a capire se fosse bello e divertente o solo simpatico
    Mi sa che è la seconda

    RispondiElimina
  2. Ciao, come ho scritto è un gioco che lascia sensazioni diverse. Se lo trovi in super-offerta prendilo, ne può valer la pena. Poi considera sempre che quanto scritto si riferisce ad impressioni ed opinioni personali.

    RispondiElimina
  3. Ma costa 70 euro? Possibile?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà io lo vedo in vendita a 27€
      http://egyp.it/divertimento/996-loch-ness-8033324540107.html

      Conta comunque che a volte i negozi online, se restano con una sola copia e il gioco non verrà ristampato alzano il prezzo anche di tanto, perchè diventa oggetto raro (poi non so se il caso di cui mi parli è questo o solo un errore tecnico).

      Elimina