venerdì 21 febbraio 2014

[nonsolograndi] Zum Zum

scritto da Simarillon (Davide)


Zum Zum (Summ Herum) è un gioco della Haba in cui si può giocare da 2 a 4 bambini creato da Christian Tiggemann e illustrato da Hartmut Bieber, il gioco è completamente indipendente dalla lingua ed è disponibile la versione con il manuale in italiano (la versione in tedesco la trovate con il nome Summ Herum). Durante il gioco alcune api operose andranno alla ricerca del prezioso nettare per produrre il loro dolce miele, cercando di evitare l’impertinente ranocchio Federico.


Il gioco … ovvero eccovi le regole
Lo scopo e’ raccogliere le tre gocce di nettare che sono depositate su uno dei quattro fiori disposti sul tabellone di gioco. Per farlo ogni giocatore ha a disposizione due api dello stesso colore del nettare che deve raccogliere. A rendere difficile la raccolta il ranocchio Federico che imprigiona le api riportandole all’alveare.
La mappa di gioco è un percorso circolare di 12 caselle, con 6 caselle laterali (che rappresentano delle rocce), 4 alveari da cui partiranno (e ripartiranno) le due api e 4 fiori colorati da cui raccogliere il nettare, posti nello spigolo opposto rispetto allo spigolo dell’alveare.
Ogni giocatore, al proprio turno, deve tirare due dadi, il primo determina il movimento dell’ape, il secondo il movimento del ranocchio. Le regole suggeriscono (inizialmente) di muovere prima l’ape e poi il ranocchio, e, successivamente, acquisita una certa confidenza con il gioco di scegliere se muovere prima l’ape o prima il ranocchio. Il dado con il ranocchio è a sei facce raffiguranti appunto Federico in vari colori (2 blu, 1, giallo, 1 rosso) due facce ‘rana’ che non hanno colore, in quel caso la rana non si muove (Federico, infatti, sta dormendo). Il ranocchio si muove sempre in senso orario, mentre le api possono muoversi sia in senso orario sia in senso anti-orario, il dado giallo anche lui a sei facce (sono presenti per due volte i numeri 1, 2, 3) serve per far muovere le operose api alla ricerca del nettare; se un ape termina il proprio movimento su una casella già occupata avanzerà sino alla prima casella libera, facendo attenzione al fatto che durante il movimento si debbono comunque contare anche le caselle occupate da altre api. Le api, per evitare la lunga lingua di Federico possono rifugiarsi sulle rocce laterali, dove la lingua non riuscirà a prenderle.
Il gioco termina quando uno dei giocatori riesce a raccogliere la terza goccia di nettare.
Variazione sul tema
Noi abbiamo introdotto, con piacere devo dire, il fatto che le api una volta preso il proprio nettare devono riportarlo nell’alveare (altrimenti come fanno a produrre il miele!). Il gioco termina quindi o quando uno dei giocatori riesca a portare la prima goccia di nettare all’alveare (per partire più brevi) o quando sono state portate le tre gocce di nettare di un giocatore all’alveare. In questa variante le api procedono almeno per le prime partite, anche loro in senso orario, per non complicare troppo il flusso di gioco.

I materiali
I materiali, come nella quasi totalità dei giochi della Haba, sono di qualità assoluta. Il ranocchio Federico è di buone dimensioni, tutto in legno, con una buona calamita, e sicuramente attrae l’attenzione dei giovani giocatori per quella lunga lingua rosa e per la simpatica espressione.
Le otto api, anche esse di legno, e con la calamita, sono belle e molto funzionali al gioco. Il tabellone è in perfetto ‘stile Haba’ ottimamente illustrato e con quei dettagli che catturano l’attenzione dei bambini (le api raffigurate hanno delle buffe espressioni). I dadi sono assolutamente funzionali al gioco e, inoltre, di due colori differenti per poterli distinguere con facilità e associare immediatamente il movimento al dado.

Considerazioni Personali / Impressioni
Personalmente ritengo sempre interessante i giochi in cui si può veicolare la vittoria o la sconfitta senza che il bimbo se ne accorga e Zum Zum, pur essendo molto influenzato dal dado, offre questa possibilità ai genitori che possono perdere ‘volutamente’ o giocare alla pari con i propri figli.
L’editore suggerisce come età minima per giocare quattro anni, e credo sia questa effettivamente un’età corretta per porsi di fronte a questo gioco. Lo vedo divertente anche a età decisamente più adulta, diciamo così fino alla primissima adolescenza, anche se il crescere dell’età e l’accumularsi delle partite può far venire a noia le meccaniche di gioco.
Posso vedere nel gioco un piccolo difetto che è nella possibile lunghezza della partita, con alcune particolari combinazioni (sfortunate) di dadi. Risulta essere complicato raccogliere (ed eventualmente portare all’alveare) le tre gocce di nettare, in una lunghezza non facilmente tollerabile dai bimbi più ‘impazienti’.
Il prezzo non è proprio basso, come in molti giochi ‘deluxe’ della Haba, ma sicuramente … vale la spesa che si va ad affrontare, anche se devo fare una piccola nota di demerito per la traduzione italiana del manuale, davvero pessima e che riesca riesce a lasciare dei dubbi in un gioco per bambini con regole molto semplici.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che, giocare è crescere, come scriveva Stephen Littleword.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Zum Zum (o avrebbe imparato se non le avesse imparate da altri giochi e che con Zum Zum si sono rafforzate … ):
  • a volte può essere necessario il ‘sacrificio’ di una delle proprie api per ottenere un risultato positivo, ovvero raccogliere il nettare, può essere conveniente, quindi, far catturare una delle proprie api per fermare la corsa del ranocchio;
  • il calcolo del rischio, ovvero quando posso osare e quando invece devo far riparare la mia ape sulla roccia sino al passaggio del ranocchio Federico, in una primissima visione di scelta strategica;
  • la possibilità, durante lo stesso turno, di interpretare ruoli differenti, interagendo, anche nel proprio turno, così con gli altri giocatori, attraverso il movimento del ranocchio;
  • la valutazione della convenienza tattica nel muovere prima il rospo o prima l’ape per avvantaggiarsi con il risultato dei due dadi.

Perché giocare con papà ma soprattutto con mamma
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Il primissimo è per i papà, volete mettere che bello chiedere a vostra moglie di giocare a Zum Zum ...

Come detto, molto bello il fatto che si possa giocare (ed eventualmente arrabbiarsi) indirizzando la partita verso la vittoria o la sconfitta, senza essere troppo in balia degli eventi e quindi far vincere o perdere il proprio bimbo a seconda delle necessità. Il motivo in più per giocare con mamma poi è che … tutte le donne sono attratte dai fiori e da questi simpatici ed operosi insetti che sono le api.

-- Tutti i diritti del gioco appartengono alla casa editrice (Haba). Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

8 commenti:

  1. Ciao,
    questa rubrica mi interessa e le tue recensioni mi piacciono.
    Avrei però una piccola curiosità. Ho notato che hai esordito con 3 giochi Haba: sono previsti anche giochi di altri editori?
    Ciao

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  2. Ciao, è già stata preparata la prossima recensione con un gioco della Asmodee, ma non voglio rovinarti la sorpresa dicendoti già ora il titolo del gioco a meno che non voglia intervenire Fabio, la prossima recensione che scriverò poi, con tutta probabilità sarà su di un gioco della Red Glove ...
    Per quanto riguarda le recensioni ho iniziato con i giochi che, in questo periodo, mi hanno colpito di più per diversi motivi giocando con mio figlio. Tutti i giochi da me recensiti, infatti, fanno parte del ricco scaffale di mio figlio (dove la Haba fa la parte del leone) e sono stati sperimentati con tante tantissime partite in famiglia e con qualche partita con gli amichetti di Lorenzo. Se hai dei consigli sui giochi che vorresti veder recensiti libero di accogliere i tuoi consigli, mi piace sempre comperare giochi sia per me sia per il mio bimbo, anche se poi il portafogli fa urla di dolore.
    Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere e poi è gratificante sapere che quello che scrivi viene letto, apprezzato e magari usato come suggerimento pratico per far divertire degli altri piccoli in un modo un po' diverso dal solito.
    Davide

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    1. Aggiungi pure... letto da chi sviluppa quel tipo di giochi, o almeno di prova :)
      Personalmente mi dedico più a giochi 5+ (vedi gli ultimi giochi Clementoni), quindi se da quanto ho capito Lorenzo ha 4 anni, non ho molti consigli da darti. Per ora mi viene da pensare anche ai giochi Drei magier, Djeco, Beleduc e Huch! & Friends, ma molti sono dai 5 anni in su. Insomma, vai avanti così che vai bene.

      Cambiando argomento, avrei una piccola curiosità... Leggendo il tuo ultimo paragrafo, mi viene da domandarti: secondo te quante volte conviene far vincere un bambino? C'è chi tende a farlo vincere spesso, soprattutto durante le prime partite, altrimenti c'è il rischio che non voglia più provare quel gioco. D'altra parte, penso non bisogni viziarlo troppo ed educarlo sia alla vittoria che alla sconfitta. Insomma, cercare di farlo vincere la metà delle volte.
      Tu come hai fatto? Gli altri vogliono condivedere la loro esperienza?
      Ciao e grazie

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    2. Ciao, iniziamo dalla parte più semplice ovvero grazie per i consigli, conoscevo Drei Magier (anche se a casa non abbiamo nessun gioco loro, ma sarà il prossimo ad arrivare) e Djeco, mentre non conoscevo Beleduc e Huch! & Friends, ho navigato un po' nel loro siti a mannaggia ho allungato la lista dei giochi da provare e comperare.
      Ora arriviamo al punto difficile, quando, quanto e come far vincere i proprio figli. Dipende molto anche dal carattere dei bambini quindi valuta quanto scrivo come impressioni generali influenzate molto dalla mia esperienza reale. La prima partita, se possibile, la deve vincere il piccolo, magari 'sudandosi la vittoria sino alla fine', perché se no davvero c'è il rischio che il gioco venga accantonato e/o preso in antipatia, diciamo che poi una delle partite successive la deve perdere se possibile sempre rimanendo vicino alla vittoria e non troppo attardato rispetto a chi ha vinto. L'ideale sarebbe il farlo vincere, secondo me, un po' più di metà delle volte, ma chiaramente non sempre, anche se dipende molto da chi e come si approccia al gioco, ad esempio, mia moglie devo dire che è più brava di me in questo, io tendo a farlo vincere un po' troppo spesso, soprattutto nelle partite tra me e lui, mentre se ci sono altri amichetti cerco di far vincere un po' tutti riservandomi spesso l'ultimo posto, con il nonno poi non perde praticamente mai, magari non rispettando nemmeno le regole del gioco. E' innegabile che le nuove generazioni siano un po' 'troppo viziate', ma mi ricordo che anche io da piccolo mi arrabbiavo molto in caso di sconfitta, e non da molto tempo gioco più per divertirmi che per vincere. Un'ultima nota poi è quella che può insegnare sicuramente una sconfitta, ma può insegnare molto anche una vittoria ottenuta rispettando le regole strutturate del gioco.

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    3. Voglio farti rimanere al verde... mi ero dimenticato di Ravensburger, Selecta e Zoch :)

      PS: in effetti, se le partite si decidono sul filo di lana, la partita può risultare più divertente indipendentemente dall'esito finale. Grazie per la dritta ;)

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    4. beh diciamo Selecta presente e ben conosciuta, Viva Topo uno dei miei giochi preferiti per bambini, Zoch e Ravensburger conosciute, almeno in questo caso non mi danneggi troppo il portafogli

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  3. Questa rubrica mi piace moltissimo. Continua così :-)
    Mik

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  4. Grazie :) e tu continua a leggere ...
    Davide

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