lunedì 30 dicembre 2013

Anteprima - Yunnan

scritto da Fabio (Pinco11)


La Argentum Verlag è un editore tedesco che annualmente si presenta ad Essen con un proprio nuovo titolo: nel 2009 ha colto probabilmente il suo maggior successo con Hansa Teutonica, di Steding, seguito l'anno successivo da First Train to Nuremberg, riedizione di un titolo di Wallace. Meno appariscenti sono state le uscite degli anni seguenti (Coney Island e Desperados), ma la sua attenzione il loro piccolo stand la attrae sempre.
Quest'anno la casa ha cercato di ripercorrere in qualche modo le strade tracciate con Hansa, visto che il titolo proposto, ossia Yunnan, dell'esordiente Aaron Haag (per 2-5 giocatori dai 10 anni in su, tempo medio a partita superiore all'oretta, a occhio e croce direi indipendente dalla lingua), mette i partecipanti nei panni di altrettanti commercianti di tè tra le province del Tibet, il tutto con meccaniche di gestione lavoratori, creazione di reti e controllo territorio.


Componenti e flusso di gioco

Abbiamo un bel tabellone, nel quale si trovano, nella parte a sinistra le locazioni dove si piazzeranno i propri trippoli lavoratore (se ne hanno da 3 a 7) ed in quella a destra ed in alto la mappa nella quale ci si muoverà per il commercio e costruzione di edifici. Ogni giocatore ha inoltre a disposizione un bel set di trippoletti di diversa forma e dimensione, ovvero dei gettoni segnapunti, dei bastoncini - ponte, un cavallo, un paio di tea houses e di trading posts e diversi altri segnalini. La classica manciata di monete e qualche segnalino vario completano la dotazione. Noterete che non sono presenti, nella classicità del titolo, mazzi di carte.

Passando alle regole, rinvio come sempre al manuale chi volesse maggiori dettagli, limitandomi a brevi cenni. L'idea è quella che si parte con tre ometti ed una piccola somma di denaro e che in ogni turno ci siano due fasi, ovvero la prima di piazzamento ometti nelle varie locazioni sulla sinistra, quindi la risoluzione dei loro effetti ed infine vi è la fase di interazione sulla mappa delle regioni nelle quali si commercia.
Nel piazzamento, per altro, è attiva una sorta di meccanismo di offerta, nel senso che gli spazi nei quali si collocano gli ometti recano dei valori, che ne indicano il costo, attribuendo la priorità a chi si colloca nello spazio più in alto (chi occupa spazi molto in basso può essere rimosso). Le locazioni consentono rispettivamente di ottenere denaro (la banca), oppure di influire sul numero di province che si possono attraversare nella fase di viaggio, o sulla distanza che si può raggiungere, o, infine, di acquisire influenza, ulteriori ometti e/o edifici da aggiungere nella fase di viaggio.
Nella seconda fase del turno si provvede a muovere gli omini presenti sulla mappa o piazzati nel mercato tra le varie regioni sulla mappa, collocando su di esse gli edifici ed eventuali ponti (fungono da scorciatoie). La meccanica è importante perché qui si nota una certa interazione (è possibile espellere ometti altrui se si ha sufficiente influenza: ad ogni turno c'è un Ispettore generale che viaggia per la mappa ...) e perché a fine turno si ricevono introiti (e segnalini 'dono') sulla base degli ometti ed edifici presenti nelle varie regioni. Gli introiti, inoltre, possono essere convertiti in punti vittoria (a scapito della capacità produttiva successiva...).

Il gioco termina al raggiungimento di 80 punti vittoria o all'esaurimento dei token 'dono' presenti sulla mappa: a quel punto è attribuito un bonus sulla base dei risultati raggiunti.
Da notare che esistono delle varianti di gioco, la prima per renderlo fruibile da 2 giocatori (si prendono due colori a testa) e la seconda (per esperti) contemplando la possibilità di spendere più denaro di quanto di possieda, subendo in tal caso pesanti penalità in punti.

Impressioni

Il titolo si presenta come classico nelle sue dinamiche principali, che sono quelle del piazzamento lavoratori (con 5/6 locazioni disponibili, quindi non dei più complessi) e della costruzione di una rete (a sua volta semplificata, perchè abbiamo giusto 5 regioni da controllare). Leggendo con attenzione il regolamento si intuisce che molte delle sue carte (virtuali, perchè, finalmente, in questo gioco di carte non ce ne sono, tanto per differenziarsi dalla massa) il titolo le gioca sulla capacità di massimizzare proprio la sequenza di azioni, capendo quando differenziare le proprie azioni dagli altri (spendendo di meno), quando diventare aggressivi puntando sull'influenza e quando invece costruire.
I materiali si propongono a loro volta come gradevoli ma non invasivi, così come risulta a prima vista la grafica, affidata a Dennis Lohausen. Simpatica l'ambientazione, anche se, ovviamente, poteva essere sostituita da altri contesti senza grossi sconvolgimenti.
La miscela, se il tutto sarà equilibrato, ha le potenzialità di essere interessante: del resto il titolo sembra imparabile relativamente con poco e non facile da interpretare con maestria e queste sono le basi per sfondare con il grande pubblico. 
Da mooolto lontano porta alla luce le sensazioni di un Puerto Rico, ma probabilmente è la nostalgia che parla e non la mente pensante. 
La differenza tra il successo ed il dimenticatoio la farà quindi quanto il gioco sia davvero oliato, ma quello che è sicuro è che dovrete lasciarlo stare se siete di quelli a cui non piace l'interazione diretta, perchè qui di gente che vi pesta fisicamente i piedi ne troverete, eccome. 

In definitiva questo Yunnan si presenta come gioco classico nelle sue meccaniche, non difficile come regole, piuttosto interattivo ed aperto a piccole cattiverie. Da tenere a sua volta d'occhio nel mare magnum dello Spiel.

Le immagini sono tratte da BGG (postate dall'autore del gioco, Aaron Haag) dal manuale o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Argentum Verlag) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

Nessun commento:

Posta un commento