venerdì 25 gennaio 2013

Kemet - Recensione

scritto da polloviparo.


Oggi parliamo di Kemet (di cui Izio aveva già scritto un'anteprima qui) degli autori Jacques Bariot e Guillaume Montiage, illustrato da Dimitri Bielak, Emile Denis, Nicolas Fructus edito da Asterion Press e Matagot.
Per molti questo gioco rappresenta il seguito ideale di Cyclades (qui la mia recensione) di Bruno Cathala e Ludovic Maublanc illustrato da Miguel Coimbra.
Cercheremo quindi, oltre ad illustrare brevemente il gioco, di capire quanto abbiano di simile i due titoli sopra citati e quanto di diverso.

Partiamo dalla descrizione del gioco pubblicata sul sito della Asterion:

Kemet è un rapido e feroce gioco di battaglie, in cui i giocatori saranno alla guida di una mitologica tribù egiziana che utilizzerà i poteri mistici degli dèi dell'antico Egitto, insieme ai loro potenti eserciti, per ottenere punti tramite gloriose battaglie o attraverso l'invasione di ricchi territori. 

Definizione che dimostra grande capacità di sintesi, descrivendo perfettamente Kemet in poche righe. Passiamo quindi ad analizzare il gioco.


Il gioco

L’obiettivo di Kemet è quello di totalizzare un certo numero di punti vittoria e più precisamente 8 o 10 a seconda che scegliate la modalità breve o quella lunga. Se vi stranisce il fatto che la durata della partita possa variare in maniera consistente per soli due “punticini”, continuate a leggere!
Già nell’obiettivo abbiamo il primo punto di incontro con Cyclades, ossia per vincere occorre raggiungere un traguardo prima degli altri.
In Cyclades si parla di possedere due metropoli e qui un certo ammontare di punti, ma al lato pratico le similitudini nel gameplay si fanno sentire. In entrambi i titoli si ha quasi la sensazione di partecipare ad un "race game", dove occorre evitare che gli avversari raggiungano la “meta” per primi, ricorrendo anche a  qualche “sgambetto”.
Il tutto si traduce in una definizione ossia “bash the leader” o se preferite in “picchia chi è in testa”!
Per molti questo rappresenta un difetto, io ritengo sia un aspetto imprescindibile dei giochi competitivi, comunque sia Cyclades e Kemet ne fanno il punto di forza!


La plancia di gioco varia sempre in funzione del numero di giocatori. Se in Cyclades si è optato per una soluzione modulare con plancia componibile, per Kemet è stata utilizzata una più classica plancia bifacciale.
Un lato per 2-4 giocatori e l’altro per 3-5 giocatori.
A seconda del numero dei partecipanti, alcune porzioni della mappa possono essere escluse dalla partita.
Accorgimenti di questo tipo sono indispensabili in giochi come Kemet, dove altrimenti i giocatori terrebbero le distanze, senza mai incontrarsi.

La mappa rappresenta il deserto e riporta diverse location:

Le città (una per giocatore): assegnate ad inizio partita, suddivise in tre distretti, contenenti una zona predisposta per una delle piramidi.

I templi da conquistare: questi sono molto importanti, infatti controllare un tempio fornisce un Punto Vitto­ria temporaneo e Punti Preghiera, inoltre se alla fine della fase giorno si riesce a controllare almeno due templi si ottiene un Punto Vitto­ria permanente.

Il Santuario di Tutti gli Dèi (non è un tempio): il giocatore che lo controlla ha la possibilità di sacrificare due unità per ottenere un Punto Vittoria permanente.

Devo ammettere che la plancia non colpisce particolarmente per l’aspetto estetico; direi che c’è una certa dominanza cromatica del giallo… non si può dire che il deserto sia  un buon presupposto per avere una plancia particolarmente colorata, comunque sia non aspettatevi una plancia disegnata da Menzel!
La stessa plancia di Cyclades, seppur non particolarmente ispirata, risultava più gradevole (forse perché il mare azzurro e le isole ci rievocano magari ricordi più piacevoli, legati ad una qualche vacanza estiva…)
Detto questo è perfettamente funzionale al gioco è sufficientemente ampia per contenere tutte le miniature che andranno a comporre i vostri eserciti.


La partita si articolerà attraverso una successione di Fasi Giorno e Notte fino al raggiungimento della vittoria da parte di almeno un giocatore.

La fase notte è una fase fondamentalmente preparatoria. Ai giocatori vengono distribuiti di 2 Punti Preghiera (un po’ la moneta del gioco) e le carte Intervento Divino.
Si applicano quindi gli effetti potere notturni e si determina l’ordine per il turno.

La fase giorno è invece la fase di gioco vera e propria dove si compiranno le proprie azioni, utilizzando gli appositi segnalini.
Alla fine della fase si avrà l’attribuzione dei Punti Preghiera e dei Punti Vittoria permanenti del tabellone.


Analizziamo i vari punti.

Distribuzione dei punti preghiera: Ogni giocatore riceve 2 oltre ai Punti Preghiera assegnati dalle proprie tessere Potere.
E’ la rendita minima, in pratica equiparabile alla rendita fissa in Cyclades derivante dal possesso di isole con Cornucopie.

Distribuzione delle carte intervento divino: ogni giocatore riceve una carta Intervento Divino, pescata a caso dal mazzo. Tali carte potranno essere giocate solo in dati momenti durante lo svolgimento della partita, previo pagamento del costo (se presente).
Queste carte introducono un elemento di varietà al gioco, ma al contempo gli conferiscono anche un aspetto di aleatorietà.
Non particolarmente fastidioso, ma comunque doveroso segnalarlo agli amanti della “matematica a tutti costi” .

Risoluzione degli effetti dei poteri: in ordine di turno, ogni giocatore applica gli effetti delle proprie tessere Potere che contengono il simbolo Notte.

Determinazione dell’ordine di turno: il giocatore con il minor numero di PV determina l’ordine dell’intero turno.  Quest’aspetto è molto particolare, in pratica l’ultimo giocatore decide l’ordine per tutti e vi assicuro che la cosa è capace di attirare le ire funeste degli avversari.
Nasceranno vendette trasversali che andranno ad accentuare ulteriormente i conflitti, come se il gioco non offrisse già sufficienti incentivi a tal proposito.
Ho ricevuto minacce del tipo: “se mi metti ultimo, ne pagherai le conseguenze…” :)

Passiamo ora alla fase delle azioni vera e propria.
Qui la prima grossa differenza con Cyclades. Le aste sono state totalmente eliminate in virtù dell’introduzioni delle plance individuali, che sembrano costituire un po’ il trend del momento.
Ogni giocatore dispone di 5 segnalini azione.
A turno questi segnalini vanno collocati su una delle caselle azione della propria plancia applicandone subito gli effetti.
Non è possibile ovviamente collocare segnalini su una casella già occupata, inoltre dopo averli piazzati tutti e  5, ogni giocatore deve avere collocato almeno un segnalino in ognuno dei primi 3 livelli della pira­mide.
Ho trovato quest’aspetto molto interessante e capace di influenzare più di una scelta nel corso della partita.

Entriamo quindi nel dettagli delle azioni, molte di esse possono essere considerate auto esplicative.

Pregare: si ricevono 2 Punti Preghiera.

Elevare una piramide: si può innalzare una piramide di uno o più livelli.
Nel gioco ci sono tre piramidi: una rossa, una bianca ed una blu. Sono rappresentate da tre dadi a 4 facce di dimensioni importanti (anche se non equiparabili a quelli di Seasons, ancora irraggiungibili, soprattutto per il peso… :) ).
Le piramidi permetto ai giocatori di teletrasportarsi verso un obelisco, di acquistare tessere Potere dello stesso colore e di pari o inferiore livello, infine il controllo di una piramide a livello 4 conferisce 1 Punto Vittoria temporaneo al giocatore che la controlla.
Peccato che elevare una piramide abbia anche un costo in Ankh, scusate, in Punti Preghiera pari al livello di innalzamento.
Quindi voi magari vi fate il cul… ehm "un mazzo tanto" per portare una piramide al quarto livello, accendete un bel mutuo nella banca della vostra città per avere gli Ankh necessari e poi arriva un bel giocatore con un esercito imponente e ve la porta via, ma il mondo non è una cosa meravigliosa!!!
Scherzi a parte, se non si fosse capito spetterà alla vostra sensibilità difendere adeguatamente le piramidi con le vostre truppe.
Peccato però che i punti si facciano sconfiggendo gli eserciti altrui e a tale scopo avrete bisogno di impegnarle altrove.
Scelta difficile… e altrimenti il gioco dove sarebbe? :)


Acquistare una tessera Potere: è possibile acquisire una tessera Potere del colore specificato. Per poter acquistare una tessera Potere, il giocatore deve controllare una piramide dello stesso colore e di livello almeno pari a quello della tessera, oltre che pagarne il costo (sempre pari al livello della tessera).
Le tessere potere forniscono dei vantaggi utilizzabili nel corso della partita. In base alle tessere che acquisterete andrete un po’ a configurare quelle che saranno le peculiarità della vostra civiltà. In pratica rappresentano quelli che in un gioco di civilizzazione sarebbero gli avanzamenti tecnologici.

Reclutare: Si pagano un numero di Ankh proporzionalmente al numero di unità che si intendono reclutare. Le unità vanno piazzate in uno dei tre distretti nella città del giocatore.Da notare che una truppa può contenere un massimo di 5 unità e quindi non è possibile formare eserciti mega galattici… o forse in questo caso è meglio dire “faraonici”.

Muovere e attaccare: questa è ovviamente l’azione fulcro del gioco. L’azione di movimento consente di spostare 1 truppa. Nell’ambito del movimento il giocatore può lasciarne alcune unità lungo il percorso. La capacità di movimento base di una truppa è di un’area, ma può essere incrementata da vari fattori (tessere potere, abilità di una creatura, ecc…)
La cosa interessante nel movimento è che un giocatore può teletrasportare una truppa da una piramide a un’area con un obelisco.
Questo soluzione rende il gioco veramente molto dinamico e non vi permetterà mai di sentirvi al sicuro.
In pratica non esistono zone della mappa “protette” e il pericolo che un avversario si teletrasporti nelle vostre vicinanze è sempre dietro l’angolo.
Ovviamente se un giocatore invade un territorio controllato da altri, ha luogo una battaglia.



Sia l’attaccante che il difensore devono scegliere 2 carte Battaglia, una da giocare (coperta) ed una da scartare.
Si possono inoltre aggiungere alla carta giocata delle carte Intervento Divino (coperte).
Dopodichè le carte vengono rivelate.
Il vincitore è il giocatore con il valore di battaglia maggiore.
Questo valore si ottiene sommando: il numero di unità nella propria truppa, il valore di forza della propria carta battaglia, i bonus di attacco o difesa derivanti dalle proprie tessere potere e/o dalle creature coinvolte nella battaglia e/o dalle carte Intervento Divino.
Ogni carta Battaglia riporta un valore di Danno ed uno di Protezione.
Sia il vincitore che lo sconfitto perdono un numero di unità pari alla differenza fra il valore di danno ed il proprio valore totale di protezione.
È quindi possibile che il vincitore dello scontro perda comunque tutte le unità, ed il difensore rimanga con dei sopravvissuti.
Nell’ottica che comunque il Punto Vittoria Permanente se lo aggiudica il vincitore, capirete che a volte i sacrifici sono necessari…
Dopo la battaglia, tutte le carte giocate vengono scartate Quando un giocatore avrà scartato tutte e sei le carte Battaglia, le riprenderà in mano.
Nelle battaglie le carte Intervento Divino possono generalmente fare la differenza.
Certo occorre avere pescato le carte da utilizzare a tale scopo e qui ci riallacciamo un po’ alla componente aleatoria sopra richiamata.
C’è anche da dire che è possibile impostare la propria strategia indirizzandola verso la pesca di queste carte in modo di averne molte a disposizione.
Come in Cyclades la forza è data anche dal numero di unità che compongono l’esercito e quindi tutto il resto può essere inteso un po’ come modificatore.
Diciamo che se non vi ha infastidito il dado di Cyclades, non vi infastidiranno nemmeno le carte di Kemet.

Mi vorrei soffermare un attimo anche sul discorso Punti Vittoria temporanei e permanenti per tornare sempre in termini di confronto con Cyclades.
In quest’ultimo otteniamo un Metropoli quando siamo in possesso delle quattro tipologie di edificio. Per raggiungere tale obiettivo è indispensabile difendere con i denti le isole sopra le quali questi sono stati edificati.
In Kemet ci sono comunque punti vittoria temporanei da difendere, si veda ad esempio il controllo di una piramide di quarto livello, ma ci sono anche punti permanenti.
Può sembrare una differenza da poco, ma l’incidenza sul gameplay  è devastante. Assicurarsi dei punti permanenti permette di conquistarsi la vittoria piano piano, senza il rischio di vedersela soffiata all’ultimo secondo (ovviamente non è facile).

Il gioco è molto equilibrato e spesso si arriva verso alla fine con punteggi equivalenti e la lotta per gli ultimi punti, temporanei o permanenti che siano è particolarmente serrata.

Concluderei con le creature. Nel gioco ci sono sette creature mitologiche, ottenibili acquistando la corrispondente tessera Potere. Queste creature forniscono diversi privilegi alle truppe con le quali viaggiano. Queste creature sono rappresentate da delle miniature di dimensioni importanti e molto dettagliate, ancora una volta il rimando a Cyclades è d’obbligo in quanto chi ha avuto modo di provarlo sa di cosa stiamo parlando.
Controllare una creatura assegna un senso di potere non da poco e vi assicuro che se ne avete presa di mira una, vedervela soffiata dispiace parecchio!
Occorre quindi portare la piramide al livello richiesto il prima possibile, stando attenti nel frattempo a non mostrare eccessivamente il fianco e tenendo d’occhio i punti degli altri giocatori.


Componentistica e dipendenza dalla lingua.

Sulla componentistica non ho molto da aggiungere, siamo veramente su un ottimo livello.
Grande plancia di gioco, tessere ben illustrate e di grandi dimensioni, miniature in plastica per gli eserciti e miniature delle creature mitologiche, carte, tokens… insomma tutto quello che potete desiderare di trovare in un gioco.
Le tessere e le carte sono disegnate in modo da rendere il gioco indipendente dalla lingua, con i vantaggi e gli svantaggi del caso.
L’assenza di barriere linguistiche nel gioco si traduce in una miriade di simboli i cui effetti vanno imparati. Nulla di preoccupante ovviamente, ma alle prime partite non sarà così immediato e dovrete ricorrere spesso all'aiuto di gioco (che riporta le descrizioni delle simbologie).

Durata del gioco

Si parla di 90 minuti… Tempo abbastanza ottimistico a mio giudizio, specie nelle prime partite (anche se questo è normale).
Certo la durata della partita dipende molto dallo stile di gioco di chi siede al tavolo; giocatori molto “aggressivi” inevitabilmente porteranno alla fine della partita in tempi più brevi.
Mi sento comunque di dire che un “120 min.” non stonerebbe affatto.

Scalabilità

Il gioco è per 2-5 giocatori. Il range è ottimale, ma data la tipologia di gioco, difficilmente lo giocherò in due. Ritengo che il numero ideale sia 4 o 5 giocatori, in meno giocatori preferisco giocare ad altro e quindi non mi esprimo su tale configurazione.
Abbiamo visto che il gioco comunque adotta delle soluzioni per la scalabilità, quali la riduzione della mappa di gioco.


Considerazioni personali

Kemet è quello che molti ultimamente definiscono “Eurotrash” ossia un gioco che miscela caratteristiche tipiche dei giochi euro con quelle degli Ameritrash.
Un gioco ibrido insomma, che presenta sia un aspetto gestionale e di sviluppo della propria civiltà senza negarsi la possibilità di scontri conditi con un pizzico di aleatorietà.
Seppur sia stata scelta la strada di non dover lanciare manciate di dadi per risolvere gli scontri, un po' di fortuna, derivante dalle carte Intervento Divino pescate, è presente.
Gli scontri sono comunque molto veloci, si risolvono giocando un set di carte dalla propria mano a tutto beneficio dei tempi di attesa per gli altri giocatori.
Generalmente gli scontri nei giochi ameritrash danno origine ad un po’ di downtime, costringendo tutti ad attendere l’esito delle battaglie (a volte molto lunghe).
Qui il tutto risulta molto veloce e comunque appagante, offrendo anche una dose importante di controllo sui risultati.
Il gioco restituisce molto il feeling di un gioco di civilizzazione tramite l’acquisizione delle diverse tessere potere (per altro splendidamente illustrate).
Le illustrazioni sono talmente gradevoli da non far rimpiangere l'ottima mano di M. Coimbra (illustratore di Cyclades), uno dei miei grafici preferiti.
Dopo aver provato il gioco a chi mi chiedeva a cosa fosse possibile paragonarlo, istintivamente mi veniva da rispondere Cyclades, ma sono sicuro che anche un "Caos nel vecchio mondo" possa essere un buon termine di paragone, se non altro anche per la sola appartenenza a questa categoria di “ibridi”.
Il gioco porta con se tutti gli aspetti della “famiglia di appartenenza” positivi o negativi che essi siano.
Laddove l'ago della bilancia fra positivo o negativo, sarà costituito dal vostro gusto personale.
Battaglie significa inevitabilmente interazione diretta e del tipo “cattivo”.
Tutti i giocatori che amano coltivare il proprio orticello, difficilmente apprezzeranno Kemet.
Sono sicuro che questi giocatori, più orientati verso il German, con molta probabilità non si saranno particolarmente interessati a questo titolo e difficilmente avranno letto quanto ho scritto.
Per tutti gli altri resta un grande gioco, che si affaccia prepotentemente sul mercato.
Non posso parlare di novità assoluta, ma di sorpresa piacevole.
A giochi di “civilizzazione light” con un forte orientamento allo scontro a discapito della parte gestionale, mi aveva già introdotto Cyclades, Kemet direi che ne è l’erede ideale.
Non per forza superiore, ma nemmeno inferiore, direi due ottimi titoli capaci di trovare la loro giusta collocazione all’interno della vostra collezione.


Alla domanda secca “Kemet è come Cyclades?”, la risposta è “no!”

E’ un po’ come se in una partita di calcio voi giocaste in ruolo da difensore o da attaccante.
Sarebbe sempre una partita di calcio, ma le due esperienze risulterebbero comunque profondamente diverse.
Il paragone calcistico mi viene molto in aiuto per descrivere la differenza fra i due giochi.
Cyclades è molto più improntato sulla difesa, all’arroccarsi sulle isole per difendere i propri edifici, Kemet l’esatto opposto.
I punti si fanno principalmente vincendo le battaglie e incentivando quindi i conflitti.
L'assenza delle aste e la presenza di una plancia individuale per le azioni, costituiscono di per se un approccio molto diverso al gioco.
In Cyclades può capitare di rimanere tagliati fuori dall'azione che si desidera compiere per mancanza di fondi, o perchè comunque le proprie risorse economiche sono inferiori a quelle di un avversario; in Kemet le azioni sono sempre tutte opzionabili e pongono degli interessanti quesiti al giocatore:
"Meglio rafforzare le proprie truppe o elevare una piramide per acquisire una Tessera Potere prima che se la procuri un altro giocatore?", "Attaccare o difendere la propria piramide?", "Acquistare una Tessera Potere o aspettare di avere più Ankh e comprarne una più potente?"
Questi sono solo alcuni esempi. Rimanendo in termini di Ankh, meglio cercare di non rimanere a secco di queste preziose croci egizie, altrimenti dovremo "bruciare" molte azioni per "uscire dalla zona rossa".
Spero di essere riuscito ad illustrare la differenza fra i due titoli, simili per certi aspetti, profondamente diversi per altri.
Potrei portare l'esempio di un amico a cui Cyclades non piace e che invece è rimasto favorevolmente colpito da Kemet (come avevo scritto in occasione del report dell'Asterion Night che trovate qui).
Mi permetto di aggiungere che il regolamento è composto di sole otto paginette; questo ci fa capire quanto la spiegazione dello stesso, non richieda tempi eccessivi.
Pur non essendo particolarmente generoso in termini di esempi, risulta molto chiaro e comprensibile ad una prima buona lettura.

Ed ora, un po' di immagini dell'unboxing e visto che abbiamo affrontato il confronto con Cyclades, qualche immagine comparativa:

Unboxing - Apertura della scatola

Unboxing - Contenuto della scatola

Unboxing - Contenuto della scatola

Unboxing - Contenuto della scatola

Unboxing - Interno della scatola

Kemet e Cyclades - Scatole a confronto

Kemet e Cyclades - Scatole a confronto

Kemet e Cyclades - Plance a confronto

Kemet e Cyclades - Miniature a confronto

Kemet e Cyclades - Miniature a confronto

Nel confronto che ho fatto ho ragionato pensando a Cyclades nella sua versione base, ma c'è da dire che l'espansione Hades ha aggiunto un bel po' di pepe al gioco.
Non mi stupirei di vedere in futuro un'espansione anche per Kemet e se si rivelerà di buon livello come quella del suo predecessore, sarà la benvenuta (e detto da uno non particolarmente simpatizzante per le espansioni è tutto un dire...)

Il gioco è disponibile in versione italiana su Egyp a 54,90 euro.
Il prezzo proposto da Asterion è perfettamente in linea con l’edizione Matagot e seppur non “popolare” giustificabile per la quantità di materiale presente all’interno della scatola.

Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi della Asterion per avermi dato la possibilità di provare il gioco in anteprima all’Asterion night, (vedi link sopra riportato) e per la copia fornitami per poter scrivere questa recensione.

-- Per le immagini "in game" sono state utilizzate delle foto scattate direttamente in occasione dell'Asterion Night. Per le immagini di unboxing e comparative sono state utilizzate la copia di Kemet gentilmente fornita da Asterion e la mia copia personale di Cyclades. All'editore spettano tutti i diritti sul gioco e sulle immagini, le quali sono state riprodotte qui ritenendo la cosa una gradita forma di diffusione, ma saranno rimosse su semplice richiesta. --  --



2 commenti:

  1. Dal momento che trovo Cyclades uno dei migliori giochi degli ultimi anni, sono molto curioso su questo Kemet.

    Peccato che costi uno sconquasso (ma in linea con molti giochi simili, ovviamente).

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  2. Se trovi Cyclades uno dei migliori giochi degli ultimi anni, ti consiglio di non lasciarti scappare Kemet.

    Sul prezzo capisco che si parli di una cifra importante, come del resto ho scritto. Però guarda, posso dirti che almeno, quando apri la scatola e inizi a tirar fuori tutta quella roba, non ti senti preso in giro come in quei casi in cui hai speso 10 euro in meno e la scatola è quasi vuota...

    Ti faccio un esempio aspettavo trepidante l'espansione di Mage Knight the board game, ma poi quei 50 euro di costo mi hanno frenato.
    5o euro per un espansione che contiene un paio di miniature, un po di carte e qualche token...
    Ecco fra un espansione del genere a 50 euro e Kemet a 54 io non avrei dubbi su quale scelta fare!

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