lunedì 3 dicembre 2012

Recensione - Die Palaste von Carrara

scritto da Fabio (Pinco11)

Premetto che sono un appassionato, in generale, della linea produttiva della Hans im Gluck, apprezzando la sua cura per i componenti ed il tipo di giochi che propone, per cui dovrete, probabilmente, fare la tara a quanto dirò, visto che ritengo Die Palaste von Carrara (coedito anche da Z-Man, sotto il titolo The Palaces of Carrara) uno dei migliori titoli usciti ad Essen.
Gli autori sono noti, ossia la coppia Kramer - Kiesling, così come lo è l'illustratore, ovvero Vohwinkel, chiamati a lavorare su un classico titolo dalle dinamiche gestionali (light) e di raccolta set aperto a 2-4 giocatori per partite da circa un'ora (sostanzialmente indipendente dalla lingua - salvo però il manuale). 

Sarete quindi chiamati a calarvi nei panni di altrettanti speculatori nell'edilizia i quali, nell'Italia rinascimentale, investiranno sul marmo (da acquistare ai prezzi migliori che il mutevole mercato garantirà) estratto dalle famose cave di Carrara, realizzando con le sue diverse sfumature gli edifici più belli delle cittadine circostanti, guadagnando grazie a ciò denaro e prestigio.

Gira la ruota... gira la ruota...

Rinvio come d'uso alle regole (in inglese) chi desideri approfondire le dinamiche nel dettaglio e parto dalla componentistica per dire che nella scatola troverete il classico tabellone di gioco, all'interno del quale si trova l'elemento focale, che è rappresentato da una ruota a sei spicchi, destinata a girare, uno scatto alla volta, nel corso del gioco.
All'interno di detti spicchi saranno posizionati i pezzi di marmo (42 blocchi, in 6 colori di versi, in legno e forma di parallelepipedo), da utilizzarsi poi per acquistare i vari edifici (30 tessere, divise a loro volta in sei tipi, ai quali corrispondono 36 pezzi in legno di varia forma). Completano la dotazione (oltre a una sacchetta nera di lino e a pochi altri pezzi) una manata di monete di vario taglio, trippolini segnapunti (7 per giocatore), nonchè una scheda personale ed uno schermo per ogni partecipante.

Il gioco, a livello di regole, verte tutto sulla dinamica del 'giro della ruota': ad inizio partita (ricevute ognuno 20 monete) si collocano infatti sei cubetti di 'marmo' sullo spicchio di partenza (uno per colore) ed una delle tre azioni che (a scelta, però una sola di esse a turno) si possono compiere al proprio turno (che è quella che si fa più di frequente) consiste nel girare la ruota, spostando così i sei cubetti nello spicchio successivo e riempire lo spazio ora vuoto con un numero di pezzi tale da far assommare quelli presenti sull'intera ruota a 11 (il primo turno di gioco saranno quindi da aggiungere 5 pezzi, estratti a sorta dal sacchetto). A quel punto il giocatore di turno comprerà i pezzi di marmo che desidera (con il vincolo di acquistare dallo spicchio dove avrebbe pezzi omaggio, se vi sono) al prezzo indicato (ogni colore ha un prezzo diverso, a seconda del pregio) sul bordo, che scende di uno per ogni spicchio che si procede.
Con i pezzi acquistati sarà poi possibile costruire gli edifici, pagando il numero di pezzi indicato sulla tessera che si sceglie, prelevata dal tavolo (ve ne sono sempre 9 disponibili): la tessera dovrà essere collocata dinanzi al giocatore, nella città che desidera, tenendo però conto del fatto che a seconda del colore dei pezzi utilizzati vi saranno dei limiti nella scelta delle città, in quanto alcune di esse accettano che i propri edifici più belli siano realizzati (piani regolatori ante litteram) solo con certi colori di marmo (ad esempio Livorno accetta solo marmo bianco, Pisa bianco o giallo e così via, sino a Lerici, che accetta pezzi di qualsiasi colore).

Ultima azione disponibile è quella di segnare punti  e consiste nel collocare un proprio trippolo o sulla propria tessera, in corrispondenza di un tipo di edificio (ce ne sono sei, ossia ville, castelli, palazzi, cattedrali, biblioteche e porte della città) o sul tabellone in corrispondenza di una città (qui però vi è il limite di un trippolo per città, per cui una volta che un giocatore la abbia occupata nessun altro potrà farlo) o sulla propria scheda su di un tipo di edificio. Si otterranno quindi punti vittoria e/o denaro a seconda della città nella quale si trovano gli edifici (es. Livorno riconosce tre punti vittoria di bonus per ogni pezzo di marmo utilizzato, per cui se si 'segna' Livorno e si hanno lì tre edifici, da 5, 4 e 3, per un totale di 12 pezzi di marmo, si segneranno 36 punti. Se invece, per esempio, segno i palazzi e ne ho costruito uno da 3 a Livorno, uno da 2 a Pisa ed uno da 4 a Lerici, otterrò 9 punti per Livorno - ossia 3 punti di bonus base x 3 - 6 monete da Pisa - ossia 3 monete di bonus base x 2 - e 4 monete da Lerici - ossia 1 moneta di bonus base x 4 pezzi). Si otterranno, inoltre, anche dei trippoli edificio (= punti vittoria alla fine).
Il gioco termina al verificarsi della condizioni indicate sull'apposita scheda (tot trippoli giocatore piazzati, tot trippoli edificio ottenuti e così via), assommando i bonus finali.


Ci hanno messo anche Lerici!!!!

Allora, il gioco a me piace molto in modo istintivo e questa sensazione l'ho avuta sin dalla prima partita, tanto che l'ho acquistato subito, appena terminata, con l'idea di rigiocarlo la sera in albergo ad Essen.
Quello che mi attira è infatti la linearità estrema delle dinamiche e la semplicità in linea di principio: il tutto verte intorno alla famosa ruota ed il peso della fortuna è tutto sommato limitato, perchè ciò che si pesca (a caso) raramente produce un impatto immediato sul gioco, facendolo solo nei giri seguenti, quando i pezzi arrivano in zone più convenienti. A fronte della facilità delle regole (anche se poi qualche fatica a spiegare i meccanismi dei punti la avrete, nei confronti dei neofiti) c'è invece una buona profondità di riflessione e diverse tattiche attuabili, il tutto da armonizzarsi con quello che fanno gli altri.
Il tempo di attesa è breve, perchè le azioni disponibili alla fine sono solo tre ed una di esse (il far punti) si esegue al massimo sei volte a partita, per cui in genere la scelta è solo tra due alternative, per cui davvero il turno passa rapidamente, senza aver il tempo di distrarsi troppo.
Nel contempo si deve tenere sott'occhio tutto, perchè c'è sempre una certa corsa al controllo (sotto forma di costruzione del numero di edifici richiesti per 'segnare punti' in ogni città) delle singole città tra i vari giocatori ed una lotta per accaparrarsi le tessere edificio più ricche, per cui dietro l'immediatezza delle scelte 'limitate' c'è la necessità di cogliere ogni volta le occasioni migliori che il mercato (ovvero la ruota) offre.
Se dovessi accostare questo titolo ad altri giochi penserei, probabilmente, a Finca, della medesima casa: si tratta comunque solo di un richiamo per capire il genere, perchè poi le dinamiche non sono identiche, ma la similitudine la coglieranno bene gli appassionati del richiamato predecessore del 2009.

Ottima è la scalabilità, perchè in due il tutto è più matematico, ma in 3 o 4 c'è più varietà: per altro c'è una certa interazione, anche se sempre indiretta, sotto forma di portarsi via reciprocamente le migliori occasioni di costruzione e/o, soprattutto, di acquisto di pezzi. 

Aggiungo poi che nella scatola, cosa molto importante, è contenuta anche una espansione, inserita all'interno di una busta chiusa, con l'avvertenza sopra di aprirla solo una volta impratichiti con le regole base (cosa che, curiosamente, ho rispettato). Essa inserisce nel gioco ulteriore ed interessante carne al fuoco, incidendo non poco sulle regole (si può anche acquistare senza girare la ruota!), con edifici addizionali (da otto pezzi), la possibilità di upgradare gli edifici in corso di partita, così come di upgradare i bonus delle città (quando si costruisce un edificio da 8 pezzi). Sono poi presenti diverse carte obiettivo, tali da incidere sia sulle condizioni di fine partita che sul calcolo dei punti, tutte cose che contribuiscono a rendere ancor più profonda e varia l'esperienza di gioco, con l'esito di una potenziale ottima longevità.

Quanto alla componentistica è, come in tradizione HiG, ottima e si percepisce chiaramente come si sia voluto dotare il prodotto di pezzi all'altezza. I pezzi di marmo sono così resi da parallelepipedi di legno colorato (e non cubetti), così come ci sono appositi segnalini in legno per i palazzi (che potevano essere sostituiti da altrettanto funzionali tesserine in cartone) e la ruota è costruita per girare (mentre si poteva pensare a qualcosa da spostare o che 'slittasse', con una spesa più contenuta), per cui l'insieme persuade della volontà di dare soddisfazione anche all'occhio. 
Gradevole, anche se non memorabile è invece la grafica, mentre l'ambientazione, aldilà del fatto che ci sia anche Lerici (provincia di La Spezia), cosa che mi risulta comprensibilmente simpatica (anche se poi di fatto è considerata la meno pregiata delle città citate), è di quelle applicate sopra ad una meccanica astratta, visto che, invece che di marmo nell'Italia del Rinascimento, si poteva trattare anche di panetti di colore compravenduti nella Fenicia dell'antecristo.

Per concludere direi che The Palaces of Carrara è un ottimo titolo, che ha i pregi di una ottima componentistica e di regole relativamente semplici, ma con una potenziale buona profondità delle meccaniche di gioco. 
Ciò lo rende ideale per serate con al tavolo persone che desiderano applicarsi con diversi livelli di impegno, visto che i più appassionati saranno premiati con punteggi maggiori e gli 'occasionali' potranno comunque partecipare senza incontrare difficoltà nel capire cosa fare. Il pubblico di riferimento è quindi ampio, ma annoto l'avviso che i giocatori che privilegiano titoli più 'pesanti' e profondi potrebbero anche non essere impressionati quanto lo sono stato io da questo gioco, che potrebbero considerare come 'non particolarmente degno di nota'. 
Per me questo è il classico tipo di titolo che dovrebbe vincere uno Spiel des Jahres, perchè è ben fatto, semplice ma non banale, adatto a tutti, ma premiante per chi ci riflette, ma se i titoli della HiG in genere non rientrano nella vostra collezione, probabilmente potrete lasciare perdere anche questo ;)

Ok, chi ci ha giocato, condivide questo mio entusiasmo?

Ricordo, come sempre, che il gioco è acquistabile presso il negozio online Egyp.it al prezzo di euro 43,90 (in edizione tedesca) e di 49.90 in edizione inglese.

-- Le immagini sono tratte da una copia del gioco, dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Hans im Gluck - Z-Man Games) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -

13 commenti:

  1. Comprato e piaciuto... ottima l'idea dell'espansione che inserisce nuovi elementi gradualmente... In questo modo in base al gruppo potete decidere se giocare alla versione vanilla o a quella advanced (anche se non troppo)

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  2. Giocato con Fabio ad Essen, e condiviso subito l'entusiasmo. La bellezza del gioco sta proprio, secondo me, che è possibile giocarlo e devertirsi a quasi qualsiasi livello. Non si ha quasi mai la sensazione claustrofobica di non saper che fare, come a volte capita in titoli più "profondi". Consigliato!

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  3. Ottima recensione e sono contento di veder confermate le impressioni ricevute dalla lettura del regolamento.
    Già messo nel carrello.
    Per altro il regolamento è già stato tradotto anche in italiano...

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  4. Gioco piaciuto assai anche al mio gruppo !!! E ancora non abbiam giocato con l'espansione !!!

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  5. Caro Fabio tu ed Alkyla siete la mia rovina, voi recensite ed io acquisto.

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    1. L'importante è che compri cose che poi ti piacciono e spero che ti siamo d'aiuto in quel senso ;)

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    2. Una piccola richiesta se possibile una tua classifica personale dei migliori 4/5 giochi (no wargames) distribuiti in italiano.

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    3. Dicembre è appunto il mese del nostro premio 'Miglior gioco sul nostro tavolo 2012' ;)
      Stai sintonizzato ed avrai un bell'elenco completo !!!

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  6. Ciao Fabio, ho un dubbio su una regola. Hai scritto "il giocatore di turno comprerà i pezzi di marmo che desidera (con il vincolo di acquistare dallo spicchio dove avrebbe pezzi omaggio, se vi sono)", ma sul regolamento inglese c'è un esempio da cui invece si evince che si può comprare da un qualsiasi spicchio (esempio a pagina 4, in fondo)... che ne pensi?

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    1. Tieni conto che è uscita una errata corrige del regolamento inglese ;) Prima era scritto : 'at this point if there is at least one section where you can buy a block for free you must do so'. Ora il passaggio è stato eliminato, per cui sembra che ci sia scelta libera. Ti dirò che anche l'altra regola non mi dispiaceva, però, perchè ha delle implicazioni tattiche a sua volta ;)

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  7. Da una lettura del regolamento inglese mi sembra che non ci sia il vincolo d'acquisto sugli spicchi di ruota dove ci sono blocchi gratis. Detto questo, un gran bel gioco, giocabile a più livelli, quindi adatto sia ai neofiti che ai gamers :D

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    1. Ti confermo che l'obbligo era presente in una prima versione delle regole che proponeva una traduzione poco chiara: adesso come adesso quell'obbligo non c'è più. Si intende solo che una volta che hai girato la ruota devi prendere almeno un blocco, a pagamento o gratis ..

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  8. Se qualcuno volesse ne ho una copia ancora sigillata
    ltombini@alice.it

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