lunedì 2 aprile 2012

Dominion VS Thunderstone - Confronto

Scritto da polloviparo.


Nel 2008 vede la luce Dominion titolo firmato Donald X Vaccarino, presentato in occasione della fiera di Essen.
Ricordo come fosse oggi, che a pochi giorni dall’evento non si parlava quasi d’altro.
L’hype creatasi attorno a questo titolo era davvero enorme. Tutti erano concordi nel decretarlo vincitore della fiera ancora prima che questa cominciasse.
Le attese a quanto pare non furono smentite e il gioco riscontrò il parere favorevole di molti giocatori, assicurandosi diversi premi e riconoscimenti.
Il deckbuilding era entrato di prepotenza nel mondo dei giochi da tavolo…
Superato un disorientamento iniziale: “Ma si tratta di un gioco da tavolo o di un gioco di carte?”… “Di carte scusa ci sono solo carte!”… “Sì però la scatola è quella di un gioco da tavolo…”  il gioco entrò presto nelle “grazie” di molti giocatori.
Il successo ottenuto, trova riscontro nella pubblicazione di una moltitudine di espansioni che aggiungono carte (e longevità) al set base.
Così, sfruttando un po’ la scia di successo tracciata da Donald X Vaccarino, l’anno successivo (2009) viene pubblicato Thunderstone di Mike Elliott.
Le similitudini fra i due titoli sono subito evidenti, scatola dello stesso formato, tema fantasy, oltre 500 carte e sistema di deckbuilding.
Anche Thunderstone è comunque capace di ritagliarsi la sua fetta di sostenitori e ad oggi può vantare a catalogo l’esistenza di diverse espansioni.

A distanza di qualche anno vedremo di dare una risposta alla domanda che già molti prima di noi si sono posti: “Meglio Dominion o Thunderstone?”

La risposta passa inevitabilmente attraverso il “naturale filtro” del gusto personale, in quanto entrambi i titoli, come è normale che sia, presentano pregi e difetti.
Quindi mi limiterò ad analizzare quelli che per mio gusto personale, sono i punti di forza e i punti deboli di entrambi.
Partiamo per diritto di anzianità da Dominion.
Il gioco colpisce subito per la sua immediatezza e semplicità del regolamento. Tutti i giocatori partono con la stessa mano di carte. Il valore in monete fornito da queste carte, permette l’acquisto di carte da un pool comune. Queste carte si dividono sostanzialmente in monete, azioni e punti.
Si vince con i punti, ma per poter acquistare le carte più proficue in questo senso, è indispensabile generare delle combo attraverso l’utilizzo delle altre carte.

Il fulcro del gioco ruota attraverso l’ottimizzazione del mazzo, nel tentativo di ottenere le combo migliori ed evitando di appesantirlo eccessivamente con carte inutili.
Questo comporta anche il dover valutare sapientemente quando è il momento giusto di acquistare i punti.
La partita termina all’esaurirsi del mazzo che fornisce il più alto valore in punti o di tre qualsiasi altri mazzi.
Pur essendo presenti alcune azioni che offrono possibilità di interazione diretta fra i giocatori (come ad esempio il ladro o la spia), il gioco si sviluppa fondamentalmente come un solitario multi giocatore.
Tutti sono impegnati nella costituzione del proprio mazzo e nella corretta progressione dell’utilizzo delle carte per ottenere la combo migliore, tanto da disinteressarsi quasi di quello che fa il vicino.
La longevità è garantita da setup differenti del pool iniziale e dalle diverse possibilità di combinazione e interazione offerte dalle carte.
La durata della partita piuttosto contenuta (sempre di non avere giocatori particolarmente pensanti al tavolo) è normalmente possibile completare una sessione di gioco nell’arco di 60 minuti.


Passiamo quindi a Thunderstone

Partiamo subito con una domanda: “Cosa ci può offrire in più la creatura di Mike Elliott, rispetto a quella di Donald X Vaccarino?”
La prima risposta che mi viene in mente è “l’aderenza all’ambientazione”.
Entrambi abbiamo visto sono giochi con tema fantasy, ma in Thunderstone quest’ultima è decisamente più sentita.
Dominion ha un sapore decisamente più astratto e mostra di più il fianco a possibilità di un cambiamento di tema, come ci dimostra “Zombinion”, che prende le dinamiche del gioco e le trasporta in un mondo infestato dagli Zombie.
In Thunderstone, comunque, al pari di Dominion, abbiamo carte capaci di fornire soldi, azioni e punti.
In questo caso però i punti sono sotto le vesti di mostri da sconfiggere attraverso l’utilizzo di eroi con diverse caratteristiche di attacco.

Caratteristiche che possono essere implementate attraverso l’equipaggiamento di armi o l’utilizzo di incantesimi.
I mostri si trovano in un dungeon e a seconda della profondità in cui sono collocati, necessitano da parte degli eroi dell’utilizzo di appositi sistemi di illuminazione (leggasi ad esempio torce) pena il ricevere dei malus.
Per potere utilizzare determinate armi gli eroi hanno bisogni di avere un certo valore in forza che può essere migliorato da alcune carte o attraverso il “passaggio di livello” del personaggio.
Sì proprio così, avete letto bene, passaggio di livello.

A questo punto dovrebbe già essere chiaro quanto le meccaniche adottate ripropongano più strettamente i clichè del genere: abbiamo gli eroi, i mostri, le armi, aumenti delle statistiche, ecc…
Il gioco in questo caso termina all’uscita di una determinata carta nel dungeon (la “thunderstone” che da il nome al gioco).

Quindi meglio Thunderstone?

Non obbligatoriamente. Il gioco presenta le sue spine nel fianco. Seppur apparentemente più semplice come regolamento del suo predecessore, le combinazioni si rivelano un filino più complesse.
I parametri da tenere in considerazione sono molteplici, forza per l’utilizzo delle armi, attacco, illuminazione e relativi bonus/malus, modificatori, ecc…
Il tutto si traduce in una mole di calcoli da svolgere al fine di valutare se è possibile attaccare i mostri o meno.
Questo ci porta alla seconda considerazione, spesso le carte nella propria mano non permettono l’attacco, obbligando a diversi turni di acquisto, nella speranza dell’arrivo della combinazione vincente.
L’influenza della componente aleatoria derivante dall’ordine di uscita delle carte, fa sentire in questo caso  maggiormente il suo peso.
I mostri presentano tra l’altro statistiche molto differenti.


La durata della partita tende normalmente ad essere più lunga rispetto a quella richiesta per terminare una sessione di Dominion e la presenza di giocatori che soffrono la paralisi da analisi aggrava maggiormente questo dato.
Il gioco assomiglia ancora di più ad un solitario multi giocatore e le interazioni si limitano fondamentalmente alla competizione nell’accaparrarsi i mostri migliori, ove possibile.
Le condizioni di fine partita che assegnano i tre punti (omaggio) a chi si aggiudica la thunderstone, non mi piacciono particolarmente (e penso di non essere il solo avendo letto di house rules che rimuovono quest’elemento).

Allora meglio Dominion?

Non proprio. Devo ammettere che la grafica di Thunderstone è nettamente migliore e più evocativa (almeno per il gusto di chi scrive).
La maggiore aderenza all’ambientazione e la soddisfazione di “battere un mostro” piuttosto che “acquistare una carta” per me è superiore.
Riconosco a Dominion una maggior “eleganza” e una migliore possibilità di “controllo”.
Ritengo Thunderstone più casuale, ma anche forse più divertente.
Entrambi i giochi soffrono un po’ quelle che sono i comuni denominatori del deckbuilding: pesca, gioca, mischia, pesca, gioca, mischia…
Il senso di ripetitività in questo senso è inevitabile.
La cosa è avvertibile in entrambi i giochi, forse un filino di più in Thunderstone, comunque in entrambi i casi la voglia di carte nuove si fa presto sentire.
Sulla qualità dei materiali siamo agli stessi livelli e la parola d’ordine è IMBUSTARE.

Qualche considerazione sul deckbuilding in generale.

“Non sono un grande amante di questa “pratica”, come attività fisica preferisco di gran lunga lo yoga, il mischiar carte alla lunga mi sfianca…” ;)

Scherzi a parte, superato un certo entusiasmo iniziale, il deckbuilding mi è venuto quasi subito a noia.
Oggi poi dobbiamo considerare che ci troviamo a dover ragionare anche su un deckbuilding 2.0, ossia un’implementazione di quest’ultimo.
Ne sono un pratico esempio A few acre of snow di Martin Wallace e Mage knight the board game di Vlaada Chvatil.
Ci troviamo sempre a dover migliorare il nostro mazzo, ma le carte possono essere impiegati in modi diversi e servono funzionalmente ad attivare o impiegare qualcos’altro come ad esempio posizionare pezzi su una plancia.
L’azione di mischiare viene svolta con una frequenza molto inferiore.
Insomma un deckbuilding molto più “card driven oriented”.

Gli ultimi pensieri volevo riservarli alle controparti di carattere digitale.
E’ possibile giocare a Dominion online sul sito Brettspielwelt, mentre Thunderstone è giocabile su Yucata e ora anche su facebook.
Dovrebbe essere ormai alle porte anche una versione giocabile su ios Apple e Android.
Normalmente preferisco la versione tradizionale a quella digitale, ma in questo caso sono necessarie alcune considerazioni.
Avete provato ad esempio una partita a Thunderstone su Facebook?
Premesso che è’ possibile giocare anche contro A.I., devo dire di esserne rimasto particolarmente colpito.
Anzitutto il tutorial è estremamente efficace per imparare il gioco in pochi minuti.
L’evidenziazione delle mosse possibili, il calcolo automatico della forza di attacco e dei bonus – malus di illuminazione snelliscono enormemente il gioco, riducendo la necessità di calcoli matematici.
Se da una parte il cervello ne uscirà meno stimolato e sollecitato, ho trovato che così facendo è stata rimossa la parte più “pesante” del gioco a tutto vantaggio del divertimento.
Per non parlare poi dell’evitare la necessità del setup iniziale e del continuo mischiare!
Una partita in questo caso può concludersi anche in venti – trenta minuti.
Se non avete amici disponibili o desiderate fare pratica, davvero un’ottima soluzione.
Per giocare con gli amici e per poter sbeffeggiare gli avversari sconfitti, faccia a faccia, ovviamente il gioco” reale” è ancora insostituibile.


Insomma tutto questo scrivere per arrivare a quale conclusione, meglio Dominion o Thunderstone?

Non saprei, mi trovo davvero indeciso. Forse, per mio gusto personale, preferisco di un pelino Thunderstone, ma si tratta di vittoria ai punti e non di k.o. tecnico.
I dati poi mi danno torto, nella classifica di Bgg, Dominion è 11, mentre Thunderstone solo 147.
Come ho scritto è più che altro questione di gusti personali.

Concludo, dopo essermi dilungato anche troppo, che da pochi giorni è disponibile anche una versione Advanced di Thunderstone, che avremo magari modo di approfondire in articoli futuri.

Thunderstone è disponibile in italiano sul sito EGYP a 41,24 euro, mentre Dominion, sempre in italiano è disponibile a 37,90 euro.
Visto che l'abbiamo citato segnalo la disponibilità anche di Thunderstone Advance a 47,90 eunro.
Per quanto riguarda le espansioni, sono talmente tante che è inutile che stia qui ad elencarle tutte, riportando i vari prezzi, potete comunque consultare il sito per trovare anche qualche bundle che vi permetterà di risparmiare qualcosa.

Attenzione che mentre Dominion vanta già diverse espansioni tradotte in italiano, al momento di Thunderstone è stato tradotto solo il set base (si vocifera di un'imminente traduzione della prima espansione).
Se avete familiarità con l'inglese e siete intenzionati ad espandere il gioco potreste valutare l'acquisto dell'edizione inglese proposta a 34,90 euro.

-- Le immagini sono tratte da BGG, tutti i diritti appartengono alla Casa produttrice ed agli Autori. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

6 commenti:

  1. Possiedo Dominion(insieme ad Intrigo) e ho giocato a Thunderstone su FB, nlla mia breve esperienza ludica posso confermare tutto ciò che è stato scritto. Ma preferisco Dominion:) In Thunderstone si sente molto di più l'ambientazione ( che poi è la classica visone fantasy ormai stufa), ma la casualità della pesca è predominante rispetto a Dominion; anceh per il semplice fatto che bisogna scegliere tra acquistare le carte o combattere, cosa inesistente in Dominion dove difficilmente si passa turno. Concorso anche che nonostante siano giochi che danno una certa dipendenza, se giocati assiduamente vengono a noia presto.

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  2. Volevo solo comunicare che su iOS esiste una versione non ufficiale ma cmq autorizzata dall'autore di Dominion. Il nome è proprio Dominion. Pur non avendo il gioco in versione "cartacea" l'app mi sembra ben fatta.

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    1. Mi son scordato di dire che è pure gratuita!

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  3. Se continua così, dovrò seriamente prendere in seria considerazione l'acquisto di una "tavoletta con la mela morsicata"... ;)

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  4. Il mio punto di vista è che Thunderstone è più un "gioco", mentre Dominion è più una "sfida".

    Un giocatore non particolarmente esperto, potrà trovare molto più semplice a mio parere TS. Per carità, ci sono più cose da tenere a mente, ma si parla di meccaniche: un qualcosa di statico. Padroneggiate quelle, il vedere i mostri in cima al tavolo ti permette di decidere cosa acquistare nel villaggio. ti trovi con pochi uomini? compra uomini, il mostro è molto profondo? compra luce, ecc.
    Il gioco quindi ti pilota naturalmente, ti accompagna a costruire il mazzo con il giusto indirizzo.

    In D invece, è esattamente l'opposto. I giocatori inesperti riescono solamente a percepire di "non avere soldi", ma non di avere una mano legnosa. L'unica cosa in cui ti pilota il gioco è: compra soldi perchè non ne hai. Il resto delle carte sul tavolo sembrano tutte equamente appetibili e, di conseguenza, la maggior parte degli acquisti (per chi non pianifica le mosse) è praticamente dettata dal caso o dal "proviamo questo che non l'ho ancora comprato".

    In entrambi i giochi cmq il giocatore più esperto annienta il meno esperto, ma, se c'è così tanta disparità, forse consiglierei TS per non far percepire tale divario così netto agli avversari durante i turni di gioco.

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  5. A mio avviso le sorti del confronto vengono ribaltate a favore di Thunderstone con l'uscita del nuovo Thunderstone Advance. Nuovo layout delle carte più snello e funzionale, con simboli chiari e leggibili (e soprattutto diversi tra loro!...), plancia di gioco che rende più ordinato il layout delle pile, aggiunta delle carte famiglio, starting deck ripulito di carte di scarso impatto come l'iron rations e il dagger, e su tutte le novità quella di maggiore impatto e che secondo me fa "seminare" Dominion nell'ipotetica gara è la meccanica "prepare".

    E' indubbio che noi italiani (come sempre) siamo rimasti indietro anni luce in questa prolifica tipologia di board/cardgames ed è inevitabile che per godere di tali prodotti ci si deve adattare all'inglese. noi siamo rimasti letteralmente al medioevo con dominion (l'unico titolo aggiornato tradotto in italiano, non conto assolutamente la scarsa traduzione italiana del vetusto Thunderstone base. Se volete davvero cominciare Thunderstone cominciate con Thunderstone Dragonspire e ancora meglio con l'Advance). Il settore dei deckbuilding si è evoluto parecchio nel tempo e ottimi titoli (a mio personale parere superiori ai due contendenti originali) come Ascension e Nightfall, dovrebbero ricevere più attenzioni, soprattutto quest'ultimo che sembra evolversi sempre più in meglio andando a toccare, con l'ultima espansione The Coldest War, meccaniche di deck constrution.

    Ottimo articolo come sempre, preciso e ben fatto, continuate così ;)

    Tia.

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