martedì 20 marzo 2012

Vinci VS Small World - Confronto

Scritto da polloviparo.

Ciao a tutti, oggi voglio parlarvi di Vinci, gioco di Philippe Keyaerts del 1999. Ad alcuni di voi questo titolo non dirà nulla, come altri invece ben sapranno si tratta del titolo da cui è derivato il più recente Small World edito dalla Days of wonder.
Sembra che le produzioni di questo autore stiano godendo di una seconda giovinezza, non a caso proprio ad Essen dell’anno scorso, abbiamo assistito alla pubblicazione della versione aggiornata di Evo.
Se Vinci occupa la 217 posizione della Board game rank di Bgg, Small World occupa la 56 posizione, quindi si potrebbe affermare che l’allievo ha superato il maestro.
Tuttavia questa volta mi sento in controtendenza e reputo Small World inferiore per diversi aspetti al suo predecessore.
 Per carità intendiamoci bene, non che Small world sia un brutto gioco, anzi tutt’altro, ma il processo di semplificazione che ha subito il regolamento di Vinci, per renderlo più in linea con i prodotti della Days of Wonder (e quindi fruibile ad un più ampio pubblico), ha a mio avviso fatto perdere un po’ di “smalto” al titolo.


Ma andiamo per gradi

Reputo Vinci un gioco per “gamers”, mentre considero Small world un gioco per giocatori occasionali di media difficoltà.
Per cosa passa un’affermazione così forte, è presto detto, per la rimozione di quelle regole che rendevano Vinci molto più impegnativo, ma anche a mio avviso più appagante.
Per meglio capire “parole così forti”, mentre qualcuno si starà rotolando per terra, facendosi il segno della croce e gridando: “Eretico, eretico… questa è follia, fatelo tacere” non ci resta che andare ad analizzare le differenze.
Inutile parlare di quelle puramente estetiche, Small World batte Vinci 10 a 0. D’altronde stiamo parlando di un gioco del 1999 vs un gioco del 2009 e dieci anni, si sa, fanno la differenza.

Vinci si propone come un gioco di civilizzazione, presenta una mappa dell’Europa e noi ci troveremo a dover guidare delle civiltà.
Small world invece presenta un setting Fantasy ed in questo caso andremo a guidare le razze del caso, che spaziano dagli umani agli elfi, passando per tutte le creature classiche del genere letterario.
Le illustrazioni di Small world poi sono state affidate a Miguel Coimbra che reputo il miglior artista del settore attualmente in circolazione.
Comunque abbiamo detto contesto storico, contro contesto fantasy, cosa sia meglio dipende ovviamente dalle preferenze soggettive.


Vinci ha un range di giocatori da 3 a 6, mentre Small world da 2 a 5. Per ottenere questo risultato, in quest’ultimo, sono state introdotte diverse plance di gioco, con un numero variabile di territori.
Abbiamo quindi una maggior scalabilità e anche se io reputo che questi giochi diano il massimo in un numero elevato di giocatori, non possiamo comunque astenerci dall'annoverarlo fra i miglioramenti apportati.


Vinci presenta un set di 22 + 26 tessere che vanno tutte inserite in un sacchetto e poi si formano le combinazioni, se ne ottiene che le combinazioni possibili sono 351.
Smallworld presenta 14 razze e 20 abilità speciali, ma siccome queste sono mischiate e combinate separatamente, ne risulta che le combinazioni possibili sono inferiori ossia 280.
Direi che si tratta comunque di un numero molto elevato, senza considerare che le numerose espansioni ad oggi pubblicate hanno ampiamente colmato questa lacuna.

Rimanendo in argomento materiali, Vinci contiene dei tokens di legno con forma circolare in 6 colori per rappresentare la propria civiltà. In altre parole se scelgo il giallo, per tutto il corso della partita quel colore identificherà l’avvicendamento delle mie diverse civiltà.

Small World contiene i segnalini razza, che hanno uno sfondo colorato a seconda della razza.
Le differenze in questo caso sono di carattere puramente pratico, reputo comunque personalmente nettamente migliore per comodità di utilizzo la soluzione adottata in Vinci.
I propri segnalini si individuano molto più facilmente e le soluzioni di “storage” sono molto più veloci.

Fino a qui quasi tutto sembrerebbe a favore di Small World, ma è con il Game play che a mio avviso arrivano le note dolenti.

In Small World le montagne necessitano di un token aggiuntivo per essere conquistate (la cosa è contrassegnata da un apposito segnalino).


In Vinci sia le montagne che le foreste costano un token aggiuntivo, con la differenza però che le montagne, a differenza di Small World non contano ai fini del calcolo del punteggio.
Questo può sembrare banale, ma introduce un’importante parentesi strategica. Le montagne sono più difficili da conquistare, offrono comunque una difesa maggiore, possono essere un importante punto d’appoggio (come vedremo in seguito), ma non assegnano punti.


Vinci presenta il classico percorso segna punti lungo i margini della plancia di gioco, mentre Small World ha i gettoni punteggio da tenere nascosti.
Ho letto che la cosa è stata inserita per evitare il Kingmaking. Io reputo molto più comodo spostare il proprio segnalino sul percorso segnapunti che distribuire sempre i gettoni punteggio.
In questo genere di giochi trovo sia giusto che le informazioni siano “aperte”, così come penso sia normale cercare di arrestare un eventuale fuga di un giocatore… come si dice “bash the leader!”
Fermo restando che un giocatore attento può sempre tenere il conto dei punti.
Peccato che in alcuni casi, giocatori non esperti, abbiano la percezione sbagliata di chi sia il leader in quel momento e si accaniscono sulla persona sbagliata, lasciando fuggire chi invece andava arrestato.

In Small World la partita ha termine secondo un numero fisso di turni, mentre in Vinci al raggiungimento di un determinato punteggio variabile a seconda del numero di giocatori.
Una partita a Small Wolrd dura decisamente meno di una partita a Vinci e per molti potrebbe sembrare un vantaggio, ma per la tipologia di gioco non lo è, anzi è vero l’esatto contrario.
Il tutto ruota attorno alla scelta di determinate civiltà, al cercare di farle progredire il più possibile per poi dichiararne il declino e prendere il controllo di una nuova civiltà.
Una durata più estesa, permette il ripetersi di questo processo diverse volte nell’ambito della partita, mentre una durata più contenuta fa sì che ci siano una o al massimo due variazioni.
Questo a mio avviso, snatura totalmente lo spirito del gioco.


Per conquistare una regione adiacente ad una montagna in Vinci, serve un token in meno. Questa regola è stata rimossa in Small World (è stata inserita come abilità per i giganti).
Questo varia totalmente il tipo di approcio. Come abbiamo visto poche righe sopra in Vinci le montagne non assegnano punti, ma possono essere importanti punti d’appoggio.

Saltare le civiltà/razze in fase di scelta, è più costoso in Vinci rispetto a Small World, ma la cosa non ha grosse ripercussioni, forse leggermente meglio l’economicità di Small World



In Vinci il numero di Tokens a disposizione di ogni giocatore è un numero base, variabile a seconda del numero di giocatori, più il valore indicato sulla tessera civiltà, in Smallworld è dato dalla somma dei valori presenti sulle tessere razza ed abilità.
Preferisco la metodologia adottata in Vinci cioè ad un numero base si somma un modificatore.
Il tutto risulta a mio avviso più bilanciato, in Smallworld possono crearsi delle combinazioni di tessere che offrono dei vantaggi veramente schiaccianti rispetto ad altre.

In Vinci quando si dichiara il declino di una civiltà si procede subito alla selezione di quella sostitutiva, mentre in Small World occerre attendere il turno successivo.
Decisamente più dinamico il sistema di Vinci, che unitamente ad una durata più sostenuta (come detto poche righe sopra), permette un maggiore ricambio di civiltà.

In Vinci è presente la regola di adiacenza ed una civiltà non può essere suddivisa in più parti, nella fase di riassetto deve essere ricompattata, mentre in Small World questa regola è stata rimossa.
Questa a mio avviso è la mancanza che più influisce sul gioco. Tutti i ragionamenti finalizzati ad un’espansione ponderata e le mosse atte ad impedire l’espansione di una civiltà avversaria in Vinci hanno uno spessore decisamente maggiore.

Altra regola che proprio non digerisco è che mentre in Vinci la civiltà in declino e quella attiva non possono essere adiacenti, in Small World questo è perfettamente possibile.
So che agli occhi di molti di voi queste sembreranno piccolezze, ma vi assicuro che l’impatto che hanno sul gameplay è devastante.

Del dado quasi non vorrei neanche parlare, ma devo farlo… In Small World è stato inserito un dado che permette di conquistare una regione, al termine del tuo turno, se non hai sufficienti segnalini, qualora il risultato ti assicurasse “i rinforzi” necessari.
Abituato al gioco nella sua veste totalmente deterministica un elemento di aleatorietà l’ho trovato completamente fuori luogo.

E’ giunto il momento delle conclusioni.

Small world è sicuramente un prodotto più nuovo, con una componentistica ed una grafica da urlo.
Supportato da molte espansioni che aggiungono nuove razze, carte evento, alcune espansioni sono addirittura utilizzabili stand alone come Small World Underground.
Sicuramente adatto anche a giocatori occasionali e con una durata piuttosto contenuta.

Vinci è un prodotto più di nicchia, sicuramente più datato dal punto di vista della componentistica e della grafica, più complesso nel regolamento, con una durata maggiore, ma a mio avviso estremamente più elegante ed appagante.
Da giocatore appassionato di Martin Wallace, sono abituato a dare la precedenza alle meccaniche di gioco che al comparto estetico e quindi non ho dubbi sul fatto che le mie preferenze ricadano su quest’ultimo.
Però capisco che sia questione di gusti e delle scale di valori che ognuno attribuisce alle cose.

Su Egyp come potete verificare a questo indirizzo le possibilità su Small World sono veramente tante, giusto per fare qualche esempio il gioco base in italiano costa 45,90 euro, oppure il Bundle (Small World in inglese + Tales & Legends + Cursed + Grand dames + Be not afraid + Necromancer's island + Tunnels) è in offerta a 114,90 euro.

Vinci, sebbene più difficile da reperire, al momento in cui scrivo è disponibile sempre su Egyp a 43,26 euro.Si tratta della versione tedesca, ma il gioco, fatta esclusione per il regolamento e per le schede riassunto delle tessere è indipendente dalla lingua.
Tutto il materiale necessario tradotto in italiano è comunque disponibile sul sito della Tana dei Goblin.

Se qualcuno si stesse chiedendo se vale la pena averli entrambi, la mia risposta è no. Fermo restando le differenze sopra elencate, le esperienze di gioco sono comunque molto simili e non motivano a mio avviso il possesso di entrambi i titoli, a meno che non siate dei collezionisti incalliti (ma a quel punto probabilmente avete già entrambi i giochi sullo scaffale e quindi cosa ve lo dico a fare... ;) )

Viceversa se siete intenzionati all'acquisto di uno dei due e partite da zero, spero che quanto scritto vi aiuti ad orientarvi nella scelta.
Non mi resta che augurarvi, come sempre, buon gioco.

-- Le immagini sono tratte da BGG, tutti i diritti appartengono alla Casa produttrice ed agli Autori. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

12 commenti:

  1. Non conoscevo Vinci, bella scoperta :D Gran bell'articolo

    pjojo

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  2. Boia! Il grande vinci! Il mio primo gioco da tavolo serio, dopo risiko e hotel! ^__^
    Nn pensavo ci fossero cosi tante differenze con small w.
    Anzi, direi proprio che s.w. dopo le tue spiegazioni mi fa proprio ca...re!
    Grazie x la recensione, perche' era un gioco che x la sua gtafica e per 'idea di essere come vinci, volevo comprare. Col cavolo!

    Se ripenso alle volte che giocavamo al vinci, x almeno un anno era l'unico gioco che avevamo. Si compro dividendo i soldi i 3...almeno 10 anni fa...e poi arrivo il puerto e i caylus a seguire...

    Grazie fabio x la recensione, molto utile.
    Saluti stefano

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  3. Ciao... Articolo interessante, proprio non sapevo che Vinci fosse l'antenato di Small World (eppure abito in Francia).

    Una rettifica cmq: in SW le montagne NON DÀNNO punti, vedi http://cdn0.daysofwonder.com/smallworld/fr/img/sw_rules_fr.pdf.

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  4. Ciao, è possibile contattarti privatamente? La mia mail è myoldconsole@hotmail.com
    grazie!

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  5. Concordo decisamente con te, Polloviparo.
    Ho giocato un sacco di partite a Vinci senza stancarmi. A Small Word ho fatto fatica a farne 4.
    Io trovo anche che ci sia una diversità dovuta anche al tabellone. Quello sempre uguale di Vinci aveva caratteristiche strane e ben precise che portavano ad avere zone più interessanti, altre più difese, altre interessanti con certe abilità etc.
    Le plancie di SW invece paiono un'accozzaglia di territori senza carattere e pare sempre uguale entrare da una parte e dall'altra. Ciò taglia tutta una serie di ragionamenti interessanti che con VInci facevo: "se declino ora lui entra e mi spazza perchè è interessato ai pascoli. Meglio aspettare un turno così entra dall'altra parte". Non è facile da spiegare, purtoppo.

    Linx

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  6. Grazie a tutti per i vostri feedback, pensavo di essere l'unico a preferire Vinci a Small world, ma con mio grande piacere scopro che non è così! ;)

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    1. Mi permetto di aumentare la tua soddisfazione: trovo SW molto sopravvalutato, nonchè noioso emonotono all'inverosimile. Peccato, perchè graficamente è accattivante, ma si sa, questo non basta a farne un gioco divertente, per i miei gusti. Peccato, anche, io l'abbia fra la mia collezione.

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  7. anche per me comprato e rivenduto dopo un mese......delusione

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  8. Non ho giocato a Vinci, dunque non posso fare paragoni, ma ho paura che spesso SW non viene capito. Le prime partite sono rimasto quasi deluso facevo azioni a cazzum e non ci trovavo nulla di entusiasmante. Poi giocandoci, conoscendo bene ogni razza e ogni potere la partita si fa più strategica: scegliere il momento adatto per entrare in declino e quale razza preferire determina l'esito di molte partite. Premetto che ci gioco con gente assidua che conosce come me bene il gioco. forse un giocatore occasionale si troverebbe spiazzato nelle prime partite.

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  9. Vedo una piccola e bonaria provocazione nel definire Vinci per gamers e Smallworld per occasionali. Avendo giocato entrambi sono giunto alla conclusione che pur avendo alla base la stessa meccanica, i due giochi sono abbastanza diversi, non tanto da giustificare l'acquisto di entrambi, ma perlomeno quanto a svolgimento della partita.
    - sorvolando il fatto che trovo funzionale, ma poco logica, la regola secondo cui non si può avere il proprio impero decaduto col nuovo, il fatto di cercare di evitare di sfilacciare il proprio impero costringe a restare più contratti, mentre in SW ci si espande il più possibile (usando le razze in declino, proprie e altrui come protezione - cosa da tenere conto anche per gli avversari);
    - la mappa che varia in base al numero di giocatori tende ad esaltare il concetto di "mondo troppo piccolo per starci tutti" e quindi accentua la necessità di giocare in modo aggressivo;
    - il limite di turni rende più ragionato l'andare in declino in Smallworld, mentre in Vinci mi è capitato di veder rientrare in gioco "razze" già giocate a inizio partita, con Smallworld no (e una volta espanso è praticamente impossibile);
    - quella di SW è una linea editoriale "viva", quindi considero poco
    ragionevole fare paragoni sul numero di combinazioni, perché SW adesso è nettamente in vantaggio, senza contare le varianti/scenari (Necromancer Island e Tales & Legends che influiscono pesantemente sul gioco) e Underworld (che di fatto è una versione avanzata grazie ad artefatti, luoghi particolari e il fiume).

    Detto questo, sono a favore del limite di turni rispetto al raggiungimento di un dato punteggio, l'unica partita a sei che ho giocato a Vinci è durata sulle tre ore, mi sono divertito, ma è davvero troppo per quello che offre questo tipo di giochi... La cosa curiosa è che pur preferendo (di poco) SW, ho un numero maggiore di vittorie a Vinci ^^

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  10. Personalmente sono daccordo con te: io ho avuto modo di giocare a Vinci solo una volta tanti anni fa e quando giocai a Smallword non ne rimasi deluso, anzi (il mio pensiero fu del tipo "che bello! una versione riveduta e attualizzata di Vinci!").

    Personalmente trovo Smallword un ottimo gioco e infatti ho quasi tutto quello che è uscito (tolto Tales & Legends che non mi attira, e Underworld)... dopo tante partite continua ad essere appagante, vario e il tutto con una durata ragionevolissima. Poi avere differenti plance a seconda dei giocatori è geniale perchè mantiene anche in due lo stesso feel (la sensazione di sgomitare per stare al mondo).

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  11. Dopo aver letto l'articolo e i commenti vari...mi chiedo:

    Non si potrebbe giocare a SW inserendo alcune delle regolette di Vinci che sono state menzionate? Ciò potrebbe rendere più profondo e quindi appagante un gioco dalla grafica superlativa. Rispondetemi voi per favore, perché io ci ho fatto solo una partita e non saprei...

    Grazie

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