domenica 11 marzo 2012

Recensione - Hanabi

scritta da Poldeold

(Fabio) Un nuovo amico, ossia Poldeold, si unisce all'elenco dei collaboratori del blog e gli dò il benvenuto per questo primo articolo (che spero essere solo il primo), con l'augurio che la varietà di voci arricchisca il più possibile il nostro sito!

Trovare un filler cooperativo che ti invoglia a rigiocarlo immediatamente non è facile. Devo dire che tutte le volte che ho proposto Hanabi (per 2-5 giocatori, tempo medio a partita intorno alla mezz'ora, del tutto indipendente dalla lingua) sia a giocatori incalliti sia a neofiti incuriositi non ha mai deluso.
L’autore d’altronde è di quelli che hanno recentemente lasciato il segno. Antoine Bauza infatti è anche il creatore di un certo 7Wonders, vincitore nel 2011 di un sacco di premi tra cui il Kennerspiel des Jahres (cioè il premio per giochi dedicati agli “esperti” del settore e distribuito dall’associazione dello Spiel des Jahres tedesca) e il corrispondente francese As d’Or Jeux de l’Année.
Quindi Bauza è riuscito nell’impresa di produrre un gioco (di carte) in sé semplice ma strategicamente accattivante. Per analogia mi viene in mente un altro esempio ludico in cui un autore affermato e conosciuto grazie soprattutto a giochi complessi riesce a creare un gioco semplice ma piacevole: Uwe Rosenberg, creatore rispettivamente di Agricola e Bohnanza (in italiano “Semenza”).


Panoramica generale

Ma veniamo ad Hanabi. Si tratta di un gioco di carte da 2 a 5 giocatori. Più si è meglio è, anche se in 2 l’ho provato e non “gira” così male. Dal momento però che è un puro collaborativo, è evidente che dà il meglio di sé in 4 o 5 giocatori. L’età consigliata è dagli 8 anni in su, mentre il tempo previsto è di circa 20-30 minuti.
Ogni giocatore impersona un artificiere che deve preparare uno spettacolo pirotecnico e ha a disposizione numerose polveri di 5 colori e valori differenti. L’obiettivo è quello di comporre una colonna per ogni colore contenente tutti i valori dei fuochi in ordine crescente.
Detta così sembra semplice, vero? Ma ecco che arriva il meccanismo che non ti aspetti (e che personalmente mi ha fatto innamorare del gioco): ogni giocatore prende in mano le carte in modo tale da non poterle vedere (quindi verso di lui si vede solo il dorso) e da permettere ai suoi compagni invece di conoscerne il valore e il colore. E allora come si fa a giocare? Stop! Abbiate un po’ di pazienza; prima di vedere le meccaniche due parole sui materiali.

MATERIALI
La scatola di latta (davvero carina) è prodotta dalla Cocktail Games (“esperta” nella produzione di fillers con le carte) e distribuita da Asmodee (azienda francese piuttosto importante nel settore ludico). Il contenuto prevede 50 carte, 10 per ogni colore, suddivise come segue: tre carte con valore 1, due carte con valore 2, 3 e 4 e una carta con valore 5. Inoltre ci sono all’interno 8 gettoni blu (gettoni “consiglio”) e 3 gettoni rossi (gettoni “errore”).

La grafica dei disegni francamente mi piace poco. Infatti ricordo che la prima volta che lo giocai pensai: “mi sembra un po’ una boiata…”, e invece…

COME SI GIOCA – le meccaniche

Ogni giocatore pesca in modo da avere 4 carte in mano (5 se si gioca in due o tre persone). Chiaramente queste carte non devono essere guardate dal proprietario.
Al suo turno ognuno può effettuare una delle seguenti azioni:

a. Dare un’informazione (consiglio)
b. Scartare una carta
c. Giocare una carta

Vediamole nei dettagli:

Dare un’informazione: quest’azione permette di indicare ad un compagno tutte le carte o dello stesso numero o dello stesso colore (mai le due informazioni assieme). Questo consiglio implica che il giocatore segna con il dito le carte scelte. Ogni volta che si da un’informazione si estrae dalla scatola un gettone blu (ricordo che in totale ci sono 8 gettoni blu!!). Quando la scatola non contiene più gettoni blu il giocatore di turno è obbligato o a scartare o a giocare una carta.

Scartare una carta: il giocatore sceglie dalla sua mano una carta da scartare. La mette nella pila degli scarti e ne pesca un’altra dal mazzo mettendosela nella mano senza guardarla. Inoltre (e questo direi è fondamentale) può rimettere un gettone blu nella scatola (quindi guadagna un “consiglio”).

Giocare una carta: un giocatore prende la carta dalla sua mano e la gioca davanti a sé nella sequenza del colore giusto (la carta di valore 1 inizia una nuova sequenza). Se una carta uguale è già sul tavolo o se la carta giocata non è consecutiva a nessuna carta in tavola, la stessa viene scartata e si mette nella scatola un gettone rosso che segna l’errore. Al terzo errore i giocatori perdono la partita.

Chiaramente un giocatore deve annunciare prima quale carta vuole giocare e dire se questa verrà messa sul tavolo o scartata.

L’obiettivo è quello di comporre tutte le colonne dei 5 colori in modo da arrivare alla carta più alta (di valore 5).

La partita finisce quando:
si è pescato il terzo gettone rosso (il che equivale ad una sconfitta);
finiscono le carte da pescare (si ha in realtà ancora un giro finale);
sono state composte cinque colonne dei cinque colori in modo completo.

Alla fine si calcola il punteggio sommando i valori più alti per ogni colonna colorata (nella foto 5 la somma è 19). Nel regolamento c’è una piccola tabella che aiuta a situare il risultato. Per esempio con 19 punti la tabella dice che la folla ha gioito per il vostro spettacolo, bravi!

In teoria, sarebbe un gioco in cui nessuno ha il diritto di parlare se non per fare le varie azioni possibili. Il problema è che la natura umana è debole. Infatti non si riesce praticamente mai a fare una partita senza che versi o commenti condizionino qualche giocata.


IMPRESSIONI FINALI
Come ho indicato all’inizio si tratta di un filler che ha comunque un certo spessore strategico (soprattutto per come e quando dare certi consigli). Al nostro gruppo di gioco piace molto e lo rigiochiamo volentieri sia ad inizio serata (per scaldare i motori) sia alla fine (come “gioco della staffa”). Capita però che lo estragga “dalla manica” in presenza di persone non così avvezze al gioco da tavolo e ha sempre raccolto acclamati consensi.
La componente collaborativa inoltre rende il gioco interessante soprattutto per chi non ha voglia della competizione a tutti i costi.

Hanabi è pieno di piccole finezze. Tenere in mano le carte in modo da non conoscerne il contenuto è una trovata che reputo geniale. Il fatto che alcuni valori siano contati condiziona anche lo scarto che non può essere effettuato così a cuor leggero; ad esempio se viene scartata la carta di valore 5, che ha un solo esemplare per colore, viene compromessa la possibilità di raggiungere il massimo punteggio.

Per i puristi dell’assenza assoluta del fattore fortuna: il suo peso specifico non è molto rilevante, fatta salva la pesca delle carte. È chiaro che ci può essere la partita in cui nessuno pesca l’uno verde e i turni a disposizione per completare la colonna verde si assottigliano, però questo capita raramente e non compromette la possibilità di rifare immediatamente un’altra partita.

Concludendo credo che Hanabi costituisca una piccola chicca nel panorama ludico “filleriano”. L’unico rammarico è che con il nostro gruppo non siamo mai riusciti a superare quota 22!!! E pensare che alcuni giocatori hanno richiesto all’autore un’espansione (che è stata in effetti prodotta) perché ritenevano che il gioco base fosse ormai troppo facile per loro (ma chi sono costoro? Dei marziani?).

NUOVA EDIZIONE
Ad ottobre 2012, in occasione della fiera di Essen, il gioco che già da tempo era esaurito in Germania è stato ristampato in un nuovo formato.

A differenza dell'edizione francese sopra quella tedesca presenta un formato più tradizionale con carte di dimensioni classiche (esteticamente meno particolari, ma sicuramente più comode da tenere in mano) e token di cartoncino al posto dei dischetti in plastica. A livello di meccaniche non ci sono cambiamenti a parte l'aggiunta dei jolly (i fuochi multicolore) che possono essere aggiunti a qualunque serie.

L'aspetto della nuova edizione può piacere di più o di meno di quella sopra ma ha l'indubbio pregio di essere facilmente reperibile. La potete anche trovare in vendita su Egyp.it a circa 8,50 euro.

8 commenti:

  1. Avevo già adocchiato questo gioco. Dopo aver letto la recensione mi sono convinto e penso che lo comprerò!

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    1. A mio parere (di parte ovviamente) non ti deluderà. Tieni conto cmq che resta un filler, quindi con i suoi pregi (immediatezza delle regole e durata contenuta) e i suoi difetti (a lungo andare non è detto che possa stancare).
      In ogni caso noi spesso ne giochiamo diverse di partite durante la stessa sera. Capita infatti così: ne fai un paio e la seconda stavi per fare il record e allora ne rigiochi ancora una (che poi diventano due...).
      Fammi eventualmente sapere se dovessi acquistarlo...

      Ciao Poldeold

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  2. Bellissimo, ma una volta capita la meccanica si arriva facilmente a 25. Comunque assolutamente da comprare e da avere nella propria collezione.

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  3. Dovrei ordinare le bustine protettive di Hanabi (nuova versione) conoscete per caso la misura delle carte?

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  4. ho scoperto per caso che le bustine adatte sono 57,7mmX89 mm. Però mi hanno detto che non è il caso di imbustarle perché si mischiano poco durante la partita (l'ho appena comprato), è vero? Sirio

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    1. Confermo: si mescolano a inizio partita e poi basta. Io possiedo l'edizione 2012 e non le ho imbustate, non noto segni di usura al momento.

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  5. Acquisto commissionato a mio compare durante un viaggio di lavoro in Germania (in realtà poi è diventato un regalo), questo gioco ha sempre colpito le persone a cui l'ho proposto, babbani e giocatori. Anch'io come Poldeold trovo geniale l'idea di tenere le carte con il dorso verso di sé: stupisce e lo rende immediatamente identificabile ("giochiamo a quello con le carte girate?"). Per la mia esperienza personale devo dire che vincere non è difficile, la parte dura è arrivare ad un punteggio alto! Una dinamica che spesso si instaura da noi e che mi fa sorridere è questa: introdurre il suggerimento con parole tipo "siccome tu sei una persona brillante...". Per esempio può succedere che sul tavolo serva un 3 giallo e che un giocatore l'abbia in mano, allora qualcuno degli altri gli suggerisce: "siccome tu sei una persona brillante ti dico che questa carta è un 3" oppure "siccome tu sei una persona brillante ti dico che questa è gialla", al che lui dovrebbe intuire di avere una carta buona da giocare, senza la matematica certezza che si ha incrociando due suggerimenti. È proprio vero che la natura umana è debole!

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  6. Vorrei aiutare gli indecisi:
    questo gioco è divertente. Molto!
    Una partita tira l'altra, con la voglia di fare sempre più punti e magari giocare anche in modo hardcore come dice il manuale: con meno indizi a disposizione oppure con la scala arcobaleno di sole 5 carte (1,2,3,4,5)

    Molto consigliato! Pratico e piccolo, portabile ovunque e buono per riempire una mezz'ora vuota ovuqnue siamo!

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