giovedì 30 giugno 2011

Recensione - Puzzle Strike

scritto da Iziosbiribizio

Mentre l'ansia per l'uscita dei nuovi personaggi di Yomi (titolo del quale abbiamo parlato poco tempo fa) cresce, parliamo di un altro gioco edito dalla Sirlin Games: PUZZLE STRIKE (per 2-4 giocatori), il quale persenta un'ambientazione, se così si può dire, sempre attinente al mondo di street fighter, in particolare alla serie di videogiochi Super Puzzle Fighter, dove ci si combatte a suon di gemme.
Come catalogare questo gioco? non c'è un modo migliore di farlo se non riportando la frase che si trova all'inizio del manuale:"un gioco di carte giocato con chips al posto delle carte, che simula un puzzle game (che non esiste) che simula un gioco di combattimenti(che non esiste)". Ma ora analizziamo meglio questo titolo che permette in 20 minuti di far giocare da 2 a 4 combattenti, che se le suoneranno a colpi di gemme.

mercoledì 29 giugno 2011

Scopriamo insieme: i gestionali

Scritto da Fabio (Pinco11)

Una delle categorie di titoli che maggiormente rappresentano l'evoluzione dei giochi da tavolo è probabilmente proprio quella dei cosiddetti gestionali, ossia titoli nei quali ai giocatori sono affidate all'inizio della partita dotazioni di materie prime e/o di manodopera, competendo poi tra di loro nel cercare di investire quanto a loro disposizione nel corso dei vari turni di gioco, a volte addirittura costruendo una vera e propria filiera produttiva. In alcuni casi la vittoria arriderà a chi avrà guadagnato maggiormente, in altri sono proposti meccanismi di valutazione dei risultati ottenuti (convertiti in Punti Vittoria).

martedì 28 giugno 2011

Qwirkle - le regole

Visto il recente successo nello Spiel des Jahre, ci siamo mossi e, grazie all'aiuto del fedele lettore Khoril, ecco intanto per voi le istruzioni in italiano del gioco (che per il resto è indipendente dalla lingua !!).

Un saluto a voi ed un grazie a Khoril


Recensione - 20th Century

20th Century recensione, scritto da Faustoxx

Proseguendo nella rivisitazione dei titoli presentati ad Essen nello scorso Autunno che, per vari motivi, non hanno visto il loro giusto merito nel panorama ludico nazionale, oggi voglio presentarvi 20th Century, prodotto dalla CGE la casa editrice ceca che tanto ha fatto parlare di sé negli ultimi anni grazie al suo autore di punta Vlaada Chvatil.

20th Century (per 3-5 giocatori, durata a partita da 120 minuti in su) è stato disegnato da Vladimir Suchy di cui ricordiamo l'interessante quanto ponderoso Shipyard. Anche in questo caso Suchy si distingue per l'originalità del tema: lo sviluppo di una nazione agli esordi del 20° Secolo dove l'obiettivo non è quello di creare una nazione prospera quanto quello di dare ai propri cittadini la migliore qualità di vita, dove l'inquinamento ambientale è un problema molto sentito in grado di modificare pesantemente il risultato finale.

lunedì 27 giugno 2011

Lo Spiel des jahre a Qwirkle e 7th wonders

scritto da Fabio (Pinco11)

Ufficiale è l'attribuzione dell'ambito premio Spiel des Jahre all'inatteso Qwirkle, gioco astratto che dei colori e della utilizzabilità da parte del grande pubblico ha fatto i propri cavalli di battaglia. Superati a sorpresa sono quindi sia l'isola proibita di Leacock (Forbidden Island), sia i costruttori di torri di Asara : francamente non avrei scommesso molto sulla vittoria di un astratto datao (è stato pubblicato nel 2006, ma per il premio conta solo la prima uscita ufficiale in Germania) come il titolo olandese che è prevalso (soprattutto vista la somiglianza, anche se solo da lontano, con il già noto einfach Genial), ma il parco dei giochi entrati in nomination effettivamente mai è stato a mia memoria così debole come quello di quest'anno.

Recensione - Wars of the Roses

Wars of the Roses - Lancaster vs York, scritto da Polloviparo

Non molto tempo fa abbiamo parlato di Lancaster, nuovo gioco di Matthias Cramer pubblicato dalla Queen Games ed oggi torniamo ad occuparci dei “Lancaster”, ma intesi come famiglia nobiliare, la quale ha ispirato poco tempo fa un altro titolo, ossia Wars of the roses Lancaster vs York gioco dell’autore Peter Hawes, pubblicato dalla Z-man games (per 2-4 giocatori, tempo medio indicato in 120 minuti).

Il gioco, come ci dice il titolo, è ambientato in Inghilterra nell’anno 1450, prima dello scoppio della sanguinosa guerra civile tra le nobili casate dei Lancaster e degli York: Riccardo, Duca di York, non era affatto soddisfatto del sovrano Enrico VI di Lancaster, ritenuto troppo debole e incapace di governare, decise quindi di intervenire e le due famiglie entrarono inevitabilmente in conflitto. Gli scontri durarono per un periodo di trentadue anni (1455 – 1487) e la battaglia che vide perdere la vita a molti nobili, oggi è ricordata come “La guerra delle Rose”.

domenica 26 giugno 2011

Gli articoli di fondo : Ci sono un americano, un tedesco ed un italiano…

Ci sono un americano, un tedesco ed un italiano…, scritto da polloviparo

Detta così sembrerebbe l’inizio di un classico delle barzellette ed invece stiamo parlando di giochi da tavolo, ed il tema delle quattro chiacchiere di oggi è quello legato ai diversi stili (se vi sono) propri della produzione di boardgames delle tre nazioni di cui al titolo dell'articolo, partendo subito dai due “macro-gruppi” principali ossia “german game” ed “american game”.
Si tende ad identificare con i primi con i titoli in cui le meccaniche sono prevalenti rispetto all’ambientazione, risultano solitamente legate al calcolo e la componente aleatoria ridotta ai minimi termini (bada bene non assente: perché comunque nei giochi spesso sono presenti carte, tessere da pescare o comunque delle meccaniche che introducono degli elementi casuali) mentre idealmente si pensa ai secondi come giochi caratterizzati da un uso intensivo di dadi, in cui l’ambientazione risulta più aderente al tema trattato e la fortuna è uno dei fattori di cui dover tener conto.

sabato 25 giugno 2011

Anteprima - Instructures

Scritto da Fabio (Pinco11)

Durante la mia navigazione nei mari del gioco da tavolo a stelle e strisce mi sono imbattuto nel titolo di oggi, ossia Instructures, ideato da una certa 'Jane' , titolare della Jane's Games, editrice che produce il gioco in questione, party game che spinge i partecipanti (da 4 in su, ma si parla anche di una variante per 3) a comunicare tra loro per costruire ipotetici edifici di fantasia.

venerdì 24 giugno 2011

Anteprima: Elder Sign

Scritto da Chrys

Non c'è dubbio che la Fantasy Flight Games sì sia lanciata con una rinnovata vena creativa sull'ambientazione ispirata ai romanzi di H. P. Lovecraft, dopo diversi anni costellati unicamente di espansioni per Arkham Horror. Dopo aver pubblicato solo pochi mesi fa l'ottimo Mansions of Madness, che abbiamo da poco recensito su queste pagine, ha annunciato un nuovo progetto sui miti Lovecraftiani, e cioè l'Elder Sign che da il titolo a questo post. 
Si tratterà nuovamente di un gioco collaborativo che vedrà 1-8 giocatori affrontare una serie di eventi nel tentativo di mantenere sopito il Grande Antico di turno. L'uno scritto sopra non è un errore di battitura: questa volta il gioco supporterà infatti anche un meccanismo in solitario.

Gli autori del gioco sono Richard Launius and Kevin Wilson, già autori del famoso Arkham Horror... devo dire che la paternità si sente e noterete infatti che molti elementi (a livello di meccaniche generali) paiono richiamare proprio quelli di Arkham Horror. In questo caso però il gameplay promette, fortunatamente, di essere più snello con una durata di 60-120 minuti anche nel caso di 8 giocatori.

giovedì 23 giugno 2011

Mord im Arosa

Recensione di Chrys

Questo particolare gioco di deduzione (2-6 giocatori edito da Zoch zum Spielen) aveva attratto la mia attenzione già alcuni mesi, fa quando lo avevo visto giocare ad una manifestazione, ma ho avuto modo di posarci sopra le mani (o forse dovrei dire le orecchie) solo pochi giorni fa. Il gioco è stato creato da Alessandro Zucchini, già autore di altri titoli tra cui Vello Beeello e Lucca Città.

All'Hotel Arosa, nel pieno della notte, sono stati commessi due efferati delitti e tutti i giocatori che dormivano sono quindi sospettati e dovranno perciò cercare di sviare i sospetti della polizia dalle proprie tracce e, allo stasso tempo, trovare quelle degli altri giocatori perchè vengano sospettati. Il tutto avviene tramite meccanismi di memorizzazione e interpretazione delle informazioni che però in questo gioco sono informazioni di tipo uditivo (si avete letto bene!). Ma capiamoci qualcosa di più...

mercoledì 22 giugno 2011

Recensione - Arcane Legions

scritto da Pinco 11 (Fabio) e Normanno

Arcane Legions è un progetto editoriale che risale ad un paio di anni fa, proposto dai creativi che avevano dato vita ad alcune linee di giochi per la Wizkids, quali Pirates of the main e via dicendo, i quali avevano allo scopo fondato una casa editrice apposita, dal nome Wells expedition. L'idea di fondo era quella di dar vita ad un nuovo genere di giochi di guerra a miniature, ambientato in un mondo alternativo di fantasia, ideato ad hoc, con una localizzazione temporale intorno ai secoli del prima di Cristo. In questo contesto tre furono le fazioni concepite per affrontarsi, ossia i Romani, gli Egiziani e gli Han (cinesi !), le cui schiere erano arricchite dalla presenza di vari mostri e/o creature mitologiche, quali minotauri, centauri, mummie con poteri necromantici e così via.

martedì 21 giugno 2011

Intrigo

Recensione di Sgrollo

Oggi vi voglio parlare di Intrigo (3-4 giocatori) un gioco inspiegabilmente poco diffuso e poco noto anche presso i board gamers più assidui. E’ chiaro che sia l’inspiegabilmente che il poco diffuso sono considerazioni del tutto soggettive derivanti dalla personale esperienza di chi scrive ed è altrettanto chiaro che contrastano fra di loro, poché spesso se un gioco è poco diffuso, la cosa è spiegabilissima (non vale un granché, per esempio!). Ma la mia personale impressione è che Intrigo sia un gioco dalle meccaniche semplici e raffinate, che riesce a mantenere la promessa contenuta nel suo nome con un semplice mazzo di carte e poco più.

Ma diamo qualche dettaglio tecnico... come appena anticipato, si tratta di un “card game”, quindi nessuna plancia (in realtà con le carte che costituiscono il gioco stesso viene costruita una sorta di plancia di gioco di cui si può vedere la struttura nell’immagine), nessuna pedina, nessun dado; solo carte e qualche segnalino.

lunedì 20 giugno 2011

Anteprima - Belfort

scritto da Fabio (Pinco11)

Come comunicato nella prima pagina del manuale tramite un messaggio del Dipartimento delle Scuse Ufficiali e della consegna di Cattive Notizie, per errore sono stati nominati vari mastri architetti quali supervisori della costruzione del nuovo castello di Belfort, località al confine con il reame dei Troll, per cui i giocatori, chiamati a calarsi nei panni di tali professionisti, entreranno in competizione tra loro per contribuire più degli altri alla edificazione della fortezza, visto che (come la parte delle 'cattive notizie' del messaggio) recita, solo il più efficiente sarà pagato ...
Questa la premessa del nuovo titolo della Tasty Minstrel Games, giovane casa editrice americana che si è già fatta recentemente notare per Homesteaders ed Eminent Domain, ossia Belfort, per 2-5 giocatori, ideato da Seen-Fong Lim e Jay Cormier ed incentrato su dinamiche di gestione risorse, con meccaniche di attribuzione punti basate su dinamiche di maggioranze.

domenica 19 giugno 2011

Riscopriamoli : Imperial (retrospettiva Mac Gerdts)

Imperial recensione, scritto da Polloviparo

Oggi vi voglio parlare di Imperial, quello che reputo ad oggi, il miglior gioco di Mac Gerdts, ma spendo subito due parole, nella logica dell'apertura di una piccola serie di articoli che usciranno in futuro per completare la retrospettiva (si, oggi siamo un pò ispirati al cinema) sull'autore tedesco, che si fa conoscere nel 2005 con “Antike”, ottimo gioco di civilizzazione nel quale compare un’interessante intuizione dell'autore, destinata a divenire il suo marchio di fabbrica, ossia “la rondella”.
In Antike abbiamo infatti al centro del gioco una ruota divisa in spicchi, sulla quale i giocatori muovono un proprio indicatore andando a selezionare le varie azioni / opzioni possibili e gli scontri vengono risolti senza l’ausilio di dadi. L’anno successivo (2006) esce quindi Imperial, che presenta un'ambientazione e gioco differenti, ma la “rondella” nuovamente presente.

sabato 18 giugno 2011

(Video)giochi da tavolo ?

scritto da Polloviparo
  
Videogiochi e giochi da tavolo… due universi, due realtà, due identità ben distinte che viaggiano su binari paralleli e ogni tanto si incrociano, si intrecciano, si fondono e poi ancora si dividono: non è raro trovare fra gli appassionati dei giochi da tavolo, giocatori provenienti dal mondo dei videogiochi e viceversa, così come non è inusuale trovare giochi da tavolo e videogiochi “affiancati” nell’ambito di importanti convention ludiche quali ad esempio “Comics & Games” di Lucca. In entrambi i casi parliamo di forme di intrattenimento, sebbene dalle caratteristiche nettamente diverse.
Il videogioco nasce fondamentalmente come forma di intrattenimento individuale, anche se l’implementazione del “multiplayer” e la diffusione della banda larga, hanno “levigato” questa sua prerogativa; il gioco da tavolo nasce invece come momento di aggregazione, in cui due o più persone si affrontano contemporaneamente.

venerdì 17 giugno 2011

Anteprima - 1865 Sardinia

Poco tempo fa, nell'introdurre l'argomento dei giochi ad ambientazione ferroviaria, ho brevemente accennato ad una categoria di titoli, destinati ad un pubblico di appassionati molto specializzato, accomunati da un set di regole di base abbastanza uniforme, ossia quelli appartenenti alla serie 18XX. 
Tra di essi ne è ora in uscita uno che ha attratto la mia attenzione sin dalla prima occhiata della mappa, la quale ritrae le due isole vicine di Sardegna e Corsica, godendo esso di una cura verso l'aspetto grafica assolutamente inusuale per questa categoria, nella quale domina altrimenti l'essenzialità, se non l'artigianalità.
Parlo di 1865 Sardinia, titolo per 2-4 giocatori ideato dall'italianissimo Alessandro Lala (ed illustrato da Cory Williamson) e destinato ad essere edito dalla sua nascente casa editrice Gotha Games (qui il sito di riferimento). L'ambientazione è quella indicata dal titolo e le meccaniche sono quelle tipiche della categoria di giochi ferroviari di riferimento, con alcune interessanti personalizzazioni proposte dall'autore. Il pubblico ideale per il titolo in questione è sicuramente rappresentato dagli appassionati del genere (la durata prevista per partita viaggia intorno alle 4 ore ..), i quali si caleranno nei panni di altrettanti imprenditori / investitori che si dedicheranno alla urbanizzazione ferroviaria di Sardegna e Corsica, con l'obiettivo, a fine gioco, di essere i più ricchi tra i partecipanti.

giovedì 16 giugno 2011

Prime impressioni su Luna

scritto da Iziosbiribizio / Fabio (Pinco11)

Il momento è giunto: la sacerdotessa Luna deciderà l'ordine che sceglierà il suo successore. Quale giocatore riuscirà a conquistare il maggior numero di punti influenza ed essere degno di un tale onore?

Luna è un gioco per 1-4 giocatori, ideato da Stefan Feld, della durata di circa 90 minuti, pubblicato dalla Hall Games.
Il gioco si svolge sull'isola del Tempio della luna, che è idealmente circondato da tante piccole isole ognuna con un potere particolare (es. l'isola della marea, delle erbe...) e questo piccolo arcipelago forma un tabellone che potremmo definire componibile, anche se in realtà i pezzi non si toccano. Al centro viene disposto il tempio della Luna, mentre intorno le isole, e lo spazio tra di esse rappresenta il mare su cui viaggeranno i nostri adepti. La disposizione del tabellone è a discrezione del padrone del gioco, ma per le prime partite è presente nel manuale una configurazione base.
Dopo il setup, nel caso in cui non venga utilizzata la disposizione base, tutti i giocatori piazzano un santuario su di un'isola a scelta con il limite di un solo santuario per isola, poi sempre partendo dal primo giocatore vengono piazzate coppie di novizi, sta volta il limite non è di un set per isola di un set per giocatore. Fatto questo, ogni giocatore riceve un gettone favore da ogni isola dove non ha piazzato alcun pezzo e il gioco può iniziare.

mercoledì 15 giugno 2011

Recensione - Asara

Asara recensione, scritto da Faustoxx 


Subito dopo Essen, da buon acquirente compulsivo, avevo comperato la mia copia di Asara (per 2-4 giocatori, tempo medio 45 minuti, componenti non dipendenti dalla lingua), spinto dai buzz apparsi sulla Rete, e attrato della fama degli autori (Kramer e Kiesling), dell'illustratore, l'immenso Vohwinkel, con la garanzia di un editore di prima grandezza (Ravensburger). Tuttavia dopo una veloce occhiata al regolamento e ai componenti, il gioco è stato messo in stand-by, soppiantato da altri titoli per me più interessanti.


Dopo la nomination a finalista per lo SdJ 2011 e scambiando alcuni pareri con l'amico Fabio mi sono detto: “Eppure ci deve essere del buono in Asara per essere entrato nella terna dei finalisti del riconoscimento ludico per eccellenza”. Così ho deciso di rispolverare la scatola che attendeva da mesi e l'ho provato per scrivere una mia impressione su Asara.

martedì 14 giugno 2011

Cranio Creation si fa in 4 per noi!

Ricorderete che alcune settimane fa abbiamo promosso una iniziativa fotografica ispirata dal gioco Monkey See, Monkey Do nato dalla fervida immaginazione della Cranio Creation. Se vi foste persi il relativo post potete cliccare qui per vedere la foto che è stata ritenuta la più bella e meritevole e altre 3 foto che, pur non essendo salite sul podio, vi sono andate molto vicine.

I ragazzi della Cranio Creation hanno gradito molto le foto e l'iniziativa e hanno deciso di spedire una copia omaggio del loro gioco a tutti i 4 gli autori delle foto più belle !! 


Abbiamo già comunicato ai fotografi la piacevole notizia e le scatole del gioco sono già in viaggio da qualche giorno, ma ci sembrava doveroso comunicare pubblicamente la cosa anche per rendere il giusto omaggio a una casa editrice che da sempre si è mostrata molto amichevole e aperta al loro, e al nostro, pubblico.

Sfrutto anche l'occasione per far sapere a tutti che del loro cavallo di battaglia (in tutti i sensi trattandosi di Horse Fever, un gioco di scommesse e corse di cavalli) uscirà presto in una versione 2.0 con alcune migliorie e cavallini in legno e che è in preparazione anche una versione per iPad. Ad entrambe le cose dedicheremo comunque tra qualche settimana un articolo dettagliato.

Se invece volete maggiori informazioni sui prossimi progetti dell'italianissima casa editrice potete trovarle cliccando qui.

Recensione - The Resistance

The Resistance , titolo (per 5 - 10 giocatori) ideato da Don Eskridge ed edito (originariamente) dalla piccola Indie Boards and cards, rappresenta il classico esempio di come il tam - tam di internet possa portare prodotti assai poco pubblicizzati e provenienti anche da piccole case a divenire un successo in termini di vendite.
Si tratta di un classico titolo appartenente alla famiglia dei giochi di gruppo, nei quali i partecipanti sono segretamente divisi ad inizio partita in due fazioni in lotta tra loro, sviluppandosi la partita nella ricerca di scoprire quali siano le reciproche appartenenze. Il capostipite di questo genere è rappresentato da Werewolf, un gioco storico nel quale un villaggio è tormentato dalla presenza di lupi mannari i quali notte dopo notte decimano la popolazione civile: scopo dei primi è di sopravvivere alla caccia e dei poveri villici di sopravvivere, eliminandoli.
In Resistance l'ambientazione è invece (grosso modo, perchè è appena delineata) futuristica ed i giocatori sono chiamati a formare idealmente una cellula della resistenza in lotta contro il potere dell'Impero, impegnata ad organizzare missioni tese ad indebolire obiettivi primari governativi: al suo interno si celano però dei traditori infiltrati, i quali si adopereranno per far fallire i piani dei ribelli. A livello di target il gioco si propone come adatto a chiunque, presentando regole molto facili e verte su dinamiche di forte interazione sociale tra i partecipanti.

lunedì 13 giugno 2011

Recensione - Forbidden Island

Forbidden Island - Recensione (speciale Spiel des Jahre) - Scritta da Chrys

Oggi parliamo di Forbidden Island (2-4 giocatori, edito da GameWright), titolo uscito in vendita già un annetto fa ma recentemente tornato a far parlare di sè dopo la nomination allo Spiel des Jahres 2011.

L'autore del gioco è Matt Leacock famoso per aver ideato Roll Trough the Ages e soprattutto per il gioco cooperativo Pandemic (Pandemia nella versione italiana) vero e proprio campione del suo genere, fisso al 31° posto della classifica generale di BoardGameGeek, che ricevette a sua volta la nomination allo Spiel des Jahres nel 2008.

Chi avrà avuto modo di provare Pandemic avrà però un forte senso di "deja vu" con questo gioco che, a tutti gli effetti, si presenta come una sua versione alleggerita per famiglie. Pandemic era infatti un cooperativo molto interessante, ma caratterizzato da una tematica un po' pesante per approcciarsi ad un pubblico familiare ampio (una pandemia ha colpito il pianeta e sta sterminando l'umanità ed i giocatori cercano assieme di arginare i quattro ceppi della malattia) e da un livello di difficoltà molto alto (ancora nessuno nel mio gruppo è mai riuscito a vincerlo a livello difficile). In questo caso ci troviamo davanti a meccaniche identiche ma semplificate, e di fronte ad una ambientazione molto più leggera (scoprire quattro tesori in un isola misteriosa che sta affondando).

domenica 12 giugno 2011

Gli 'articoli di fondo' - Le espansioni

Le espansioni, scritto da Polloviparo e Pinco11

Ogni giocatore ha sempre, tra i vari titoli che possiede, alcuni preferiti, dei quali oramai conosce a menadito i meccanismi ed ha elaborato ottime strategie, dedicando loro innumerevoli partite: spesso però quei giochi, nelle serate con gli amici, restano sugli scaffali, perchè sono considerati oramai come 'finiti' o più semplicemente perchè la voglia di novità spinge sempre a provare qualcosa di diverso. C'è però un modo per rivitalizzare quei titoli e le case produttrici sembrano negli ultimi anni averlo ben capito, ossia di produrne delle 'espansioni', ossia dei prodotti destinati ad ampliare l'esperienza del titolo originario, aggiungendo allo stesso nuovi materiali e/o regole.
Di solito le espansioni dal punto di vista pratico contengono un mini set di regole addizionali, grazie al quale i giocatori sono costretti a modificare le precedenti strategie, in quanto i meccanismi di nuova introduzione tendono proprio a combattere le tecniche consolidate, per indirizzare diversamente l'esperienza di gioco, vivificando così il prodotto. Economicamente il prezzo è di solito ragguardevole, nel senso che si colloca dal 50 % in su rispetto al prezzo del prodotto completo, contenendo invece relativamente pochi pezzi, oppure si avvicina, in altri casi al prezzo pieno, ove contenga più parti nuove (ma mai al livello del prodotto stand alone).
Resta ora da capire ed è questo uno dei temi della conversazione (o monologo, a seconda dei commenti che posterete o no) se le espansioni rappresentino una benedizione per i giocatori o se invece siano solo un mezzo per spillare quattrini ai gamer, rallentando la diffusione di nuovi titoli.
Lascio quindi la parola al nostro 'relatore' di oggi, ossia Polloviparo, il quale ha scelto per primo di occuparsi di questo interessante tema.


Le espansioni, croce e delizia di tutti i giocatori. Ho partecipato a diverse discussioni su forum dove si trattava questo “bollente” argomento, visto che, sebbene siano sempre esistite, oggi assistiamo ad un vero e proprio “proliferare” di queste “scatolette aggiuntive”, tanto che ho deciso di scrivere queste due righe, sempre nella speranza di coinvolgere proprio voi, i nostri lettori, nel dibattito.
Nell’ambito delle discussioni cui ho partecipato, mi è capitato di leggere le opinioni più disparate in merito: c'è chi ritiene le espansioni sempre un’aggiunta positiva al gioco base, chi le ritiene inutili, chi semplici manovre commerciali, chi uno strumento per mantenere contenuto il prezzo del gioco base, chi un mezzo dell’autore per correggere lacune del regolamento, chi un’aggiunta per aumentare la longevità del gioco base,  ma chi avrà ragione alla fine?
Potremmo provare a isolare le varie tipologie di pensiero ed analizzarle singolarmente.


sabato 11 giugno 2011

Anteprima - Rune Age

Anteprima - Rune age, scritto da Polloviparo

E’ in arrivo Rune Age il nuovo “deck-building game” (per 2-4 giocatori, di Corey Konieczka) ambientato nel regno di Terrinoth !Come abbiamo visto nell’ambito della Recensione di Runewars sono ormai diversi i giochi pubblicati dalla Fantasy Flight Games che condividono questa ambientazione, ossia, a parte il succitato titolo, abbiamo Runebound, Descent e Dungeonquest.

Dopo gli innumerevoli LCG (Living Card Games)  quali ad esempio “A game of Throne”, “Warhammer Invasion” ed il recente “The Lord of the rings” che sfruttano licenze importanti, la FFG ci propone quindi un gioco di carte che trae ispirazione da un proprio prodotto visto che le quattro razze a disposizione dei giocaotori (Daqan Lords, Latari elves, Uthuk, Waiqar the Undying), saranno infatti quelle già viste in Runewars (non a caso l’autore di questo progetto è Corey Konieczka).

venerdì 10 giugno 2011

Recensione: Kids of Carcassone

Recensione scritta da Chrys

Il gioco Kids of Carcassone (2-4 giocatori) come intuibile anche dal titolo è una versione semplificata del famosissimo gioco di piazzamento, adatta ai bambini. Si tratta di un gioco studiato per la fascia di età 4-10 anni ed è senza dubbio un ottima scelta per introdurre dei bambini al gioco da tavolo ed in particolare alla versione completa del gioco.

Per chi non conoscesse la versione originale di Carcassone: si tratta di un famoso gioco di piazzamento in cui a turno i giocatori posano una tessera (contenente strade, porzioni di città, chiese, ed altri elementi) in modo che combaci con tutte le adiacenti, formando man mano un paesaggio medievaleggiante.
Dopo il piazzamento possono porre su un elemento della tessera piazzata un proprio omino: quando si completa una strada, una città o si circonda di campi una chiesa il giocatore con la maggioranza di propri omini sull'elemento ne ottiene i punti e tutti si riprendono gli omini.
Questi sono però in numero limitato e bisogna valutare attentamente quando e dove usarli. Esistono poi molte espansioni e varianti... per chi volesse approfondire ed avere una panoramica delle varie espansioni rimando all'articolo di Fabio sull'argomento.

giovedì 9 giugno 2011

Recensione - Safranito

Recensione Safranito (Speciale Spiel des Jahre) - scritta da Pinco 11 (Fabio)

La Zoch e' una casa tedesca che si e' contraddistinta, nelle uscite dell'ultimo anno, per aver privilegiato titoli adatti ad un pubblico familiare, con inserimento di meccaniche da gioco di abilita', bluff e simili.
Il titolo del quale ci occupiamo oggi, ossia Safranito, di Marco Teubner, per 2-4 giocatori, si colloca proprio in questo filone, strizzando l'occhio, per ambientazione e per tipo di dinamiche proposte, ad 'A la carte' (rititolato Lo Chef Pasticcione nell'edizione italiana), boardgame che ha vissuto lo scorso anno piu' di un momento di notorieta', grazie all'ingresso nella lista dei nominati per lo Spiele des Jahre, stessa sorte toccata in questi giorni al prodotto della Zoch.
 

mercoledì 8 giugno 2011

Recensione - 7 Wonders: LEADERS

scritta da Chrys

E' finalmente uscita, in contemporanea quasi mondiale, la prima espansione per 7 Wonders. Il gioco ha avuto così tanto successo e generato tanto passaparola da non aver bisogno di presentazioni, ma se qualcuno se lo fosse perso o volesse saperne di più può leggere la recensione dettagliata pubblicata un paio di mesi fa su queste pagine.

Il gioco uscira direttamente in edizione internazionale multilingua marchiato Repos Production, e sarà distribuito in italia da Asterion Press, come già per il gioco base. A differenza però di questo, che nella sua ultima ristampa si presenta completamente in italiano (carte comprese), l'espansione conterrà il manuale in italiano ma i nomi delle carte saranno in inglese. 

In questo caso la scelta mi sempra assolutamente sensata non solo per ragioni di costi e tiratura, ma anche perchè tolte quattro nuove carte viola, tutte le carte dell'espansione sono grandi leader, quindi il nome scritto sulle carte è semplicemente il loro nome (Ramses, Pericles, Cresus).

martedì 7 giugno 2011

Prova su strada - Pantheon

Scritto da Pinco 11 (Fabio)

Dopo aver sottoposto Pantheon ad un adeguato esame sul campo, ho pensato di approfondire quanto scritto nel precedente articolo di anteprima (al quale rinvio per una disamina più completa del gioco) ad esso dedicato, proponendo i risultati della 'prova su strada' del gioco. Coinvolgo in ciò anche Polloviparo, a sua volta tra i primi intrepidi acquirenti che hanno voluto sperimentare questa primizia.

Devo dire che il gioco mi ha incuriosito sin dal suo annuncio. Mi hanno colpito in prima battuta l'ambientazione e l'illustrazione della scatola (anche se niente di eccezionale), ma appena ho appreso  che si trattava dell'ultima fatica di Bernd Brunnhofer (che qui si firma con lo pseudonimo di Michael Tummelhofer) già autore di Saint Petersburg e Stone age, il gioco ha scalato velocemente la mia wish list. Tuttavia questo titolo è passato abbastanza in sordina, tant'è vero che su BGG un utente ha aperto un topic sul forum dal titolo "No hype?". Anch'io dopo il successo ottenuto da Stone age, mi aspettavo fosse accolto più calorosamente. A mio avviso la colpa è da attribuire anche alla sua reperibilità nei negozi a circa due mesi di distanza dal Toy fair di Norimberga.

lunedì 6 giugno 2011

Recensione - Firenze

Recensione di Firenze - scritta da Faustoxx

Dò il benvenuto con questa recensione anche all'amico Faustoxx, il quale ha manifestato la sua disponibilità per contribuire a sua volta al blog con la sua conoscenza dei giochi da tavolo. Genovese, è appassionato da anni e sempre alla ricerca dei titoli più 'ostici', ossia quelli per i quali le case non mettono a disposizione manuali multilingua e che magari contengono anche tra i materiali scritte in tedesco. Lui quindi si applica, come sta facendo per il titolo di oggi, e cerca, come molti altri volenterosi e gentilissimi appassionati, per tradurre quanto necessario, rendendo giocabili titoli altrimenti non fruibili ai non tedesco - parlanti (sulla Tana dei goblin trovate già la traduzione delle carte e a breve comparirà anche il manuale in italiano, sempre da lui tradotto) . E' con piacere che lascio a lui la parola per presentarvi Firenze, titolo che è passato quasi inosservato nel nostro paese, proprio per la sua relativa dipendenza dalla lingua ...

Tra le uscite presentate lo scorso Essen, una in particolare è passata sotto silenzio e si tratta di Firenze (per 2-4 giocatori, tempo stimato per partita 60 minuti) creatura di Andreas Steding (Hansa Teutonica) e pubblicata dalla Pegasus Spiele.
I motivi di questo silenzio sono vari, in particolare il fatto fosse pubblicato solo in Tedesco e  dipendente dal linguaggio. Una edizione in Inglese dovrebbe uscire entro l'anno pubblicata da ZMan Games ed è già stato pubblicato il regolamento Inglese e la traduzione delle carte. Questo mi ha permesso di conoscere meglio il gioco ed apprezzarne le qualità facendo di Firenze uno dei miei preferiti del momento.
Prima di addentrarmi nella recensione è doveroso spiegare il gioco in breve, omettendo alcuni passaggi per far apprezzare al lettore lo svolgimento del gioco.

domenica 5 giugno 2011

Fresco: moduli di espansione 4-5-6

Recensione scritta da Chrys

La Queen Games ha prodotto un box di espansioni per quello che è attualmente, e con merito, la sua novità di punta: Fresco. Avendo avuto modo finalmente di provarla pochi giorni fa grazie ad un amico, mi accingo a parlarvene diffusamente.
Se non lo conosceste o voleste più informazioni sulla scatola base vi rimando alla recensione pubblicata un mesetto fa su queste pagine, anche perchè si tratta davvero di un ottimo gioco.

In realtà come già per le espansioni 1-2-3 incluse nella versione "deluxe" del gioco base. anche in questo caso gli elementi che compongono queste espansioni sono stati ideati nel corso del lungo processo creativo del gioco, ma rimandate per mantenere il gioco base con una impronta più family e contenere i costi.

In aggiunta ai tre moduli, questa espansione contiene anche due tabelloni aggiuntivi, uno per contenere i colori (poichè se si usa l'espansione con le richieste del vescovo, presente nel gioco base, non hanno più un posto sul tabellone) ed un tabellone "banca" per contenere le monete. In particolare il tabellone per mettere i colori che vedete qui sotto è veramente molto bello e funzionale, fatto con più strati di cartone di cui l'ultimo forato, in modo che i cerchi per mettere i cubetti risultino incassati. Piccola aggiunta di classe i due coperchi per chiudere due delle taniche di miscelazione se non si usano o colori terziari.

sabato 4 giugno 2011

C'è un regalo per voi - Monkey See Monkey Do: le foto !!

Ben, si è concluso anche questo appuntamento di gioco insieme, dedicato stavolta alla fotografia. Ribadisco che siete davvero dotati artisticamente, perchè le immagini pervenute sono state tutte di ottima qualità, a testimonianza di come vi siate impegnati !! Congratulazioni quindi a tutti !

Ciò detto passo a presentarvi la selezione delle immagini ritenute più belle e / o divertenti: lo spirito del gioco lo avete comunque colto tutti, infatti ogni scatto rappresenta una sorta di barzelletta senza parole e suscita sicuramente un sorriso e questo è ciò che volevo stimolare, per cui son davvero lieto che la cosa sia stata ben percepita.

La foto prescelta viene stavolta dalla Basilicata ed è frutto della fantasia e creatività di Alessandra e Marella, le quali han coinvolto nello scatto anche un suo amico di zampa, titolando lo scatto 'NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO'. Per la semplicità, simpatia e freschezza, oltre che per l'attinenza al tema del gioco è a mio avviso più che indicata come vincitrice e ve la presento quindi subito di seguito !!



venerdì 3 giugno 2011

Recensione - Lettere da Whitechapel

scritto da Pinco 11 (Fabio) / Agzaroth

Whitechapel è un quartiere di Londra, che prese il suo nome da una piccola chiesa, appunto bianca (white), che si trovava al suo interno e che è andata distrutta nel corso della seconda guerra mondiale: è nei suoi dintorni che si svolse, nell'autunno del 1888, la caccia ad uno dei primi serial killer della storia moderna, ossia il celeberrimo Jack lo squartatore. 
Per quanto ne sia stata messa in discussione la paternità (visto che in quel periodo ne arrivarono letteralmente a pacchi, ma alcune sono state ritenute come plausibilmente collegate al vero autore degli omicidi), egli inviò anche alcune lettere alla polizia, alle quali, appunto, fa idealmente riferimento il titolo del gioco di cui ci occupiamo oggi, ovvero Lettere da Whitechapel, di Gabriele Mari e Gianluca Santopietro (ed illustrato da quest'ultimo e prodotto dalla NG international), ambientato appunto nella Londra di fine XIX secolo, che spinge i giocatori  (da 2 a 6, con tempo previsto di gioco di un paio d'ore) a vestire, alternativamente, i panni del noto Jack, oppure dei poliziotti alla sua caccia per le strade della capitale inglese.

giovedì 2 giugno 2011

Recensione - Cyclades

Recensione di Cyclades, scritta da polloviparo


Cyclades è un gioco (edito da Matagot ed altri editori) da 2 a 5 giocatori della coppia di autori Bruno Cathala e Ludovic Maublanc, illustrato dal bravissimo Miguel Coimbra (se non l’avete ancora fatto vi consiglio di dare un’occhiata al suo sito per vedere di cosa è capace), che viene inserito della categoria dei cosiddetti giochi di “civilizzazione leggeri” e penso che tale classificazione gli calzi a pennello.
Il titolo infatti presenta elementi tipici di questa categoria, quali ad esempio controllo dei territori, unità militari, scontri e gestione risorse, il tutto comunque ridotto all’osso, soprattutto per quanto riguarda proprio quest’ultimo aspetto (on troviamo infatti le solite materie prime tipo oro, seta, metallo, pietra ecc…, ma un solo tipo di risorsa, ossia il denaro). Se da un lato la cosa può sembrare un po’ limitativa e sicuramente toglie un po’ di profondità, dall’altro semplifica di molto le cose, velocizzando il gioco.

mercoledì 1 giugno 2011

Recensione - Runewars

Runewars recensione di Polloviparo

Penso i tempi siano ormai maturi per parlare di Runewars, il “giocone” di Corey Konieczka pubblicato l’anno scorso. L'appellativo 'giocone', in questo caso, al di là del livello qualitativo che valuteremo nelle prossime righe, è riferito anche alle dimensioni, in quanto stiamo parlando di uno dei giochi appartenenti alla linea “big box” (ossia grande scatola) della Fantasy Flight Games.

Si tratta di un gioco per 2-4 giocatori, con tema fantasy, ambientato nel Regno di Terrinoth che gli appassionati di Descent e Runebound, hanno già imparato a conoscere ed apprezzare. Il titolo era molto atteso in quanto annunciato come una reimplementazione di Battlemist dell’ormai lontano 1998 dell’autore Christian T. Petersen (se questo nome non vi dice niente, basterà citare un titolo su tutti: “Twilight Imperium”).
Contrariamente a quanto si possa pensare sin dal primo sguardo alla scatola Runewars non è principalmente un gioco di battaglie, anche se classificato nel genere “wargame”: questo aspetto è certamente presente, ma come vedremo non predominante e non a caso, su BGG, viene indicato quale appartenente alla categoria dei giochi di controllo ed influenza sul territorio.