sabato 10 dicembre 2011

Recensione - Junta: Viva el Presidente

Junta – Viva el Presidente – Recensione di Nero79

Visto il risultato del sondaggio del blog, che ha visto trionfare tra i lettori l’importanza di amalgamare bene grafica, meccaniche e ambientazione per avere un prodotto completo, vi presento oggi un gioco che secondo me è un buon esempio in tal senso.
Sto parlando di “Junta – Viva el Presidente” pubblicato originariamente da Pegasus Spiele in tedesco come versione light del più complesso Junta (un po’ come è successo con Santiago de Cuba, fratello minore di Cuba), quindi distribuito nella versione americana da Z-Man Games. Purtroppo nessuno sembra essere interessato a produrne una versione in italiano ma in rete non è difficile trovare il regolamento tradotto e un riepilogo dei testi delle carte che sono l’unico componente in lingua del gioco.

Il tema, affrontato ovviamente in maniera scanzonata, è questo: una serie di individui, i giocatori, (da 3 a 5) fanno parte della Junta, il governo corrotto della República de las Bananas. Tutti si godono una vita agiata sull’isola, ciascuno nella propria tenuta protetto dalla propria milizia privata.
Non c’è limite però all’avidità e alla voglia di potere e così la Junta finisce col tentare continui colpi di stato nel tentativo di rovesciare il Presidente (sempre uno dei giocatori), il quale può difendersi solo con allettanti promesse sperando di poter ottenere l’appoggio di un numero sufficiente di membri della Junta. Tra potenziamenti della propria tenuta e un esercito sempre più imponente per difendersi e attaccare gli altri, il primo a raggiungere sufficienti punti vittoria sarà il nuovo dittatore, nonché vincitore del gioco.



COMPONENTI
Il gioco presenta una grafica molto colorata in stile cartoon che stempera bene il tema a prima vista “scottante” del gioco. Dopotutto se intere famiglie a Natale riempiono una mappa del mondo di carrarmatini per conquistarlo, cercare di diventare il dittatore di una piccola isola tropicale non dovrebbe sconvolgerli più di tanto. Nella scatola troviamo: 5 plance tutte diverse tra loro (una per ogni giocatore, caratterizzate da un colore e un numero di dado da 1 a 5). Queste rappresentano la tenuta del giocatore con una villa centrale già presente e tutta una serie di spazi riempibili con gli appositi segnalini in cartoncino (tutto il necessario per un dittatore che si rispetti, piscina, elicottero, rete tv ecc…), ogni giocatore ha poi un piccolo paravento a forma di furgoncino che si integra perfettamente con lo scenario delle plance, 20 dadi in 5 colori, 45 carte e infine degli occhiali da sole (sì avete letto bene, certo non sono Ray-Ban ma fanno comunque il loro effetto scenico).


IL GIOCO
Le regole sono semplici e si spiegano in un attimo. Ad ogni turno il Presidente in carica (uno dei giocatori) ha un tot di carte “aiuto estero per lo sviluppo” (soldi per ampliare la tenuta o comprare milizie e altre carte speciali che influenzano il combattimento o altre parti del gioco) che può distribuire a sua discrezione ai membri della Junta (compreso se stesso). Potrebbe ad esempio cercare di distribuirle equamente per garantirsi un turno pacifico, oppure dare qualche aiuto extra al giocatore con il numero maggiore di milizie per cercare un alleato forte che lo difenda. Distribuite le promesse (ognuno vede solo quelle destinate a lui), i giocatori indicano segretamente con un dado dietro il proprio furgoncino cosa intendono fare in quel turno con le proprie milizie (il Presidente può solo difendersi). I giocatori possono difendersi (indicando il proprio numero con il dado), attaccare altri giocatori compreso il Presidente (indicando il numero del relativo giocatore con il dado) o difendere il Presidente (indicando il 6 con il dado).

A questo punto si risolvono le azioni delle milizie tirando i dadi, sommando i dadi in attacco e confrontandoli con la somma dei dadi in difesa (più il valore della tenuta). Chi vince ottiene una carta a caso dal perdente, chi ha difeso il Presidente o non l’ha attaccato ottiene le carte promesse, chi invece lo ha attaccato deve scartarle. Se il Presidente viene sconfitto gli occhiali (e il relativo punto vittoria) passano di mano al nuovo Presidente. Il vecchio Presidente potrà vendicarsi se vuole nel turno successivo.
Segue una mano di acquisti con le carte denaro ottenute. Si possono acquistare nuove milizie, una carta a caso dal mazzo o un qualsiasi ampliamento della tenuta (che danno punti in difesa e punti vittoria). Il primo ad arrivare a 6 punti vittoria vince.

IMPRESSIONI
Il gioco è tutto qui, si gioca in 45-60 minuti, non ci sono pagine e pagine di regole o meccaniche intricate per cui chi cerca un titolo profondo e complesso cerchi pure altrove
Per chi invece adora la vendetta, le minacce a viso aperto, gli scontri verbali e le bastardate da perpetrare ai propri amici, state tranquilli, troverete tutto questo già dal primo turno. Ovviamente la fortuna è presente (dopotutto si tirano dei dadi e fare 6 è sempre meglio che fare 1), ma i giocatori stessi bilanciano il gioco accanendosi di volta in volta con il leader più pericoloso anche rinunciando a laute promesse. 
Il gioco risulta comunque più divertente con il massimo di giocatori e perde un po’ se giocato in 3 o 4, anzi devo dire che mi dispiace non abbiano cercato di portarlo a 6 giocatori o più. Come dicevo è un bell’esempio di gioco in cui grafica, ambientazione e meccaniche vanno in perfetta armonia, posso solo sperare che presto qualcuno si accorga della sua esistenza e si decida ad importarne una versione italiana.



-- Le immagini sono tratte dal manuale o da BGG o dal sito della casa (Pegasus Spiele), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta --

6 commenti:

  1. Un gioco che mi ha sempre incuriosito, ottima recensione. Una domanda: le differenze con il primo Junta sono tante?

    pjojo

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  2. @Pjojo Non ho giocato al primo Junta ma da BGG vedo che Junta dura 240 minuti mentre questo si finisce in un'ora al massimo. Alcune meccaniche di gioco sono simili (il Presidente che distribuisce soldi ai vari giocatori) ma in questo molte cose superflue sono state eliminate (La mappa con le diverse aree e i giocatori che si cercano per assassinarsi). Visto che parlavamo di giochi fotocopia, questo avrà anche lo stesso tema dell'originale ma direi che ha tutto un altro impianto strategico e target...

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  3. Il vecchio Junta è uno dei miei preferiti, si giocava con alcune regole, diciamo, da vecchio wargame: unità militari e una mappa della città, sequenze di combattimento... forse è normale che si sia cercato di abbreviarlo e adattarlo ai tempi. Spero che si sia salvato lo spirito dell'originale, ma lo dico senza nostalgie: in effetti certe fasi di battaglia (nella sequenza del colpo di stato) erano veramente troppo lunghe, un ritocco ci può stare bene anche in un gioco così valido.

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  4. mi pare di capire che in questa nuova versione la fase di combattimento stile wargames sia stata proprio tolta. Cmq grazie per le info :D

    pjojo

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  5. a giudicare dalla recensione, le differenze con il primo giunta sembrano davvero tante

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  6. Viste le singole plance dei giocatori e le carte, direi che si tratta proprio di un nuovo gioco con la stessa tematica: quella di dividersi la torta del budget di bilancio tra ricatti e ammazzamenti. Un po' come da noi :)

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