mercoledì 23 novembre 2011

La stagione dei 'premi' ...

Scritto da Fabio (Pinco11)

Quest'anno, essendo stata la manifestazione benedetta da un bel tempo, il quale ha invogliato i visitatori a girare molto di più per le vie cittadine e meno per gli spazi chiusi dei vari tendoni, le polemiche che normalmente si addensano sulla fiera di Lucca legate alla inadeguatezza delle strutture ospitanti il padiglione dei giochi da tavolo si sono spostate su altri temi, giusto per mantenersi in forma nella sport italico della discussione. Ho seguito solo marginalmente la cosa, ma un certo clamore si è sviluppato sulle scelte della giuria del premio Best of Show , con una serie di voci che si sono levate a favore o contro la attribuzione ad un certo titolo anzichè un altro del riconoscimento: non è mia intenzione entrare qui nel merito della cosa, visto che preferisco etichettare il tutto nel contesto della 'discrezionalità' delle scelte, ma la lettura dei tratti essenziali della vicenda mi ha fornito lo spunto per questo articolo, dedicato in modo più ampio ai numerosi premi, vi vario tipo e natura, che sono attribuiti annualmente nel nostro piccolo mondo dei giochi da tavolo.


Lo Spiel des Jahres

La competizione più famosa in circolazione è sicuramente lo Spiel des Jahres: si tratta di un premio che è attribuito in Germania (da qui il nome, che in tedesco altro non significa se non 'gioco dell'anno') al titolo che, per la prima volta pubblicato in quell'anno nel paese di Goethe, è considerato essersi distinto in particolare. Tradizionalmente il riconoscimento (attribuito per la prima volta nel 1979 !) era attribuito al miglior titolo ritenuto adatto per un pubblico eterogeneo, ovvero per un target familiare, ma il crescente numero di uscite e di generi ha fatto si che sia stata inserita recentemente anche una seconda categoria, ossia quella per il miglior gioco 'per bambini' e poi una terza, riservata ai titoli 'per esperti'.

La mancanza di significato 'assoluto'
 
Vado subito al sodo dicendo che il premio, a mio modestissimo parere, è del tutto privo di un reale significato per i giocatori più appassionati, ricoprendo esso un valore meramente commerciale. La rilevanza della competizione sta infatti soprattutto nel fatto che, secondo quanto le voci dei soliti bene informati lasciano trapelare, la possibilità di aggiungere sulla scatola del vincitore la coccarda del premio vale, in soldoni, da diverse decine di migliaia di copie ad alcune centinaia di migliaia (!) vendute in più: pensando a questi numeri, del tutto inusitati per un paese dove il gioco da tavolo ha bassa diffusione come il nostro, si deve ragionare sul fatto che nei centri commerciali tedeschi vi è una solida presenza e varietà di giochi da tavolo venduti (ben superiore al classico spazio occupato da Monopoli, Risiko, Trivial, Taboo, ... che sono presenti di solito nei nostri grandi magazzini) e che semplicemente i titoli che vincono o si piazzano nello Spiel des Jahres godono di una priorità nell'approvvigionamento. 
Intelligentemente l'organizzazione del premio, compresa la rilevanza mediatica dell'evento (sempre ragionando cum grano salis, ovvero con riguardo al settore) ha introdotto il concetto di candidature (come accade per gli oscar del cinema) rese pubbliche con un buon anticipo (per facilitare le vendite di tutti i titoli nominati), nonchè la presenza di una lista di 'consigliati', giusto per distribuire un poco 'a pioggia' i benefici della partecipazione alla competizione. 

La natura commerciale delle competizioni 

Per quanto commercialmente imprescindibile (ci sono case che fanno uscire prodotto proprio a ridosso del premio nella speranza di superare all'ultimo tuffo la concorrenza, prima che il pubblico generalista di internet si pronunci sulla qualità del prodotto, influenzando così la giuria) la competizione si è rivelata, nel corso degli anni, poco affidabile quanto ai giudizi espressi, visto che ha premiato (o ristretto la cerchia dei nominati) con preoccupante frequenza  titoli che francamente, visti poi all'opera, si sono rivelati veramente 'poco di che'. La diffusione di internet come mezzo di comunicazione di massa ha inoltre spesso influenzato fortemente il compito della giuria, spingendola a premiare, come è accaduto per esempio per Dominion o 7 Wonders (quest'ultimo come gioco 'per esperti'), il titolo che gli utenti avevano già incoronato come vincitore.
Restano però enormi dubbi, per esempio, sulla scelta di un Qwirkle compiuta quest'anno, essendo questo un titolo vecchio di qualche anno (edito in Germania con ritardo rispetto alla sua prima edizione) che è stato sinteticamnte definito come uno 'scarabeo' a simboli e colori, ma anche sul fatto che se la sia giocata, per la vittoria con Asara e Die Verboten Island, ossia prodotti che hanno riscosso un entusiasmo davvero non trabordante tra gli appassionati. Per capirci Asara, aldilà del nome dell'autore (Kramer), gode di una componentistica davvero poco attraente e di una meccanica di gioco assai fredda, mentre l'Isola Misteriosa, pur valido come idea di fondo (è comparso anche nella lista dei titoli indicati dal Mensa award), rappresenta una semplificazione di dimaniche già viste anni fa in Pandemic, di cui rappresenta una semplificazione in chiave più family.
E' quindi sulla base di considerazioni anche un poco oggettive (e non solo della constatazione che 'a me non piacciono') che mi spingo a dire che una competizione che tra oltre 700 titoli usciti riesce a selezionare, come nominati, solo 'quei tre lì', non la sento come veramente indicativa di un valore assoluto.
In questa logica, per rafforzare il discorso, segnalo altri vincitori 'deboli' come il Keltis del 2008 (che pure ha poi stravenduto, ma ricordo che si tratta di una semplice riedizione di un titolo di diversi anni prima, ossia Lost Cities), il quale sopravanzò Stone Age, titolo che gode tuttora di una ottima diffusione e decisamente di maggior peso specifico (tanto per componentistica che per meccaniche) o il Niagara del 2005.

Il premio come 'consiglio di massima' per un pubblico indistinto

La logica quindi che sta dietro ad un premio come lo Spiel è quella che esso muove, volente o nolente, un gran numero di pezzi venduti e che quindi le grandi case si devono preoccupare, giustamente, di parteciparvi e dei suoi risultati: l'idea è però quella che esso serva solo come enorme dito indice indirizzato verso alcuni titoli, per la grande massa di persone che annualmente acquistano giusto una o due scatole, magari sotto natale, e che non si preoccupa di andare a leggere in giro per internet cosa possa essere bello o adatto come regalo per la famiglia (vi ricordate i tempi nei quali la scelta di un gioco avveniva semplicemente leggendo la descrizione ed illustrazioni sul retro della scatola?) e che vede in quella coccarda l'unica conferma che gli serve per scegliere quella scatola velocemente, invece che perdere tempo a capire cosa sia meglio tra le trenta che vede su di un certo scaffale. 

E' un pò lo stesso meccanismo che vige nel mondo del cinema o del libro riguardo a certi premi: alla fine essi garantiscono la visione o l'acquisto del gran numero di utenti che limitano a poche occasioni le visite a librerie e cinema, ma certo, riconosciamolo, non vuol dire che il miglior film o libro dell'anno sia quello che vince l'oscar o questo o quel premio letterario. 
Ciò sia per la necessaria dimensione soggettiva del concetto di bello, sia per quella oggettiva di 'commerciale', che spesso si confonde con il concetto di 'adatto ad un pubblico indistinto di utenti', cosa che mi ricorda, per associazione mentale, il 'pollo' o gli 'hamburger', che certo non rientrano nel mio concetto di 'piatto preferito'.

La mia coccarda ... il mio tesssssoooorro ..

Beh, poi, premesso tutto ciò, torno ancora al dato mercatile, ossia al fatto che in bene o in male prendere lo Spiel, così come qualsiasi altro premio che nel paese di riferimento abbia un minimo di valore, ovvero di cassa mediatica di qualche tipo, di portata tale da riverberarsi in una maggiore potenzialità di vendita, significa più copie commercializzate e quindi denaro. Da qui è evidente come qualche spinta sulle giurie ci sia sempre in questa logica: è chiaro che dove il premio, tutto sommato, come nelle competizioni nostrane, ha sempre un valore mediatico che definirei 'ridotto', la cosa può anche essere (a seconda dei casi) impercettibile, ma per i premi più grandi le cose possono anche andare diversamente, con logiche anche di alternanza tra grandi case.

Lucca ?

Ok, non mi sono dimenticato del mio punto di partenza nel discorso, ma non cadrò nella trappola di andare in profondità sulla questione. Semplicemente mi limito ad osservare come molti dei premi che nascono nei vari paesi si limitino a riprodurre la stessa logica che sta dietro allo Spiel des Jahres, considerandolo come una sorta di format di successo da imitare, dimenticando però (e qui sta il mio misero contributo alla discussione) che essi finiscono in questo modo per sovrapporsi inevitabilmente alla massa di premi similari che sono in giro per il mondo, limitandosi a fungere da 'ripetitore' in lingua del proprio paese di messaggi già trasmessi in giro per il mondo da un premio più influente del loro, perdendo in questo modo l'occasione di influenzare DAVVERO il loro mercato nazionale. Per fare un esempio, non credo che in Danimarca i compratori di 7 wonders siano influenzati nel comprare la scatola dal fatto che ha vinto il guldbrikken 2011 per i giochi complessi, in quanto semplicemente il produttore di quel paese può apporre sulla scatola la coccarda dello Spiel e scriverci che ha vinto il premio per il gioco dell'anno ...
Quello che voglio dire è che un premio indirizzato al mercato italiano dovrebbe forse andare, per evitare di confondersi troppo nella massa dei premi, ad indirizzarsi primariamente verso le produzioni nate nel nostro paese ma, badate bene, non come criterio privilegiato di scelta, bensì creando e valorizzando una apposita categoria, da considerare come 'principe' nell'eventuale novero della 'piccola selva di categorie' che per la logica del 'premio a pioggia' si voglia eventualmente mantenere.
La logica infatti è quella che per le produzioni internazionali che sono semplicemente localizzate nel nostro paese il fatto che esse siano valide o meno lo può stabilire da solo il mercato mondiale, riconoscendogli o meno il giusto tributo in termini di gradimento e/o di vendite, ma ciò che può sfuggire al mercato internazionale è invece la peculiarità di nostri prodotti, vuoi per motivi culturali, vuoi per barriere linguistiche (non tutto è indipendente dalla lingua o può essere tradotto subito), vuoi per difficoltà di farsi notare da parte di alcuni produttori del nostro paese. Sarebbe quindi giusto, per dare un segnale agli appassionati italiani di giochi da tavolo, che nelle grandi manifestazioni nostrane, le quali per ora detengono una sorta di monopolio dei pochi premi italiani che godono di risalto mediatico, che LA categoria di riferimento fosse rappresentata primariamente dalle produzioni 'proprie', pur potendo essa coesistere, naturalmente, anche con le 'localizzazioni', a loro volta giustamente apprezzate e da valorizzarsi. Altro aspetto da valorizzare potrebbe/dovrebbe essere poi quello della partecipazione del pubblico, che tanto orienta, per esempio, gli umori di fiere come Essen, magari allestendo un apposito spazio dove poter provare e votare i giochi in nomination ...

Il 'trippolo tricolore' ;)

Arrivo quindi qui in fondo a chiudere l'articolo, dicendo che qui sul blog apriremo questo tipo di strada, dando così il buon esempio. Ogni anno, come i più fedeli lettori sanno, attribuisco a gennaio il premio per 'Il miglior gioco sul MIO tavolo', che naturalmente manterrò, ma questa volta sarà presente, al suo fianco, anche il nuovissimo premio per 'Il miglior gioco italiano sul nostro tavolo', ossia il Trippolo Tricolore (un meeple nei tre colori della nostra bandiera ...), il quale andrà al titolo di produzione nostrana che si sia maggiormente distinto nel 2011. 
Per coinvolgere i lettori vedrò di inserire a breve anche un apposito 'sondaggio', utile ad identificare i candidati al premio ... .

Il tutto, per coerenza, avendo ben presente anche io, prima di iniziare, che anche questo premio, naturalmente, sarà privo di un reale valore in senso 'assoluto', anche perchè credo che alla fine, tirando le somme, non ci sia miglior giudice di cosa vi può piacere di ciascuno di voi e la logica che sta dietro a scrivere in questo blog è proprio quella di aiutare, dando una maggiore informazione, a compiere voi stessi lettori questo tipo di valutazioni da soli, a ragion veduta, sulla base delle vostre preferenze personali. Solo così il premio, che sarà il Vostro premio, avrà un reale significato assoluto ... per voi ;)

5 commenti:

  1. faccio una proposta...
    e se la gestione di questi premi fosse la seleziona finale tra una serie di 3/5 titolo selezionati tramite sondaggio tra noi lettori?

    si potrebbe preparare un pool con 10 titoli e poi il premio finale viene dato ad uno dei pimi piazzati...

    (magari si fa anche un po' di pubblicità per il sondaggio su gimagioke e/o sulla tana dei goblin)

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  2. Ti dirò che l'idea di partenza che avevo era proprio quella di dare ai lettori la possibilità di selezionare quantomeno i nominati per la vittoria :) Ero poi indeciso se inserire tra i votabili tutti i titoli che mi vengono in mente oppure gia' selezionare un ristretto (ma non troppo) numero di votabili ..

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  3. C'è da dire che nonostante siano privi di valore assoluto si può anche sostenere che solitamente non si tratta di ciofeche a tutti gli effetti. Prendendo premi più di (credo) di quanto non siano quelli assegnati ai giochi se pensiamo agli Oscar o ai Leoni d'Oro nel cinema, potrebbero non piacere come film nel loro genere ma solitamente proprio delle schifezze non lo sono nemmeno.

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  4. Scusate se sembro un analfabeta nel post precedente. Riguardo al cinema intendevo dire che si tratta di premi più vecchi cronologicamente e solitamente più rinomati di quanto non siano quelli destinati ai giochi. Sempre considerando che non si tratta di valori assoluti!

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  5. il miglior gioco mi sa che è troppo generico... servono linee guida abbastanza chiare. se ti arriva una truppa di gamers che vota un giocone indigesto per i più allora diventa un po' inutile.

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