venerdì 11 novembre 2011

Jet set - recensione

scritto da polloviparo.


Stanchi di prendere il treno? E’ giunto il momento di prendere l’areo!”
Scusate, traduco in termini ludici: “Stanchi di giocare a Ticket to ride, è il momento di passare a Jet set!

In più occasioni abbiamo parlato dei giochi ferroviari e di quanto variegata sia l’offerta in questi termini.
Forse proprio per questo, ultimamente, abbiamo assistito all’apparizione di nuovi titoli sul mercato che pur mantenendo il “cuore ferroviario”, hanno messo da parte i trenini.
Potrei parlare di Poseidon, che pur utilizzando una meccanica 18xx, è stato ambientato nell’antica grecia e per i collegamenti si parla di Galee; potrei parlare del recente Airlines europe in cui i trenini di Union pacific, hanno ceduto il passo agli aereoplanini, oppure potrei parlare, come avrete intuito dal titolo, semplicemente dei jet di jet set.
Si tratta di un titolo del 2008 di Chris Gould distribuito dalla Wattsalpoag games per 2-6 giocatori da 12 anni in su.


Mi sono imbattuto casi casualmente in questo gioco, se non ricordo male, spulciando una “geek list” su bgg che trattava proprio il genere dei ferroviari.
Ho letto la descrizione del gioco, ho guardato le immagini, il video di presentazione di dice tower ed è stato amore a prima vista.
Da collezionista affetto da sindrome compulsiva da acquisto è quindi scattata la ricerca.
Con mia grande sorpresa, scopro che il titolo viene venduto quasi esclusivamente in America e l’unico a proporlo a catalogo in Europa è Milan spiele.
Ne ordino una copia, ma il negoziante mi informa che dovrò aspettare qualche mese per averlo.
Non ci sono problemi dico io, se non fosse che oggi, a quasi un anno di distanza, il titolo non è ancora disponibile.
Ho scoperto però che fra le novità presentate ad Essen quest’anno c’era “Distant land” (l’espansione) e che conseguentemente la Wattsalpoag era presente in fiera con il suo stand.
Grazie ad un amico che ha partecipato all’evento (anzi se sta leggendo colgo l’occasione per ringraziarlo ancora una volta) sono riuscito a mettere le mani sulla mia copia (comprensiva di espansione).



Scusate la divagazione, torniamo al gioco.

Prima di tutto, passo a rispondere alla vostra domanda! Come quale domanda ?!? Questa domanda: “Ma vista l’enorme somiglianza con Airlines europe, vale la pena averli entrambi?”
Vi dico subito che la somiglianza si limita al fattore puramente estetico… anzi di forma, in quanto a livello di estetica Airlines europe ha solo da insegnare a Jet set.
Entrambi contengono gli aeroplanini è vero, ma nel titolo di Alan R. Moon viene privilegiato l’aspetto azionario e la realizzazione delle tratte è finalizzata all’aumento del valore delle azioni, mentre in Jet set le tratte sono necessarie alla realizzazione dei biglietti e l’aspetto finanziario è relegato all’acquisto delle tratte.
Visto che abbiamo tirato in ballo il papà di Ticket to ride, vi dico subito che il gioco è più vicino a qust’ultimo, tant’è che l’aver scoperto dal manuale che A. Moon aveva partecipato alle fasi di plyatest, non mi ha stupito più di tanto.

Basta confronti, veniamo al gioco vero e proprio.

Aperta la scatola troviamo una plancia raffigurante l’Europa. Le nazioni sono rappresentate in nero per dare maggior risalto alle tratte aeree in svariati colori.
La scelta è sicuramente funzionale, anche se fortemente penalizzante dal punto di vista estetico.
Ogni tratta presenta un costo di acquisto. Pagando il costo si diventa proprietari della tratta. Questo permette di giocare i propri aerei su quella specifica tratta in maniera più “economica”.
Di fatto, è sempre possibile giocare arei anche su tratte di proprietà di altri giocatori, essendo però costretti ad un maggior esborso di denaro.
Sì perché piazzare nuovi aerei costa e neanche poco…
Su ogni tratta è possibile mettere più di un aeroplanino e possono coesistere aeroplanini appartenenti a diversi giocatori.
Di fianco alla plancia sono posti dei biglietti con delle tratte brevi che valgono da 1 a 3 punti e biglietti con tratte lunghe che valgono da 5 a 7 punti.


Quando possiedo un aereo su ogni tratta che mi permette di realizzare il collegamento fra le città raffigurate nel biglietto posso reclamarlo.
Per farlo devo rimuovere un aereo da ogni tratta in oggetto.
Oltre a guadagnare i punti, il fatto di realizzare un biglietto mi assicura una rendita.
Praticamente vengono messi tre segnalini sul biglietto. Ogni volta che compio l’azione rendita, incasso 5 $ scartando uno di questi segnalini. Una volta esauriti, la carta mi assicurerà comunque una rendita di 2 $.
Da notare che al fine delle rendite non importa il punteggio della carta e quindi non ce’è differenza fra tratte lunghe e brevi.
E’ quindi consigliabile nelle prime fasi della partita, realizzare un buon numero di quest’ultime per realizzare il proprio motore economico che ci assicurerà quel minimo di liquidità necessaria (e mai sufficiente) nell’arco della partita.
Ogni giocatore possiede infine un biglietto esclusivo che rappresenta il collegamento di tre città molto distanti fra loro.
Questi potranno essere realizzati solo all’uscita della seconda carta “vacation” presente nel mazzo dei biglietti.
Il primo a realizzarlo terminerà la propria partita e si assicurerà due punti aggiuntivi per ogni turno di ritardo nel fare altrettanto da parte degli altri giocatori, per un massimo di cinque turni dopo di che la partita ha termine.
Il giocatore con più punti è il vincitore.
Questa in sintesi sul sito della Tana dei goblin è comunque disponibile il regolamento in italiano al quale vi rimando se desiderate approfondire l’argomento.

Materiali di gioco.

Il gioco presenta una plancia di gioco robusta, un sacco di aeroplanini in plastica, i segnalini per i giocatori (sempre in plastica) le carte biglietto e le carte moneta.
La dotazione è davvero ricca, specie considerando che il gioco contiene già i pezzi per il sesto giocatore.
A livello grafico direi che non presenta nessuna velleità e anche la scatola sembra quasi quella di un prototipo.
Tuttavia il tutto risulta perfettamente funzionale al gioco.
Questa volta mi sento di fare veramente un plauso agli editori.

Il gioco viene venduto nel paese a stelle e strisce fra i 22 e i 29 dollari, l’espansione anch’essa ricca di materiale fra i 15 ed i 18 dollari.
Questa è la chiara dimostrazione che se c’è la volontà, anche un piccolo editore può proporre un gioco dalla ricca componentistica ad un prezzo contenuto.
Un secondo plauso mi sento di farlo per il fatto di aver incluso il materiale per il sesto giocatore nella scatola base, davvero in controtendenza con le “mode” attuali.

Considerazioni personali.

Bello… bello, bello, bello. Il gioco mantiene la semplicità di un ticket to ride, tanto da risultare giocabile anche ad un neofita, ma con tutt’altra profondità.
Il primo è sicuramente più leggerino e anche più fortemente influenzato dalla fortuna, in quanto la realizzazione delle tratte passa attraverso la giocata delle carte pescate.
E sappiamo tutti che quando un colore non ne vuole proprio sapere di uscire, non c’è strategia che tenga.
Qui i biglietti, fatta esclusione per l’obiettivo personale, sono pubblici e quindi posso decidere su quali puntare.
Le tratte decido io quali acquistare, cercando di accaparrarmi quelle che ritengo più interessanti.
Nel realizzare le tratte devo inoltre tenere in considerazione il mio obiettivo segreto, per non farmi cogliere impreparato all’uscita della seconda carta “vacation”.
Le tratte sono più serrate e a differenza di Ticket to ride il gioco scala bene anche in un numero ridotto di giocatori.
Tanto per darvi un’idea risulta perfettamente godibile anche in 2.



La scalabilità è assicurata mediante un numero variabile di biglietti a seconda del numero di giocatori.
I soldi sono sempre risicati e quelli a disposizione per acquistare nuove tratte o costruire nuovi aerei sono sempre insufficienti.
Come ho scritto prima se non ci si procura un’adeguata rendita all’inizio della partita, difficilmente si potrà essere competitivi in una fase più avanzata.
Devo dire che sono  pienamente soddisfatto dell’acquisto.
Secondo me un vero “must have” per tutti gli amanti di Ticket to ride, che vogliono cimentarsi in qualcosa di più impegnativo, senza perdere l’immediatezza e l’accessibilità del titolo di Moon.
Prossimamente vi parlerò dell’espansione (al momento non ho ancora avuto occasione di provarla), ma ho letto le regole e aggiunge veramente tanta carne al fuoco!


-- Le immagini sono tratte da BoardGameGeek.com (caricate da Kris Gould, Dmitriy Deputatov, Chris Blakeley, Henk Rolleman, Tomello Visello) tutti i diritti sul gioco appartengono alla casa produttrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

2 commenti:

  1. Mettendo in conto la difficoltà nel reperirlo e la grafica dai colori osceni (soprattutto i neofiti, ma non solo loro, hanno bisogno di appagare l'occhio), dubito che mi verrà mai la voglia di comprarlo, nonostante sembri un gioco interessante. Peccato perché anche il prezzo lo è.

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  2. @anonimo

    Infatti non è sicuramente un gioco "commerciale" e come te non penso che il target di riferimento siano i casual gamers.
    Il discorso della grafica ormai è stato trattato in più occasioni e ognuno gli attribuisce il suo peso e la sua misura.
    A mio avviso, scartare a priori un gioco per la sola componente estetica, comporta il perdersi dei grandi capolavori.
    Penso a tutta (o quasi) la produzione di Wallace, a molti dei titoli di Feld e al recente Dominant species.
    Grafica scadente, ma giochi di alto livello.
    La grafica curata è sicuramente la prima cosa ad attirare l'attenzione (come quando ci passa vicino una bella ragazza), ma poi sono i contenuti che secondo me contano maggiormente.
    Mi è capitato di prendere giochi molto belli esteticamente che poi si sono rivelati non altrettanto accattivanti nelle meccaniche...
    Questi sono i motivi per cui secondo me un "gamers" non dovrebbe fermarsi di fronte ad una grafica scadente, ma dovrebbe cercare di vedere oltre.

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