venerdì 25 novembre 2011

Anteprima - Tuareg

scritto da Fabio (Pinco11)

La Adlung Spiele è una casa nota per la produzione di giochi di carte, i quali sono normalmente proposti tutti in uno stesso formato e fascia di prezzo: anche la loro qualità media è normalmente elevata, spiccando tra i titoli della serie la prima edizione del Castello del diavolo, Mereuter e Palastgefluster. Ho quindi provato con piacere ad Essen, insieme all'autore Francesco Berardi, il titolo di oggi, ossia Tuareg, per 2-5 giocatori, indipendente dalla lingua (ossia non c'è testo sulle carte), il quale mette i partecipanti nei panni di altrettanti di questi nomadi del deserto, impegnati nel commercio di merci ed acqua da oasi ad oasi. 
Le meccaniche sono quelle della raccolta set ed il gioco è adatto per un pubblico ampio, anche di stampo familiare.


Come si commercia con le carovane ...

Scartato il mazzo di carte se ne trovano al suo interno 66, divise tra le cinque carte cammello (una da attribuirsi a ciascun giocatore, con raffigurati sopra due o tre cammelli, questi ultimi da utilizzarsi nel gioco a due), 17 carte speciali (ossia la cava, il ladro, gli asini e la mappa), nonchè 44 carte merce (divise tra acqua, oro,  sale e miglio).
Ad inizio partita ad ogni giocatore è attribuita una carta cammello che reca su di essa due cammelli: essi potranno essere caricati ponendo sui due lati della carta (o su tre lati se si gioca solo in due) le carte merce che si acquisteranno nel corso del gioco. Vi sono poi alcuni limiti da osservare nello stivare merci sui cammelli, ossia che ognuno di essi può trasportarne al massimo 4, che chi porta acqua non può portare altre merci, che il massimo di carte 'oro' per cammello è 2 e che non si può cambiare più di una volta il tipo di merce che si carica su di un cammello.
Al centro del tavolo sono poi poste, girate e visibili, due carte risorsa.
Partendo da queste premesse il flusso del gioco è poi semplice,  potendo al proprio turno ogni giocatore scegliere tra una delle quattro possibilità a sua disposizione ossia: 1) pescare tre carte risorsa, trattenendone due (nota: in mano si possono avere però solo fino a quattro carte) e scartando la terza ; 2) caricare sul cammello fino a quattro risorse che si hanno in mano ; 3) caricare sul cammello fino a quattro risorse di uno stesso tipo che si prendono direttamente dal mercato (ossia dal centro del tavolo) ; 4) vendere delle carte che si hanno in mano o che si sono caricate sui cammelli (ogni merce ha un valore) per acquistare una delle carte speciali (l'asino vale come cammello addizionale, senza vincoli sulle merci - la mappa attribuisce 2 punti vittoria - il ladro permette di rubare una risorsa ad un avversario - il covo permette di mettere da parte sino a due risorse per i conti finali).

Il gioco procede con la raccolta di risorse da parte di ognuno sino a quando il mazzo di carte risorsa non sia esaurito: a questo punto si attribuiscono punti vittoria a chi abbia caricato i propri cammelli ed asino/i eventuali con il maggior numero di carte risorsa di ogni tipo (ogni merce attribuisce un tot di punti vittoria). Il gioco si svolge sulla durata di due round, rimanendo tra un round e l'altro in mano ai giocatori le carte risorsa che avevano al momento della fine del mazzo di carte, nonchè le carte speciali non utilizzate: alla fine chi ha più punti ... vince .. ;)

Nel deserto sui cammelli, tra Alì Babà ed i quaranta ladroni ..

Arrivo come al solito alla parte dedicata alle impressioni sul gioco e parto dalle valutazioni legate alla componentistica: si tratta di un gioco di carte che esce nel classico formato Adlung, quindi un mazzetto compatto, adatto da portare in viaggio, con carte di adeguata qualità ed illustrazioni gradevoli, realizzate dal noto Alexander Jung. Quanto alla aderenza al tema devo dire che l'ambientazione del deserto/cammelli non è delle più innovative (mi viene in mente Jaipur, ma anche, sempre nel campo dei giochi di carte, Samarkand  della Krok Nik) e le meccaniche del gioco non paiono particolarmente evocative della realtà dei nomadi, però, volendo fare attenzione alle varie cose, si trovano anche giustificazioni ragionevoli per alcune di esse (è logico un limite di carico per ogni bestia, così come il fatto che chi abbia una mappa ne tragga dei vantaggi e pure la presenza di predoni e di ipotetiche riserve segrete nelle cave del deserto sono leggendari).

Quanto alle meccaniche si deve superare il minimo impatto iniziale delle sei o sette regolette da imparare (i limiti di carico degli animali e le funzioni delle carte speciali), ma la cosa si supera rapidamente nel giro del primo round di gioco, tanto che ho sperimentato come già nella seconda fase della prima partita tutti i presenti già ragionassero con attenzione sulle proprie strategie, a riprova del fatto che i meccanismi si digeriscono con relativa rapidità. La dinamica della raccolta set è per il resto immediata e rapida, come lo è lo sviluppo della partita, tra scarti e pescate: ragionevolmente direi che forse il limite di cinque partecipanti, con le sole 44 carte merce a disposizione, rende il tutto un po' veloce, però aumenta anche la possibilità di aggiudicarsi la maggioranza di una merce con meno carte. 

Nel complesso direi che Tuareg (sopra l'autore, Francesco Berardi) si propone come titolo gradevole, rapido da imparare e veloce da giocare (una partita si svolge comodamente in mezz'ora): adatto per un pubblico ampio, consente di essere approcciato sviluppando anche qualche strategia utile a valorizzare la riflessione. Non troppo innovativo, ma stimolante il giusto, beneficia anche del pregio di un costo decisamente contenuto, essendo reperibile intorno ai sette euri.

-- Le immagini sono tratte dal gioco o dal sito della casa (Adlung Spiele), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --   

5 commenti:

  1. Ho provato anche io il gioco a Essen con l'autore e devo dire che è un giochino da viaggio interessante. Unica nota negativa la mancanza dell'italiano tra le lingue in cui è stato tradotto il regolamento (considerando anche il fatto che l'autore è italiano). Ma il tutto è in linea con la politica della Adlung (e di altri editori europei) con una visione eurocentrica del mercato ludico che non si spinge fino allo stivale. Conto comunque che il regolamento in italiano venga presto tradotto dai solerti giocatori della Tana o su BGG.

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  2. tutti i retroscena del travagliato viaggio verso la pubblicazione di questo gioco sono raccontati dall'autore sul sito di idg:

    http://www.inventoridigiochi.it/index.php?topic=11546.0

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  3. Idem come sopra; provato la stessa partita con Nero e Francesco ad Essen.
    Un bel giochino da portarsi sempre dietro.
    Sale di diritto sul podio dei giochi Adlung che preferisco: Verrater e Castello del diavolo.
    Da Autore, posso solo che fare i complimenti a Francesco per il lavoro svolto: studiarsi un gioco di carte deve stare in una rigida scelta editoriale di 55 carte e renderlo fino a 5 giocatori è una cosa non da poco!
    Consigliato!

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  4. "Un bel giochino da portarsi sempre dietro."

    Adesso lo fai. Ti farò fermare per strada da sconosciuti che ti chiederanno "ce l'hai tuareg? giochiamo".

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  5. Un bel gioco, dal grande rapporto qualità/prezzo. Al pari dei piu belli della adlung.

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