venerdì 29 luglio 2011

Prova su strada: Burgen von Burgund

scritto da Fabio (Pinco11)

Trascorso qualche tempo dall'uscita di Die Burgen von Burgund, titolo frutto della sempre più fervida fantasia di Stefan Feld, uno dei miei recenti autori preferiti, ho avuto nel frattempo modo sia di comprarlo (come era logico accadesse) e di provarlo in svariate partite, tanto da sentirmi di trasferire le mie ultime impressioni in questa 'prova su strada', nella quale mi concentrerò solo sull'aspetto valutativo, rinviando alla anteprima scritta a febbraio chi volesse avere una visione d'insieme delle meccaniche di gioco.
Preavviso subito che è un titolo che mi lascia molto combattuto, visto che presenta svariati aspetti di indubbio interesse ed innovatività, accanto ai quali ne convivono altri meno convincenti.


Per cominciare: i Castelli della Borgogna o gli esagonini di Marte ?

Il titolo, provocatorio, introduce il paragrafo dedicata all'ambientazione del gioco, visto che essa risulta in questo caso come non mai in un euro game appiccicata, senza che giocando si abbia mai una minima impressione di una attinenza alla realtà delle azioni che si compiono. Mi è chiaro che in moltissimi titoli il background  rappresenta un elemento abbellitivo aggiunto in un secondo momento rispetto all'ideazione delle meccaniche, ma qui decisamente l'operazione è stata eseguita senza alcun trasporto, tanto che l'unico elemento che ricorda la Borgogna è forse l'illustrazione della copertina. Per il resto non vi è alcuna parentela tra materiali, regole e tema prescelto.
Lo stesso tipo di considerazioni vale per la grafica, visto che siamo ad un livello più o meno da prototipo: l'unica cosa pensata per ingentilire il tutto è la presenza, sulle numerose tessere (164), di alcune illustrazioni, ma per il resto sia il tabellone che le schede dei giocatori altro non contengono che numerose griglie esagonate, destinate ad ospitare le tessere che costituiscono i componenti di gioco.
Una delle schede / giocatore disponibili (quella consigliata per il gioco di base)

I componenti

I materiali di gioco consistono primariamente nelle 164 tessere di cui si parlava prima: esse sono di dimensione adeguata per l'aspetto della manualità e tenendo conto del loro gran numero (se fossero state molto più grandi la cosa avrebbe inciso su costi e dimensioni del prodotto finale), ma non altrettanto per essere immediatamente intelleggibili. 
Per capire cosa intendo segnalo che le tessere producono vari tipi di effetti: mentre tutte le tessere grigie producono un unico effetto (così come quelle verdi scuro e blu), risultando la cosa facilmente memorizzabile, le 26 tessere gialle producono 26 effetti diversi ed i microscopici disegnini al loro interno non aiutano moltissimo (salvo in alcuni preziosi casi) a capire immediatamente di cosa si tratti, così come vi sono 8 tipi diversi di palazzi  a sfondo beige (con otto diversi effetti) le cui illustrazioni, per altro di per se carine, sono realizzate tutte con tinte similari, impedendo ancora l'identificazione a vista d'occhio (l'immagine a lato contiene un ipotetico riassunto, presente sulla scheda giocatore, dei principali effetti delle varie tessere - i punti interrogativi accanto alla prima in alto significano che essendoci 26 effetti diversi ve li dovete andare a leggere sul manuale ...). A questo aggiungiamo che per un difetto di colorazione le tessere 'gialle' sono in realtà verde / giallo, con una tinta che si confonde (più che altro in fase di piazzamento sul tabellone) con quella verde chiara di un'altra categoria di tessere, per cui credo che si comprenda come il gioco richieda senza dubbio una certa pazienza per le prime quattro o cinque partite nel memorizzare il grosso degli effetti delle tessere e per imparare ad identificarle meglio, scorrendo poi decisamente più fluido. 
Utilissima per me si è rivelata la scheda di aiuto giocatore postata da dmc977 sulla Tana dei Goblin e credo si possa considerare una mancanza la sua assenza tra i componenti di gioco. Per il resto il tabellone risulta utile solo per 'poggiare' le tessere ed è privo di reali abbellimenti grafici o di stacchi nelle tinte utilizzate, tanto da risultare, nel gioco a due, dove vi sono svariati spazi inutilizzati, a sua volta poco funzionale nell'identificazione al volo di ciò che è rimasto da scegliere sul tavolo. Le tesserine sono, infine, sottiline, ma alla prova dei fatti stanno reggendo bene all'uso (del resto si devono solo prendere dal tavolo e collocare sulla propria scheda). Le schede sono a loro volta sottili, ma funzionali.
Nel complesso quindi parecchie sono le riserve che emergono circa la realizzazione della componentistica.

.. ma come gira stò gioco ?   

Allora, per rispondere a questa domanda devo mondare il giudizio dalle prime almeno quattro o cinque partite, perchè altrimenti dovrei rimanere sul negativo, per cui preavviso tutti quelli che i sono soliti, quali 'assaggiatori' di giochi, dedicare ad ogni titolo meno di dieci partite, che è meglio che lascino perdere Burgen von Burgund, perchè sicuramente è un gioco che richiede svariati match prima di poter essere apprezzato appieno
I piccoli difetti della componentistica da una parte, ma soprattutto la presenza dall'altra, in totale, di oltre 40 effetti diversi prodotti dalle oltre 160 tessere impone una fase di adattamento al gioco: ad ogni giro nelle primissime partite vi troverete a studiare più volte il parco delle tessere disponibili in quel round per valutarne bene gli effetti ed alla fine della prima partita vi assicuro che sentirete fisicamente la fine della tensione accumulata, sotto forma di concentrazione richiesta nel corso dell'esperienza di gioco. In altri termini il primo paio di partite sono davvero faticose, perchè si hanno davanti un sacco di cose da valutare e vi assicuro che svariati degli effetti prodotti dalle tessere sono al limite del 'balzano', tanto risultano specifiche le circostanze nelle quali possono risultare benefici.
Dall'altra parte abbiamo poi la meccanica principale del gioco, che è quella del tiro dei dadi, il cui risultato può essere utilizzato sia per prelevare tessere dal tabellone (si possono prelevare solo le tessere corrispondenti al deposito che reca il numero uscito), sia per collocarle sulla propria scheda (si possono collocare solo tessere che combacino per colore con lo sfondo della scheda ed utilizzando un dado del numero indicato), sia per vendere merci e, tenendo conto del fatto che ad ogni giro si hanno solo due dadi e che il loro risultato può essere modificato, devo ammettere che l'idea è carina e stuzzicante. Nel contempo le possibili azioni da compiere ogni giro solo solo 4, ossia prendi una tessera, piazza una tessera, vendi merci o passa (ed ottieni quattro tessere modificatrici del punteggio del dado), per cui anche questo aspetto tende a smussare la estrema complessità che il gran numero di effetti degli edifici aveva introdotto ed a ridurre, una volta digerite bene le dinamiche, i tempi di riflessione ad un minimo ragionevolissimo.
Un altro tipo di scheda del giocatore: notate la diversa distribuzione dei colori e numeri sugli spazi esagonali...
Una volta presa la mano molto carine solo le combo che possono essere ottenute (es. piazzi un castello verde, che ti dà un dado omaggio con un numero a tua scelta, con quello prelevi una tessera edificio, con l'altro dado la piazzi e quella come effetto magari ti consente di piazzare sulla tua scheda una ulteriore tessera, la quale a sua volta ti può regalare magari la pesca di una ennesima tessera ...), ma esse sono alla fine assai rare, tante che il momento in cui si realizzano si avverte in chi le mette in opera una ventata di entusiasmo ed in chi le subisce la sensazione che in quel momento sta perdendo la partita. 
Nel contempo coesistono nel corso della partita due necessità, ovvero  quella di massimizzare i risultati ottenibili con l'uso dei dadi che sono usciti tirando (valutando quindi le sole opzioni che essi rendono immediatamente disponibili) e quella di programmare, un poco più a lungo termine, il modo in cui si espanderà il proprio reame, scegliendo quali tipi di colori cercare di completare per primi. Brevissimo termine e lungo termine quindi: l'accoppiata, detta così, sembra eccezionale, nel senso che i livelli di riflessione appaiono davvero molteplici. Come un ritornello eccomi però anche con gli aspetti negativi che la dinamica del gioco comporta, ovvero il primissimo consistente nell'alea, che sembrava essere uscita dalla porta principale grazie al gran numero di tiri che si eseguono durante la partita ed alla presenza delle tessere 'modifica - punteggio', ma che rientra dalla finestra visto che un tiro 'sbagliato' nel momento topico fa perdere davvero gustose chance a favore degli avversari ed anche i turni 'persi' per raccattare le tesserine lavoratore (modifica punti) pesano alla fine nel caloclo dei punti. 
Altre negatività consistono poi nella ripetitività, perchè alla fine il gioco, in buona sostanza, si svolge attraverso ben 25 tiri di due dadi, ad esito dei quali svolgerete sempre le solite 4 azioni, ovvero prendi, piazza, vendi od ottieni tessere lavoratori.

Tiriamo le somme ?

Bene, arrivati alla fine dico subito che nel complesso la valutazione che dò del gioco è positiva, ma sono sicuramente influenzato molto sia dal mio gusto personale, che indulge a volta nell'astratto, sia dal favore verso Feld, visto che non mi nascondo affatto che Burgen von Burgund è tutt'altro che immune da difetti e non è sicuramente il miglior prodotto del valente autore.
Macroscopici sono infatti i difetti della componentistica ed il gran numero di effetti prodotti dalle tessere, se appare ottimisticamente come un elemento atto ad incidere in positivo sulla profondità e varietà del gioco, a volte sembra quasi forzato, quando ci si trova dinanzi a certi tipi di effetti, che alla fine della partita magari non si è mai riusciti a spendere (o ricordare). 
Nel contempo nel gioco ci sono svariati aspetti di indubbio interesse, con un uso dei dadi innovativo (sia per la scelta delle tessere che per il loro piazzamento), per cui il giocatore motivato non dubito che potrà superare le iniziali perplessità (tra le quali c'è quella sui tempi di preparazione del gioco: mi raccomando dividete bene tutte le tessere per tipo perchè altrimenti ci metterete un'ora solo a dividere tutto prima di iniziare !) per trovare soddisfazione nell'esperienza di gioco. Oltretutto le numerose schede giocatore (con diversa roganizzazione dei 'reami') garantiscono una bella rigiocabilità.
Anche in questo però convivono chiaroscuri, visto ci sono i margini per un'ampia riflessione, per qualche considerazione di lungo termine e per tattiche immediate, cosa che fa trasparire una bella profondità, ma nel contempo alla fine le partite sembrano risolversi, quasi sempre, sul filo dei pochi punti di margine, per cui la sensazione che si ha è quella di aver faticato per un'ora per vedere poi risolversi la vittoria o la sconfitta nel corso degli ultimissimi turni. Non sono quindi sicuro che alla fine all'impegno richiesto corrisponda un adeguato premio.

Detto questo continuo ad essere attratto dal gioco: dopo averlo messo da parte per un paio di settimane dopo le prime due partite lo ho poi ripreso, ho vinto le mie resistenze e lo sto ora apprezzando maggiormente, ma non so però se avrei fatto tutta stà fatica per qualsiasi gioco od autore. Per chi volesse sapere a quale titolo si può pensare per capire di che si tratti in Burgen dico che l'unica ispirazione che mi viene in mente è quella di Macao, altro Feld che condivide con questo sia l'uso dei dadi che la presenza di molteplici effetti (lì contenuti in un mazzo di carte).
Consiglio quindi Burgen ai giocatori hard ed ai fan di Feld, soprattutto a chi sia stato stregato da Macao. Non mi sento invece di consigliarlo senza esitazioni a tutti gli altri, che invito a provarlo ... ;)
Aspetto davvero di sentire i commenti di chi lo abbia giocato !!! Un salutone a tutti !!! 

Ah, dimenticavo, i ragazzi della associazione genovese Giochi Corsari e dmc 977 hanno tradotto in italiano anche il manuale, per cui ora, visto che il gioco è indipendente dalla lingua potrete comprarlo anche in una ipotetica edizione turca. Quanto alla reperibilità segnalo che Burgen lo potete anche trovare in vendita online sul sito Egyp.it a 32,90.

- Le immagini sono tratte dal manuale, dall miacopia del gioco o dal sito della casa (Alea), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

12 commenti:

  1. questo gioco mi piace moltissimo il fatto di poter fare combo e tanti punti lo rende appagante. La corsa alle tesserine che danno i bonus è interessante e sopratutto è un gioco che è piaciuto da subito a tutti quelli a cui l'ho proposto.

    L'unico difetto è il setup ed il riporre tutto con ordine alla fine :D

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  2. E' l'ultimo gioco che ho acquistato, una decina di giorni fa. Ammetto di non avere ancora avuto la possibilità di giocarlo perchè alle prese con un altro titolo di Feld, Notre Dame. Posso dire però che la ragione dell'acquisto dipende dal fatto che, al di là della componentistica non certo alla Michael Menzel, mi sembra un gioco bello solido, complesso non tanto per la quantità di regole e/o eccezioni quanto per le possibilità che offre.

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  3. Anch'io mi stò gustando Notre Dame: un titolo che adoro, e più lo gioco più che lo trovo bello.
    Rimasi estasiato anche da "Im Jahr des Drachen", ma ho all'attivo una sola partita. Ho provato anche il leggero "Rum & Pirates".
    Posseggo oltre a "Notre Dame" anche "Die Burgen von Burgund" ma non l'ho ancora provato.
    Mi stupisce Fabio la tua riserva per questo titolo, che tutti sembrano parlarne bene.
    Appena lo provo, saprò dirti.
    Intanto aspetto l'articolo sui classici, che mi avevi accennato doveva partire con Stone Age.
    Un saluto.
    Francesco

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  4. Le dinamiche del gioco sono in sè interessanti e l'ho sottolineato: resta la mia impressione però di essere davanti ad una sorta di 'prototipo' non finito o che nel corso della realizzazione si siano fermati a questa veste per la difficoltà di trovarne di migliori. Una alternativa poteva infatti essere di avere tessere più grandi, con un poco di testo, ma il 'multilingua' sarebbe andato così a pallino: almeno però la maggiore grandezza avrebbe reso relativamente più agevole l'identificazione a vista d'occhio delle tessere. Alcuni errori pratici infine (tipo le tinte delle tessere) sono evidenti, per cui mi chiedo, visto che si tratta comunque di un titolo apprezzato, cosa sarebe stato se avesse goduto di una implementazione migliore !! La sensazione che ho è che piaccia anche per una certa sensazione di 'ricercatezza' che lascia, quasi fosse un gioco 'nobile' ;) .. non so se mi spiego .. ;)
    Per Francesco: prima o poi arriva anche articolo (e forse video) su Stone Age: è che in questo periodo le novità fioccano (la neve un pò meno, per cui è caldo ..) .. ;)

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  5. Oggi ho fatto la mia prima partita in due, al di là della componentistica non esaltante (ma non è una caratteristica comune nei titoli Alea?) e del tempo che ci vorrà per mandare a memoria gli effetti delle tessere, l'impressione è stata positiva. Premesso che non posso fare confronti con altri titoli di Feld visto che è il primo che gioco, DBvB mi è piaciuto, piuttosto rapido e al contempo profondo, c'è da spremersi bene le meningi per ottimizzare i tiri di dado e pianificare la fase. Vediamo se la settimana prossima riesco a rigiocarlo, perché la voglia c'è.

    Questo titolo mi ha messo la pulce nell'orecchio e mi sta facendo pensare di acquistare uno tra Macao e Notre Dame :)

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  6. Per Macao ti ricordo che è fortemente dipendente dalla lingua (testo sulle carte), per cui in caso va 'convertito' applicando su ogni carta il testo italiano ! Per Burgen ribadisco che la componentistica è davvero due spanne sotto al minimo tollerabile (gli errori sui colori davvero non li posso perdonare): per il resto anche io ci gioco molto e scala bene in due, ma resta l'impressione di una certa aleatorietà, soprattutto quando inizi a giocare con le mappe 'nuove', visto che strategie a lungo termine è quasi impossibile farne (o meglio si possono fare, ma nel frattempo l'avversario, se non ti è girato il dado, chissà quanti punti ha fatto ...).

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  7. Beh, per Macao dovrebbe esserci l'edizione della Rio Grande... L'inglese lo mastico piuttosto bene (grazie ad anni di Magic e ai gdr) e ormai ho davvero parecchi giochi nella lingua di Albione. :)

    Ovviamente Burgen lo devo approfondire con una sola partita alle spalle, il sistema l'ho trovato sufficientemente elegante, piacevole e fortemente improntato sull'ottimizzazione di dadi e utilizzo delle tessere; al di là di aver dovuto consultare spesso il manuale per i simboli delle tessere gialle (o giallo limone/verdino - l'unico problema che abbiamo avuto è stato per il mio avversario che confondeva il grigio delle miniere col beige degli edifici) e degli edifici (che imparerò a memoria solo dopo un po' di partite) e al di là della necessità di acquisire lavoratori quando i dadi girano proprio male. Ribadisco, ho voglia di rigiocarci e questo è già positivo :)

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  8. Ciao,
    a distanza di tempo..e immagino di numero di partite fatte..puoi dare nuovi pareri (o confermare i vecchi..) in merito a questo gioco?
    Chiedo inoltre: amando In the year of the dragon questo titolo è consigliato come passo successivo?
    grazie

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  9. Ti dirò che mi ritrovo nelle impressioni che ho appena riletto: il gioco è interessante e sfizioso, ma richiede uno sforzo di memorizzazione delle tessere, che poi tende ad andare perso, nel senso che non è che poi abbia una longevità esagerata .. Alla fine la curva di apprendimento può non essere troppo lunga da percorrere e si può preferire altro ;) Non lo considero il 'passo dopo' dell'anno del dragone, che aveva il pregio di un tema più aderente, una componentistica più azzeccata ed una bella interazione: in sintesi decisamente più bello, ma siamo sempre nel campo della mia modestissima opinione ;) Quindi: Burgen è bello, è un must per gli appassionati di Feld, ma non è nè il suo capolavoro, nè per tutti, per via della sua aridità e spartanità.

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  10. Puoi darmi la tua classifica di gradimento dei giochi di Feld? Mi ritrovo molto nelle tue recensioni e potrebbe darmi un aiuto nella scelta:-) grazie
    Ang

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  11. Ri-quoto la richiesta di cui sopra. Sarebbe interessante una tua personalissima classifica di gradimento.

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  12. Direi che il migliore è l'Anno del Dragone. Poi, per chi ama gli astratti 'scacchistici', c'è Luna; per chi qualcosa di più leggero, c'è Speicherstadt; tra gli spremimeningi invece ci sono Trajan e Bora Bora ;)
    Anomali sono invece Macao e Burgen, che ho visto graditi a gente che non ha altri Feld ..

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