martedì 26 aprile 2011

[Prova su strada] 7 Wonders

Spesso propongo sul blog anteprime (preview) dei titoli più attesi, analizzandoli in profondità sulla base di regole e dello studio delle loro meccaniche. In questa rubrica, dal nome, appunto 'prova su strada', troverete invece soprattutto le impressioni di gioco tratte dal recensore dopo svariate partite, completando idealmente la prima presentazione a suo tempo proposta. Lascio quindi la parola a Chrys per la sua recensione.


scritto da Chrys

Oggi parleremo di 7 Wonders di Antoine Bauza, un gioco gestionale per 2-7 giocatori incentrato sullo sviluppo di civiltà. Questo gioco è stato (assieme a Fresco e Troyes) una delle principali e più apprezzate novità della fiera di Essen, e come Fresco si è dimostrato quasi introvabile per lungo tempo. La versione italiana è finalmente arrivata sugli italici scaffali ed ho così finalmente avuto modo di provarlo in prima persona.

Riguardo all'edizione italiana devo anzitutto premettere un'iniziale delusione: mi aspettavo infatti una versione italiana al 100% con tutte le carte tradotte, mentre in realtà si tratta dell'edizione internazionale della Repos con all'interno il manuale in italiano (oltre a quelli in tedesco, francese, spagnolo ed inglese) ma con le carte in inglese (per giugno è comunque preannunziata una edizione interamente localizzata). Va comunque detto che le scritte si limitano unicamente al nome delle costruzioni (library, cave, market, temple, stables, ecc.) comunque tranquillamente riconoscibili grazie alle splendide illustrazioni, anche per chi non sapesse l'inglese, mentre tutto il resto (costo di costruzione ed effetti della carta) è espresso in simboli, quindi slegato da qualsiasi lingua. Avendo avuto modo di provarlo con persone senza alcuna conoscenza di inglese, posso rassicurarvi che non hanno incontrato alcuna difficoltà.




Le meccaniche di gioco

Come consueto mi limito in questa sede ad una brevissima panoramica delle meccaniche di gioco, rimandando chi volesse approfondire la cosa alla dettagliatissima preview scritta da Fabio alcuni mesi fa. In sintesi ogni giocatore gestisce una città/civiltà del mondo classico con annessa meraviglia (da cui il titolo 7 Wonders, ovvero Le 7 Meraviglie). Nel corso di 3 epoche successive, ciascuna caratterizzata da strutture ed innovazioni più evolute, si cercherà di far prosperare al massimo la propria civiltà costruendo edifici che influiscono su differenti aspetti. Le carte edificio sono di vario tipo tra cui: fonti di materie prime (miniere, cave, foreste, ecc.), manifatture (pergamena, stoffa e vetro), edifici e strutture civiche (che danno direttamente punti vittoria), strutture culturali (come biblioteche, scuole e laboratori), zone commerciali (che favoriscono il commercio o l'ottenimento di risorse) e strutture militari.
Nella scatola
Il gioco è sostanzialmente un gioco di carte, ma ammetto che il gioco risulta più appagante rispetto ad altri giochi di carte (come ad esempio il famosissimo Dominion). Ogni giocatore ha infatti davanti a sè una propria plancia in cartone (circa 25 x 11 cm) che rappresenta la propria grande meraviglia con indicati alcuni dati di gioco, ed oltre alle carte nella scatola troviamo numerosi token di cartone di monete (da 1 e 3 monete) tre tipi di token vittoria militare per le tre epoche e dei token per le sconfitte. Ci sono poi naturalmente i 3 mazzi delle tre epoche più alcune carte aggiuntive per attribuire in modo casuale le civiltà e le posizioni attorno al tavolo. Troviamo anche uno spesso blocchetto a colori creato apposta per calcolare a fine partita i punti vittoria e tenerne traccia nel tempo.

Gli iniziali dubbi sulla scarsa leggibilità dei costi di costruzione (quelli in alto a sinistra) sono stati smentiti: le carte sono infatti fuori standard e più grandi del normale di almeno un 15% il che le rende leggibilissime. Infine la scatola contiene al suo interno un inserto in plastica con gli spazi per stipare tutti i contenuti in modo comodo e soprattutto stabile anche trasportando la scatola in giro, cosa comunque apprezzabile; l'inserto per contenere tutti gli elementi era tra l'altro assente nelle prime edizioni e molti acquirenti se ne erano fortemente lamentati.

Conclusioni
Il principale punto di forza del gioco è senza alcun dubbio la rapidità; sebbene le regole non siano velocissime da spiegare il gioco si svolge molto velocemente e senza tempi morti, al punto che già la primissima partita è durata poco più di 35 minuti (ed eravamo in 6). Di fatto, poiché i turni sono effettuati in simultanea e in ogni epoca si giocano sempre solo sette carte a testa, la durata del gioco rimane praticamente costante, che si giochi in 2 o in 7. Ho avuto modo di provare una decina di partite e la durata si assesta sempre attorno ai 30 minuti come promesso dalla scatola.

Le strategie adottabili sono molte e l'interazione con gli altri giocatori, seppur non eccessiva, è sufficiente a obbligarti a tenerne conto nelle scelte. Infatti la civiltà e le scelte di sviluppo fatte dai giocatori che ti siedono accanto (gli unici con cui nel gioco puoi interagire direttamente, commercialmente o militarmente) sono molto più rilevanti di quanto non sembri, e anche solo rimescolare le posizioni dei giocatori attorno al tavolo ha il suo effetto.

Le carte usate durante la partita non sono comunque moltissime (da 63 a 147 in base al numero di giocatori) quindi intravedo il rischio che dopo molte partite intervenga un certo dejà vu soprattutto se giocato sempre con un numero medio basso di giocatori (3 o 4)... va comunque detto che nell'arco della partita ognuno gioca al massimo 21 carte (e spesso anche 4-5 in meno), quindi le possibili combinazioni sono molte. Intorno a giugno 2011 dovrebbe comunque uscire una piccola espansione contenente qualche carta in più, una nuova civiltà (Roma) e 30 carte di un nuovo tipo (capi di stato) che saranno giocabili all'inizio di ogni era ad un costo in monete.

Nel corso della partita si ha la piacevole sensazione di ingrandire e sviluppare la propria civiltà e quando il gioco finisce si rimane sempre con quella sensazione di aver potuto fare meglio e con la voglia di rigiocare tant'è che spesso i giocatori mi hanno subito chiesto di rifare un'altra partita. Se avete poi un gruppo di giocatori numeroso è un gioco assolutamente da possedere perchè vi permette di giocare anche in tanti, cosa più unica che rara per questa tipologia di gioco (normalmente i gestionali sono per 3-5 giocatori, e molti per massimo 4).

Come già intuito da Fabio nella sua anteprima le regole non sono proprio semplicissime e aver già giocato qualche altro gioco di tipo gestionale aiuta, ma non è necessario. Sebbene non sarebbe la mia prima scelta per introdurre ai gestionali qualcuno alle prime armi (ad esempio io opterei per Stone Age) le meccaniche sono comunque semplici rispetto a molti altri giochi di questo tipo.  

Mi sento quindi di consigliarvi vivamente questo gioco anche perchè i difetti sono minimi ed i suoi pregi invece molti; il prezzo al pubblico per l'edizione multilingua è di 39,90, prezzo in linea con quelli di mercato e a mio parere il gioco li vale. E' vero che sono solo 5-10 euro in meno di altri giochi tradizionali con tabellone e omini, ma le carte sono comunque più grosse dello standard, include molti token e le 7 plance messe assieme valgono un tabellone. Potete facilmente trovarlo nei vari negozi specializzati tra i 35 ed i 45 euro. 

Nel negozio online Egyp.it la versione italiana è proposta a 38,90 euro.


-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Repos Production) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -

3 commenti:

  1. Per me: gioco capolavoro! Dopo più di 40 partite ancora non mi ha stancato per nulla, merito delle infinite variabili che si generano in ogni partita (carta che ti arrivano in mano, meraviglia di partenza, costruzioni avversarie, ecc). Ogni partita è sempre diversa e non c'è una strategia vincente, ma bisogna essere bravi a leggere la partita e adeguarsi di conseguenza.

    Per la questione "versione italiana con carte inglesi" riporto un estratto da l'intervista di Massimo Bianchini (Asterion Press) su Gioconomicon in merito: "[...]verranno ristampati TUTTI E TRE i mazzi, in lingua ITALIANA, e verranno inviati a tutti gli acquirenti del gioco base che ne faranno richiesta. Per farlo, dovranno inviare una comunicazione all’indirizzo servizioclienti asterionpress.com (aggiungendo @), specificando il recapito di spedizione e il luogo d’acquisto. Aggiungo che, a seguito di questa ristampa, abbiamo raggiunto un accordo (per certi versi di favore) con Repos/Asmodee per la realizzazione di un’edizione completamente in italiano di 7 Wonders, che entrerà in commercio tra maggio e giugno. In pratica: i vecchi acquirenti che ne faranno richiesta riceveranno i mazzi in italiano, mentre i nuovi li troveranno direttamente all’interno della scatola. La realizzazione in italiano comporterà tuttavia un costo di produzione più alto e il prezzo di copertina salirà di qualche euro (probabilmente 3-5)."

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  2. Ho comprato e giocato diverse volte ma non mi ha preso particolarmente. Lo trovo decisamente freddo. Il sistema "draft" poteva essere implementato con un qualche tipo di meccanica diversa.

    I riferimenti storici sono inconsistenti... grave pecca per un gioco che vorrebbe essere "ambientato". Trovo la meccanica completamente scollegata dal contesto.

    Non hai mai l'idea di stare costruendo una meraviglia. Perché piazzare una carta coperta dovrebbe darmi l'idea di star costruendo un pezzo della meraviglia?

    Interessante la meccanica della guerra.

    Se qualcun fosse interessato vendo la mia scatola di 7 wonders ed. internazionale (:..D non te la prendi se faccio pubblicità sul tuo blog eh :...D).

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  3. E' un gioco semplice e divertente, per questo credo che ogni giocatore con la passione per "l'acquisto" ne abbia una copia in casa.
    Per chi entra nel mondo dei giochi è impossibile non affezionarsi, per gli hardgamers una partita ogni tanto è piacevole.
    I disegni sono splendidi, l'ambientaizone è resa sufficientemente ma, per il tipo di gioco, non è richiesta una ambientazione più massiccia.
    Difficile da spiegare, facilissimo poi da giocare, ma le strategie che ci sono dietro sono davvero tantissime.
    Il costruire una fase di una meraviglia ad esempio è una operazione molto importante e delicata, mi interessa poco che non "sento" di star costruendo una meraviglia, interessante è il fatto che sono quasi obbligato a farlo (punti vittoria e abilità speciali che si attivano) e soprattutto la possibilità din "nascondere" una carta che potrebbe essere importantissima per il mio vicino di posto e che per me non lo è o semplicemente sono impiossibilitato a costruirla.
    Ho fatto solo un esempio, ce ne sono 1.000.....non è il mio preferito ma se mi chiedete di giocarci vi dirò sempre si

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